[Evento - Contest GdR] La Città Senza Nome

La Città Senza Nome

Salve a tutti gli abitanti di Alinox!
Visti gli aimé ultimi avvenimenti negli ultimi giorni, abbiamo pensato di approfittarne con un bell’evento GdR, al quale potrete partecipare liberamente per contribuire alla lore:

Una città è scomparsa nel nulla. Migliaia di documenti, giornali e attestati si riferiscono ad un nome ora illegibile. Ancora peggio, nulla di questa città è rimasto nella testa delle persone e migliaia di profughi vagano per il piano, confusi e sperduti. Che sia stata una potentissima magia o la volontà dei Superni non è chiaro, ma quello che è certo è che qualcosa di terribile è accaduto, ed Alinox non sarà più la stessa.

Partecipare al contest è semplicissimo!

Dovete semplicemente scrivere della reazione dei vostri personaggi, una storia o un testo che testimoni la scomparsa della Città Senza Nome dalla memoria collettiva e da tutti i documenti del server.
Il racconto va pubblicato in questo stesso topic.
Il limite massimo alla lunghezza del testo è di 800 parole.

Alcune linee guida per la scrittura:

  • Il nome della Città Senza Nome diventa distorto o illegibile nei documenti scritti precedenti ed è rimosso dalla memoria delle persone.
  • Il nome del Sovrano Senza Nome (compreso il suo titolo), diventa distorto o illegibile nei documenti scritti precedenti ed è rimosso dalla memoria delle persone.
  • La maggior parte dei ricordi relativi alla Città Senza Nome sono rimossi dalla memoria collettiva. Può rimanere qualche vaga traccia sfuggevole riguardo ad informazioni legate tangenzialmente (es: se particolarmente incalzato posso ricordare che una volta andavo a fare compere in una città qua vicino, ma non ricordo quale città o cosa compravo o perché).
  • Le informazioni riacquisite tramite i documenti rimasti sono sfuggevoli e spesso dimenticate nuovamente.

Cosa si vince e come si vince?

È intanto garantito in premio un oggetto commemorativo ed un lingotto di oro supernico per tutti i partecipanti che presentino un testo adeguato ai parametri di lunghezza massima e alle linee guida già fornite!

In secondo luogo lo staff valuterà i vari scritti e stilerà una classifica pubblicando i primi 3, tutti aventi diritto ad un premio aggiuntivo speciale:

  • Primo Classificato: due zenar di rubino, due Nether Star on Toast (altrimenti inottenibile), 16 lingotti di Starsteel, un oggetto commemorativo speciale, la possibilità di rinominare e dare una lore personalizzata in gioco ad un qualsiasi oggetto, blocco, arma o armatura fornito allo staff (lo staff GdR si riserva di valutare ed approvare prima nome e lore).
  • Secondo Classificato: uno zenar di rubino, una Nether Star on Toast (altrimenti inottenibile), 8 lingotti di Starsteel un oggetto commemorativo speciale.
  • Terzo classificato: quattro zenar di Smeraldo, una Nether Star on Toast (altrimenti inottenibile), uno stack di cubi di Prismarine, un oggetto commemorativo speciale.

Quanto tempo ho?

Le partecipazioni sono aperte per una settimana, e scadono a mezzanotte del 21/04/2020. Avete tempo fino ad allora.

Ed ecco un piccolo extra…

Lo staff GdR ha preparato per voi qualche testo esemplificativo, che esporrà nei prossimi post in questo stesso topic! Buona lettura.

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Esempio Staff by Stardel

Una Tipica Mattina

Era una tipica mattina all’Ufficio moduli di Spes e tutti stavano lavorando assiduamente. La fila in attesa sbuffava sopra l’incessante rumore dei calamai sulla carta.

Burgo non era mai stato così fiero del suo lavoro. La sua maestosa opera aveva richiesto centinaia di ore di faticoso lavoro, ma infine questo era stato ripagato da cotanta bellezza. Un operazione così ben fatta doveva assolutamente essere condivisa con qualcuno che potesse comprendere una tale opera d’arte.
“Ammiri esimio Etheldeb!” disse Burgo chiamando il suo compagno burocrate con gli occhi lucidi “la raccolta completa dei moduli di fondazione di tutte le Ere strutturata in perfetto ordine alfabetico!”.
“Per Satàrdel, davvero un’impresa ardua Illustre Burgo, mi chiami quando avrà terminato.”
“Invero ho terminato! Per tal motivo la chiamavo! Contempli, contempli!”
“Egregio Burgo, domando il permesso di contraddirla e nel caso denigrarla”
“Le sue parole sono di difficile comprensione Spettabile Etheldeb, ma le concedo il permesso”
“Confido che lei conosca l’alfabeto Dottor Burgo, eppure lei ha inserito un modulo di fondazione S91 dopo un volume iniziante con la lettera D. Un errore, mi permetta di dirle, da fedifrago villano nientemeno”
Le parole di Etheldeb colpirono Burgo nel cuore peggio di un francobollo non perfettamente verticale e si mosse rapidamente a controllare.
“Lei è in errore, Luminare Etheldeb, è tutto perfettamente in ordine. Dopo il modulo D674 c’è quello della fondazione di E…PER TUTTE LE AUTOCERTIFICAZIONI! COME HO FATTO A SBAGLIARMI!?”
Etheldeb alzò lo sguardo con sufficienza “Lei mi ha già fatto perdere 163 secondi di tempo Farò in modo che siano detratti dalla sua BUSTA PAGA”

“Modulo di Diffamazione numero 881, scaffale 3” disse il Commercialista Waldo, evocato dalle ultime due parole pronunciate da Etheldeb.
“Gli illustri colleghi mi permetteranno una osservazione sarcastica” proseguì il Commercialista.
“Ce l’ha il modulo S02?” Chiese Burgo con ancora le lacrime agli occhi.
“Temo di no, ho solo quello S01”
“Niente sarcasmo allora, le regole sono chiare, ma le concediamo l’osservazione” disse Etheldeb con il petto ancora gonfio per la sua vittoria sul triste Burgo.
“Ebbene, il collega Etheldeb è clamorosamente in errore” sentenziò il Commercialista Waldo
“COSA?” urlò Etheldeb
“La raccolta è chiaramente sbagliata, ma non è un modulo di fondazione S91 quello, è un A9001, forse lei soffre di miopia, Onorevole Etheldeb”
“Carissimo Waldo, lei sta palesemente dicendo il falso, per cui della sua opinione sottopongo a ripetute succussioni l’unica borsa in pelle fornitami da natura, con tutto ciò che essa contiene”
Waldo rispose a tono a quell’orribile insulto “Lei è un ungi sfintere!”, poi prese a timbrare assiduamente le falangi di Etheldeb.
“La parte più interessante del suo discorso è il silenzio!” Disse Etheldeb di risposta, cercando di difendersi utilizzando l’unica cosa che aveva a portata: delle marche da bollo da 12 zenar.
“Interfaccio la parte inferiore delle mie calzature con la sua zona perineale, imprimendo a tutto il suo corpo una forza propulsiva atta a farle percorrere un ampio tragitto senza che lei debba ricorrere ai consueti mezzi di deambulazione!” Urlò Burgo stimolato da tale scontro titanico e brandendo delle pratiche come una clava.

Era una tipica mattina all’Ufficio moduli di Spes e tutti si stavano pestando assiduamente. La fila in attesa sbuffava sopra l’incessante rumore degli insulti dei burocrati.


Sempre Colpa dei Modernisti

Il vecchio Sanacàr si era svegliato presto quella mattina, la luce del sole ancora mancava nel cielo di Spes ma lui già si trovava chino sul suo libro mastro. Da quando aveva assunto quel buono a nulla di Joankev la sua attività si trovava in costante perdita. D’altronde, cosa ci si può aspettare da uno scapestrato modernista come lui? Tutti ladri ed imbroglioni quei rossi. Sicuramente Joankev stava rubando zenar dalla cassa per andarsi ad imbottire di skebru, come era solito per quelli della sua razza. A Sanacàr servivano solo le prove…e le avrebbe presto trovate.
Curiosamente anche Joankev fu mattiniero quel giorno. La fondazione di numerose nuove città sul piano aveva decisamente incrementato il suo lavoro ed oggi era una giornata piena. Il primo incarico era una consegna importante ad di queste nuove città.
Dopo una rapida colazione, Jonkaev si recò all’ufficio di Sanàcar. Come previsto, quel vecchio rimbambito uhleista era già all’opera, così entrò.
<<Oh buongiorno Màser Sanàcar.>>
<<Buongiorno.>> rispose seccato il vecchio <<non mi aspettavo di trovarla qui carissimo Joankev, solitamente arriva in ufficio con un buon quarto d’ora di ritardo.>>
Joankev sorrise al vecchio, ignorando la provocazione, poi disse
<<Mi sono svegliato presto per mettermi avanti con il lavoro. Devo fare numerose consegne oggi, prima di tutto devo andare a…>>
il giovane esitò un momento mentre cercava di ricordarsi la città dove doveva recarsi.
<<Dove deve andare, sentiamo>> fece incalzante Sanàcar <<forse alla taverna?>>
Joankev scosse la testa <<La smetta di provocare mastro Sanàcar…ho un vuoto di memoria ma non si preoccupi, ho tutto scritto nei miei appunt…>>
<<Ebbene?>>
<<N…no…non c’è ! Ero sicuro di averlo scritto! Non c’è più nulla!>>
<<Ubriaco di primo mattino? Joankev, ho raggiunto davvero il limite della mia sopportazione>>
<<Le giuro signore, l’avevo scritto qui!>>
<<Ne ho abbastanza delle sue stupidaggini, lei è licenziato! E in nome di Uhle ora esca dal mio ufficio e non si faccia mai più vedere!>>.

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Esempio Staff by Adegheiz

Oltre la nebbia

Una fitta ed assurda nebbia avvolgeva la quell’angolo di mare quel giorno. La Leudùr Skemìr viaggiava con estrema difficoltà in mezzo a quel banco così fitto.
Il capitano Janusàn non aveva mai visto nulla del genere.
“Capitano, non riusciamo a vedere niente. Dobbiamo gettare l’ancora, dovremmo essere vicino alla costa. Non possiamo rischiare di incagliarci!”
il vecchio Janusàn mise mano alla pipa piena di Spezia, fece due boccate e sbuffò. Il fumo era appena più denso della nebbia che li circondava.
“Non possiamo fermarci, né tornare indietro. Il carico è deperibile. Dovremo navigare lentamente ed a vista.”
Lujàn, il secondo in comando rabbrividì al pensiero di quali creature avrebbero potuto approfittare della nebbia. Sirene, Draghi Marini… O anche cose peggiori, e spesso cose completamente inventate, che venivano narrate ed ingigantite dal passaggio di bocca in bocca per tutte le taverne di Alinox.
Nonostante ciò ubbidì al suo superiore:
“Si Capitano.”
“Dovrebbe esserci un faro qui vicino, prima o poi dovremmo riuscire a vederlo.” Si limitò a ribadire Janusàn con la pipa ancora stretta in bocca. “Vai a riferire all’equipaggio. Dì a tutti di mantenere la calma. Fai la tua magia Lu.”
Il Secondo annuì con la testa ed andò a cercare il resto dell’equipaggio muovendosi a tentoni sul ponte.

La nave continuava a navigare lentamente, in cerca di una via. Il Capitano, con la faccia marmorea, tuttavia era probabilmente il più preoccupato a bordo. Sapeva bene dei pericoli che stavano correndo, e stare fermi sarebbe stato ben più rischioso conoscendo il comportamento dei mostri marini che infestavano quelle acque.
Fu con un sospiro di sollievo che si rese improvvisamente conto che la nebbia andava diradandosi.
Dopo qualche minuto Lujàn tornò alla sala del timone:
“Fammi rapporto Lu.”
“La nebbia si sta diradando capitano, ma sembra che siamo di nuovo in mare aperto.”
“Non è possibile! Stavamo andando verso nord, verso la costa!” Il capitano guardò nuovamente la bussola, come aveva fatto numerose volte nei minuti precedenti. Segnava direzione Sud.
“Questa cosa non ha senso… Dobbiamo virare comunque, avvisa l’equipaggio. Aspettano con urgenza il carico a… Numi, ma dove stavamo andando?”
Per la prima volta in anni il viso di Janusàn si sciolse in una espressione di corruciato dubbio. Lujàn fece per aprire bocca, ma fu come se qualcosa gli si fosse fermato da qualche parte nella gola. Rivolse uno sguardo sconvolto al suo Superiore:
“Non ne ho idea Capitano.”

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Guardate pure cosa combinano i Superni all’insaputa dei mortali, nel frattempo:

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Non ho rispettato la lunghezza ma avevo voglia di scrivere :hugs:


Spes, Quartier navale, Bar Cambusa

  • “Hahaha Sempre qui sei eh! Brutto idiota che non sei altro!”
    “…”
    “Hey, tutto apposto Lònator?”
    Lònator si gira grattandosi il capo, gli occhi persi nel vuoto fissano oltre la persona che gli rivolge la parola.
    “Si…chi…?”
    Ricordi confusi, offuscati quasi cancellati; la sensazione di cadere nel vuoto, non è altro che realtà, il tonfo, rimbomba nella testa. Steso sul pavimento, accerchiato da quelle poche persone presenti al Bar si sentono flebili queste parole: “Gé tabis gondadara, gè Sùpereni kimèrepava”
Traduzione

L’oggi non esiste, i Superni hanno agito
Di: @Alkiblue e @Brodsko


Spes, Ospedale, qualche giorno dopo

  • “Ovvio che mi aspetto una risposta?! Un sacco di patate sarebbe caduto a terra con più grazia!”
    “Ti ho già detto, non so nemmeno come mi ci sono ritrovato al “Cambusa””
    “Aaargh…almeno quella frase che ripetevi te la ricordi? Gé tabis gondadara, gè Sùpereni kimèrepava”
    Un sospiro ed il tempo sembra fermarsi; ricordi di un rumore di mura che si frantumano come fossero schiacciate da un enorme forza, urla che si spargono ai quattro venti e poi…silenzio…la calma che solo un mare piatto può dare, viene spezzata da un risucchio all’epicentro di tutti quei rumori.
    “N-no…o forse si…si, io qualcosa ricordo…un forte bagliore seguito da una esplosione e poi buoio”
    “Ma che vai a farneticare?”
    “Ero poco più a Sud di Spes quando questo accadde”
    “Se quel che dici è vero, come minimo i giornali cittadini lo avrebbero scritto”
    “Ma lì c’è quella citt…paes…insediam…”
    “Non c’è nulla, questo c’è”

Sud di Spes

  • “Vedi, come ti dicevo io, non c’è nulla qui!”
    “Sarà più in là!”
    “È da ore che cavalchiamo verso Sud”
    “Eppure c’era qualcosa qui, venivo a commerciare in questi dintorni, con Eret…”
    La sensazione era quella di una mano che tenta di strappare via la lingua dalla bocca di Lònator
    “Tutto apposto?”
    “Forse hai ragione, avrò solo bevuto un bicchiere di più e non è nulla.”
    “Che ne dici di tornarcene al “Cambusa”? Offro io”

Al ritorno a Spes, anche quegli ultimi brandelli di ricordo monosillabici presenti in Lònator scomparvero; così come la città di Eretria ha fatto in un solo momento con un unico colpo di Hammer Supernico.

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1° Lebis di Staildur - 82 e.C.


Forniture Alimentari Phirez Wildhammer
Magazzino centrale del Birdan Meridionale

Anjòsaren stava caricando sul carro le ultime casse di viveri mentre Sèkaren segnava sulla bolla di consegna le quantità pronte da spedire:
Duecento chili di agnello del Toreke Centrale - fatto
Quindici maialini di Altopote - fatto
Trentadue casse di vino di lavanda delle Oltreterre Occidentali - fatto
“Anjòsaren, io vado a fare i documenti per la dogana del Birdan, tieni la bolla di consegna e mi raccomando stavolta ricordati di farla firmare in doppia copia!” disse Sèkaren portandogli i documenti e dirigendosi all’interno del magazzino.
“Non me lo dimenticherò questa volta lèu, dove devo consegnare? Non capisco la tua calligrafia.”
Baudèna Superenùni, forniamo solo una città qui nel Birdan Meridionale dimintòr! Com’è che si chiama…” un momento di incertezza bloccò Sèkaren. Come si chiamava quella città? Provava a ricordare una forma, una lettera, ma niente. Non ricordava più nemmeno dove si trovava esattamente.
Baudèna te e pure Jos che mi gioca questi scherzi. Dai leggi c’è scritto” lo liquidò Sèkaren dandogli le spalle.
“Aspetta lèu davvero non riesco a capire, non saprei neanche come aiutarti, non ricordo città in questa provincia.”
Sèkaren infastidito si avvicinò ad Anjòsaren e gli strappo di mano il documento di trasporto. Il dipendente non gli stava mentendo, effettivamente la destinazione appariva illegibile.
“Aspetta, torno subito, per colpa tua non si legge più, cosa hai fatto? Baudentòr…” disse dirigendosi verso gli uffici interni.
Aperta la porta, il caos.
Màlaren, il direttore, rovistava tra i documenti della sua scrivania come impazzito mentre i doganieri urlavano al reparto commerciale e il reparto commerciale urlava alla contabilità.
“Ma come potete fare un’offerta e non ricordare dove deve andare!”
“Da dove arrivano questi carichi? Non li posso accettare se non mi dite da dove arrivano!”
“Va spedito subito! Non mi importa dove, non possiamo più tenere questi colli in magazzino, mandali al nostro magazzino di Spes!”
“Muoviti! Prendi le fatture di due mesi fa! Non è possibile che vi siate dimenticati di scrivere la destinazione su tutte!”
“Ve lo giuro, ve lo giuro che oggi rischiate tutti il lavoro!”
Sèkaren si avvicinò alla sua scrivania e prese la pila dei documenti da spedire.
Lo stesso identico scarabocchio si ripeteva su ogni singolo documento.
Si sforzava di ricordare ma niente, l’unica cosa che sapeva era che la città più vicina stava a tre giorni di viaggio dalla loro posizione, in un’altra provincia. Lavorava lì da tanto ma non ricordava praticamente nulla di ciò che aveva fatto, nè di quel giorno, nè del giorno prima, nè del giorno prima ancora.
In quel momento, si chiese come mai avessero deciso di aprire un magazzino provinciale proprio in quella landa desolata.

Copia della bolla di consegna

Denai e OT

Oltre al brevissimo “Maledetti i superni/maledetto” e al modo di chiamare Sèkaren “capo”, i nomi hanno tutti significato:
Anjòsaren colui che non sa
Sèkaren colui che cerca
Màlaren colui che dirige
:stuck_out_tongue_winking_eye:

P.S. OT
Ricordavo di aver visto la mappa che avevano fatto quelli di Eretria ma me l’avete cancellata :man_shrugging:
Dalle forme che ricordavo mi sembrava si trovasse a ovest del waypoint del Birdan Meridionale.
Se ricordo male la colpa sarà dei Superni che mi hanno fatto dimenticare la posizione esatta e mi hanno rovinato il realismo del gdr :frowning_face:

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Decisamente OFF

https://www.youtube.com/watch?v=WVhw8WnIqsk

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Per Sirvecchio

Il limite è 800 parole, non 800 caratteri. Il tuo testo rientra perfettamente.

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Quella mappa maledetta.

UMAIN, da qualche parte sul continente.

La colonna di ricercatori aveva cavalcato tutto il giorno verso la loro destinazione. Si trattava di una qualche città da qualche parte ad Alinox che, nell’esatto momento in cui mi trovo a scrivere queste cronache, disgraziatamente non mi sovviene. Insomma, sono sicuro sappiate di quale città sto parlando.

Erano partiti circa una settimana prima da Spes dove si erano imbarcati ed erano solo di recente sbarcati ,dopo una serie di tribolanti peripezie marittime, nell’Umain del sud.
Il sole era ormai quasi oltre le alte montagne che svettavano lungo il paesaggio, era tempo di fermarsi e preparare il campo.

“Bene, fermiamoci qui! Andrà benissimo, montiamo le tende.” Comandò il caporicercatore Jòn a cavallo in testa alla colonna, la sua autorità era accentuata da un vistoso cappotto recante sul petto un ben visibile logo dell’ISDA.

Dopo l’ordine, la restante dozzina di ricercatori smontò da cavallo iniziando ad armeggiare con bagagli vari tirandone fuori delle nuovissime tende Parmareggio Camp 4000 con montaggio assistito ed incluse di liberatoria precompilata in caso di incidenti. Ed ecco che in men che non si dica, e con un sorprendentemente basso numero di feriti e mutilati, il campo aveva preso forma mentre gli ultimi raggi del sole sparivano inesorabilmente oltre l’orizzonte.

“Appuntamento fra 15 minuti nella mia tenda per il resoconto quotidiano!” Aveva annunciato Jòn a gran voce girando per il campo, mentre venivano ultimati gli ultimissimi preparativi, ritirandosi poi nel tepore del suo temporaneo alloggio. Si premurò di sistemare tutti i preparativi che precedevano l’evento, preoccupandosi quindi che vi fosse abbastanza luce, un numero adeguato di sedie e srotolò la grande mappa di Alinox che custodiva con religiosa cura, nemmeno fosse stata una copia del “Libro delle Verità” rilegata in oro. Per concludere, come suo solito, si accese un grosso sigaro dalla sua pregiatissima riserva di Thortughesi “El Brodèsko Rojo”. Quindi sedette, aspettando qualche minuto l’arrivo del resto della spedizione.

“Oh, eccovi finalmente.” Disse comodamente spaparanzato sulla sua sedia imbottita, fra una boccata al sigaro ed uno sbuffo di fumo. Tutti presero posto e dopo qualche minuto di sereno convivio si tornò all’ordine. Jòn si alzò dalla sedia, appoggiando le mani al tavolo sempre con il sigaro stretto fra le dita.

“Come saprete a tutti…” procedette su memoria muscolare “… noi siamo qui.” ed indicò con una mano un punto nell’Umain del Sud sulla mappa.

“E la nostra destinazione…” ebbe attimi di esitazione, non ricordava più la loro destinazione. Ma Jòn era troppo orgoglioso per darlo a vedere. “… beh lo sapete dove dobbiamo andare. Non devo certo dirvelo io.”

Quindi continuò a parlare, mentre gli occhi dei ricercatori iniziavano a farsi terrorizzati.

“Ci aspetta una settimana di ricerca sulle tradizioni popolari in questa zona e… ma cosa avete tutti da guardare così?.. E cos’è questo odore di bruciato? Tabacco di Thortuga…cannella…?”
Abbassò gli occhi, verso la mappa, dove un grosso tizzone del sigaro era caduto sulla preziosa carta geografica in una zona dell’Umain ed aveva preso ad annerire anche le parti circostanti.

“PER TUTTI I SUPERNI! MALEDIZIONE! ” Gridò iniziando a soffiare e dar colpetti con le mani sul tizzone per rimediare al danno ,ma ormai era troppo tardi : l’area in cui sarebbero dovuti andare era completamente annerita, illeggibile. Seguì qualche imprecazione, con conseguente spegnimento di tutto il sigaro.

Rosso di rabbia in volto Jòn cercò di riprendersi, tirando qualche boccata d’aria, riprendendo poi il suo discorso.
“Poco male…poco male. Anche senza vederla sulla mappa sappiamo che lì si trova…si trova… mi sfugge il nome dannazione! Michèl, per favore aiutami.” Si rivolse ad uno dei ricercatori. Questi tentò di dar risposta, ma nemmeno lui ricordava. Fece spallucce.

Ben presto si accorsero tutti di non ricordare il luogo né il nome della loro destinazione, nessuno vi aveva fatto caso durante il viaggio, si erano limitati a seguire una strada, ma ora appariva più che evidente. Il luogo verso il quale erano diretti era misteriosamente svanito dalla mente di tutti.
La mattina dopo, con grande sconforto, ripercorsero la strada fatta il giorno precedente

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Il gallo nel silenzio

Nemmeno il tempo di ambientarsi e già in cammino.

L’aria fresca tra i capelli ricci e la barba incolta pizzicava la pelle del giovane Ali, accentuando la sensazione di bagnato provocata dal sudore. La fatica non lo spaventava di certo, la sua fede era forte e Jeneikù guidava il suo passo deciso. Ali Rezha però non camminava più nella sua città, nella sua regione e nemmeno nel suo mondo. Due settimane non sono bastate per elaborare completamente il cambiamento cui era di fronte.

La fede. La fede nel Dio Gallina era forte e diffusa in tutte le terre conosciute. Ma qui, oggi, essa pareva sconosciuta. Leggenda nei documenti storici, racconti nei libri per bambini.

La fortuna, o meglio, il volere di Jeneikù gli permise di udire un declamatore intrattenere una piccola folla con quelle che, riconobbe subito, essere le parole di Heikudo.
L’oratore conosciuto a Spes non si perse però in troppi convenevoli. La parola del Profeta andava diffusa alle nuove città, a contrasto delle numerose varie religioni e blasfemie cui le genti si erano nutrite nei secoli precedenti.

Nemmeno il tempo di ambientarsi e già in cammino.

Diffondere la parola del Profeta era la sua nuova missione, la sua nuova ragione di vita. Il percorso disegnato sulla mappa l’avrebbe portato al nuovo insediamento da poco fondato. Una cittadina popolata di genti viziate dal falso e dall’inganno, genti a cui mostrare l’unica verità.

Ali aveva camminato per ore, recitando nella propria mente dogmi e salmi in preparazione al suo arrivo. Era giunto il momento di fermarsi per riposare un momento e consultare un’ultima volta la mappa. Ma il percorso che aveva tracciato si fermava più o meno nel punto in cui si trovava. Rimase con il respiro sospeso per un interminabile minuto. Ali non aveva la più pallida idea di dove stesse andando. Lì non c’era nessuna città, nessuna persona a cui parlare della verità e da salvare dall’eresia. Doveva aver tracciato male il percorso indicatogli dall’oratore conosciuto a Spes. Oppure forse, immerso nelle preghiere, aveva consultato la mappa al contrario. Doveva trovare un insediamento di cui non sapeva nemmeno il nome.

Silenzio. In quella radura vi era solamente un incredibile silenzio.

Giorni di cammino alle spalle si erano rivelati un viaggio senza meta. Ali pensava di avere nuovamente uno scopo, la missione più importante alla quale poteva aspirare. Aveva sbagliato qualcosa, non vi era altra spiegazione. Tanta la vergogna e l’imbarazzo.

Il giovane trascorse tre giorni in quel luogo in preghiera e meditazione. Alle prime luci dell’alba del terzo giorno si svegliò circondato da persone, alcune sedute ed altre in piedi. Nessun suono proferito da queste. Ali prese coraggio, si presentò e cominciò a predicare la parola del profeta Heikudo, con la confidenza di chi si è preparato senza sosta nei giorni precedenti.

In un battito di ciglia, nessuno. Silenzio.

Ali era in piedi, le braccia tese in aria nel gesticolare preso dal comizio improvvisato. Non c’era nessuno ad ascoltarlo. Come queste persone erano comparse intorno a lui, esse erano improvvisamente sparite.

L’eco del canto di un gallo in lontananza rompeva quel silenzio. Quello era il segno che la sua missione era compiuta. Radunate le sue cose si rimise in viaggio per tornare a Spes.

Nemmeno il tempo di ambientarsi e già in cammino.

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Giornata d’ordinanza in tipografia

Sferragliare di macchine, girano girano girano, le presse schiacciano, sventrano carta che vola, odore d’inchiostro.

SBEM SBEM SBEM
STUMP STUMP STUMP

Volano parole, carta, sporca, sudore, luce, fredda, caldo d’inferno.
Clangore assordante invade città orecchie menti.

CLANG CLANG CLANG
VRRR VRRR VRRR

Guerreggiano impetuose parole nere alabarde levate nell’aria scura s’incrociano di e gi e ti ed elle, si schiantano furiose bombe la a la o la c.

PUUUM
PUUUM
PUUUM

Lame di carta volano stramazzano uccise a terra cadono crollano.

“Jo…en” PUM PUM “…macchia…” SDENG SDENG SDENG “…primo articolo non…” PAM “…legge!”
“…os…” SBEM SBEM “…detto?”

Ahi la macchia la macchia! La pace la pace! La macchina la macchina! S’è rotta s’è rotta!

Riprende il rocambolesco ruggire, ricominciano a ruotare i rulli furiosi.

“NON VA…” CLANG SKRR PRRRR “…CCHINA! CI S…” CRASH KRR PFFFFT “…ACCHIE SUL FOGLIO!”
“Kask…” FRUSH STUMP SDENG “…si legge?”
“NO!”
“Come lo d…” CLANK CLANK “…detto di Gur…” SBEM SBEM SBUFF “…mazzerà quan…”
“NON PEN…” BUM BUM BUM “…EGNI LA MAC…” SDENG CRACK

Silenzio tombale di mortorio il passato ritorna ahinoi ahinoi che accadrà ora al progresso caro progresso produrre caro produrre?

“Pazzo! Pazzo che non sei altro! Siam morti, morti, morti ti dico, morti! La paga! Distrutta! Al lastrico ci ridurrai, al lastrico, sciagurato! Non voglio vedere la faccia del capo quando lo scoprirà! Ma poi su cos’è la macchia?”
“Qua, in mezzo alla pagina, c’era scritto…”
BANG
“Che succede? Come mai è tutto fermo?”
“AH! Signor Ladakanad! Buongiorno ecco sì vede s’è macchiato il fo-”
“INCAPACI! NULLAFACENTI! METTETE A POSTO! SUBITO! CHIAMATE I TECNICI! DOBBIAMO STAMPARE! Ah me misero, che dirò al direttore… LAVORATE, VOI!”
“SUBITO SIGNORE SUBITO!”

Rituonano orchestre d’acciaio PAM PAM PAM s’alzano fiamme di suoni furiose impetuose felici fulminee SBAM SBAM SBAM

Nulla si sente la mente si riempie solo il rumore del freddo continuo focoso scalpitare assiduo infinito dei macchinari riecheggia città occupata

OFF

Tange molto lontanamente quello che è effettivamente l’argomento in questione, ma ho voluto postarlo comunque.
L’intento, come nella prima parte di questo, era principalmente di divertirmi e vedere quanto potevo rendere illeggibile un testo - mi sembra di esserci riuscito bene. Qui ho tentato di imitare il futurismo di Marinetti (ma se voleste leggervi qualcosa di comunque futurista ma più divertente c’è Palazzeschi) come nell’altro avevo tentato di imitare Joyce

Se vi va di fare un giochino per passare il tempo, provate a ricostruire il dialogo, se poi mi mandate la ricostruzione per messaggio vi confermo se l’avete fatta giusta =)

Fun fact: “Gurajak” sarebbe “vedere nero” in denai e fato vuole sia stato proprio il suo articolo ad essere cancellato - perché chiaramente questo testo fa riferimento a quello

Edit: ho messo a posto una ripetizione qui nell’OT

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Evento chiuso, in pochi giorni arriverà il risultato!

Risultato Evento

Salve a tutti Alinoxiani! Intanto vorrei ringraziare tutti i partecipanti e scusarmi per l’attesa nelle correzioni, purtroppo ho avuto qualche malanno in questi giorni e non ho potuto fare la mia parte a differenza del resto del reparto GdR. Di questo mi prendo la responsabilità personale e mi scuso.

Ma prima di annunciare i risultati dell’evento, vorrei congratularmi con tutti i partecipanti. Siete stati tutti quasi parimerito e i primi tre posti si sono distanziati di pochissimo nelle valutazioni. Avete fatto tutti un ottimo lavoro e per questo motivo è stato anche difficile decidere a chi dare il primo premio.
Ma bando alle ciance, ecco la…

Classifica

Primo Posto: Alkiblue!

Complimenti per lo stile futurista e per la particolarità del testo, sei stato penalizzato dal fatto che hai toccato poco l’argomento del contest, ma era tutto abbastanza consistente da garantirti il primo posto!

Secondo Posto: Phirez!

Ben scritto e ben fatto il pezzo di Phirez intrattiene e va al punto. E la bolla alla fine è stata davvero una bella pensata. Un secondo posto meritatissimo!

Terzo Posto: Nickquin!

Un testo ben pensato negli avvenimenti e nella costruzione, molto divertente e apprezzati (come in quello di Sercinci del resto) i riferimenti alla lore passata. Terzo sul podio, ma per un soffio!

Per i premi ci si becca in game o su appuntamento tramite messaggio privato! A presto e complimenti a tutti!

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