Di sabbie e serpenti

Deserto del Confine, ore 10.43, 5° Lebis di Mos dell’anno 81 e.c.

Ohibò che mai disturba i sogni miei o per Kaskemas cos’è mai questo mostro orrido orrendo tremendo inguardabile indicibile o sant’Enkuud m’insegue m’insegue si salvi chi può! Ahimè ahimè destino crudele son così vecchio da dover morire oramai? Ma se ho trent’anni nemmeno uh quello luccica lì a terra - AHIA m’ha morso ma che magari c’ha fame? Suvvia suvvia dai che qualcosa l’ho magari piuttosto che la pelle la zuppa no però no la zuppa - ah addio zuppa mia carissima addio oh gaudio gioia tripudio l’insegue l’insegue quella s’è fermato s’è fermato! Come l’ha già mangiata ma di già ma com’ha fatto ma cos’ha mai quel bakreantu per stomaco o Simitu pustòr che mai ho da fare io pover’uomo che sono non lo volevo fare io il mercante a me i miei libri cari, cari libri miei dove state mai penna inchiostro studiolo solo con questo volevo avere a che fare e invece no, no destino infausto no! Che gli butto ora che gli do ma possibile da rumegare nello zaino ho per cibare questo bestione però belle le scaglie belle davvero varrebbero una fortuna o magari fa uova o chessò io mai visti nuove cose mai piano fu così tremendo ahimè ahimè starmene a Karaldur dovevo io, lo so lo so lo so!

Dal diario privato di Alheìn Bezhenet, jenletintòr di Nubjàn

Lago di Pinto, ore 13.26, 5° Lebis di Mos dell’anno 81 e.c.
Ahimè diario caro, che tremenda disavventura quest’oggi! Un bestione, anpustòr bakreantu, m’ha attaccato mentre io, placido placido, riposavo all’ombra d’un alberello, accanto a un fiume, mentre venivo verso il Lago di Pinto. S’ha proprio da fare, questo jeàli Alinoxùl, e s’ha da fare in fretta.
Ahimè, me misero, me tapino, pover’anima vilipesa, tutto quel che avevo le ho dovuto dare in pasto, tutto! Per Feren, non tutto, no, suvvia, il libro, quello l’ho tenuto. Come potevo buttare l’unico ricordo della cara terra? Ah, m’ammazzerà, questo tremendo mestiere da mercante, me lo sento già. Almeno ho te, caro, almeno ho te.
I lavori sul Presidio, intanto, procedono. Si sta a costruire, s’è fatto il primo dell’Urlatore. Stiamo lavorando alla banca. Qualche giorno ancora e la piazza sarà pronta - si potrà, forse, fare una prima Esposizione, veloce, per Dio, veloce, mal protetta, ma una prima si potrà fare.
Siamo in pochi ancora, giusto noi, primi coloni, ancora ne mancano, ahi ne mancano tanti, per poter registrarci a Spes, ma confido che, più ricchi siamo più arriveranno.
La Skeamasgamèd, intanto, non ha ancora risposto. Chissà che decideranno, chissà davvero. Spero bene siano ragionevoli. Si vedrà, si vedrà. Qualcuno, intanto, ci ha già offerto il suo supporto. Sto sfruttando la libertà data ora per mettermi in contatto con i compagni - jentletintòr sì, ma siamo moderni abbastanza? Chissà, caro, chissà.
Saluti.

GDR off, piccolo glossario e altre informazioni

Perdonate il misero tentativo al flusso di coscienza, sto leggendo Joyce e mi fa male.
L’intento è spiegare in GDR come mai ho perso tutto quanto sul server, così magari la smetto di lamentarmi in chat generale.
Potrebbe arrivare una terza parte impostata come dialogo in una taverna o qualcosa del genere, devo vedere se mi torna voglia di scrivere.
“L’Urlatore del Toreke” arriverà a breve sul serio. Giusto il tempo di avere qualche intervista e qualche articolo.

Glossarietto
bakreantu = “bestia, mostro”, dal Denai
Simitu pustòr = “Ssmith santo”, invocazione a un Superno in Denai
rumegare = “frugare” ma con un certo affanno e casualità, dialetto veneto - ho voluto fare questo tentativo per vederne la ricezione
jenletintòr = rimando alla spiegazione politica di Nubjàn
anpustòr bakreantu = “mostro maledetto”, Denai
jeàli Alinoxùl = “strade di Alinox”, Denai, rimando al progetto
Feren = Superno del commercio
L’Urlatore = L’Urlatore del Toreke, giornale principale di Nubjàn (a volte erroneamente definito “ufficiale”)
Esposizione = ESPLA, Esposizione Planare di Alinox
Skeamasgamèd = “la gemella d’aria”, Denai, in riferimento a Nephelai

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