[GDR Ampliamento lvl 1] Città di Narisya

Ufficialmente città, Narisya sorge

Il buio, una sensazione mai provata prima, una centrifuga, che quasi fa vomitare. Dopo non si sa quanto tempo, una caduta rovinosa su di un terreno umido e con tanta erba.

Gli sguardi persi, con le orecchie che continuavano a fischiare e la testa che non smetteva di girare.

“ Ma che diavolo… Oh per tutti i superni… Dove siamo? Ce l’abbiamo fatta? Rinnalf? Diamis, Covenantry? Francy? Ragazziiiii… “ , mentre si alzava Scleros, e cercava di capire dove fossere e chi ci fosse.

Notò subito che apparentemente mancavano tante persone al gruppo di partenza dal portale di Spes nel Karaldur, e ciò riguardava maggiormente le sue armate e gruppi di soldati scelti. Mentre vagava in giro, attorno a se, tante persone, carri rovesciati e provviste per terra. Cercava di aiutare chi poteva, ma la sua preoccupazione principale erano i suoi compagni. Ancora nulla, troppe persone che continuavano ad arrivare da posizioni diverse e portali alternativi. Sentiva persone parlare lingue diverse, probabilmente provenienti da piani differenti.

Dopo tanto vagare intorno ecco in fondo, attorno ad un fuoco appena acceso, Rinnalf, Diamis,Covenantry e Francy.

“ Brutti bastardi che non siete altro, vi ho cercato come un disperato. Ho pensato di avervi perso, che non vi avrei più trovati… Per tutti i superni, finalmente. Su, su, non è tempo di stare qui a fare i campeggi. Abbiamo un popolo da risollevare ed un nuovo mondo da esplorare “ . Con un sospiro di sollievo, e quasi le lacrime agli occhi, corse ad abbracciarli.

“ Scleros, vecchia volpe, che bello vederti qui… In teoria stavamo organizzando un pranzetto post viaggio, che ho un pò di fame, ahahahah … “ , disse Francy con un sorriso che metteva e riportava l’allegria nel viso di chiunque. “ Sei il solito Francy… Scleros non dargli retta, abbiamo il fuoco perché avevamo bisogno di asciugarci, dopo essere stati scaraventati come maiali in una pozza di fango… Io mi sono trovato a litigare con tartarughe e pesci in un lago qui vicino, mannaggia al portale… “ , con tono serio aggiunse Rinnalf Terry, capo delle sue guardie speciali.

Si abbracciarono come fratelli dopo tanto tempo senza vedersi, e si sistemarono, pianificando il da farsi, aiutandosi di mappe, ovviamente vecchie.

“ Allora, sistemiamo prima le donne, i vecchi ed i bambini. Raggruppate e vedete chi manca… Terry, tu sei a capo delle armate speciali. Voglio un resoconto di quante ne abbiamo e quante ne abbiamo perso. Francy, tu organizzati con i materiali che hai caricato sui carri da trasporto e vedi di trovarli, magari prendi qualcuno con te. Covenantry, dai uno sguardo alle nostre provviste, cibo, acqua e beni di prima necessità sono essenziali. Diamis, tu infine, occupati di perlustrare la zona e cerca una zona adatta ad un insediamento. Dobbiamo muoverci anche perchè non saremo gli unici ad arrivare qui… Rapidi. Ci vediamo tra 5 ore al centro del campo che sto andando ad allestire. “ , con tono imperioso. Non c’era tempo da perdere. Troppe cose da fare e da controllare. I soldi, gli zenar, quelli mancavano all’appello. Stupidamente non avrebbe avuto senso avere quei soldi con lui anche perchè in un nuovo piano, la valuta sarebbe potuta essere diversa.

Per le seguenti 5 ore tutti si diedero da fare per settare un campo attorno alla quale stringersi e fare il punto della situazione.

Di ritorno dai solo compiti i vari generali esponevano le loro informazioni. Metà delle armate erano andate disperse. Stessa sorte per la popolazione. Ma ciò non voleva dire che erano morti, ma magari erano stati catapultati in un altro punto del nuovo piano.

Attorno al fuoco centrale del campo, Scleros, affiancato dai suoi generali prese la parola. “ Genti di Ascalon, amici, fratelli, siamo arrivati qui, come i nostri avi prima di noi negli altri piani. Quello che so è quello che sapete anche voi, e quindi quasi niente. So però per certo, che ci dobbiamo organizzare e riprendere. Siamo un popolo forte e ci siamo sempre contraddistinti per la nostra capacità di adattazione ai cambi. Siamo un popolo con grandi menti e grande conoscenza e sono più che sicuro che niente potrà impedirci di risorgere nuovamente. Ho fiducia in voi e so che voi ne avete in me. Ora lascio la parola ai miei generali e consiglieri per altre informazioni. “ . Fece con segno di andare avanti e prendere parola a Terry Rinnalf.

“ Al conto totale purtroppo manca poco più della metà del nostro intero esercito. QUesto potrebbe essere un problema per quanto riguarda la nostra sicurezza, ma vedrò di fare il possibile perchè non accada nulla di brutto e spiacevole a nessuno di noi “ . Lasciando la parola a Diamis Tregor, che venne avanti, “ Siamo stati incaricati di trovare una zona sicura e favorevole al nostro sviluppo. Abbiamo trovato uno spazio a nord, fertile e ricco di alberi da frutto con foreste immense. Potremmo andare lì per adesso e stabilirci temporaneamente, e vedere come si sviluppano le cose “.

E così via con tutti i punti della situazione e più persone che prendevano parte alla discussione esprimendo pareri e dubbi sul da farsi. Ma come sempre , con il suo grande carisma e potere, Scleros, riuscì a mettere tutti d’accordo ed il giorno dopo si prepararono per lasciare il campo temporaneo e raccogliendo tutto quello che avevano, crearono un grande cordone e si incamminarono per il nord.

Passarono giorni e mesi ed il tutto cominciava a prendere forma con la popolazione che pian piano tornava alla vita di prima anche se in un altro mondo, per modo di dire. Svilupparono prima un villaggio e si crearono nuovi gruppi di lavoro, perchè servivano tanti materiali per costruire una città. Tutti materiali che nessuno aveva perchè andati dispersi durante il salto nel portale.

C’era chi tagliava legna, chi costruiva fattorie ed allevamenti, chi si occupava di creare le nuove industrie e le prime apparecchiature automatizzate. Le prime costruzioni prendevano forma ed il villaggio si trasformava in una cittadina, che quasi sembrava l’immagine speculare della vecchia Ascalon.

I giorni, mesi passarono. Ciò che si prostrava davanti agli occhi di tutti era finalmente una cittadina fiorente. Le persone si erano abituate al nuovo stile di vita, al posto ed alle differenti etnie e razze presenti su Alinox.

Una Spes esisteva nel mezzo del piano, com’è sempre stato.

Era un pomeriggio di una giornata soleggiata, e Scleros con i suoi inseparabili amici si trovavano a Spes, in uno dei tanti bar a bere qualcosa di rinfrescante. Si raccontavano tante storie, di quando arrivarono ad Alinox, di come si insediarono e di come la loro gente si risollevò rapidamente, diventando più forte e tecnologicamente più avanzata rispetto a prima.

Dopo aver lasciato il bar dove stavano, camminando per Spes si imbatterono in un gruppo di persone sedute attorno ad un tavolo di bianco marmo in uno dei parchi della città. Erano vestiti in modo strano, quasi bizzarro, con vestiti colorati, cappelli con piume, capelli lunghi e baffi arricciati, probabilmente artisti o roba simile. Erano effettivamente delle persone che davano all’occhio senza dubbio.

“ Signori miei, guardate questi individui, che modo è mai questo di vestire? “, espresse Covenantry in tono scherzoso, andando ad indicare con il dito il gruppo. “ Avviciniamoci “ rispose Scleros, incuriosito.

A pochi passi da loro Scleros introdusse il suo gruppo a quello dei “ buffi personaggi “.

“ Scusate il disturbo, ma abbiamo notate che discutevate di qualcosa che da lontano mi è parso di capire fossero costruzioni, edifici o robe simili… Sbaglio? “ , ora di fronte. “ Che maleducato, non mi sono presentato, mi chiamo Scleros Malevoulus, e sono il Sindaco e capo della città di Narisya, situata a Nord del piano, e loro sono i miei amici e fidati consiglieri, RInnalf Terry, Diamis, Francy e Covenantry. Possiamo prendere parte alle vostre discussioni? “. Chiese aspettando che qualcuno rispondesse.

Il gruppo di artisti si interruppe ed uno di loro si alzò prendendo la parola. “ Piacere, sono Markus Taiveri, un architetto. Si effettivamente discutiamo su costruzioni e stili alternativi alla solita pietra e legno che si vede tutto attorno a noi… Ammettiamolo, oramai sono stili sorpassati ed obsoleti. Dobbiamo evolvere, elevarci a più alti livelli di espressione e conoscenza. Dobbiamo guardare al futuro, utilizzando materiali, che come chiamiamo noi, sono “ moderni “. Siamo un gruppo di artisti, architetti, pittori e scultori. Cerchiamo qualcuno che ci dia la possibilità di esprimere le nostre idee e le nostre capacità a pieno. Ma lasciamo stare, suvvia, perchè come constatato tutto questo non interessa a nessuno. Chi vorrebbe cambiare i suoi stili di vita? Nessuno… “ , con tono quasi dispiaciuto riprendeva posto, mentre nello stesso istante Scleros lo interrompeva bloccandolo per il braccio. “ No, ti prego, continua, sono interessato a tutto ciò… Dimmi ancora di cosa volete costruire, come e che materiali. Siamo nuovi, relativamente anche noi qui… Signori sedetevi, allargate il cerchio… “ .

I due gruppi si unirono in uno solo, che pullullava di informzaioni, idee, proggetti e stili. Questi artisti erano come una pepita d’oro in una montagna di terra. Scleros non voleva farseli scappare. Aveva sempre sognato di diventare quasi famoso, di essere ricordato per qualcosa di nuovo, che non si era mai visto prima, e questa volta era quella giusta. Sapeva che non poteva lasciarsela scappare. Vennero introdotti ad uno stile di costruzione chiamato “ Moderno “, che prevedeva l’utilizzo di marmo, legno lavorato, quarzo, e tanto vetro. Sistemi automatizzati ed energia elettrica. Praticamente un totale cambio di vita e conoscenza. Vennero inondati di idee per quasi 4 ore di fila.

“ Signori, vi propongo un accordo. Vi offro ospitalità in città da me, con le vostre case ed i vostri uffici. Vorrei avervi in città da me come nuovi architetti ed artisti e vorrei che tutte queste idee le mettiate in pratica. Avete carta bianca, potete fare tutto ciò che volete “ .

Ammaliati da tutto questo Scleros ed i suoi amici generali scortarono gli artisti fino a Narisya dove diedero case e spazi nella quale esercitare le loro professioni senza che nessuno li intralciasse. Questo era l’inizio di una nuova era, era la nascita della città di Narisya, moderna, nuova, artistica ed efficente.

Una nuova epoca di invenzioni e costruzioni si poneva davanti a loro. Era arrivato il momento di ampliare, e far si che tutta la magnificenza che si era sempre bramata venisse a loro nel miglior modo possibile.

PS: chiedo scusa per le date. Appena riuscirò a collegarle tutte aggiornerò il gdr.

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