[GdR] Dissidi in famiglia

Enevàn, mentre svolgeva i suoi apprendistati, viveva ancora con i suoi genitori a Spes. Essi
risiedevano in una discreta dimora sita nel Quartiere Agricolo, non molto lontana dalle serre
in cui coltivavano i loro amati fiori. Durante un breve periodo di pausa, Enevàn si trovava
proprio a casa, ed era intento a riordinare e a studiare gli appunti scritti durante lo
svolgimento degli apprendistati.
Nel mentre, pianificava cosa scrivere nella lettera che avrebbe spedito a TP. Desiderava
essere formale ma breve, in modo tale da sembrare una persona il più matura possibile.

«Enevàn, è pronta la cena!» disse urlando sua madre Monique;
«Arrivo subito!» rispose Enevàn mentre riordinava la sua scrivania.

Poco dopo scese rapidamente le scale di legno che portavano al piano inferiore, entrò in
cucina e si sedette a tavola, dove i suoi genitori lo stavano aspettando. Dopodiché,
iniziarono a mangiare.

«Allora Enevàn, come stanno andando gli apprendistati?» chiese suo padre Sand.
«Tutto piuttosto bene, sono abbastanza impegnativi ed un po’ faticosi, ma li porto a termine
senza troppi problemi.»;
«Posso immaginarlo, dopotutto sono molti e riguardano anche settori come il nostro» e
continuarono a mangiare.

Poco dopo Enevàn posò le posate sul tavolo e disse:

«Devo dirvi una cosa importante…»;
«Che cosa devi dirci tesoro?» disse sua madre;
«Forse ho trovato la città giusta per me.»;
«Mi auguro che sia Spes» aggiunse il padre;
«No, è Thoramas…».

L’atmosfera in cucina si fece glaciale. I genitori di Enevàn non si aspettavano una risposta
simile. Poi Sand ruppe quel breve ma intenso silenzio ed esclamò:

«No, non se ne parla!»;
«Ma papà!»;
«Ho detto di no, Thoramas non è una città adatta a te!»;
«E per quale motivo scusa?!»;
«Meglio che non apra bocca!»;
«No no, adesso me lo spieghi che cosa stai pensando!»;
«I cittadini di Thoramas sono dei fanatici, ho sentito solo storie brutte sul loro conto!»;
«E quali sarebbero queste storie!?»;
«Che perseguitano i dissidenti politici e che mangiano i bambini! Ecco quello che ho
sentito!»;
«Tesoro, adesso non esagerare…» disse, intervenendo, Monique;
«Tu stai zitta, sai benissimo che ho ragione! Poi chi si occuperà dell’azienda, me lo
spieghi!?»;
«Ci sono un sacco di persone qualificate che possono rivelare l’azienda pa’, io-»;
«No, tu erediterai l’azienda e rimarrai qui a Spes!»;
«Ok, pensala un po’ come vuoi!» e riprese a mangiare imbronciato e taciturno.

Una volta finito si ritirò nella sua camera, dove continuò a rimanere in silenzio per lungo
tempo. Rimasti soli a tavola, i suoi genitori iniziarono a conversare:

«Sand, non puoi obbligarlo a rimanere qui a Spes, ormai è grande!»;
«Decido io cosa è meglio per lui, è nostro figlio Monique!»;
«Questo è vero, ma nessuno ti da il diritto di decidere cosa è meglio per gli altri! Ti sei
dimenticato quando scappasti di casa alla sua età o te lo sei dimenticato!?»;
«…»;
«A ecco!».
Seguì un breve silenzio…
«Non voglio che vada via, perché so che mi mancherà… Poi Thoramas non è un posto
particolarmente sicuro…»;
«Sand, anche a me non vanno molto a genio i modernisti, sono degli estremisti, ma dire che
perseguitano i dissidenti politici, o peggio che mangiano i bambini è una cavolata enorme!»;
«Sì, hai ragione… Ma come faremo con l’azienda? L’età inizia a farsi sentire.»;
«Troveremo una soluzione, vedrai. Chissà che non cambi idea, dopotutto i fiori piacciono
anche a lui.»;
«Già. E adesso che cosa facciamo?»;
«Vacci a parlare no?» .

Sand si alzò dalla sedia e si avviò lentamente verso la camera di Enevàn.

«Figliolo, posso parlarti un attimo?».

Non ricevette risposta.

«Va bene…» disse, avvicinandosi al letto su cui era seduto suo figlio. Aveva il viso
imbronciato e lo sguardo fisso al suolo.

«Che cosa vuoi?» gli disse, con un certo astio, mentre teneva le braccia conserte.
«Io e mamma abbiamo parlato e… pensiamo che tu debba scegliere la città che preferisci,
quindi sei libero di trasferirti a Thoramas. ;
«Davvero!? Grazie papà, io-»;
«Ma ad una condizione! Riparleremo della questione legata all’azienda, va bene?»;
«Ehm… Sì, va bene!».

E si abbracciarono.

Questa è la terza pagina del mio GdR, più semplice e con lo scopo di dare continuità alla storia. Dal prossimo episodio si andrà avanti con fatti più interessanti :wink:

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Riepilogo

Bellissimo Enea, aspetto il prossimo :pray:t2:

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