[GDR] Contromisure

</div>

<div class="ipsSpoiler_contents">
	<p>
		allego qua le parti che si collegano a questo gdr che scrissi ai tempi dei primi gdr di fine era, le parti che andrò ad aggiungere sono la storia ellira dall'inizio di tutto a dove siamo ora
	</p>
</div>

CAP. 1 - Cambiamento climatico repentino

Palazzo del governo irìdo, ufficio della governatrice - 2899 d.F. 2° Kasbis di Varpu

“Vede signora governatrice… I rilevamenti effettuati su tutto il piano negli ultimi anni evidenziano un pericoloso aumento del livello del mare: Ben 5 da-M solamente quest’anno!”

<p>
	Disse un ricercatore sulle quarantina indicando alcuni dati su dei grafici preparati appositamente per l’occasione; il team di ricerca presente nell’ufficio della governatrice quella mattina stava lavorando ormai da anni a quei grafici: Anni e anni di raccolta di dati in tutto il piano che avevano portato ad alcune terribili conclusioni.
</p>

<p>
	Jès annuiva battendo nervosamente le dita sulla scrivania, i dati che le erano stati portati erano decisamente preoccupanti, non solo per la città ma anche per l’intero piano, per l’intera civiltà umana.
</p>

<p>
	<em>“Negli ultimi cinque anni è stato inoltre registrato un consistente aumento dell’attività vulcanica sia presso siti vulcanici attivi quali quello del Kardàrat e nell’area della stazione di teletrasporto Polidùr, sia presso siti dove non si erano mai registrate nessun tipo di attività: Tra le rovine di Volgard, nella città di Helmgard, nel golfo di Thorvil e tra le rovine di Eselvil. Per non parlare dell’intensa attività sismica: Giungono notizie di alcune fortissime scosse nella repubblica di Ninvos che hanno aperto alcune faglie nel terreno…”</em>
</p>

<p>
	Aveva quindi aggiunto una giovane ragazza dai capelli neri, indicando una mappa del piano con indicate le zone dove erano state registrate le scosse
</p>

<p>
	 
</p>

<p style="text-align:center;">
	<img alt="M7cYow3.png" src="http://i.imgur.com/M7cYow3.png" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<em>“Vi sono già state terribili conseguenze, anche a causa dei recenti terremoti. Il porto di Ejitel è già stato completamente sommerso e il loro faro è crollato insieme a svariate sezioni delle loro mura di arenaria. Le stime indicano che entro l’anno prossimo il porto di Irìdian sarà completamente sommerso, le sponde del Karkolis raggiungeranno le mura di Leroet mentre la sorte più infima toccherà a Ukstr, le cui strade l’anno prossimo saranno sommerse da due da-M di acqua… E questo è solo l’inizio, il piano si sta affacciando alla distruzione.”</em>
</p>

<p>
	Disse infine l’ultimo ricercatore, il più giovane e mingherlino, con un tono decisamente teso e preoccupato, la governatrice non aveva ancora aperto bocca, ma il suo volto era decisamente sconvolto e preoccupato da ciò che aveva appena udito. <em>“Dunque cosa consigliate per sistemare le cose?” disse, e</em>sortando quindi i ricercatori per la prima volta in quella giornata.
</p>

<p>
	<em>“Beh ecco… Le conseguenze sono inevitabili e la città di Usktr nei prossimi cinque anni non sarà più abitabile, consigliamo a malincuore un evacuazione dei cittadini presso Irìdian e uno spostamento delle unità di ricerca poste nell’università nel centro di ricerca Extra-territoriale… Purtroppo non esistono reali soluzioni a questo problema, ma possiamo provare ad effettuare ulteriori ricerche anche negli archivi storici di Spes per capire se siano già accadute cose del genere…”</em>
</p>

<p>
	Aveva quindi replicato il ricercatore più anziano mettendosi le braccia dietro la schiena fiero del lavoro svolto. <em>“Va bene, potete andare, avete fatto un’ottimo lavoro e siete stati di grande aiuto” c</em>oncluse quindi Jès alzandosi dalla propria sedia per accompagnare all' uscita questi ricercatori, andando poi davanti alla sua segretaria e iniziando a parlarle
</p>

<p>
	<em>“Ho una teoria e un piano di contenimento per tutto ciò che sta accadendo, convoca una conferenza qui al palazzo di Irìdian la settimana prossima. Sono necessari i governatori delle altre signorie e i dirigenti dell’unità di ricerca nazionale. Digli che ne va del futuro della razza umana”</em>
</p>

<p>
	<strong>CAP. 2 </strong><em>- <u>Arginare i danni</u></em>
</p>

<p>
	<strong><em>Irìdian, piazza Lividàin - 2899 d.F. 3° Kasbis di Varpu</em></strong>
</p>

<p>
	<em>“Signori e Signore” </em>aveva esordito la governatrice quella mattina, davanti a un pubblico più vasto di ciò che si sarebbe immaginata: La piazza irìda era gremita di cittadini da ogni signoria, Irìdi, Usktriaci e Leroetiani erano davanti a lei, ad ascoltare le terribili notizie che sapevano gli sarebbero state dette. Le novità sulla situazione del piano aveva fatto giro di bocca in bocca in poco tempo infatti, e tutta la popolazione Ellira ne era decisamente preoccupata… Molti si chiedevano come sarebbero sopravvissuti i loro figli altri si chiedevano come si sarebbe potuto sistemare tutto mentre alcuni confidavano nella scienza, che già in passato li aveva salvati.
</p>

<p>
	<em>“Vi ho convocato qui oggi per fare il punto sulla nefasta situazione che il Piano di Eseldur sta passando in questo periodo, per spiegarvi le mie teorie sulla cosa e che cosa succederà in futuro nella nostra nazione e per spiegare a chiunque sia arrivato troppo in ritardo il punto della situazione.</em>
</p>

<p>
	<em>Il piano di Eseldur a causa di continui smottamenti della crosta terrestre, alla elevata attività vulcanica presentatasi e all'innalzamento del livello dell'oceano, secondo le mie teorie, è sull’orlo della fine. La storia ci insegna che in passato i piani collassarono inevitabilmente a un certo periodo della loro storia, diventarono inabitabili per la razza umana costringendoci a esodare nell’antico portale alla ricerca di una nuova terra. La stessa sorte, purtroppo, sono sicura toccherà al nostro piano: </em><em>chi prima di noi lo abitava, i Buhhuiti, lo aveva già capito e si stava anche preparando ad abbandonarlo alla sua sorte, invadendo il piano di Letorian e il piano di Myralis. Lo dico a malincuore ma queste considerazioni mi portano a pensare che queste catastrofi non avranno mai fine, bisogna prendere provvedimenti per evitare morti… Usktr e Leroet, con il consenso del governo signorile, verranno evaquate entro la fine di questa settimana per evitare morti e feriti."</em> disse quindi senza quasi mai interrompersi, per poi prendere qualche minuto di pausa e dare tempo alla folla di metabolizzare.
</p>

<p>
	<em>“Il panico non serve a nulla, come abbiamo fatto altre volte se vorremo sopravvivere dovremo solo aspettare e migrare nuovamente in un nuovo piano, lasciandoci alle spalle tutto ciò a cui teniamo. Leroetiani, Usktriaci, mi rivolgo a voi ora: Prendete solo il necessario, solo ciò che possa servire a farvi sopravvivere e tutto ciò che sia scritto: Libri, pergamene e quant'altro. Cibo e vestiti verranno forniti dal nostro governo... Mi spiace davvero si sia dovuti ricorrere a questo."</em>
</p>

<p>
	Scrutò la folla notando solo preoccupazione e paura<em> "E inoltre... Una volta che le operazioni di evacuazione saranno completate verranno attivati i protocolli di S.D.S. di Livello tre, nessuno entra e nessuno esce." </em>concluse infine con l'amaro in bocca, scese dal palco e date le spalle alla folla si incamminò verso la sua casa con la testa colma di pensieri...
</p>

<p>
	<strong>CAP. 3 -</strong> <u><em>Nostalgia, rimpianto</em></u>
</p>

<p>
	<strong><em>Irìdian, cimitero cittadino - 2899 d.F. 3° Kasbis di Varpu</em></strong>
</p>

<p>
	<em>"Forse non sono pronta a tutto questo"</em> Disse Jes mentre una lacrima le rigava il volto <em>"Forse è stupido o da codardi pensarlo ma non riesco a non farlo"</em> continuò fissando le due lapidi nel piccolo santuario della famiglia Lividàin, il ritratto di Yuma era ormai sbiadito nel tempo mentre il ritratto di Pol, praticamente nuovo, non presentava difetti e guardarlo era come guardare suo padre poco prima della sua morte... <em>"Se tu fossi qui la nazione saprebbe cosa fare, avrebbe la guida che si merita... Non una neo salita al potere che in questo momento non sa dove sbattere la testa..."</em> mormorò sconsolata.
</p>

<p>
	Se suo padre fosse stato lì probabilmente l'avrebbe consolata e le avrebbe detto che andava tutto bene, che stava facendo le scelte giuste e che era lei la giusta guida per la nazione in quel momento di crisi, ma suo padre non era più lì ormai e avrebbe dovuto risolvere i suoi problemi da sola. Si alzò con uno sguardo malinconico dal pavimento del piccolo mausoleo con ancora qualche lacrima incastrata fra le ciglia <em>"Farò del mio meglio per fare in modo che il nostro sapere e ogni singolo abitante della città sopravviva al passaggio nell' Antico portale, te lo prometto..."</em> concluse, uscendo dall'ingresso del luogo dove riposavano le spoglie dei suoi genitori.
</p>

<p>
	<em>"La prode governatrice ha problemi a gestire la sua città?"</em> una voce appena fuori dal santuario sbiascicò singhiozzando<em> "Forse il grande Pol Lividàin in fondo si sbagliava..."</em>, Jes si voltò cercando un contatto visivo con la voce, e infine trovò il suo interlocutore... <em>"Ram?"</em> disse Jes con gli occhi sgranati <em>"Sei veramente tu?"</em>, non credeva che quello fosse veramente suo fratello, non lo vedeva da quasi 14 anni ormai "<em>Sai, non sei cambiata aff</em>- Hic - <em>affatto</em>" continuò l'ubriacone "<em>Sempre con quella tua aria di superiorità, come se davanti a te avessi sempre qualcuno non degno del tuo sguardo...</em>"
</p>

<p>
	Era impossibile, ma solo Ram avrebbe avuto la faccia tosta di prenderla in giro così, dov'era stato tutto quel tempo? <em>"Oh fratello..."</em> bisbigliò prima di corrergli in contro, buttandogli le braccia al collo con delle ritrovate lacrime sul volto <em>"Dov'eri sparito! Ti abbiamo cercato per mesi!"</em>
</p>

<p>
	Ram rimaneva fermo, impassibile<em> "Se tu non fossi nata papà mi avrebbe voluto bene, se tu non fossi nata forse mamma non sarebbe morta. Tu mi hai rovinato solo la vita"</em> disse quindi dopo qualche secondo di silenzio <em>"Io ti odio"</em>
</p>

<p>
	La governatrice rimase sbigottita, in tutti quegli anni non aveva mai pensato il fratello serbasse tanto astio nei suoi confronti... Lei gli voleva bene, gli aveva sempre voluto bene e aveva sperato ogni giorno in un suo ritorno... Ora quelle parole dolevano come pugnalate alla schiena ma forse quell'odio era scaturito dall'alcol... "<em>Va bene, lo accetto"</em> disse <em>"Se mai vorrai perdonarmi mi trovi nel luogo dove mi trovo tutti i giorni... Spero di rivederti presto fratello"</em> disse quindi voltandosi e bisbigliando un lieve <em>"Stammi bene..."</em>
</p>

<p>
	"Io ti odio" furono le uniche parole che Ram le diede in risposta, guardandola uscire da quel cimitero che aveva infranto anche il suo desiderio di riscatto...
</p>

<p>
	<strong>CAP. 4 -</strong> <u><em>Sovrappopolazione</em></u>
</p>

<p>
	<strong><em>Tendopoli, Altopiano di Irìdian - 2899 d.F. 5° Darbis di Varpu</em></strong>
</p>

<p>
	Quel giorno l'ultimo cittadino rimasto nelle altre due signorie era stato prelevato e trasportato nella tecnologicamente avanzata tendopoli che nel giro di tre settimane aveva ricoperto l'intero altopiano irìdo, erano state attivate le contromisure di sicurezza e tutto, nonostante l'esorbitante numero di nuovi abitanti della collina, sembrava andare per il verso giusto. La situazione all'esterno peggiorava sempre di più e più di una volta la terra sotto i piedi della città era vibrata a causa di scosse più o meno violente. Tutto resisteva, tutto rimaneva in piedi: persino l'enorme, e all'apparenza fragile, cupola di vetro che ricopriva i campi irìdi.
</p>

<p>
	<strong><em>Irìdian, Ufficio della governatrice </em></strong>
</p>

<p>
	<em>"Stiamo iniziando ad immagazzinare cibo?"</em> disse Jes agguerrita rivolta ad un gruppo di supervisori che era stato convocato lì quella mattina <em>"Va tutto alla perfezione, non avendo nessun tipo di compratore tutto il surplus della serra è cibo immagazzinato"</em> disse il primo supervisore lucidandosi gli occhiali <em>"E inoltre l'ultimo raccolto di Jutivaldur è stato generoso a dire poco, e a quanto pare il prossimo sarà anche meglio"</em> concluse quindi il collega alla sua destra.
</p>

<p>
	<em>"Bene, voglio che il CRE* sia pronto e che sia perfetto per quando incominceremo ad esodare la popolazione"</em> da quella visita al cimitero e da quell'incontro inaspettato aveva ritrovato nuova forza con la quale superare quella crisi, era certa che ce l'avrebbe fatta con tutti i piani che aveva in mente"Per quanto riguarda i dormitori? Quante persone sono in grado di ospitare?" aggiunse quindi, curiosa della risposta che non tardò ad arrivare <em>"Sono circa 7.000 posti letto, non sono il massimo e la gente non avrà molto spazio, ma in sole due settimane è il meglio che siamo riusciti a fare. Entro la fine del mese prossimo stimiamo di avere posti letto per ogni membro della popolazione"</em>
</p>

<p>
	Jes sorrise, felice per la prima volta dopo l'incontro con suo fratello si affacciò alla finestra del suo studio godendosi il mutevole panorama che presto non avrebbe più visto <em>"Bene, vi sono veramente grata del lavoro svolto, state sul pezzo, a breve comunicheremo alla popolazione del progetto, potete andare"</em>
</p>

<p>

CAP. 5 - Era solo un brutto sogno… -by Rundas98

<p>
	<strong><em>Irìdian, promontorio dietro al palazzo del governo - 2899 d.F. 1° Lebis di Viljan</em></strong>
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	Rèbek si svegliò di soprassalto dal suo sogno, poco prima aveva affrontato quella che credeva essere la morte eppure ora era ancora lì, senza un graffio... Guardò le sue mani per cercare di capire se si trattasse ancora una volta di uno scherzo, ma non c'erano dubbi sul fatto che facesse ancora parte del mondo dei viventi: aveva avuto solo un brutto incubo. Si voltò e, alzato lo sguardo, vide l'ora sull'enorme orologio del palazzo del governo <em>"Sono in ritardo!"</em> pensò prima di corrergli all'interno
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	Jes l'aveva convocata per chiederle chissà cosa, non si preoccupava più di tanto ma quell' alone di mistero che circondava quell'incontro la teneva inquieta. Salutò la receptionista e si sedette su una poltroncina nella sala d'attesa, aspettando arrivasse il suo turno. Nonostante tutto però il lungo tempo di attesa nella sala d'aspetto vinse sulle sue convinzioni e in breve Rebèk si ritrovò a rimuginare sul sogno: era troppo reale, e se ci fosse stato qualcosa di più sotto? Non riusciva a capacitarsene ma non aveva mai visto quelle persone e di Yuma aveva visto solo i ritratti che era possibili vedere all'interno del palazzo. In quel momento una voce femminile interruppe i suoi pensieri... <em>"La governatrice la attende nel suo ufficio, immagino sappia come raggiungerlo"</em> disse l'anziana signora sorridendole, aspettando poi un cenno di assenso da parte della ragazza.
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	Rèbek percorse il corridoio arrivando davanti alla massiccia porta dell'ufficio sulla quale era ancora affissa una targa dorata con inciso il motto che era stato adottato da Pol Lividain e poi dalla nazione intera <em>"Jos Dimanmir"</em>. <em>“Rèbek!”</em> disse Jes quando la giovane fabbra della città entrò nel suo ufficio, con la storia dell'apocalisse in corso avevano avuto poche occasioni di vedersi ultimamente così fu felice di rivederla<em> "Jes! Mi fa molto piacere tu mi abbia convocata, è da un po' che non ci si vede"</em> puntualizzò la ragazza dai capelli neri <em>"Devo raccontarti molte cose!"</em> concluse quindi. Jes le sorrise <em>"Lo so, anche io ti devo dire molte cose ma non in questa sede, magari potremmo vederci dopodomani per berci uno Skèval e poi andare al cimitero... E' l'anniversario della morte di Kuruzu, mi sarebbe piaciuto andare a posare un fiore sulla sua tomba, di lui ci rimangono solo i suoi scritti..."</em> disse quindi la governatrice. <em>"Oh, non c'è nessun problema, mi farebbe anche piacere andare a ricordarlo... Per me era un po' come un padre lo sai..."</em> disse quindi con una nota di tristezza Rèbek...
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	<em>"Non sconsoliamoci!"</em> disse quindi Jes per riportare il discorso su ciò di cui aveva bisogno <em>"Ti ho convocato qui perchè ho bisogno di un favore per un progetto che stiamo mandando avanti: Esodare tutta la popolazione nel CRE per stare al sicuro; mi serve qualcuno di intelligente che faccia da supervisore a tutte le operazioni... Ho pensato che tu fossi degna di questo incarico!"</em> disse sorridendo e facendo una risatina <em>"Si tratta solo di coordinare uno sportello e di assegnare uno dei 12 punti di raccolta che sono stati allestiti all'interno del CRE. Per le date... Le annuncerò pubblicamente fra qualche giorno" </em>concluse quindi. Rèbek ci pensò qualche secondo, poi capito cosa dovesse fare fu entusiasta <em>"Accetto, ultimamente non servono armi a nessuno e mi iniziavo a sentire un po' inutile!"</em> disse quindi ridendo a sua volta. <em>"Ora scusami, ma sono veramente piena di lavoro ultimamente, gestire 50.000 persone non è come gestirne 25.000"</em> disse la governatrice con una smorfia <em>"Ci vediamo dopodomani quindi?"</em> concluse per rallegrarsi alla rsposta positiva dell'amica <em>"A dopodomani Jès"</em> concluse quindi Rèbek sorridendo e uscendo dalla stanza.
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	Sulla strada verso casa continuò a pensare e a ripensare al sogno di quel pomeriggio, non riusciva a spiegarselo... Forse sarebbe dovuta andare a fare qualche ricerca in biblioteca per vederci chiaro... Lo avrebbe fatto forse. Rèbek quindi aperta la porta di casa salutò Tèsl, abbracciandolo. Mangiarono e passarono una serata tranquilla e quando ormai l'ora si era fatta tarda i due si spogliarono e si infilarono sotto le coperte. La ragazza ripensava ancora alla giornata appena conclusasi... “<em>Amore, ho avuto un incubo oggi mentre dormivo sul crinale dietro al palazzo</em>” disse, ascoltando la pronta risposta di Tèsl “<em>Vuoi parlarmene?</em>”...
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	“<em>Io mi buttavo dalla scogliera, poi buio, una luce in lontananza, la raggiungo e trovo un capannello di perosne, c'erano tutti: Yuma, i genitori di Yuma, Rundèsin... dicevano che eravamo tutti parenti... e che per permettere loro di passare a un posto migliore dovevo completare la storia della dinastia... sembrava così reale... ho avuto tanta paura... Ne ho tutt'ora</em>” disse quindi intristita, quel sogno incominciava a farla sentire davvero a disagio... “<em>Rèbek, era solo un brutto sogno, non devi preoccuparti: finchè io sarò al tu fianco non dovrai avere paura, mai</em>” disse il giovane, capendo la situazione nella quale si trovava la sua compagna;
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	“<em>Grazie Tèsl! Ti amo...</em>” disse Rèbek cercando di stare serena, abbracciandolo
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	“<em>Ti amo</em>” disse, mentre i due iniziarono a baciarsi appasionatamente e ...
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	<strong><em>[ATTENZIONE CONTENUTO NON ADATTO AI MINORI]</em></strong>
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	 
</p>

<div class="ipsSpoiler" data-ipsspoiler="">
	<div class="ipsSpoiler_header">
		 
	</div>

	<div class="ipsSpoiler_contents">
		<p>
			<img alt="6DVHTQJTU5nd22Zi1KQMFi_1280.jpg" class="ipsImage" height="562" src="https://kiwicdn.akamaized.net/2a3c/6DVHTQJTU5nd22Zi1KQMFi_1280.jpg" width="999" /><em> </em>
		</p>
	</div>
</div>

<p>
	<strong>CAP. 6</strong> - <u><em>Dolorosi addii</em></u><em>  </em>
</p>

<p>
	<strong><em>Irìdian, punto di raccolta Esodo - 2899 d.F. 5° Lebis di Staildur</em></strong>
</p>

<p style="margin-left:320px;">
	<img alt="AvJyRws.png" class="ipsImage" height="750" src="http://i.imgur.com/AvJyRws.png" width="514" /></p>

<p>
	I volantini che annunciavano l'esodo erano stati sparsi per tutto l'altopiano irido, la piazza ne era quasi tappezzata. Ormai tutta la popolazione era in fermento e nessuno si aspettava che le contromisure sarebbero state tanto drastiche, oltretutto da alcuni giorni il vulcano lì vicino aveva iniziato a fumare, facendo crescere ulteriormente le paure della popolazione. Ormai il giorno in cui la popolazione ellira avrebbe lasciato definitivamente la loro terra era arrivato, e la governatrice sperava che questo fosse bastato a sopire le paure della gente.
</p>

<p>
	Jes aveva speso tutte le risorse nazionali per fare in modo che il CRE fosse in grado di ospitare 50.000 persone e dopo mesi, duro lavoro ed incidenti di percorso ce l'aveva fatta, ormai era giunto il momento di partire.
</p>

<p>
	Tutti gli operatori erano ai loro posti, Rebekk compresa e i cittadini avevano incominciato a radunarsi di fronte al Palazzo Lividain. Li osservava tutti dall'alto balcone e ogni minuto poteva vedere come la piazza si facesse sempre più affollata. Guardava la città, quella che era stata costruita da suo padre e in cui lei era nata, la città che si era trovata a guidare... Ogni cosa che guardava le ricordava qualcosa e questo la stava per far scoppiare a piangere.
</p>

<p>
	La piazza era ormai gremita di gente, e mancavano solo pochi minuti all' inizio delle operazioni; le lancette del grosso orologio cittadino ticchettavano lentamente e pesantemente fino a che non fu il momento giusto... Le lancette si unirono sul numero dodici, gli operatori del teletrasporto guardarono verso l'alto e alcuni iniziarono a far passare la gente, assegnando ad ognuno un coloro che indentificava il punto di raccolta nel quale si sarebbero dovuti recare
</p>

<p>
	[...]
</p>

<p>
	Passarono alcune ore prima che fosse esodato l'ultimo cittadino, ora solo Jes, e Rebekk probabilmente, si trovavano a Iridian. Incominciò a camminare fra le vie vuote e spoglie, trattenendo a stento le lacrime...
</p>

<p>
	Casa sua, la casa abbandonata di kuruzu, il palazzo del governo, piccola Silthrim e il monastero di Kalimac, li visitò tutti prima di andarsene, li guardò tutti un'ultima volta prima che il momento di esodare fosse giunto anche per lei. Visitò il porto ormai vuoto, le cui navi erano ormai tutte salpate verso l'ignoto o erano affondate; visitò la serra, l'enorme opera che aveva progettato suo padre. Jes non si trattenne più, e pianse, pianse per tutto quello che era accaduto e pianse perchè non avrebbe mai voluto arrivare a tanto, non avrebbe voluto abbandonare la sua casa...
</p>

<p>
	Con lo sguardo basso la governatrice si incamminò verso lo stargate e, seguita da Rebekk, entrò nel portale lasciandosi alle spalle tutto il proprio passato.
</p>

<p>
	 
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;">
	<strong>CAP 6.b </strong>- <i><u>Chi ha detto che i fabbri non piangono?</u></i>
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;font-style:normal;text-decoration:none;">
	L'ultima persona aveva oltrepassato il tornello, dopo alcune ore il compito di Rebèk era finito e anche lei era pronta ad attraversare lo stargate... ad un certo punto però il suo cuore si fermò per un'attimo, stava davvero lasciandosi alle spalle venti anni del suo passato? Così, senza nemmeno salutarlo, dannazione, in quella città ne erano capitate delle belle! Storie a cui nessuno avrebbe mai creduto se non le avesse vissute in prima persona.
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;font-style:normal;text-decoration:none;">
	Decise che non era ancora l'ora di andarsene e indietreggiò.
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;font-style:normal;text-decoration:none;">
	 
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;font-style:normal;text-decoration:none;">
	“È tutto sbagliato! Perchè deve succedere?” si chiese ad alta voce girandosi, probabilmente aspettandosi qualcuno dietro, quel qualcuno che era morto anni prima... Kuruzu.
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;font-style:normal;text-decoration:none;">
	 
</p>

<p style="margin-bottom:0cm;font-style:normal;text-decoration:none;">
	Uscì dall'area dell'esodo e iniziò a passeggiare per le vie di Iridìan, il primo posto in cui si fermò era il crinale dove aveva fatto quello strano sogno... la tormentava ancora, ma decise che non era il tempo di rimuginare su quell'incubo al momento, andò davanti alla casa di Kuruzu, poggiò la sua mano sul portone ed ebbe un flashback, lei che bussa insistentemente alla porta dell'uomo:
</p>

<p>
	<font size="3"><span style="font-style:normal;"><span style="text-decoration:none;"><span style="font-size:12px;"> “</span></span></span><span style="font-size:12px;"><span style="font-style:normal;"><span style="text-decoration:none;"><span style="font-weight:normal;">Che c’è?” aprì la porta scocciato Kuruzu</span></span></span></span></font>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Ah, Rebèk, allora? Pareri sulla serra?” continuò cambiando espressione</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Il metallo è inutilizzabile, va fuso e riforgiato, fatemelo trovare vicino alla forgia e ci penserò io, comunque, ho fatto una               scoperta allettante, ho visto che il raccolto è stato bruciato”</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Sì… è una grossa perdita, ma sopravviveremo”</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">E invece non è una perdita! Ho scoperto che le patate son diventate carbone vegetale!”</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Hm, probabilmente i baglini a causa dell’onda d’urto sono stati sparati a una velocità impressionante, scaldando il terreno e           bruciando il raccolto, poi le condizioni favorevoli hanno fatto in modo che le patate bruciate siano diventate carbone                       vegetale” pensò ad alta voce l’uomo</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Rebèk guardò Kuruzu con una faccia interrogativa</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Lascia stare, roba da scienziati” disse ridendo l’uomo... In quel momento sentì una stretta al cuore e tolse la mano, andò alla forgia, la quale era anche casa sua, la guardò con un senso di malinconia, trattenendo a stento le lacrime e corse via.</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Scese correndo le scale che portavano alla parte bassa della città, poi si fermò quando vide Jes davanti alla serra progettata da suo padre, stava piangendo... decise di lasciarle vivere quell'ultimo momento con suo padre e, risalendo le scale, si avviò verso piccola silthrim, ricordava perfettamente i giorni dell'attacco terroristico... provava ancora una rabbia furiosa nei confronti dei terroristi che erano spariti nel nulla in un'attimo proprio come erano apparsi, andò anche al cimitero, per dare un'ultimo saluto a Kuruzu, quando si trovò davanti alla sua tomba scoppiò in lacrime e vi si accasciò vicino.</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">PERCHÈ STA SUCCEDENDO? TI PREGO DAMMI UNA RISPOSTA!” urlò Rebèk alla lapide dell'uomo, accorgendosi di quello che stava facendo altre lacrime le rigarono il viso.</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Si girò verso Pol...</span></span>“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Ti prometto che veglierò su tua figlia a costo della mia vita, vecchio mio” disse con una voce e uno sguardo risoluto come pochi.</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Il suo tempo in quella città stava finendo, si alzò e si avviò verso il punto di raccolta con ancora le lacrime agli occhi, le due ragazze si reincontrarono davanti allo stargate</span></span> “<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Pensavo fossi già andata via” disse Jes con un filo di voce e ancora le lacrime agli occhi mentre si avvicinava a Rebèk alle spalle</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Avevo ancora delle cose da fare, dovevo salutare due vecchi amici” rispose la ragazza girandosi</span></span>, i<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">n quel momento entrambe videro il viso dell'altra rigato dalle lacrime, e istintivamente si abbracciarono</span></span></span><span style="font-size:12px;"> </span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Grazie Rebèk per quello che hai fatto per questa città”</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;">“<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">E tu grazie per esserti fidata di me”</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12px;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">le ragazze passarono lo stargate, si ritrovarono nel CRE e ognuna prese la sua strada</span></span></span>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<strong>CAP. 7</strong> - <u><em>La fine</em></u>
</p>

<p>
	<strong><em>Centro di ricerca extraterritoriale Elliro, da qualche parte tra le montagne di Spes       2904 d.F. 5° Lebis di Varpù</em></strong>
</p>

<p>
	Ci fu un' altra scossa, una delle tante in quel periodo. Le pareti del centro di ricerca, da qualche settimana, avevano iniziato a tremare sempre più violentemente e nonostante la loro robustezza e questo, unito al fatto che gli stargat avessero cessato di funzionare, dava non poche preoccupazioni alla governatrice.
</p>

<p>
	Esodare era stata sicuramente la migliore idea in quanto dalle notizie ricevute risultava che Irìdian fosse stata inghiottita dai lapilli e dal magma eruttati dal Kardarat, Usktr fosse completamente sommersa dalle acque del Firosìn e Leroet fosse stata seppellita dalle macerie precipitate dalla vicina montagna; tuttavia, nonostante l'idea avesse salvato migliaia di vite, Jes si chiedeva per quanto tempo sarebbero potuti rimanere nascosti sottoterra, in attesa che a Spes si riaprisse l'antico portale
</p>

<p>
	"Forse dovremmo andare a Spes" disse Jes camminando in cerchio nel suo ufficio rivolta a Rebekk, la quale era stata convocata per una consulenza "Non potremo resistere per sempre chiusi qua sotto e prima o poi le porte di Spes si chiuderanno, e senza stargate saremmo costretti a rimanere qua e perire, rendendo inutili tutti gli sforzi fatti fino ad ora per sopravvivere" concluse quindi una risposta dell'ex fabbro...
</p>

<p>
	Rebekk annuiva, senza proferire parola, era spaventata e nonostante confidasse nelle abilità di Jes non sapeva a cosa pensare... "Credi che la popolazione sopporterebbe un nuovo esodo?" disse quindi, pensando solo alle famiglie che erano state costrette a continui cambiamenti in quegli anni "Credi che Spes ci accoglierà tutti?" concluse quindi con uno sguardo perplesso
</p>

<p>
	Jes ci aveva pensato, aveva pensato a quanti cambiamenti aveva dovuto sopportare il suo popolo ma grazie a questi cambiamenti era sopravvisuto e, forse, era molto di più di quanto non avessero ottenuto le altre popolazioni di Eseldur in quel momento... "Forse la prospettiva di rivedere la luce del sole e di mangiare qualcosa di diverso dalle patate e dal manzo basterà, e credo che in questo momento Spes non possa fare altro che accettarci tutti, sono loro i detentori dell'antico portale..." disse abbozzando un sorriso "Credo che presto comunicherò al popolo che il nostro isolamento sta per finire"
</p>

<p>
	[...]
</p>

<p>
	I preparativi per lo spostamento erano stati terminati, tutti le persone avevano recuperato i loro effetti personali e si preparavano ad abbandonare quella che, anche se per pochi anni, era stata la loro casa; tutti i libri, trattati, documenti e in generale tutte le conoscenze che erano in mano al popolo elliro erano state caricate sui carri mentre il resto della popolazione avrebbe percorso il breve tratto di strada a piedi. Jes, seguita da Rebekk, fu la prima a varcare la soglia della porta esterna del centro di ricerca; la tunica che le era stata preparata per l'occasione le arrivava poco sotto il ginocchio e il cappuccio, sul retro del quale vi era disegnato lo stemma elliro, le copriva il capo. Gli elliri seguivano la governatrice in silenzio, come in processione: lo stesso silenzio che aveva accompagnato la fine del discorso dove ella annunciava lo spostamento verso Spes.
</p>

<p>
	Dopo un breve viaggio arrivarono a destinazione, una folla enorme era ora davanti ai torreggianti cancelli di Spes che, dopo la presentazione della governatrice, si aprirono lasciando spazio alla popolazione ellira che da lì a poco sarebbe stata smistata nei vari alloggi di fortuna. Jes attese che ogni cittadino riuscisse a raggiungere la salvezza finale, rimanendo infine a guida di una folla molto meno numerosa composta dai ricercatori elliri, Rebekk e qualche membro del governo che non aveva ancora abbandonato il suo ruolo.
</p>

<p>
	Fece in modo che gli scienziati si unissero alla comunità scientifica spesiana e poi rimase sola con Rebekk
</p>

<p>
	"Almeno li abbiamo salvati tutti anche se non abbiamo salvato le nostre città" disse Jes con uno sguardo vacuo "Chissà cosa ne penserebbe mio padre..." arrivare a Spes significava passare il testimone alle autorità spesiane, liberarsi di tutto il peso che negli ultimi anni aveva portato per salvare il suo popolo.
</p>

<p>
	"Penso che questa sia la fine di una grande storia Rebekk" aggiunse infine guardando la ragazza e sorridendole.
</p>

<p>
	 
</p>

<div class="ipsSpoiler" data-ipsspoiler="">
	<div class="ipsSpoiler_header">
		 
	</div>

	<div class="ipsSpoiler_contents">
		<p>
			<em>E con questo è tutto, non sono bravo con i ringraziamenti ma ci tengo a ringraziare chi ha reso possibile Elliria. Veramente, senza di voi mi chiedo come avrei fatto da solo </em>
		</p>
	</div>
</div>

[Off]

Solo una piccola correzione, ma non per colpa tua. Ancora non abbiamo rilasciato date ufficiali, ma sappi che questi tuoi GDR vanno ambientati verso il 2899. Nonostante nella wiki siano presenti alcuni eventi minori negli anni successivi, provvederemo con piccole correzioni. 

Per il resto, ottimo lavoro!

13 minuti fa, Maròk dice:
<div class="ipsQuote_contents">
	<p>
		[Off]


		Solo una piccola correzione, ma non per colpa tua. Ancora non abbiamo rilasciato date ufficiali, ma sappi che questi tuoi GDR vanno ambientati verso il 2899. Nonostante nella wiki siano presenti alcuni eventi minori negli anni successivi, provvederemo con piccole correzioni. 
	</p>

	<p>
		Per il resto, ottimo lavoro!
	</p>

	<p>
		 
	</p>
</div>

infatti ho inserito le date della wiki per non lasciare senza una data. Non ero proprio sicuro del periodo in cui ambientarlo quindi aspettavo date ufficiali per modificare

:)

aggiunto il capitolo 5 e il capitolo 6

Spoiler
<div class="ipsSpoiler_contents">
	<p>
		Il finale del capitolo 5 sembrava davvero interessante, dopo aver visto lo spoiler lo è diventato ancora di più
	</p>
</div>

Il 01/02/2017 at 19:21, Maourix dice:
<div class="ipsQuote_contents">
	<div class="ipsSpoiler" data-ipsspoiler="">
		<div class="ipsSpoiler_header">
			<a href="#" rel=""> </a> <span>Nascondi Contenuto</span>
		</div>

		<div class="ipsSpoiler_contents">
			<p>
				Il finale del capitolo 5 sembrava davvero interessante, dopo aver visto lo spoiler lo è diventato ancora di più
			</p>
		</div>
	</div>
</div>

</div>

<div class="ipsSpoiler_contents">
	<p>
		modestamente :^)
	</p>
</div>

</div>

<div class="ipsSpoiler_contents">
	<p style="margin-bottom:0cm;">
		Da ascoltarsi preferibilmente con: 
	</p>

	<div class="ipsEmbeddedVideo">
		<div>
			<iframe allowfullscreen="true" frameborder="0" height="344" src="https://www.youtube.com/embed/kFykaZKenNk?feature=oembed" width="459"></iframe>
		</div>
	</div>
</div>

CAP 6.1 - Chi ha detto che i fabbri non piangono?

L'ultima persona aveva oltrepassato il tornello, dopo alcune ore il compito di Rebèk era finito e anche lei era pronta ad attraversare lo stargate... ad un certo punto però il suo cuore si fermò per un'attimo, stava davvero lasciandosi alle spalle venti anni del suo passato? Così, senza nemmeno salutarlo, dannazione, in quella città ne erano capitate delle belle! Storie a cui nessuno avrebbe mai creduto se non le avesse vissute in prima persona.

Decise che non era ancora l'ora di andarsene e indietreggiò.

“È tutto sbagliato! Perchè deve succedere?” si chiese ad alta voce girandosi, probabilmente aspettandosi qualcuno dietro, quel qualcuno che era morto anni prima... Kuruzu.

Uscì dall'area dell'esodo e iniziò a passeggiare per le vie di Iridìan, il primo posto in cui si fermò era il crinale dove aveva fatto quello strano sogno... la tormentava ancora, ma decise che non era il tempo di rimuginare su quell'incubo al momento, andò davanti alla casa di Kuruzu, poggiò la sua mano sul portone ed ebbe un flashback, lei che bussa insistentemente alla porta dell'uomo:

Che c’è?” aprì la porta scocciato Kuruzu

Ah, Rebèk, allora? Pareri sulla serra?” continuò cambiando espressione

Il metallo è inutilizzabile, va fuso e riforgiato, fatemelo trovare vicino alla forgia e ci penserò io, comunque, ho fatto una scoperta allettante, ho visto che il raccolto è stato bruciato”

Sì… è una grossa perdita, ma sopravviveremo”

E invece non è una perdita! Ho scoperto che le patate son diventate carbone vegetale!”

Hm, probabilmente i baglini a causa dell’onda d’urto sono stati sparati a una velocità impressionante, scaldando il terreno e bruciando il raccolto, poi le condizioni favorevoli hanno fatto in modo che le patate bruciate siano diventate carbone vegetale” pensò ad alta voce l’uomo

Rebèk guardò Kuruzu con una faccia interrogativa

Lascia stare, roba da scienziati” disse ridendo l’uomo

in quel momento sentì una stretta al cuore e tolse la mano, andò alla forgia, la quale era anche casa sua, la guardò con un senso di malinconia, trattenendo a stento le lacrime e corse via.

Scese correndo le scale che portavano alla parte bassa della città, poi si fermò quando vide Jes davanti alla serra progettata da suo padre, stava piangendo... decise di lasciarle vivere quell'ultimo momento con suo padre e, risalendo le scale, si avviò verso piccola silthrim, ricordava perfettamente i giorni dell'attacco terroristico... provava ancora una rabbia furiosa nei confronti dei terroristi che erano spariti nel nulla in un'attimo proprio come erano apparsi, andò anche al cimitero, per dare un'ultimo saluto a Kuruzu, quando si trovò davanti alla sua tomba scoppiò in lacrime e vi si accasciò vicino.

PERCHÈ STA SUCCEDENDO? TI PREGO DAMMI UNA RISPOSTA!” urlò Rebèk alla lapide dell'uomo, accorgendosi di quello che stava facendo altre lacrime le rigarono il viso.

Si girò verso Pol:

Ti prometto che veglierò su tua figlia a costo della mia vita, vecchio mio” disse con una voce e uno sguardo risoluto come pochi.

Il suo tempo in quella città stava finendo, si alzò e si avviò verso il punto di raccolta con ancora le lacrime agli occhi.

Le due ragazze si reincontrarono davanti allo stargate

Pensavo fossi già andata via” disse Jes con un filo di voce e ancora le lacrime agli occhi mentre si avvicinava a Rebèk alle spalle

Avevo ancora delle cose da fare, dovevo salutare due vecchi amici” rispose la ragazza girandosi

In quel momento entrambe videro il viso dell'altra rigato dalle lacrime, e istintivamente si abbracciarono

Grazie Rebèk per quello che hai fatto per questa città”

E tu grazie per esserti fidata di me”

le ragazze passarono lo stargate, si ritrovarono nel CRE e ognuna prese la sua strada

aggiunto il settimo, e ultimo, capitolo