[D&D 5e] L'Aquila e il Lupo

L'Aquila e il Lupo

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L'Età dell'Aquila alvina

L’Età dell’Aquila inizia nel 678° anno del calendario alviano. A causa della precendete guerra contro i nani adanthoriani e della guerra civile che scaturì successivamente ad essa Alvia si trovava in una situazione di piena crisi. A seguito di una rivolta che ebbe come epicentro Alvia nel 725 il sistema repubblicano cesso di esistere a favore della monarchia. Cedenius Lisinius Gesius sfruttando le rivolte si autoproclamò regnante di Alvia. Alcune regioni sottomesse all’Impero sentendosi più rappresentate dalla repubblica che dalla monarchia riuscirono ad ottenere il favore dell’esercito mandato lì per sedare le ribellioni e così scoppio un’altra Guerra Civile ad Alvia.

La maggior parte, se non tutte, le città leneatiche alzarono i propri vessilli contro la monarchia e sotto la guida del titano Adennidion Neal la rivolta iniziò. Famoso per le sue abilità tattico-strategiche e per aver portato sua figlia ancora giovane, Attilea Neal, nei campi di battaglia con sé. In soli 4 anni riuscì a sconfiggere l’esercitò monarchico. Propose al re Cedenius il “Compromesso della Corona e dell’Alloro”, in una situazione di ovvia difficoltà il re accettò, così nel 729 il Regno Alviano diventò una monarchia parlamentare ed iniziò un periodo di riscatto per Alvia.


All’interno dell’aristocrazia venne accolto Adennidion e altri titanidi o soldati che avevano dimostrato valore e coraggio combattendo contro la monarchia. Adennidius Atilius Nealus dopo essere stato ammesso nell’aristocrazia insieme alla sua famiglia diventò un <i>dittatores</i> assumendo una parte del controllo relativo alle armate dislocate nei territori del regno.


Grazie in gran parte ad Adennidius e sua figlia Attilea il Regno Alviano entrò in un periodo favorevole e pieno di speranza. Innanzitutto fu annessa la Pebeania garantendo così l’accesso al mar Meseo, sconfisse Adanthor annettendolo nel proprio regno, stessa cosa per il regno marittimo di Hemestia. Alvia ebbe così il pieno controllo sul mare di Valorum, non avendo nessun rivale nell’Esea con potenza uguale o superiore.


Nel X secolo nasce l’Impero Alviano dopo uno scontro tra il senato e il re il quale ne esce vincitore, limitando il potere del primo solamente alla Lenea e all’Evestria. Nel contempo i Titani Xàanthiani si ritirano dalla vita militare non trovando più un motivo per garantire l’ordine nel regno.


Durante la guerra tra i fedeli al senato e i fedeli alla monarchia Adennidius viene ucciso a causa di una congiura per evitare che si schierasse con uno dei due fronti, Attilea perdendo fiducia nel genere umano decide di ritirarsi dalla vita militare come gl’altri Titani.


L’imperatore decise di mantenere un consiglio di consulta costituito da titanidi, titani e dagli uomini a lui più fidati.


Tra il VIII e IX secolo ricomparirono i benedetti e alcuni umani scoprendo la magia iniziarono a studiarla per conto proprio. Così nel X secolo si formò il Concilium Excelasiarum Artium Arcanarum, concilio con lo scopo di studiare la magia e di capire ogni segreto che si cela dietro di essa. Il concilio riuscì a capire la fonte arcana che garantiva il potere ai benedetti, inoltre scoprì che alcuni la possedevano come dote innata mentre altri con lo studio potevano acquisirla. Con il ritorno dei benedetti ritornarono anche alcuni dei problemi che si erano presentati durante l’epoca dei Re Oscuri. Inoltre l’imperatore costituisce alcune forze militari costituite da benedetti ma comunque in maniera minore a come si farà in futuro. In questo periodo ricomparirono gli “Arcanosismi”, eventi di natura magica che avvengono senza una logica o motivo spiegabile, chiamati così dal Concilium Excelasiarum. Quando nel IX secolo durante la loro ricomparsa uno di questi fenomeni distrusse un intera città nell’Evestria i maghi del concilio furono molto entusiasmati nello studiare un evento di tale portata. Non rivelarono mai le loro scoperte su tali fenomeni.


Grazie al periodo di pace che l’Impero Alviano affrontò i benedetti lasciarono l’esercito e l’esercito con il tempo si indebolì.</span>

La prima guerra Okashikami

Era l’anno 997 quando nella capitale alviana giunse notizia che un popolo mai sentito prima di allora stava attaccando alcuni stati alleati di Alvia ad occidente del mar Meseum. Si decise di schierare il miglior generale Alviano Ivarius Efrenius Milicus al comando di tre legioni pensando di avere una vittoria facile e indolore, in verità gli alviani stavano entrando in una fase piena di terrore e morte.

Nella Mesea Alvia conobbe per la prima volta l’imponente Orda Okashikami che nella battaglia di Mahdran disintegro l’esercito alviano e uccise il generale. Questo nuovo e terribile popolo faceva forza sui propri combattenti licantropi.


Dopo che l’Orda raggiunse la Pebeania Alvia fu costretta a chiamare la leggendaria Attilea Atilisia Neala. Lei riformò e modello le legioni sotto il suo comando in modo da combattere in modo efficacie i loro temibili nemici. Fondò un nuovo corpo di soldati d’elite chiamati Praetolites, specializzati contro i licantropi. Inoltre coinvolse alcuni esponenti dell’organizzazione arcana a combattere attivamente contro l’Orda. Tra il 998 e il 1001 Attilea, grazie ai suoi cambiamenti e alle sue strategie, evitò importanti catastrofi militari.


Grazie ad un colpo di fortuna gli alviani capirono il punto debole dei licantropi, l’argento. Sapendo questo a Lkahan nel 1003 l’Orda Okashikami fu sconfitta e il loro generale Ariun Ju fu catturato e successivamente ucciso durante un tentativo di fuga.</span>

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Prima sessione (30/04/18)

Personaggi:</span></span></strong>

- Brakkar Barbaferrea (nano): simone

- Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG

- Varius Arcanium (umano): Davide

- Umbra (gnoma): Deborah

La campagna inizia a Soyissa una piccola città in Lenea non molto lontana dalla Pebeania. Tutti e quattro i personaggi si trovano nella caserma della città, in attesa dell’arrivo del centurione locale, Umbrus. Per passare il tempo iniziano a parlare fra di loro presentandosi e capendo che si trovano tutti lì per lo stesso motivo, ovvero trovare e catturare una spia dell’Orda Okashikami. Umbrus appena arriva gli dà più dettagli sulla missione che hanno accettato di compiere. Devono prendere, possibilmente vivo, Vesilius Fersilio un benedetto che lavora come spia dell’Orda, attualmente si trova in una locanda abbandonata della città, il loro compito è fermarlo prima che parta per la Pebeania. I quattro avventurieri a fine briefing vengono condotti vicino alla locanda abbandonata da due legionari. Gli avventurieri notano che davanti all’edificio in cui si nasconde la spia ci sono due vedette, probabilmente mercenari. Quindi optano per un approccio furtivo alla missione, due di loro, Brakkar e Varius, distraggono i due mercenari mentre le altre due vanno dentro alla locanda furtivamente. Purtroppo il nano, a causa di un offesa ricevuto, si arrabbia e inizia un combattimento contro i mercenari che si rivelano facili avversari per gli avventurieri. Arrivati nel piano sotterrano della locanda scoprono che ci sono molti armi, abbastanza per rifornire un piccolo esercito. Dopo questa scoperta riescono a sconfiggere i mercenari rimanenti che volevano tendergli un imboscata nei sotterranei. Riescono anche a catturare uno dei loro nemici e interrogandolo capiscono che Vesilius Fersilio è riuscito a fuggire dalla locanda senza farsi vedere. Nelistra, la titanide chierica, trova un foglio per terra con su scritto “Shoshar di Hazar”.

Seconda sessione (07/05/18)

Personaggi:</span></span></strong><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><span><span>   - Brakkar Barbaferrea (nano): </span></span></strong><span style="color:#8f8f8f;"><span>simone

- Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG
- Varius Arcanium (umano): Davide
- Umbra (gnoma): Deborah

   <strong>- Adomorn Hohenstaufen (Halfling): </strong>Alessandro N.</span></span>

La squadra ritorna dal centurione con il prigioniero, che viene torturato e minacciato finché non rivela alcune importanti informazioni in cambio di protezione. Rivela che Visilius si sta dirigendo ad Hazar, da un calzolaio di nome Shoshar, dove si incontrerà con un'altra spia per fare il reso conto delle informazioni che ha raccolto. La squadra decide si partire al mattino, quindi salvo per Brakkar che passa del tempo in una locanda, tutti vanno a dormire. Il giorno dopo, prima ancora dell'alba, due corpi vengono ritrovati: il prigioniero e un soldato che faceva la guardia. La squadra indaga e seguendo delle tracce trova i vestiti insanguinati del colpevole. Grazie all'aiuto di un bambino trovano il traditore, un legionario passato al nemico. Nonostante il gruppo sia diviso sul da farsi, il traditore viene portato in caserma malconcio, ma ancora in vita. Giunta l'alba inizia il viaggio a piedi e una volta giunti a Bissa il gruppo viene subito intercettato da un uomo che dice che qualcuno li sta aspettando. Sospettando una trappola, il gruppo lo segue guardingo, ma cade proprio nella trappola rimanendo bloccati in un vicolo, circondati da dieci uomini armati, cinque da ogni parte. Costretti a combattere, uccidono tutti i nemici tranne uno, che viene lasciato in vita per essere interrogato.

By Deborah

Terza sessione (14/05/18)

Personaggi:</span></span></strong><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><span><span>   - Brakkar Barbaferrea (nano): </span></span></strong><span style="color:#8f8f8f;"><span>simone

- Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG
- Varius Arcanium (umano): Davide
- Umbra (gnoma): Deborah

   <strong>- Adomorn Hohenstaufen (Halfling): </strong>Alessandro N.</span></span>

& Selenia (umana) special Guest

Finito il combattimento della scorsa sessione, interroghiamo il tipo catturato è stato ingaggiato da Stralis Vontis, mercante della zona, la stessa persona che ci ha ingannato portandoci nel vicolo. Catturato il mercante, scopriamo che Vesilius è già passato di qui e ha cercato di bloccarci la strada. Dopo aver fatto le giuste contrattazioni per la "scarcerazione" dei furfanti, siamo ripartiti verso Hazar. arriviamo nella grande fortezza di Hazar, nel pomeriggio, oltre il fiume al confine. Dopo i dovuti controlli, ci dirigiamo dal centurione Maximo nella fortezza per informarlo della nostra missione. Entrati nella cittadina, ci dirigiamo verso Shoshar il calzolaio, trovandolo morto nel retro. Seguendo le tracce, vediamo una donna con la figlia, insieme ad un legionario ed un uomo. Ci forniscono le indicazioni sulla direzione dell'assassino. Scopriamo che Vesilius era arrivato già prima sul luogo, al pomeriggio, con un uomo con un turbante e uno strano sigillo usato dai servitori dei nobili Pebeani. Ci rechiamo nella taverna più vicina e conosciamo Selenia Ravidus Lannis (ha la stessa collana di Varius e Nelistra), una ragazza giovane e benedetta alla ricerca di Visilius poiché in passato ha assassinato la sua maestra, inoltre veniamo a conoscenza del vero nome di Vesilius, Eclivon Poeris. Ci rechiamo verso la residenza del signorotto del luogo convinti di trovare risposte, dopo varie minacce riusciamo ad evitare per un pelo un incidente diplomatico con i mercenari a guardia. Ci dividiamo, Nelistra va dalla moglie a fare compagnia, gli altri vanno al porto. Ci fermiamo ad indagare nelle varie locande, scoprendo che l'assassino ha chiesto rifugio in alcune di queste, ma purtroppo ancora nessuna pista.

By Davide

Quarta sessione (21/05/18)

Personaggi:</span></span></strong><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><span><span>   - Brakkar Barbaferrea (nano): </span></span></strong><span style="color:#8f8f8f;"><span>simone

- Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG
- Varius Arcanium (umano): Davide

- Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N.

& Selenia (umana) special Guest

Nelistra e Selenia dopo aver rassicurato la vedova, capendo che non sarebbe stato utile restare li, si ricongiungono con il resto del gruppo al porto. Durante l'incontro al porto si avvicina una guardia che da indicazioni sulla direzione del sospetto che si è diretto verso il centro città. Seguendo le indicazioni della guardia il gruppo si dirige verso la locanda chiamata giumenta bardata, arrivati li notano una traccia di sangue che si dirige verso il centro città, indagando meglio sulla traccia capiscono che il sangue è li da almeno 2 ore,seguendo altre impronte il gruppo oltrepassa 2 locande fino a una casa nella quale le tracce entrano da una finestra rotta. Il gruppo entra nella casa(il nano fa casino entrando) e sentono sia dei passi provenienti da sopra e dei rumori provenienti dal piano di inferiore, nel mentre dal piano superiore scende un vecchio che viene bloccato intano il gruppo scende e trova 2 lupi mannari. Dopo il combattimento sul cadavere che era stato divorato dai lupi viene ritovato un sigillo della famiglia Al Kathun della città Leremer. All'uscita dall'edificio, allertato dal gran casino causato dal combattimento, arriva il Legato Melanus accompagnato dal centurione ed altri legionari chiedendo novità sulla situazione. Il mattino dopo il gruppo dopo essersi riequipaggiato alle13 riparte con i cavalli forniti dalla legione. Durante la notte mentre il gruppo dormiva all'area aperta si sentono delle grida da una fattoria vicina dopo essersi diretti li iniziano a combattere i banditi che avevano attaccato la fattoria sconfiggendoli molto facilmente.

By Simone

Quinta sessione (21/05/18)

Personaggi:</span></span></strong><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><span><span>   - Brakkar Barbaferrea (nano): </span></span></strong><span style="color:#8f8f8f;"><span>simone

- Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG
- Varius Arcanium (umano): Davide
- Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N.

& Selenia (umana) special Guest

Sconfitti i banditi all'ingresso il gruppo entra in massa nella fattoria alla ricerca di superstiti. Non senza difficolta' e grazie al gioco di squadra l'incendio viene domato e la moglie e la figlia del fattore vengono tratte in salvo, per quest'ultimo purtroppo non c'e' nulla da fare. Dalle donne, palesemente sconvolte da quanto accaduto, non viene ricavata alcuna informazione utile a capire la provenienza degli assassini o il motivo dell'attacco. Il gruppo decide di ripartire proseguendo la missione all'alba.

Giunti a Soroa di pomeriggio la compagnia e' attratta dalle grida provenienti dal porto, si tratta di una madre che implora un marinaio per essere accolta a bordo con i due figli su una nave in partenza per Adanthor. I nostri eroi, colti nuovamente da impeto cavalleresco, decidono che di aiutare la famiglia a ottenere il passaggio (decisione che vede tutti concordi tranne Brakkar il nano).


A bordo della nave, chiamata Obelisco di Mare, incontrano il capitano Sirio Velloruchi che si rifiuta di accogliere altri passeggieri oltre i 3 nani che hanno gia' pagato per il trasporto; grazie a domande insistenti il capitano rivela il nome dei trasportati: si tratta di 3 nani mercenari di nomi Vondal, Baern e Ogrim il bianco (capo del clan). L'unica soluzione per aiutare la donna ad essere imbarcata e' chiedere ai nani di accettare altri passeggieri, tuttavia il capitano mette in guardia rispetto alle particolari abitudini di Ogrim, affetto da una grave forma maniacale di ossessivita' per l'ordine. Giunti alla taverna dove alloggiano i mercenari, i nostri sperimentano subito la caratteristica del capo nano e solo dopo una bislacca trattavia, conclusa in modo anomalo, riescono a garantire un passaggio per la madre e i figli. 


Seppur rallentato dagli eventi il gruppo riparte di buona lena in direzione Bal tuttavia durante il viaggio accade qualcosa di strano: una strana luce pulsante proviene dai cristalli in possesso di Selenia, Varius e Nelistra.  Circolano diversi dubbi sulla natura di questi cristalli, alcuni membri del gruppo deducono si tratti di elementi a carattere religioso tuttavia sono poche le informazioni ricavate dai proprietari, i quali sono restii a parlarne vuoi per riserbo vuoi per scarsa conoscenza. 


A mezzanotte la combriccola giunge a Bal dove prende alloggio a una locanda dall'abberrante nome di Bal Bella. Il meritato riposo dura poco, infatti durante la notte i cristalli intensificano la luce che diviene fissa e luminosa. 


Prima dell'alba il sonno viene definitivamente interrotto dal rumore di grida e forte vento. Catapultandosi all'esterno credendo di essere finiti in mezzo a un tornado il gruppo si accorge che la situazione e' ben peggiore: hanno a che fare con una creatura semi invisibile composta da vento. Viene ingaggiata una furiosa battaglia che costa quasi la vita ad Adomorn l'halfling ed e' solo grazie all'aiuto delle creature evocate da Varius: un unicorno e delle strane meduse volanti che i nostri hanno la meglio sul nemico.

By Alessandro

Sesta sessione (04/06/18)

Personaggi:</font></strong>

- Brakkar Barbaferrea (nano): simone

- Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG

- Varius Arcanium (umano): Davide

- Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N.

& Selenia (umana) special Guest

Dopo aver sconfitto la mostruosa creatura di aria e vento, i nostri si rendono conto di quanta distruzione abbia provocato nel villaggio. Subito dopo gli abitanti cominciano ad insultare gli “Alviani” accusandoli di aver portato loro la orrida creatura omicida e distruttrice a Bal. Visto il clima sempre più ostile la compagnia lascia velocemente il paese. Dopo una lunga cavalcata raggiungono nelle prime ore della sera Leremer, la bella città è dominata da spettacolari falesie di roccia calcare, sulla più alta svetta una ricca villa inaccessibile. Anche qui la popolazione è ostile nei loro confronti, e non si vedono militari in giro. Popolani inferociti inveiscono e si serrano attorno ai nostri, i cavalli si innervosiscono e quello di Nelistra colpito da un sasso si imbizzarrisce disarcionandola, solo grazie alla sua destrezza riesce a rimanere in piedi, mentre Brakkar con un gesto fulmineo afferra le redini del cavallo, non senza difficoltà i nostri riescono a sfuggire alla folla e decidono quindi di raggiungere la caserma cittadina. Li trovano un centinaio di cittadini inferociti che assediano la struttura militare. Varius cerca di farsi notare dalle sentinelle lanciando un dardo di fuoco, un arciere lo vede e corre via dalle mura. Anche alcuni rivoltosi vedono il dardo e corrono verso di loro minacciosi, al quel punto Varius si lancia al galoppo verso la porta seguito da tutti i compagni, la folla impaurita fa largo e riescono facilmente a raggiungere la porta, ma questa resta chiusa, con difficoltà Varius e Adomorn riescono a scartare evitando l'impatto, Nelistra riesce a scartare solo all'ultimo istante, rimanendo lievemente ferita, mentre Brakkar si schianta con violenza contro il pesante portone rimanendo seriamente ferito. Varius lo fa montare sul suo cavallo e si allantanano, mentre la folla si avventa sulla sua cavalcatura crollata a terra ferita, facendola a brandelli e correndo via con il sanguinante bottino. Solo allora la porta si apre ed un manipolo di legionari si mette a protezione dell'ingresso permettendo ai nostri di entrare al sicuro.

Parlando con il centurione Volumnius Certilio Hex, eroe della guerra Okashigami, apprendono che la situazione è molto difficile, sono rimasti solo 100 legionari, e le truppe mercenarie di Shams Al Kathun hanno preso il controllo della città, e passato per le armi i cittadini alviani. Quel che è peggio è che i viveri sono razionati e sono sufficienti solo per una decina di giorni.

Volumnius dice che il loro quartier generale è sulla grande villa sulla cima della falesia che domina la città irraggiungibile, se non attraverso la ripidissima scalinata controllata dai suoi sgherri, o con la cesta appesa ad una carrucola. Per il giorno successivo è prevista un'adunata della popolazione che vedrà la presenza di Shams Al Kathun.

Dopo una notte dedicata al riposo, il mattino si riforniscono di armi e con l'aiuto di una mappa entrano nel sistema fognario per avvicinarsi alla piazza dove si terrà l'adunata. In uno dei tunnel vedono alcune persone che si nascondono nei cuniculi, Nelistra scivola cadendo fragorosamente e viene scoperta, i due individui vedendola si trasformano in licantropi, ne nasce un feroce combattimento. Nelistra dopo aver combattuto coraggiosamente viene abbattuta da un attacco alle spalle di un terzo licantropo, e cade a terra esangue. Intanto Brakkar e Varius riescono ad uccidere uno dei licantropi, il corpo a corpo si protrae a lungo e tutti rimangono feriti, Selenia soccorre Nelistra e si lancia in un feroce corpo a corpo contro il terzo Licantropo aiutata da Varius, mentre Brakkar e Adomorn continuano il selvaggio combattimento con l'altro feroce e tenace licantropo. Alla fine tutti i lupi mannari vengono uccisi, e c'è il tempo per i nostri combattenti di recuperare le forze.

Settima sessione (18/06/18)

Personaggi:</font></strong><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">   - Brakkar Barbaferrea (nano): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">simone</font><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">   - Nelistra Atilisia Neala (titanide): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">DigreG</font><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">   - Varius Arcanium (umano): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">Davide</font><br style="color:#8f8f8f;" /><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">   </font><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">- Adomorn Hohenstaufen (Halfling): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">Alessandro N.</font><br style="color:#8f8f8f;" /><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">&amp;</font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><span> </span></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><b>Selen</b></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><b>ia</b></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><b><span> </span>(umana)</b><i><span><span> </span>special Guest</span></i>


&amp;</font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><span> <strong>Romulus</strong></span></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><b><span> </span>(umana)</b></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><i><span><span> </span>special Guest</span></i></font>

I nostri eroi proseguono nelle fogne oltre l'accampamento dei reietti affetti da licantropia. Uscendo dal tombino, si ritrovano in un vicolo vicino la piazza principale al di sotto della falesia, si mischiano nella folla e notano che sotto la falesia c'è un palco, controllato da vari mercenari. Intanto ci sono 3 uomini che stanno parlando. Quello al centro sembra essere il signore del posto Al Kathuun, di fianco a lui c'è Vesilius e Said Aavad. L'uomo inizia a fare il suo discorso incitando la folla contro gli alviani, fornendo anche delle armi improvvisate per attaccare la caserma, già assediata ormai. Finito il discorso ritorna nella sua tenuta. Il gruppo ordisce un piano per riuscire a passare sulle scale della falesia. Decidono di far passare Varius, fingendosi di essere una spia che ha informazioni per al Kathuun, usando il simbolo ottenuto dalla spia morta in passato. Varius riesce a passare e arriva nel punto per calare le corde e far salire il resto del gruppo sulle scale. Purtroppo Selenya mentre si trovava in piena scalata, viene notata da un passante, che prontamente viene messo fuori gioco da Nelistra e Varius per evitare di essere scovati. Salendo le scale, arrivati quasi in cima, notano una finestra nella roccia sopra di loro. Mentre entrano Varius colpisce un'aquila che sembrava li stesse osservando, questa fugge via subito dopo. Si ritrovano in un deposito. Dalla porta vedono due soldati passare e andando nella direzione da cui provenivano, trovano le celle. Tendono un'imboscata ai due e rubano le chiavi per liberare il gruppetto di soldati alviani. Tre soldati decidono di tornare alla caserma assediata, mentre uno Romulus Salenum rimane per concludere la missione. Mandano lui in avanscoperta e decidono di prendere le scale nord e passare per le cucine, mettono fuori gioco le serve e intanto sentono arrivare delle guardie. Si preparano al combattimento.

By Davide

Ottava sessione (25/06/18)

Personaggi:</font></strong><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">   - Brakkar Barbaferrea (nano): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">simone</font><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">   - Nelistra Atilisia Neala (titanide): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">DigreG</font><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">   - Varius Arcanium (umano): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">Davide</font><br style="color:#8f8f8f;" /><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">   </font><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">- Adomorn Hohenstaufen (Halfling): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">Alessandro N.</font><br style="color:#8f8f8f;" /><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">&amp;</font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><span> </span></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><b>Selen</b></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><b>ia<span> </span>(umana)</b><i><span><span> </span>special Guest</span></i>


&amp;</font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><span> <strong>Romulus</strong></span></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><b><span> </span>(umana)</b></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><i><span><span> </span>special Guest</span></i></font>

I sette guerrieri si preparano in modo tale da tendere un imboscata ai mercenari. Riescono a tendergli un imboscata con successo e le sconfiggono in quattro e quattr'otto un ondata di 6 soldati. Purtroppo per loro arriva un altro gruppo di nemici composto da 14 mercenari, guidati dal temibile Said Aavad. Inizialmente lo scontro sembra volgere per il verso giusto ma grazie al vantaggio numerico ed una buona dose di strategia il gruppo di avventurieri viene sbaragliato. Prima cade in fin di vita il piccolo Adomorn sotto gli innumerevoli colpi di lancia, subito dopo Brakkar, Selenia e Nelistra capendo la situazione si arrendono, infine Varius e Romulus in un disperato tentativo provano ad uccidere Said. Purtroppo guidato dalla vendetta Romulus si espone troppo e viene impalato dallo spadone del Capo dei mercenari mentre Varius cade a terra privo di conoscenza. Alla fine del combattimento giunge anche Vesilius Fersilio che ordina ai mercenari di far volare giù dalla falesia gli avventurieri, fortuna vuole che Said Avaad si oppone e ordina ai mercenari di imprigionare e curare loro 6.

Nona sessione (05/07/18)

Personaggi:</font></strong><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">   - Brakkar Barbaferrea (nano): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">simone</font><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">   - Nelistra Atilisia Neala (titanide): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">DigreG</font><br style="color:#8f8f8f;" /><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">   - Varius Arcanium (umano): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">Davide</font><br style="color:#8f8f8f;" /><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">   </font><strong style="color:#8f8f8f;"><font color="#8f8f8f">- Adomorn Hohenstaufen (Halfling): </font></strong><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">Alessandro N.</font><br style="color:#8f8f8f;" /><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;">&amp;</font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><span> </span></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><b>Selen</b></font><font color="#8f8f8f" style="color:#8f8f8f;"><b>ia<span> </span>(umana)</b><i><span><span> </span>special Guest</span></i></font>

Il gruppo e' stato catturato! Nelistra Brakkar e Selenia vengono incappucciati e portati nelle segrete della villa, scavate nella roccia e protette da sbarre in metallo, una volta rinchiusi vengono legati mani e piedi, armi e accessori vengono confiscati e l'unico conforto lasciato e' un secchio per i bisogni fisiologici. I prigionieri vedono Varius e Adomorn svenuti e trasportati a braccia fuori dalla stanza delle prigioni, qualche minuto dopo raggiungono in galera il resto della compagnia. Adomorn sembra avere la peggio: viene rinchiuso in una gabbia per animali di piccolo taglio bloccata da sassi, legato mani e piedi e fatto sdraiare a terra. Durante la prigiona due guardie vigilano costantemente sui prigionieri.

Il mattino seguente ricevono la visita del loro aguzzino: Said Avad, che, senza proferire altra parola, ordina che Nelistra venga condotta in un altra stanza, probabilmente per essere interrogata. L'ombra nera della tortura grava sui pensieri del resto della compagnia ma la preoccupazione per la salute della titanide dura poco poiche' viene riportata in cella in condizioni tutto sommato accettabili, a turno tutti subiscono lo stesso destino. Said Avaad si dimostra meno temibile del previsto, anzi sembra essere in cerca di aiuto quando si accorge che lui e i prigionieri hanno un nemico comune: Vesilius. Il comandante dei mercenari allontana i soldati a guardia delle segrete e dice ai prigionieri che crede nel tradimento di Vesilius, che sarebbe una spia al soldo dell'orda Okashikami quindi promette la libertà' ai nostri in cambio di aiuto per uccidere il traditore; dopo 10 giorni di prigionia Said Avad approfitta


di un viaggio di <span style="color:#8f8f8f;">Al Kathun,</span> libera la compagnia organizza un attacco notturno a sorpresa negli alloggi di Vesilius.


I nostri recuperano le armi sottratte durante la prigionia e si dirigono al primo piano sino alla camera da letto, irrompono nelle stanze ma di Vesilius non vi e' traccia! Nel frattempo dal tetto si vedono partire dardi di fuoco che uccidono gli arcieri di vedetta. Giunti velocemente sul tetto inizia lo scontro con Vesilius, che si scopre essere uno stregone.La battaglia imperversa, inoltre durante il combattimento con Visilius la falesia viene colpita da un fulmine che la danneggia gravemente. Lo stregone viene sconfitto a fatica e mentre sta per cadere nel vuoto viene salvato da Brakkar che ha interesse nel mantenerlo in vita. Nel frattempo la falesia e' ormai prossima al crollo, la vita del gruppo e' tratta in salvo da Selenia che crea un campo di forza che protegge i nostri dall'urto della caduta. 

By Alessandro

Decima sessione (12/07/18)

Personaggi:</strong>


   - <strong>Brakkar Barbaferrea (nano): simone


   - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG


   - Varius Arcanium (umano): Davide


   - Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N.


&amp; Selenia (umana) special Guest</strong>


e la partecipazione straordinaria di <strong>Said Avaad</strong>

L'intera falesia si sgretola, franando sulla piazza sottostante, trascinando con se i nostri protetti dallo scudo evocato da Selenia, che per quanto resistente riesce solo ad attenuare la rovinosa caduta. Lo scenario è apocalittico rocce e detriti si sovrappongono ai resti della maestosa villa fortificata di Al Kathun, i corpi esamini semicoperti dalle rovine, rimangono immobili avvolti dalla nube di polveri che sovrasta per decine di metri l'intero scenario. La prima ad avere un cenno di vita è Nelistra, che sente qualcosa pungerle la spalla, apre gli occhi intorpidita e a fatica scorge una maestosa aquila che la becchetta delicatamente sul braccio. Proprio allora ha una visione confusa e chiara allo stesso tempo di un campo militare Alviano, in una radura vicino ad una foresta. Stordita si rialza a fatica, e tra la polvere sospesa intravede le sagome dei suoi compagni distese tra i detriti, li chiama con ansia, li vede, sono tutti malconci e feriti, Varius giace svenuto sotto i resti di una trave, lei stessa porta addosso i segni di quella catrastrofe.

Non senza fatica, aiutandosi l'un l'altro, dopo alcuni minuti sono di nuovo in piedi. Brakkar si affanna alla ricerca di Vesilius, di cui a fatica individua la mano, che emerge tra pietre e mattoni, mentre Adomorn, insieme a Nelistra individuano il volto di Said Avaad, libero dalle macerie, ma con il resto del corpo completamente sepolto tra le rovine. Mentre cominciano freneticamente a cercare di liberare quello che era stato il loro carceriere, l'aquila comincia l lanciare forti grida, attirando la loro attenzione, e grazie alla brezza che solleva la foschia polverosa che avvolge ogni cosa, intravedono alcuni licantropi usciti dalle fogne, oramai a cielo aperto a causa dei crolli, che vagano tra le case intorno a quella che un tempo era la piazza. Incuranti del pericolo e dei segni evidenti che l'aquila lancia perchè vadano via di lì, decidono di tirare fuori Said Avaad e Vesilius dalle macerie, protetti da quattro fate spirituali evocate da Nelistra e che come danzando proteggono il perimetro intorno. Pur efficaci, da sole questre fluttuanti creature, non riescono a sopraffare i licantropi che cominciano ad attaccare, Adomorn e Brakkar si uniscono nel combattimento ed in breve riescono ad avere il sopravvento sui primi quattro licantropi, ma a quel punto ne arriva un quinto, molto più grande e forte degli altri, anche Selenia e Nelistra sono costrette ad interrompere la loro azione di scavo e si uniscono nella lotta furiosa e feroce che alla fine, vede l'orrida creatura soccombere starziata sotto i colpi. Vista la tenacia ed il coraggio della nostra compagnia di eroi malconci ma agguerriti, gli altri licantropi si ritirano in cerca di più docili prede per la loro sete di sangue.

Con un ultimo sforzo vengono estratti dalle macerie sia Said Avaad che Vesilius, ma quest'ultimo è oramai morto, Brakkar si dispera e decide che comunque porterà il suo corpo con se. Utilizzando le sue ultime energie la titanide pronuncia un incantesimo di cura per rimettere in forze tutto il gruppo, e di nuovo una visione appare come proiettata dall'aquila, stavolta è più nitida: il campo militare alviano è nella foresta che avevano attraversato venendo in città, e sembra che chi lo occupa abbia estremo bisogno di aiuto, ma le bandiere alviane sventolano alte indicando un buon presagio. Giudati dall'aquila, lontano da percorsi insidiosi, i nostri partono alla volta del campo. Camminano a lungo nella notte buia, tra alberi ed arbusti, lungo sentieri nascosti con l'aquila sempre a guidarli, ed infine quando l'alba gioca con le sue prime luci a caccia del buio, arrivano al campo.

Tra le tende intravedono soprattutto civili malmessi e pochi stanchi legionari, che li guardano con sospetto, ma tra loro c'è anche la donna che avevano liberato dalle segrete di Al Kathun, li riconosce e va loro incontro abbracciandoli. In breve il racconto dei fatti che hanno portato in quel campo i soli superstiti tra la cittadinanza ed i soldati dell'intera popolazione di Leremer. Subito dopo parlano con il capo del campo, un legionario che avevano già incontrato nel forte, raccontandogli tutto quel che era avvenuto. L'ufficiale dopo aver ordinato, contro il parere di Adomorn e Nelistra che Said Avaad venisse arrestato per essere processato, e che il cadavere di Vesilius fosse bruciato, concedendo però a Brakkar il diritto a decapitarlo prima del rogo, gli annuncia che a breve sono attesi i rinforzi imperiali guidati dalla grande Attilea Atilisia Neala, eroica condottiera delle truppe imperiali in tante vittoriose battaglie. L'etereogenea compagnia a questo punto stanca, ma rinfrancata cerca un luogo tranquillo dove finalmente riposare, mentre Varius viene curato ospite dell'ospedale da campo alviano.

Il mattino seguente all'arrivo delle truppe di rinforzo, Atilisia Neala incuriosita dalla varia composizione razziale del manipolo che per ultimo aveva lasciato Leremer, si rivolge loro chiedendogli informazioni dettagliate sulla situazione della città e la ragione della loro presenza in Pebheania. Dopo aver concesso loro di partecipare all'assalto per la liberazione della città, si ritira con Nelistra in una tenda per un colloquio riservato.

Il giorno successivo le truppe fresce e ben condotte da <strong><em>Attilea</em></strong> liberano <font face="Arial, sans-serif"><strong>Leremer</strong> subendo poche perdite, anche se alla fine risulta evidente che la popolazione civile superstite risulta più che dimezzata rispetto a poche settimane prima, che i danni alla città sono ingenti e che è stata fatta razzia di ogni bene di valore. Nonostante le accurate ricerche non vengono trovati nè </font><em><strong>Al Kathun</strong></em> nè i suoi familiari, forse morti forse fuggiti.

I nostri ben riforniti lasciano la città oramai in piena sicurezza e si dirigono verso Soyissa per fare il loro rapporto ad Umbrus , il centurione che aveva loro affidato il compito di catturare Vesilius.

"Qualcuno li prendeva per folli, per pessimisti o per poco fiduciosi nella grande forza imperiale, ma in realtà hanno sempre avuto ragione. Sapevano che l’Orda non si sarebbe arresa così facilmente, conoscevano la maschera che l’Impero Alviano aveva creato per sembrare più forte di quello che in realtà era e non si sbagliavano sul fatto che le troppe etnie inglobate all'interno dei confini Alviani si sarebbero rivelati un’arma a doppio taglio. L’Orda Okashikami sta ritornando e questa volta non si fermerà perché la forza del branco è il lupo, e la forza del lupo è il branco. La fine è vicina."

Dopo la prima insurrezione a Leremer ne susseguirono molto altre che si diramarono per tutta la Pebeania. Sfruttando questo a proprio vantaggio Masahiro invase la Mesea nel 1004. Masahiro Kanmei venne chiamato a sostituire il generale Ariun Ju, già famoso per le sue abilità militari nonostante la giovane età si dimostro fin da subito degno della propria carica. Grazie a un'acuto stratagemma riuscì a superare le difese alviane a difesa del fiume Dah-Ruhn per poi aggirarle e sconfiggere l'esercito di presidio nella regione. La vittoria lo rese eccessivamente confidente e, dopo aver razziato la sponda orientale del fiume, decise di proseguire in Mesea orientale. Qui Attilea, al comando di quattro legioni — tra cui la ormai accresciuta Legio XVIII Licantropica, formata dai praetolites —, riuscì a ottenere una vittoria limitata presso A-Jimar(1004): in realtà Masahiro intuì il pericolo di essere sconfitto nonostante la superiorità numerica e si ritirò a posizioni più sicure quando la battaglia si doveva ancora infiammare. Qui Attilea e Mashiro giocarono un'intensa sfida tattica che proseguì per due anni senza alcun vincitore che ebbe come risultato solo una Mesea orientale sostanzialmente rasa al suolo: Masahiro cercò di incrinare psicologicamente la xaantheos, che da parte sua non poté farsi scrupoli nel condurre la guerra. Alla fine ad uscirne innervosito fu proprio Masahiro, che finse una ritirata strategica ritornando nei territori okashikami per poi imbarcarsi su una flotta fatta pre-costruire e vincere gli alviani, sorpresi, sul mare nella battaglia navale di capo Ajihandar (1005). La sconfitta fu imprevista e scioccante per gli alviani, già in clima d'esultanza per una guerra che si dava vinta. La prima città a pagarne le spese fu la capitale regionale pebeana, Haradian— pressoché intoccata durante la prima guerra okashikami —, che fu assediata, saccheggiata e quasi rasa al suolo; la popolazione cittadina fu dimezzata e un bottino assurdamente ricco fu portato nei territori interni dell'orda. Le ricchezze avrebbero spinto altri comandanti ad avventurarsi nella guerra di rivalsa okashikami, primo tra tutti Bat Tora.

Non va dimenticato che la regione Pebeana era in piena rivolta all'inizio della guerra, e l'umana (Vilistra) Atilisia Neal, apprezzata come figlia adottiva di Attilea, fu lasciata nella regione al comando di tre legioni, le più inadatte al confronti coi licantropi, per sedarla. La ragazza, che passò inosservata durante il conflitto, dimostrò scaltrezza, una pregevolissima visione tattico-strategica e ottime abilità diplomatiche e di comando che le permisero di riportare l'ordine della regione già nel 1005 f.A. (128 d.O.) e di guadagnarsi l'assoluta fedeltà delle sue legioni. L'esercito sotto il suo comando si sarebbe ricongiunto con quello di Attilea per fronteggiare Masahiro dopo il suo sbarco, ma nel 1005 giunsero le voci dell'invasione imminente del Deojiran da parte di Bat Tora e Atilisia si diresse lì per difendere la regione per ordine imperiale.

CAPITOLO II

"Come tutti sanno per far felice un nano serve oro, birra e un po’ di sana violenza. In realtà non è così, la libertà per loro è la cosa più importante. Vi pongo una sfida, provate a schiavizzare un nano e vedrete che troverà subito il coraggio per ribellarsi o per togliersi la vita pur di non passare la propria esistenza in catene. So che fate ancora fatica a capire, ma purtroppo essendo umani non capirete mai..."

Darrak Mori-ghor governò (come Re fantoccio) Adhantor dalla fine della Terza Guerra Adhantoriana fino agli inizi dell'anno 1007 f.A. quando scomparve misteriosamente senza lasciare nessuna traccia. Grazie alle sue grandi doti carismatiche era riuscito a tenere a bada l’animo ribelle e indipendentista dei nani. Sfruttando il buco di potere che era venuto a crearsi e la poca attenzione che Alvia riponeva in Adanthor, a causa delle guerre ad Ovest, portarono al potere Elzmot Rocciagrigia che riuscì ad eliminare in un modo od un altro tutti i componenti della famiglia Mori-ghor . Fatto ciò con l’aiutò del potente Clan Unocchio ed altri Clan riuscì a rianimare lo spirito ribelle ed indipendentista dei nani scacciando in men che non si dica tutti quasi tutti gli Alviani presenti nella regione. A Gevrathor rimane l’ultimo presidio Alviano ed inoltre si sa che nella regione non tutti i nani sono d’accordo con questa ribellione.

A tutti voi è arrivata una lettera dai piani alti dell’Impero, siete stati convocati ad Alvia per un importante missione ad Adanthor. La campagna rincomincia nel 1007 f.A..</span></span>

Background di Brakkar tra il 1003 f.V. e il 1007 f.V..

Spoiler
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	<p>
		Brakkar dopo aver perso una grandissima occasione per poter finalmente mettere le mani su Logan ed Elzmot a causa della morte di Vesilius prima di poterlo interrogare, decide di continuare con la sua vita da sventratore e continuando a girovagare per l'impero in cerca di bestie sempre più grosse da abbattere finendo persino a combattere assieme a Ogrim il Bianco ed il suo gruppo. Inoltre allo stesso tempo continua a raccogliere informazioni riguardo ad Elzmot grazie ai suoi numerosi contatti con gli altri sventratori ed alcuni nani fidati che si trovano ancora in patria. Con l'arrivo dell'orda i suoi servigi da sventratore vennero sempre più richiesti dall'impero Alviano spesso assegnandogli compiti come la distruzione di cellule di licantropi che si formavano nelle varie città, oppure gli venne cheisto di inseguire e d uccidere vari gruppi di infiltrazione o gruppi di licantropi in fuga  dopo le sconfitte dell'orda da parte delle legioni imperiali, infine la missione più importante che gli fu affidata durante quei due anni , infatti dopo la battaglia di A-Jimar gli fu affidato il compito di accompagnare ed aiutare un gruppo di legionari ad inseguire ed uccidere un noto comandante dell'orda ed il suo gruppo che era riuscito a ritirarsi dal campo di battaglia senza però riuscire a ricongiungersi con il resto delle forze dell'orda, riuscendo con astuzia a spingere il gruppo di nemici sempre più lontano dal resto delle forze dell'orda  e allo stesso tempo isolare ed eliminare la maggior parte dei nemici fino a costringerli a ritirarsi in un complesso di caverne. Sfortunatamente durante l'esplorazione a causa di un crollo(probabilmente una trappola ) Brakkar viene separato dal gruppo finendo così per essere accerchiato da tre soldati dell'Orda,tutti e tre in forma di licantropo, Brakkar combatte disperatamente cercando di guadagnare tempo in modo che  gli altri riescano a raggiungerlo, e quando tutto sembra ormai perduto dopo essere stato disarmato da un colpo ben assestato  infertogli da uno dei licantropi, irrompe nella stanza un enorme orso delle caverne  che infuriato a causa dell'invasione del suo territorio da parte dei lupi mannari si scaglia contro i tre invasori ,uno dei quali preso alla sprovvista viene colpito alla gola finendo per morire dissanguato, nel frattempo Brakkar riesce a recuperare le sue due asce e come una furia omicida si scaglia su uno dei due rimasti in vita eliminandolo con non poca fatica , nel mentre l'orso ha già ingaggiato il più grande dei tre, il combattimento è  estremamente brutale ed alla fine ad avere la meglio è il lupo mannaro che riesce ad atterrare l'animale con colpi al ventre, ma indebolito dallo scontro con l'enorme orso il  licantropo non riesce a reggere agli attacchi furiosi di Brakkar che finisce per sventrarlo con un potente fendente. Ripresosi dalla furia del combattimento Brakkar  vede in che stato versa l'animale e decide quindi di aiutarlo, riuscendo a malapena  stabilizzare le sue condizioni salvandogli cosi la vita. Da quel giorno sia il nano (ora conosciuto come Brakkar lo sventra lupi) che l'orso hanno iniziato a viaggiare assieme formando cosi un legame estremamente profondo, tanto che si dice che il nano parli con l'orso come se fosse una persona od un altro nano.
	</p>
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Background di Adomorn tra il 1003 f.V. e il 1007 f.V..

Spoiler
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	<p>
		Terminata la missione con successo un senso di irrequietezza e malessere inizio' a pervadere l'anima di Adomorn. Il sangue versato e il dolore causato per ottenere la cattura di Vesilius, senza peraltro ricavare nulla di diverso che la sua morte, pesavano come macigni sulla coscienza del monaco. La necessità di risposte spinse il Monaco a proseguire immediatamente il viaggio di ritorno verso il monastero di origine, votato al culto della mano aperta, posizionato nelle montagne che delimitano il confine Nord tra Saahma e Adamthor. Come spesso accade le sole cose che riescono ad appannare l'orrore della battaglia sono il tempo e i buoni consigli: fu così che il trascorrere degli anni, oltre all'aiuto del suo maestro e mentore Ras Al Ghul antico leader della setta degli assassini ora convertito al culto monastico, Adomorn riuscì a ripristinare la stabilità mentale ed emotiva che gli permise di proseguire nello studio delle arti meditative migliorando il controllo e la canalizzazione  del proprio Ki interiore. Si specializzò inoltre nella produzione di bevande alcoliche, arrivando ad un livello di conoscienza molto elevato dei procedimenti di fermentazione. La sua esistenza proseguì serena e pacifica, all'oscuro dai recenti avvenimenti che minacciarono il cuore dell'impero alviano, fino al giorno in cui ricevette una lettera...


		L'impero Alviano richiedeva la sua presenza per una nuova missione, per Adomorn fu come ripiombare in un incubo, la prospettiva di nuova violenza risvegliò gli spettri del passato; il Monaco fu sul punto di rinunciare quando il suo maestro Ras Al Ghul lo chiamò a se e gli disse: "Giovane Adomorn, perigliosa è la via dell'eroe a cui il destino chiede sempre un alto dazio da pagare, tempi difficili si palesano all'orizzonte e solo grazie a guerrieri validi come te. Metti da parte le tue paure, lascia da parte anima e cuore e fatti guidare dal tuo istinto. La Mano è su di te e ti guiderà durante il tuo cammino. D'ora in avanti per qualsiasi azione necessaria per il compimento del tuo scopo non ti sarà fatta colpa. Così stabilisce il tuo maestro". 
	</p>
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Background di Nelistra tra il 1003 f.V. e il 1007 f.V..

Spoiler
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	<p>
		Al mattino Nelistra, dopo aver salutato <b><i>Zeriana </i></b>era già in viaggio per il centro dell’impero, raggiunse la Capitale ed incredibilmente, senza troppi problemi venne ammessa come testimone a favore di <b><i>Said.</i></b> La sua fu una testimonianza appassionata e sincera, sottolineò di come, nel momento in cui <b><i>Avaad </i></b>aveva capito che dietro <b><i>Visilius</i></b> ci fosse un complotto dell’orda non aveva avuto dubbi sul chi fosse il vero nemico, di come li aveva prima salvati da morte certa e poi liberati. Nonostante le pesantissime accuse che pendevano sul capo del mercenario, <b><i>Nelistra</i></b> ebbe l’impressione che la corte l’avesse ascoltate con attenzione, e ne fosse in qualche misura rimasta colpita.
	</p>

	<p>
		Avrebbe voluto restare in attesa del verdetto, ma la data del suo compleanno era oramai prossima ed il viaggio lungo ed insidioso, la madre viveva in territori ostili e pieni di pericoli, così sapendo che l’indomani sarebbe partito un folto drappello di militari e benedetti di rinforzo alle forze stanziate in Pebheania, chiese di aggregarsi loro per raggiungere le legioni al comando di <b><i>Attilea.</i></b>
	</p>

	<p>
		Raggiunse la legione dei <b><i>Pretorianes</i></b> <b><i><span> </span></i></b>esattamente la vigilia del suo compleanno e fu accolta con gioia da sua madre, nel corso della cena, <b><i>Atilisia Neala</i></b> le chiese di partecipare all'imminente campagna contro le forze nemiche tra le file dei benedetti, <b><i>Nelistra</i></b> rimase sconcertata dalla proposta e sinceramente indecisa sulla risposta da dare, chiese alla madre di avere la notte per decidere in merito, quindi uscì dalla tenda, camminando alla luce dei falò e delle torce, si fermò e guardò verso il cielo stellato di quella magnifica notte, una mezza luna bassa all'orizzonte, stemperava il nero dell’abisso stellato in un alone sfumato di blu argenteo, proprio allora un imponente sagoma alata apparve contro il pallore lunare e veloce puntò verso di lei. L’aquila dorata in un nulla volteggiava sulla sua testa e <b><i>Nelistra</i></b> conobbe immediatamente la sua risposta, avrebbe seguito sua madre, tornò sui suoi passi e rientrò nella tenda si avvicinò alla madre e le disse:
	</p>

	<p>
		&lt;<i>Sono al tuo servizio, ti seguirò in ogni battaglia, sperando di essere all’altezza della tua fiducia.</i>&gt;
	</p>

	<p>
		Poi abbassò lo sguardo e fece per ritirarsi,<span>  </span><b><i>Attilea Atilisia Neala</i></b> la fermò con un cenno, poi prese da uno scranno una sacca di morbido cuoio rosso e le disse:
	</p>

	<p>
		&lt;<i>questo è il mio dono per il tuo compleanno, abbine cura e non separatene mai, è una armatura a scaglie di rara e pregiata fattura, leggera e resistente come poche altre...&gt; </i>poi dopo averla guardata dai piedi<i> </i>alla testa, aggiunse sorridendo:<span>  </span>&lt;<i>ed ora è della tua giusta misura!&gt;.</i>
	</p>
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Background di Varius tra il 1003 f.V. e il 1007 f.V..

Spoiler
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	<p>
		Varius dopo aver fatto rapporto ad Umbrus e aver compiuto la missione affidatagli della cattura di Vesilius, decide di mettere una buona parola nel processo contro Said Avaad. Intenzionato a proseguire le sue indagini sulle sue origini, e, a fronte della nuova scoperta sulle pietre che hanno mostrato effetti particolari in certe circostanze, decide di portarsi dietro il mercenario per la sua campagna personale. Said Avaad, in pratica obbligato per avere pena ridotta, si unisce all'esercito e segue Varius. Il lavoro dei due , tra vari allenamenti durante le tappe del viaggio, si compie tra vari compiti di protezione di nobili e scorte di mercanti. Appunto per la situazione tesa in quegli anni, non vengono di certo a mancare richieste del genere. I due intanto iniziano anche a stringere un certo rapporto di fiducia e rispetto e a guadagnarsi importanza tra i nobili della regione , mentre Varius migliora nelle sue arti venatorie arrivando al punto di imparare nuovi stili e incantesimi, votandosi alla protezione incondizionata dei deboli contro l'orda di licantropi.
	</p>
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Undicesima sessione (?/08/18)

Personaggi:</strong><br style="color:#8f8f8f;" /><span style="color:#8f8f8f;">   -<span> </span></span><strong style="color:#8f8f8f;">Brakkar Barbaferrea (nano): simone


   - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG


   - Varius Arcanium (umano): Davide


   - Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N.</strong>

Dopo due anni dal loro ultimo incontro tutti vengono convocati nella capitale, tramite una missiva che gli chiede di incontrare il Legato Horatius Nonus Idrilicum.

Tutti si incontrano nella caserma principale raccontandosi le avventure degli ultimi due anni, dopo il ricongiungimento  il gruppo viene accompagnato da un soldato fino al cospetto del legato. Dopo aver spiegato la situazione della ribellione dei nani guidata da Elzmot, gli affida la missione di rintracciare l'ultimo erede del precedente ghor. L'unico indizio su questo erede è il nome "Ogrim il bianco", dopo aver ricevuto dal legato dei sigilli che permettono al gruppo la possibilità di agire sopra la legge fino a quando lo si farà a favore di Alvia. Prima di partire  il gruppo decide di dirigersi da un sarto per equipaggiarsi con indumenti per resistere al freddo inverno che li aspetta ad Adanthor. Il viaggio fino a Lithor dura circa 10 giorni e scortati da alcuni soldati il viaggio riprende per un altra settimana fino all'arrivo a Gevrathor dove avviene l'incontro con il legato  Neus Lulius Adriloca e con Selenia. Durante l'incontro viene detto che Ogrim è stato visto dirigersi verso Bagner per cacciare un drago rosso visto in zona. Dopo aver passato la serata con Selenia a parlare del più e del meno, Nelistra e Selenia si ritirano insieme e succede quel che succede. L'indomani il gruppo dopo aver ricevuto dei cavalli si mette in viaggio verso Bagner, dopo tre giorni di viaggo in un passo montano il gruppo si imbatte in una banda di quattro nani intento a stuprare una donna alviana.  Dopo il combattimento  il nano catturato con la promessa di non essere ucciso in cambio della posizione del loro covo guida il gruppo fino a una caverna appena entrati il prigioniero cerca di gettare nel precipizio Brakkar ma grazie all'intervento di Nelistra il peggio viene evitato ed il prigioniero cade nella voragine.

By Simone

Dodicesima sessione (23/08/18)

Personaggi:</strong><br style="color:#8f8f8f;" /><span style="color:#8f8f8f;">   -<span> </span></span><strong style="color:#8f8f8f;">Brakkar Barbaferrea (nano): simone


   - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG


   - Varius Arcanium (umano): Davide


   - Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N.</strong>

Subito dopo essere usciti dalla caverna arriva un gufo che porta tra le sue zampe una lettera, consegnandola ad Adomorn e infine vola verso dove è venuto. Dopo aver letto il contenuto della lettera si separa dal gruppo ritornando indietro. Sulle tracce di Ogrim, dopo aver completato il combattimento coi banditi, il gruppo si rintana in una caverna. Vedendo che era troppo stretta per sè e il suo compagno, Brakkar decide di trovarne un'altra e si avvia verso l'altopiano. Scampati ad una notte molto tempestosa e fredda, ed evitando di morire asfissiati per il fumo del focolare, si risvegliano ricordandosi di aver dimenticato i cavalli liberi nella tempesta, i quali, a prima vista, sembra siano scappati. Si incamminano anche loro verso l'altopiano, sperando di ritrovare Brakkar, ma ad attenderli c'è il cadavere di un cavallo, malcapitato. Subito dopo si riuniscono il nano e l'orso al gruppo.

Arrivati nel villaggio vicino, sentono urla di aiuto. Purtroppo per i paesani, il "drago", sulle cui tracce sono i nostri eroi, è appena passato da lì, appiccando le fiamme sull'intero villaggio.


Prima di dirigersi verso la bestia, scappata nella foresta probabilmente inseguita dal gruppo di Ogrim, cercano di salvare più persone possibili dall'incendio.


Finiti i soccorsi, sulla strada trovano un compagno di Ogrim morto, mentre più avanti, provenire da una caverna, sentono i rumori di un combattimento. Trovano il drago con i due nani malconci. Il gruppo si approccia al combattimento. 


Sembra tutto procedere per il verso giusto, fino a quando il drago decide di tirare fuori l'asso nella manica, col suo soffio di fuoco, mandando KO il fidato compagno orso e uccidendo il compagno di Ogrim. Dopo un intenso combattimento, prolungato dalla solita imprevedibilità della selvaggia magia di Varius, approfittando dell'invisibilità il drago sferra un altro soffio di fuoco mandando a terra anche Nelistra, per fortuna grazie a 2 asciate di Brakkar  il drago cade a terra e viene martoriato dai nani che vogliono accaparrarsi la testa. 


Dopo le valutazioni del caso e le speculazioni su chi dovesse ottenere le varie parti del cadavere della bestia, tutto questo passa in secondo piano per Ogrim, resosi conto delle perdite dei suoi compagni fidati. Mentre Varius e Nelistra si dirigono al villaggio per trovare un mezzo di trasporto per la carcassa, Brakkar accenna ad Ogrim il motivo per cui i nostri eroi si sono diretti sulle sue tracce. Ovviamente Ogrim, un po' per gli ultimi avvenimenti, un po' per il suo carattere diffidente, non crede a quelle che sente facendo cadere il discorso per essere ripreso probabilmente più tardi, in momento di calma. 


Gli altri rimasti al villaggio parlano col capo provvisorio e, ottenuto il carretto, decidono di offrirsi per scortare i superstiti, ormai senza più niente rimasto, alla volta di Gevrathor. Perciò il gruppo si attrezza per partire con la carovana.

By Simone

XIII sessione (29/08/18)

Personaggi:</font></strong>

- Brakkar Barbaferrea (nano): simone

- Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG

- Varius Arcanium (umano): Davide

& Ogrim il Bianco (nano) special Guest

Dopo aver sconfitto il mostruoso Drago rosso, i nostri si rendono conto di quanta distruzione abbia provocato nel villaggio. La situazione dei superstiti è disperata; non hanno riserve alimentari e secondo il capo villaggio il tempo sta cambiando in fretta ed in un paio di settimane, il gelido inverno porterà la morte a tutti i superstiti. Nessuno ha dubbi, quei nani vanno portati in salvo a Gevrathor. La notte i nostri trovano un riparo tra le case fumanti e finalmente riposano, mentre Il drago viene scuoiato, e la pelle, la testa, le scaglie, i denti ed il cuore vengono caricate su un carro, anche le carni vengo macellate e caricate sul dorso di due muli. La mattina seguente i nostri, insieme ai superstiti, dopo aver razionato il cibo, partono per Gevrathor, il viaggio sarà duro, le condizioni climatiche sono pessime, e non durerà meno di cinque giorni. Già il secondo giorno fosche nubi appaiono all’orizzonte minacciose e le temperature si fanno rigide, quasi letali soprattutto per gli anziani e i più giovani tra i nani, già duramente provati nel corpo e nello spirito. Il terzo giorno anche la fame mostra il suo volto feroce, a causa dell'esigue razioni, i più anziani ed i più piccoli sono affamati e spossati dalla fatica, ed il vento continua a sibilare sempre più freddo e gelido da nord, la notte sarà durissima. Brakkar va in avanscoperta e trova una grotta, dove costipati, ma protetti dal freddo trovano rifugio 15 superstiti, tra cui tutti i bambini e gli anziani. Mentre Varius, Nelistra, Brakkar, Ogrim e gli altri nani continuano a camminare tormentati dal gelido sferzare del vento, e dopo due ore trovano rifugio in un’altro antro tra le roccie.

Al mattino del quarto giorno, quando alle prime luci dell’alba i nostri raggiungono la prima grotta trovano un orrendo spettacolo, un branco di orsi nella notte ha portato la morte fra i miseri superstiti, 2 bambini e 3 anziani sono stati sbranati. Lo sgomento e lo sconforto hanno oramai fatto breccia anche fra i più duri dei nani del villaggio, e solo la forza delle parole di Brakkar ed Ogrim li scuote e infonde loro coraggio. Dopo aver data degna sepoltura alle misere spoglie, riprendono il cammino avanzando faticosamente sulla neve, gelida farina che ad ogni passo avvolge ed intorpidisce gambe e piedi. La carovana avanza lenta ed infine alla sera individuano una piccola grotta dove trovano posto Brakkar con 10 superstiti. Gli altri avanzano ancora, ed infine a notte ormai fatta, trovano un altra caverna dove quasi tutti trovano posto, e sono costretti a mantenere 2 sentinelle a rotazione all’esterno, Nelistra, soffre particolarmente il gelido vento ed al mattino mostra segni di una forte influenza. Alle prime luci del'alba i due gruppi si riuniscono per continuare la faticosa marcia, ma un'altra sventura li attende nel loro tragico viaggio verso la speranza, giunti in vista dell'ultimo passo tra le profonde pareti di roccia, scoprono che una frana imponente blocca il passo, nelle loro condizioni è impossibile percorrere quella via. La disperazione gela i cuori dei nani superstiti più della morsa del ghiaccio invernale.

Allora Minotrim, l’unico anziano del villaggio ancora in vita, racconta un'antica storia, esiteva una galleria che nei secoli i nani avevano scavato per attraversare il passo in inverno, ma era protetta da guardiani inesorabili e spietati che permettevano il passaggio solo a chi conoscesse l'arcano segreto. Quel segreto era andato perduto secoli or sono, e chiunque ne aveva tentato la via non aveva più fatto ritorno. lui stesso aveva assistito da piccolo, al dramma dell'ultimo tentativo di profanare quella porta, che aveva inghiottito per sempre suo padre e suo fratello maggiore, da allora nessuno aveva più tentato la sorte e il passaggio era rimasto sepolto in un doloroso oblio. Ma il passaggio esisteva e la porta si trovava a solo un ora di marcia. Senza esitare Varius, Nelistra, Brakkar, Ogrim insieme a tutti i nani sopravvissuti seguono Minotrim che li conduce di fronte ad un anfratto dove dovrebbe essere l’ingresso dell’antica galleria. Spostando dei massi si trovano di fronte ad una porta di pietra con antiche misteriose rune incise sull'architrave, Brakkar ne interpreta in poco tempo il significato: "Colui che conosce la montagna potrà attravesare, ma chi ignora nella pietra perirà" . I nostri rimangono interdetti e cercano di capire o di svelare il mistero dell'arcana minaccia che si cela in quelle rune, ma i tentativi di Varius e Nelistra sono vani, così decidono di entrare con Brakkar mentre Ogrim con gli altri nani rimangono sulla porta.

La porta si apre gemendo e il sordo rumore di pietre sgretolate accompagna il movimento lento sui cardini, di fronte a loro si apre una lunga galleria grezzamente scavata nella roccia viva larga circa tre metri ed alta altrettanto. ai fianchi del portale due alte statue di pietra si stagliano severe e minacciose, sul loro capo è scolpito un elmo di antica foggia che porta incastonata una gemma da cui si irradia una fioca luce rossa intermittente, il buio avvolge la galleria, ma in fondo sembra a tratti apparire un lievie bagliore dello stesso colore. Varius, accende una torcia, mentre Nelistra e Brakkar vedono senza problemi nell'oscurità, insieme all'orso avanzano prudenti, ma dopo alcune decine di metri, qualcosa accade, di colpo le luci delle gemme dei due Guardiani di pietra intensificano la loro luminosità e diventano costanti, avvolgendo la galleria in una luce rossa che proietta inquietanti lunghe ombre dalle loro spalle, anche dal fondo il lieve bagliore diviene più intenso ed ora sembra il riflesso del rovente fuoco acceso in una ruggente forgia. La galleria inizia a tremare, scricchiolii sinitri si sprigionano da ogni pietra, mentre, la porta alle loro spalle inesorabile si chiude ....

Si voltano e cercano di dirigersi verso quell'entrata, sempre più stretta e in quel momento vedono i due enormi <strong><em>Guardiani di Pietra</em></strong>, scuotersi dal loro infinito riposo e staccandosi dalla viva roccia dirigersi minacciosamente verso di loro. La porta è oramai chiusa. <strong><em>Brakkar </em></strong>in un impeto d'ira si lancia contro uno dei due giganti e con un salto acrobatico assesta un gran colpo d'ascia sulla gemma lucente, che s'incrina, mentre per un attimo la granitica creatura vacilla. anche <em><strong>Varius </strong></em>attacca con le sue imprevedibili arti magiche e mentre quasi soccombe colpito dai pugni e dai calci del gigante lapideo, riesce in qualche modo ad evocare prima un <strong><em>modron</em></strong>, poi un <strong><em>unicorno</em></strong>, saranno loro mentre <strong><em>Nelistra</em></strong> si occupa di curare le ferite di Varius, a tenere a bada i due Guardiani, che dopo un feroce combattimento, distrutte le gemme si accasciano inermi al suolo rischiando di schiacciare sotto il loro peso il coraggioso <strong><em>Brakkar</em></strong>.</font>

Incredibilmente anche la luce ed il rumore di pesanti passi, proveniente dal fondo della galleria s'interrompe, e mentre Nelistra indaga sul meccanismo che aveva attivato quella micidiale trappola magica, Varius e Brakkar si occupano di estrarre le gemme incastonate negli altri due Guardiani, immobili nella galleria, dopo pochi minuti le porte vengono aperte ed Ogrim, Minotrim e tutti gli altri possono facilmente attraversare la galleria, ed infine ritrovarsi in una radura, le alte montagne alle spalle, Gevrathor, oramai vicina.

A sera sono, nonostante la stanchezza, le ferite, la fame tutti in salvo in città. Dove increduli cittadini e curiosi legionari ammirano la sgargiante pelle rosso fuoco del drago attraversare il decumano al seguito di una ventina di nani malmessi, due nani testardi ed orgogliosi, in compagnia di un 'orso, una tidanide ed un legionario. Raggiunta la sede del legato di Alvia, Varius, Nelistra, Brakkar ed Ogrim incontrano Neus Lulius Adriloca e Selenia, a cui fanno un dettagliato rapporto e gli presentano l'ancora incredulo Ogrim, ultimo erede della famiglia Mori-ghor .

Quattordicesima sessione (04/09/18)

Personaggi:</strong><br style="color:#8f8f8f;" /><span style="color:#8f8f8f;">   -<span> </span></span><strong style="color:#8f8f8f;">Brakkar Barbaferrea (nano): simone


   - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG


   - Varius Arcanium (umano): Davide


   - Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N.</strong>

Terminata l'udienza il Legato congeda Brakkar Nelistra e Varius concedendo un periodo di libertà' in attesa di nuovi ordini. I Nostri ne approfittano per discutere con Ogrim, lo incalzano presentano evidenze incontestabili riguardanti l'alto lignaggio della sua famiglia cosi' da poterlo convincere ad accettare la carica di Gore. Ogrim sotto pressione continua imperterrito a negare l'evidenza e chiede la libertà' di potersi recare dalla propria madre. Il gruppo resta basito dalla richiesta del nano poiché' nessuno pensava che la madre fosse ancora in vita, fiutando un'opportunità' inaspettata Brakkar chiede di poterlo accompagnare nel viaggio.

Poco dopo la partenza dei due nani Adomorn fa ritorno a Gervathor, dopo aver salutato calorosamente i sodali ed essersi informato sullo sviluppo della missione e sullo stato di salute degli assenti Brakkar e Orso spiega ai suoi compagni il motivo della chiamata urgente del maestro: Il suo ordine monastico segue a distanza ma molto attentamente gli sviluppi delle vicende di potere ad Adanthor, poiche' due dei dogmi fondamentali del credo riguardano il mantenimento della pace e la garanzia di liberta' ai popoli l'ordine della Mano non ritiene corretta la sottomissione imposta dall'impero Alviano verso il fiero popolo dei nani, la missione affidata al guerriero Halfling e' dunque di renderne partecipe il resto della compagnia e i governanti della regione e, in via pacifica, provare a ottenere alleanza tra i popoli ma garantendone indipendenza.

Il gruppo mentre riflette sul pensiero di Adomorn si muove alla ricerca di un fabbro che possa trasformare i resti del Drago Rosso in armi o elementi di difesa, alcune referenze li dirigono verso la fucina di Radgan Baseker, armaiolo esperto, con cui inizia una trattativa serrata. La proposta del fabbro di utilizzare le scaglie per rivestire armature e scudi non convince i Nostri, visto il costo e i tempi di lavorazione, percui decidono di attendere valutando eventuali alternative.

Nel frattempo Ogrim e Brakkar raggiungono la casa della madre, Brakkar, invitato ad attendere fuori durante la discussione privata, nota subito che la residenza e' sorvegliata da soldati Alviani. L'attesa si fa lunga, dopo un periodo di calma apparente si incomincia a percepire una discussione che incalza sempre piu'; si intuisce che il limite viene raggiunto quando Brakkar sente rumore di stoviglie in frantumi e vede Ogrim uscire dalla casa; 'ho bisogno di bere!!' queste le prime e uniche parole del nano.

Giunti alla locanda più' vicina i nani danno fondo alle scorte di birra dell'oste, durante la bevuta Brakkar con cautela chiede ad Ogrim se finalmente e' pronto ad abbracciare l'unico suo destino. il nano Bianco, titubante, prende tempo: ' Domani avrai la mia risposta'. Cosi', tra un boccale di birra e un altro, giunge la notte.

Al tramonto i tre compari Varius Adomorn e Nelistra si separano: Adomorn riceve piacevoli sorprese brassicole assaggiando in una locanda prossima all'accampamento alcune birre locali di innegabile pregio. Nelistra si ritira in meditazione, raggiunta la Dea le chiede riguardo le scelte dell'Halfling. Nessun consiglio viene elargito riguardo la posizione da tenere sulla dominazione Alviana, ogni decisione viene lasciata alla coscienza di Nelistra. Tuttavia la Dea raccomanda attenzione mettendo in dubbio la lealtà' dei suoi compagni di viaggio, il riferimento specifico e' su Adomorn.

Giunto il mattino ritroviamo i nani in un pesante stato post sbornia ma in buona compagnia, Brakkar al risveglio ha ricordi confusi sul perché' si ritrova in un fienile con Ogrim e tre Nane. Raccolte le idee sveglia Ogrim e gli chiede conto riguardo la domanda posta la sera precedente. Il Nano Bianco decide di accettare il suo destino, prenderà' la carica di Gore a patto che gli sia concessa la possibilità' di continuare a cacciare aberrazioni nei territori di Adanthor.

Nel contempo i dubbi insinuati dalla dea spingono Nelistra ad incalzare Adomorn con domande sulla sua nuova presa di posizione, soddisfatta delle risposta ritiene ora di potersi fidare dell'Halfling: l'unita' del gruppo al momento non sembra compromessa!

Quando il gruppo si riunisce Ogrim e Adomorn si aggiornano a vicenda sulle rispettive posizioni, trovato un punto di accordo comune si ritiene necessario che all'incontro con il legato si rechino tutti assieme. Giunti in udienza Ogrim esprime la volontà di accettare l'incarico di Gore subordinando lo stesso alla garanzia di indipendenza del territorio Adanthoriano garantendo alleanza all'Impero nella lotta contro la ribellione in corso. Il legato prende atto della scelta del nano e dichiara di non avere il potere necessario per accettare le condizioni , perciò prende tempo dicendo di voler sottoporre quando richiesto a chi ha potere di decisione.

Congedato Ogrim al gruppo resta da risolvere il metodo d'impiego dei resti del drago. Vengono informati che un mago e' giunto da fuori Gevrathor per chiedere colloquio con gli avventurieri che hanno sconfitto il drago. All'incontro il misterioso mago dichiara di essere uno studioso di oggetti magici e presenta un'offerta per l'acquisto della carcassa. La proposta comprende un pagamento di 400 monete d'oro più' un oggetto magico misterioso in cambio di tutte le parti recuperate; ovviamente la proposta a scatola chiusa non viene presa in considerazione perciò I nostri chiedono al mago di rivelare ciò' che nasconde. Si scopre cosi' che l'oggetto magico non e' altro che una giara in grado di produrre una volta al giorno una certa quantità' di un liquido qualunque desiderato dal possessore. L'offerta viene respinta al mittente alche' il mago ribatte offrendo un secondo oggetto magico, ovvero un giavellotto in grado di generare fulmini di discreta potenza, questo oggetto d'attacco stuzzica il gruppo, cosi', dopo una lunga trattativa viene accettato lo scambio tra giavellotto e le parti di drago escludendo le scaglie. Con queste il gruppo accetta la proposta dell'armaiolo che viene incaricato di produrre armatura e scudi.

By Alessandro