[GdR] Catene spezzate

Questo GdR è la versione di Dalagon per il conflitto modernista-pirata, ci tenevo a dare le spiegazioni delle nostre azioni in coerenza al nostro background, evitiamo commenti inappropriati

Stemmaskerak.png

Infondo cos'è un uomo? Una creatura di questo mondo terreno fatto di carne e ossa, comandato da una società scritta da qualcuno che ha deciso per capriccio come vanno le cose, schiavi di un pastore che gli impone di fare il loro verso, di mangiare quell'erba. Quanto sono penosi gli uomini, patetici esseri intrappolati nei loro vestiti e nella loro parte da burattino, passano la loro esistenza a cercare di salire una scala al contrario che li porterà soltanto verso il basso.

Invece cos'è un pirata? Un pirata è fatto di rabbia e avarizia, quando il vento non soffia dal lato giusto se potesse lo soffocherebbe per fargli cambiare direzione. Libero figlio del mare tu vivi, non accontentarti mai di quel che il tempo t'offre, affonda i tuoi denti e strappa quello che la vita non ti ha dato.

Capitolo I - Il punto d'origine

- Perché capitano? Ne vale davvero la pena? Sono nostri amici, perché capitano?

- Perché la loro vita è loro? Io non glie l'ho mica regalata!

Persino le catene del materiale più duro del mondo dopo tempo presentano i segni dell'usura, alcune si arrugginiscono altre semplicemente si spezzano. Erano nostri amici, gli abbiamo voluto bene, li abbiamo difesi dai più forti, ci hanno aiutato quando eravamo deboli, ma questo mondo è uno e deve appartenere ad un solo padrone, le occasioni in questa vita sono inimmaginabili perché le dovremmo dividere? Da oggi non abbiamo più amici, da oggi il nostro unico alleato è il mare.

Sui giornali quel giorno correva la notizia, Volgard la punta di diamante di Deimosar era caduta, la città era in fiamme. Centinaia di imbarcazioni solcarono il mar Jeneàn per assistere allo spettacolo, erano lì fermi a guardare quella città che si accasciava su se stessa, lasciando come ricordo solo la cenere.

Giunse poi la pioggia che batteva incessante sull'elmo dei pirati consumando lentamente le lingue di fuoco, erano sul punto di tornare indietro quando nel mezzo della cittadella si imbatterono in un povero vecchio, trascinava un sacco così pieno che trabordava. Povero vecchio, oggi non è proprio la tua giornata fortunata, erano in quattro, gli bloccarono ogni via di fuga, il vecchio capì subito cosa volevano da lui allora lasciò andare il sacco dicendo che lo potevano tenere, che voleva andarsene via sano e salvo. Uno dei quattro si avvicinò al vecchio e gli impose di baciargli la punta dello stivale, il vecchio iniziò a piangere e chiedere pietà, indifeso mise da parte l'orgoglio e si avvicinò alla punta dello stivale. Il pirata non appena si accorse che si stava avvicinando allo stivale non esitò a piantargli un calcio sul naso, il sangue colava.

Disumano? Si forse è ai limiti dell'inaccettabile, perché prendersela con un vecchio del genere? Che aveva fatto di sbagliato? Si era umiliato per aver salva la vita.

Il suo errore sta proprio nel supplicare pietà, meglio accettare di morire in piedi come un vero uomo che piegarsi di fronte a un altro. Quel vecchio aveva accettato di caplestare i suoi valori per soddisfare un altro per questo non meritava la vita.

Il sangue colava e il vecchio si stava rendendo conto che per lui non c'erano più possibilità, il pirata afferrò quindi i suoi capelli, si inginocchio accanto a lui e con forza premeva la sua testa contro il pavimento, la pioggia lavava quel sangue che scorreva. Il pirata quindi sorrise a quella smorfia di dolore, lasciò i capelli del vecchio per un attimo, il tempo di vedere nei suoi occhi la speranza e poi infrangerla. Riafferrò i capelli e violentemente gli fece battere la testa contro il terreno fino a fargli perdere conoscenza.

Quando il pirata ne ebbe abbastanza si avvicinò al sacco, sghignazzava nel vedere quel bottino, lo trascinò poi vicino ai suoi compagni.

- Chiamate gli altri, tra le ceneri di questo posto ci sono ancora le ricchezze, io resto qui a finire questo sporco inquisitore.

Fecero segno di aver capito quindi lo lasciarono solo con quella vittima, difusero la notizia e iniziò una vera e proprioa caccia al tesoro, quasi una sfida per chi ne trovasse di più. A due giorni dal ritorno a casa ci fu un inaspettata sorpresa. Navi di un altra città solcavano lo stesso mare infiltrandosi nel traffico pirata, Modernisti.

Sbarcarono e si avvicinarono alle rovine, rovistavano in giro, alcuni di loro si identificavano, passeggiavano e non era piacevole. Come reagirebbe un leone nel vedere una iena passeggiare intorno alla sua preda? Non credo bene.

- Tutto ciò che vedete è di nostra proprietà, non toccate nulla.

Avete ignorato un campanello molto importante, avete osato mettere la mano in tasca ad un pirata, ammiro il vostro coraggio, ma rimango basito di fronte alla vostra stupidità. Uno di loro si avvicinò ad una cassa e iniziava a rovistare fu lì che un pirata si avvicinò e senza farsi molti scrupoli gli pianto un colpo d'accetta sul petto, sventrando quell'armatura di metallo come burro, quando cadde atterra ancora vivo si limitò a sdaricare l'ascia dal petto e voltargli le spalle, alcuni accorsero a soccorrerlo, solo il mare sa che fine abbia fatto. Le navi stavano tornando a Skerak con gli ultimi tesori di Volgard e la giornata stava per terminare, se quell'uomo non avesse osato ora sarebbe a casa, dalla sua famiglia, che spreco.

Capitolo II - Dente per dente

- Cosa? Si sono permessi di rovistare tra i nostri averi?

- Hanno pagato con la vita capitano.

- Facciamogli capire cosa si prova nel mettere le mani nelle cose degli altri.

L'esercito pirata era all'orizzonte e si muoveva verso i due avamposti controllati dalla repubblica modernista F.Cinnaron e F.Moradon, due avamposti distanti tra loro assediati da due gruppi diversi allo scoccare dell'apice massimo del sole, in pieno giorno, nessun prigioniero, lasciarono scappare qualcuno in modo che potesse raccontare agli altri ciò che fosse successo.

Fu un gioco da ragazzi conquistare quei due punti, ci sarebbe riuscito un nemico bendato, non ci fu neanche un intervento, certo ci trovavamo in tempo di pace, ma una reazione così fiacca era impressionante. Le truppe tornarono a casa senza neanche i segni della fatica, quasi come se fosse stata una passeggiata, come il piede di un gigante che si abbatte su una formica. Il capitano se la rideva tranquillamente, festeggiando in una squallida locanda tracannando del buon rum.

- Scommetto 2000 zenar, domani i modernisti conquisteranno tutto senza dire una parola come farebbe un vero uomo.

Iniziarono persino a scommettere sulla reazione dei modernisti, aspettandosi l'impossibile, peccato che nessuno vinse, il giorno dopo arrivò un garzone con una lettera per il Re del Mare, rimasero tutti a bocca aperta, increduli di quella reazione, venne tre lenti il nove di fiori per interpretare la lettera, Esteban era del tutto fuori di se, sia per la risposta che per aver perso una scommessa. Passò due giorni chiuso nella sua camera prima di uscire con la soluzione.

Architettò un piano per mettere alla prova la repubblica modernista, fece in modo di far comparire gli attacchi ai forti a degli infedeli pirati convertiti dalla loro stessa partia. Come reagirebbe un uomo tradito dalla sua donna e cosa farebbe al suo amante? Quali emozioni potrebbero provare in quella situazione? Ma ancor di più cosa prova un padre nel veder morire un figlio tra le sue braccia per mano di qualcuno? Ira e vendetta scommetterei, ma avrei perso anche questa volta.

La seconda lettera fu ancora più inquietante, quasi con un sorriso e un ringraziamento di aver svelato questo mistero, perché uomo ti accontenti di mangiare tra le mie mani? Ormai eravamo in ballo e ci toccava ballare. La messa in scena era pronta ci preparavamo a dare il peggio di noi stessi.

Capitolo III - Giù la maschera

- Siamo in ritardo dobbiamo salpare, dobbiamo consegnare il "trattato di pace" a Thorvil

La parte dialogica si consumo in fretta e diede spazio alle ostilità, presero lo stesso comportamento del vecchio di Volgard, umiliati fino al midollo ma alla fine ci fu una reazione. Ci fu una lunga e difficile battaglia che vide solo vittime moderniste, il sangue rosso si stendeva sulla neve e ne lasciava la traccia.

Erano in superiorità numerica, nel momento più opportuno i pirati decisero in una ritirata tattica quando erano stremati.

la terza parte è un po' povera perché credo che sia inutile riscrivere quello che ha detto stardel, avrei forse accennato ai bambini torturati :asdasd: :asdasd: famiglia fioz rip

Questo GdR è la versione di Dalagon per il conflitto modernista-pirata, ci tenevo a dare le spiegazioni delle nostre azioni in coerenza al nostro background, evitiamo commenti inappropriati

Stemmaskerak.png

Infondo cos'è un uomo? Una creatura di questo mondo terreno fatto di carne e ossa, comandato da una società scritta da qualcuno che ha deciso per capriccio come vanno le cose, schiavi di un pastore che gli impone di fare il loro verso, di mangiare quell'erba. Quanto sono penosi gli uomini, patetici esseri intrappolati nei loro vestiti e nella loro parte da burattino, passano la loro esistenza a cercare di salire una scala al contrario che li porterà soltanto verso il basso.

Invece cos'è un pirata? Un pirata è fatto di rabbia e avarizia, quando il vento non soffia dal lato giusto se potesse lo soffocherebbe per fargli cambiare direzione. Libero figlio del mare tu vivi, non accontentarti mai di quel che il tempo t'offre, affonda i tuoi denti e strappa quello che la vita non ti ha dato.

Capitolo I - Il punto d'origine

- Perché capitano? Ne vale davvero la pena? Sono nostri amici, perché capitano?

- Perché la loro vita è loro? Io non glie l'ho mica regalata!

Persino le catene del materiale più duro del mondo dopo tempo presentano i segni dell'usura, alcune si arrugginiscono altre semplicemente si spezzano. Erano nostri amici, gli abbiamo voluto bene, li abbiamo difesi dai più forti, ci hanno aiutato quando eravamo deboli, ma questo mondo è uno e deve appartenere ad un solo padrone, le occasioni in questa vita sono inimmaginabili perché le dovremmo dividere? Da oggi non abbiamo più amici, da oggi il nostro unico alleato è il mare.

Sui giornali quel giorno correva la notizia, Volgard la punta di diamante di Deimosar era caduta, la città era in fiamme. Centinaia di imbarcazioni solcarono il mar Jeneàn per assistere allo spettacolo, erano lì fermi a guardare quella città che si accasciava su se stessa, lasciando come ricordo solo la cenere.

Giunse poi la pioggia che batteva incessante sull'elmo dei pirati consumando lentamente le lingue di fuoco, erano sul punto di tornare indietro quando nel mezzo della cittadella si imbatterono in un povero vecchio, trascinava un sacco così pieno che trabordava. Povero vecchio, oggi non è proprio la tua giornata fortunata, erano in quattro, gli bloccarono ogni via di fuga, il vecchio capì subito cosa volevano da lui allora lasciò andare il sacco dicendo che lo potevano tenere, che voleva andarsene via sano e salvo. Uno dei quattro si avvicinò al vecchio e gli impose di baciargli la punta dello stivale, il vecchio iniziò a piangere e chiedere pietà, indifeso mise da parte l'orgoglio e si avvicinò alla punta dello stivale. Il pirata non appena si accorse che si stava avvicinando allo stivale non esitò a piantargli un calcio sul naso, il sangue colava.

Disumano? Si forse è ai limiti dell'inaccettabile, perché prendersela con un vecchio del genere? Che aveva fatto di sbagliato? Si era umiliato per aver salva la vita.

Il suo errore sta proprio nel supplicare pietà, meglio accettare di morire in piedi come un vero uomo che piegarsi di fronte a un altro. Quel vecchio aveva accettato di caplestare i suoi valori per soddisfare un altro per questo non meritava la vita.

Il sangue colava e il vecchio si stava rendendo conto che per lui non c'erano più possibilità, il pirata afferrò quindi i suoi capelli, si inginocchio accanto a lui e con forza premeva la sua testa contro il pavimento, la pioggia lavava quel sangue che scorreva. Il pirata quindi sorrise a quella smorfia di dolore, lasciò i capelli del vecchio per un attimo, il tempo di vedere nei suoi occhi la speranza e poi infrangerla. Riafferrò i capelli e violentemente gli fece battere la testa contro il terreno fino a fargli perdere conoscenza.

Quando il pirata ne ebbe abbastanza si avvicinò al sacco, sghignazzava nel vedere quel bottino, lo trascinò poi vicino ai suoi compagni.

- Chiamate gli altri, tra le ceneri di questo posto ci sono ancora le ricchezze, io resto qui a finire questo sporco inquisitore.

Fecero segno di aver capito quindi lo lasciarono solo con quella vittima, difusero la notizia e iniziò una vera e proprioa caccia al tesoro, quasi una sfida per chi ne trovasse di più. A due giorni dal ritorno a casa ci fu un inaspettata sorpresa. Navi di un altra città solcavano lo stesso mare infiltrandosi nel traffico pirata, Modernisti.

Sbarcarono e si avvicinarono alle rovine, rovistavano in giro, alcuni di loro si identificavano, passeggiavano e non era piacevole. Come reagirebbe un leone nel vedere una iena passeggiare intorno alla sua preda? Non credo bene.

- Tutto ciò che vedete è di nostra proprietà, non toccate nulla.

Avete ignorato un campanello molto importante, avete osato mettere la mano in tasca ad un pirata, ammiro il vostro coraggio, ma rimango basito di fronte alla vostra stupidità. Uno di loro si avvicinò ad una cassa e iniziava a rovistare fu lì che un pirata si avvicinò e senza farsi molti scrupoli gli pianto un colpo d'accetta sul petto, sventrando quell'armatura di metallo come burro, quando cadde atterra ancora vivo si limitò a sdaricare l'ascia dal petto e voltargli le spalle, alcuni accorsero a soccorrerlo, solo il mare sa che fine abbia fatto. Le navi stavano tornando a Skerak con gli ultimi tesori di Volgard e la giornata stava per terminare, se quell'uomo non avesse osato ora sarebbe a casa, dalla sua famiglia, che spreco.

Capitolo II - Dente per dente

- Cosa? Si sono permessi di rovistare tra i nostri averi?

- Hanno pagato con la vita capitano.

- Facciamogli capire cosa si prova nel mettere le mani nelle cose degli altri.

L'esercito pirata era all'orizzonte e si muoveva verso i due avamposti controllati dalla repubblica modernista F.Cinnaron e F.Moradon, due avamposti distanti tra loro assediati da due gruppi diversi allo scoccare dell'apice massimo del sole, in pieno giorno, nessun prigioniero, lasciarono scappare qualcuno in modo che potesse raccontare agli altri ciò che fosse successo.

Fu un gioco da ragazzi conquistare quei due punti, ci sarebbe riuscito un nemico bendato, non ci fu neanche un intervento, certo ci trovavamo in tempo di pace, ma una reazione così fiacca era impressionante. Le truppe tornarono a casa senza neanche i segni della fatica, quasi come se fosse stata una passeggiata, come il piede di un gigante che si abbatte su una formica. Il capitano se la rideva tranquillamente, festeggiando in una squallida locanda tracannando del buon rum.

- Scommetto 2000 zenar, domani i modernisti conquisteranno tutto senza dire una parola come farebbe un vero uomo.

Iniziarono persino a scommettere sulla reazione dei modernisti, aspettandosi l'impossibile, peccato che nessuno vinse, il giorno dopo arrivò un garzone con una lettera per il Re del Mare, rimasero tutti a bocca aperta, increduli di quella reazione, venne tre lenti il nove di fiori per interpretare la lettera, Esteban era del tutto fuori di se, sia per la risposta che per aver perso una scommessa. Passò due giorni chiuso nella sua camera prima di uscire con la soluzione.

Architettò un piano per mettere alla prova la repubblica modernista, fece in modo di far comparire gli attacchi ai forti a degli infedeli pirati convertiti dalla loro stessa partia. Come reagirebbe un uomo tradito dalla sua donna e cosa farebbe al suo amante? Quali emozioni potrebbero provare in quella situazione? Ma ancor di più cosa prova un padre nel veder morire un figlio tra le sue braccia per mano di qualcuno? Ira e vendetta scommetterei, ma avrei perso anche questa volta.

La seconda lettera fu ancora più inquietante, quasi con un sorriso e un ringraziamento di aver svelato questo mistero, perché uomo ti accontenti di mangiare tra le mie mani? Ormai eravamo in ballo e ci toccava ballare. La messa in scena era pronta ci preparavamo a dare il peggio di noi stessi.

Capitolo III - Giù la maschera

- Siamo in ritardo dobbiamo salpare, dobbiamo consegnare il "trattato di pace" a Thorvil

La parte dialogica si consumo in fretta e diede spazio alle ostilità, presero lo stesso comportamento del vecchio di Volgard, umiliati fino al midollo ma alla fine ci fu una reazione. Ci fu una lunga e difficile battaglia che vide solo vittime moderniste, il sangue rosso si stendeva sulla neve e ne lasciava la traccia.

Erano in superiorità numerica, nel momento più opportuno i pirati decisero in una ritirata tattica quando erano stremati.

la terza parte è un po' povera perché credo che sia inutile riscrivere quello che ha detto stardel, avrei forse accennato ai bambini torturati :asdasd: :asdasd: famiglia fioz rip

oh oh mia nonna non è morta, solo uno dei miei figli xD

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molto originale eheheh , potevate almeno cambiare i colori