Campagna "Tutto Inizia Quando Tutto Finisce"

Gioco:
Dungeons&Dragons 5 edizione.

Cadenza:
Ogni Martedì alle 21.00 fino alle 24.00 massimo.

Master:
@impesio

Giocatori:
Giank56, Sercinci, Beckiovich, Celebris, Drackmon, Lamorak.

Intro della Campagna:
L’Età dell’Aquila inizia dopo una Alvia provata militarmente da Adanthor nel 678° anno dalla fondazione Alviana. L’intervento dei Titani Xàanthiani nella seconda guerra civile appena successiva alla guerra adanthoriana si rivela decisiva nella formazione di un nuovo assetto statale. Da una repubblica oligarchica Alvia diventa una monarchia parlamentare, conciliando così il suo lato più conservatore e quello più dinamico. Il senato viene ristrutturato per accogliere parti più dinamiche della società e alcuni Titani Xàanthiani vennero ammessi.

Così inizia la seconda rinascita di una nazione che ha sofferto nell’arco della storia più umiliazioni. Il contatto con civiltà diverse giovò ad Alvia: la guerra contro i nani riformò la struttura militare e diede alla luce una generazione dopo un corpo di ufficiali militari che non avrebbero incontrato nemici alla loro altezza.

Con in testa i Titani Xàanthiani Adennidius Nealus e la figlia Attilea Neala, il secolo successivo si sarebbe rivelato pieno di generali senza tempo. A partire dal cosieddetto Periodo del Riscatto.

Nei due secoli successivi Alvia annette la Pebeania, fà guerra ai territori barbarici intorni ai suoi confini, si confronta nuovamente con Adanthor umiliandola dopo la morte di Vergenanthor, distrugge totalmente la fastidiosa farza mercantile e piratesca della repubblica d’Hemistea e in un terzo conflitto porta Adanthor sotto la sua sfera di influenza.

Nel IX secolo dalla fondazione di Alvia, la sua potenza non ha rivali fuori e dentro il continente d’Esea. Le ricchezze affluiscono velocemente da ogni parte di uno stato che vestiva da re ma si comportava da impero. Dopo quasi un secolo di prosperità incondizionata, Alvia si trasforma e il senato perde potere in favore di una figura imperiale sempre più maestosa. All’inizio del X secolo f.A. queste due forze si scontrano e il re ne esce vincitore, creando il titolo di imperatore di Alvia e lasciando in gestione al senato solo la Lenea e l’Evestria.

I Titani Xàanthiani nel frattempo si ritirarono dalla vita militare, non vedendola più necessaria per garantire l’ordine alviano e come si sa molto bene “tempi avversi creano uomini forti, ma tempi tranquilli creano uomini deboli”. Capitò che alcuni di loro persero la vita nelle guerre che combattevano.

Adennidion viene ucciso alla vigilia della Guerra tra Aquilei e Allorici, in una congiura ordita per evitare che si schierasse con uno dei due fronti. La figlia, Attilea, affranta dalla morte del padre e non più fiduciosa nell’ordine umano, si ritira a Xàanthìa qualche mese dopo la vigilia della guerra, senza lasciare traccia.

Dopo il rafforzamento del suo potere, in una transizione definita “da Monarcato a Imperatorato”, l’imperatore decise di mantenere un consiglio di consulta costituito solo da titanidi, titani e da i suoi più fidati uomini. E Alvia visse un altro, seppur non lungo quanto il precedente, periodo di felicità e tranquillità.

Ma il X secolo fu di grandi cambiamenti. Innanzitutto tra l’VIII e il IX secolo ricomparirono i benedetti, in misura sempre maggiore. Nel IX si arrivò a scoprire l’esistenza della magia come forza naturale e alcuni umani iniziarono a studiarla per conto proprio. Nel X secolo sarebbe apparso il Concilium Excelasiarum Artium Arcanarum. Quest’ultimo scopre poi la vera natura arcana dei benedetti e inizia a studiare le fonti del loro potere. Il concilio però non ebbe modo di scoprire alcuna differenza nell’origine della magia se non che alcuni la possiedono innata, mentre altri no e che questi ultimi la possono studiare per utilizzarla.

Con ciò ritornarono molti dei problemi di un’epoca che si pensava lontana perché in molti si erano dimenticati dell’epoca dei Re Oscuri. L’imperatore costruì delle specifiche forze militari costituite dai “benedetti” perché combattessero ai confini dell’impero. I più meritevoli e fedeli vennero accolti nella guardia imperiale.

Anche se lo diedero poco a vedere, i maghi gioirono quando a metà del IX secolo uno di quelli che sarebbero stati in seguito chiamati Arcanosismi devastò un’intera città dell’Evestria. Fu un occasione quasi unica per loro per studiare un evento di magistrale portata e diede loro fiducia nel fatto che la magia poteva portare a grandi cose, ma ciò rimase un segreto per molto tempo.

Però il potere imperiale tenne solidamente almeno fino al finire del X secolo dalla fondazione; mentre associazioni di Benedetti ne prendono sempre più lontananza, l’esercito va via via indebolendosi. Inoltre Zeriana, una veggente, prevede un futuro oscuro e insicuro per l’impero:

“Allora l’aquila fiera / china il suo capo / e le folte piume / si tingono del suo stesso vestito. / Sarà quindi troppo tardi: / il lupo già l’azzanna.”

Corre ora l’anno 994 f.V., sento che qualcosa… qualcosa sta arrivando.