[GDR fondazione] Koras

Siate clementi, non faccio GDR da anni e non sono uno scritore forbito come molti di voi :sweat_smile:

Prefazione:

I vari protagonisti del GDR sono gli esuli Ascaloniani che, dopo aver attraversato il portale, si ritroveranno a causa dell’anomalia temporale, ad insediarsi nella Spes Alinoxiana dell’anno 60.

Legenda dei nomi gdr-player reali:

  • Tywin Tigirevis = Tigierrei
  • Gaius Volturia Corvus = The Capo
  • Ur = UrTerror
  • Melon Musk = Inchiostro
  • Defale’ Fapporux = Fappone
  • Gallus Atuldarianus = Gallows

Capitolo I – Il risveglio:

Tywin si risvegliò di soprassalto. Provò a guardarsi attorno ma non riuscì’ a mettere a fuoco nulla, a giudicare dal forte mal di testa doveva aver subito una brutta caduta. Rimase fermo per qualche istante poi provò ad alzarsi; venne assalito da un attacco di vertigini e per poco non cadde. Piano a piano riuscì a mettere a fuoco l’ambiente circostante: luci, c’erano luci attorno a lui, ma erano molto fievoli, sembravano provenire da… delle finestre… case! Provò a cogliere i rumori circostanti ma non sentì nulla, solo il gracchiare di qualche cicala sotto la notte stellata. Immediatamente cercò di ricordare come fosse arrivato lì: un momento prima si trovava a Spes, insieme ad altre persone, degli amici se non ricordava male, e poi c’era il portale… ma certo il portale! Doveva averlo attraversato e aver perso i sensi subito dopo. All’improvviso sentì un tonfo provenire da dietro di lui, seguito da una imprecazione in dialetto ascaloniano: era Eremita! Accanto si materializzarono uno dopo l’altro Gaius, Defale’, Melon, Ur e Gallus.

Capitolo II – Amici di infanzia:

Eremita si guardo’ attorno spaesato. Scrutando nella fievole luce che illuminava la zona scorse dei visi familiari; uno ad uno li riconobbe: erano i suoi amici d’infanzia con cui aveva attraversato il portale.

< State tutti bene? > si premurò a chiedere. Gli altri annuirono con un cenno del capo.

<Dove siamo?> chiese Defale’? <Credo siamo finiti in una città, una che non ho mai visto a dire il vero. Siamo in un altro piano?> <Che domande, certo che siamo in una altro piano Tywin! E’ a questo che servono i portali dopotutto> rispose bruscamente Gaius. < Vedo che ti sei portato il tuo caratteraccio attraverso il portale Gaius > < Ma piantala Ur, parli te che dopo tanti anni non ci hai ancora voluto dire quale sia il tuo vero nome. > ribatte’ Gaius. < Piantatela tutti! Piuttosto che stuzzicarci a vicenda che ne direste di trovare un posto dove sistemarci? Se non lo avete notato e’ notte e siamo disarmati > < Concordo con Melon, dovremmo trovare un posto dove passare la notte> intervenne Gallus. < E cosi sia> concluse Eremita.

Capitolo III – La taverna:

Dopo aver girovagato per un ora abbondante, i sette riuscirono a trovare una taverna ancora aperta.

< Salve, stiamo cercando un posto per passare la notte, siamo in sette > disse Tywin all’oste. < Nella nostra locanda c’è sempre un letto per chiunque, l’importante è che abbia abbastanza zenar. Sono 20 zenar a persona per notte > rispose l’oste. < Zenar? Anche in questa città vengono usati gli zenar come valuta?! > chiese sorpreso Tywin. < Se non si usano gli zenar a Spes non saprei dovre altro usarli > rispose in tono sarcastico l’oste. <Spes? Non e’ possibile… io e i miei amici abbiamo lasciato Karaldur attraverso il portale…> <Karaldur?> lo interruppe l’oste <Sono passati sessant’anni da quando i primi esuli karaldoriani fondarono Spes qui ad Alinox. Dovete essere arrivati ora per via dell’anomalia temporale! > <Anomalia Temporale?> <Si l’anomalia temporale> continuò l’oste <Qui ad Alinox continuano a giungere attraverso il portale persone da tutti i piani ed epoche del Jandur. Guarda a quel tavolo; vedi quelle persone? Sono appena giunte dal piano di Jet; ti consiglio di andarci a parlare, sono una popolazione molto erudita, sapranno spiegarti meglio>. Tywin annuì e si allontanò confuso. Anomalia temporale, piano di Jet… che stava succedendo? Gli altri del gruppo stavano aspettando Tywin sulla soglia della porta. <Allora?> chiese Eremita <Possiamo fermarci per la notte?>. Tywin lo guardò, lo sguardo confuso. <Siamo a Spes… abbiamo viaggiato per sessant’anni… ehm… si, possiamo fermarci. Credo abbia detto 20 zenar a testa> riuscì a balbettare. Gli altri lo guardarono, alcuni divertiti altri perplessi < Non pensavo avessi picchiato cosi forte la testa > ironizzò Gallus. A quelle parole Tywin si riprese <C’è stata una sorta di anomalia temporale. L’oste mi ha detto ci chiedere a quelle persone laggiù, loro sapranno spiegarci costa sta succedendo> e indicò il tavolo ai lati della stanza.

Capitolo IV – Gli uomini di scienza:

Eremita si sedette al tavolo dei Jettiani per primo. Senza presentarsi chiese a quello che sembrava il più anziano dei chiarimenti: < Cos’è l’anomalia temporale? Dove siamo? Quanto tempo è passato? > Il jettiano che era stato interpellato si voltò con lo sguardo sorridente < Siamo su Alinox amico mio. Sessant’anni dopo l’arrivo dei tuoi coetanei. Aimè non credo che troverai qualcuno di loro ancora vivo, probabilmente gli unici ancora vivi erano dei bambini quando avete attraversato il portale; ora avranno quanto, settant’anni? > Lo sguardo di Eremita si fece impenetrabile < Ad ogni modo > proseguì il jettiano < il motivo per cui siete giunti qui’ sessant’anni dopo è facilmente spiegabile. Il piano di Alinox si trova in prossimità del centro del Jandur. Qui avviene un fenomeno che prende il nome di anomalia temporale. In pratica chiunque può giungere da qualunque era passata e da qualunque piano conosciuto. L’altro giorno stavo chiacchierando con un Jagdiano… riesci a crederci? Un jagdiano! > il jettiano scoppiò a ridere.

Eremita si riprese dallo stordimento. Si giro’ a guardare gli altri: anche loro erano turbati da quanto appena sentito. Eremita si girò per parlare di nuovo col jettiano:. < Non possiamo restare qui’, per noi è troppo doloroso. Abbiamo perso amici, famiglia… dobbiamo andarcene. Per caso hai una mappa o qualc… > lo interruppe il jettiano <Questa città ha dei costumi troppo arretrati, anche noi vogliamo andarcene. Inoltre vi farebbero comodo le nostre conoscenze. Mi chiamo Alpha comunque, molto piacere > <Il piacere è mio> gli sorrise Eremita mentre gli stringeva la mano.

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