[Cronache dell'Aria] Vecchiaia, Volume IV

Vecchiaia

Devilhook osservava con attenzione il suo coltello, regalo del padre. Era cresciuto nella convinzione che il Profeta e Joseph fossero due amabili persone, ma la prima volta che vide il Ministro dell'Amore stava ordinando ai suoi uomini di uccidere i rivoltosi. I ricordi gli annebbiavano la mente e si susseguivano fra scene che facevano tremare Devilhook; E la pioggia continuava a battere sulla sua finestra. Il ragazzo uscì di casa e si diresse verso la taverna, appena entrato il taverniere, amico d'infanzia si avvicinò a lui: "Amico mio! Sei tutto bagnato! Lascia che ti offra un buon bicchiere di vino Firemano, ottimo per riscaldarti in queste giornate!" Devil accettò di buon grado, ma sembrava avvolto dai suoi pensieri. Il suo amico, per tirarlo sù di morale, si avvicinò al suo orecchio e gli disse: "Ci sono buone notizie nell'aria! Helyon..... Helyon sembra voglia intervenire qui a Skemàs! Vogliono aiutarci!" Devil rimase piacevolmente sorpreso da queste novità, si alzò di colpo e lasciò la locanda. Il taverniere cercò di fermarlo ma sapeva quanto testardo era.... prese il vino e rimase a borbottare tra sè e sè.

Devil andò subito in piazza, odiava la pioggia ma quel giorno la stava amando.... il cappotto nascondeva il coltello sotto la cintura.... In quel momento Joseph stava tenendo il suo solito discorso quotidiano, ed il profeta sedeva alla sua destra. "Come già annunciato la fondazione di Silental procede a gonfie vele! I nostri uomini lavorano senza sosta e i lavori sono ad un ottimo punto!" Devilhook aumentò il passo. "Nonostante la pioggia entro la prossima settimana Silental sarà pronta ad accogliere i coloni!" Ormai il Ministro era a meno di cento metri. "Le case saranno disponibili a tutti i nostri cittadini! E ognuno di voi oltre ad un tetto dove riposare avrà anche un piatto caldo ogni giorno!" Ormai Devil correva tra la folla, che lo guardava con aria interrogativa. "Oggi inizia una nuova era..... l'era della....." Il Ministro si fermò di colpo, vedendo la figura di Devilhook di fronte a sè; Senza pensarci un attimo Devil gli conficcò il coltello più e più volte nel petto, incurante della stazza dell'uomo. Joseph, sappur ottantenne avvinghiò le possenti braccia attorno al collo di Devil ed urlò: "Il Guratòr! Salvate il Guratòr!" Sentito questo Devil lasciò esangue Joseph, e si diresse verso l'anziano profeta. Il Ministro cercò di avvicinarsi al Profeta ma venne circondato da psico-poliziotti, che lo portarono via. Devil non sappe se uccidere l'anziano Profeta, ma non aveva altra scelta..... Il Profeta sapeva le sue intenzioni, ma gli rivolse un sorriso amorevole e pieno di misericordia...... in quel momento la sua candida tunica divenne rosso sangue. Un colpo stordì da dietro Devilhook, e mentre veniva portato via non sapeva perchè la folla non si stesse rivoltando.... sentiva solo preghiere, e pianti, la gente vicino a lui gli sputava addosso.... Un psico-poliziotto mise fine ai suoi pensieri.

In quel momento le nubi si diradarono e smise di piovere, il sole illuminò la folla, ed in un improvviso attimo di silenzio una voce dominò la piazza. I cittadini la riconobbero, era Joserèn Phirez, il figlio di Joseph, studioso all'accademia di belle arti Avaloniane di Skemàs. "Fratelli! Mio padre, prima di morire fra le mie braccia è stato liberato. E' stato liberato dall'attentatore, ed è stato liberato da uno spirito maligno che per anni lo tormentava. Quando ero bambino conobbi un padre mite e buono, ma ora lo vedevo cambiato. Era un dittatore assetato di sangue. Ma pochi minuti fa l'ho rivisto, e non ho visto il Ministro dell'Amore, ma il padre che avevo da bambino." Joserèn si asciugò le lacrime. "Le sue ultime parole erano rivolte a voi, chiedeva il vostro perdono, e quando si spense era felice, perchè sapeva di averlo ricevuto." La folla lo ascoltava attentamente, mentre si sentivano pianti tra le donne e gli anziani. "Il Guratòr inoltre non ci ha lasciati da soli. Skemàs non morirà con lui!" Ad un cenno del capo un giovane si avvicinò a Joserèn, e prese parola. "Lui è il figlio del nostro Guratòr!" I pianti lasciarono il posto ad applausi ed urla di gioia, la piazza era unita e confusa tra le urla: "Guratòr! Skemàs! Guratòr!" Il giovane Profeta si avvicinò alla folla, prese in braccio un bambino ed indicò il cielo, la folla seguì il suo dito e le vide per la prima volta: Due stelle risplendevano, di giorno, nel cielo di Skemàs, e il Profeta disse: "Mio Padre e Joseph non ci abbandoneranno mai, i padri fondatori ci veglieranno e ci proteggeranno dall'alto del cielo!" Un boato di gioia scosse la piazza, e il Profeta lasciò il posto a Joserèn. "Mio padre aveva ragione..... oggi inizia una nuova era..... l'era della Rinascita!"

Fine del Primo Ciclo delle Cronache dell'Aria