[GdR Fondazione] Nephèlai

Disclaimer

Non mi piace come filosofia ma almeno in questo ho optato per quantità più che per qualità. Ripperoni.

Anno 74 Era Comune, Mese di Bacal.

Località di Spes.

“Raymond! Raymond!” fece uno degli avventori, indicando il proprio boccale e gridando verso uno dei poveri camerieri intenti a servire tutti i clienti di quella stracolma locanda nel Quartiere Commerciale.

Il Ragazzo si affrettò, poco dopo, a portare una nuova caraffa di Fermentato passando fra i tavoli ancheggiando e sfruttando la sua esile corporatura. Era la quinta che il tale ed i suoi compagni avevano trangugiato quella sera.

L’assetato cliente non era, infatti, solo. Condivideva il tavolo con altri due individui e fino ad allora avevano passato la serata a bere la brodaglia venduta a buon mercato dalla locanda e raccontarsi barzellette sconce ed aneddoti. Il tutto rigorosamente cinti nei loro indumenti da perfetti Spesiani, con le povere cinte che per il tanto bere ormai facevano fatica a trattenere in dentro le pance dei tre.

“AHAHAHAHAH! Sentite questa, sentite questa!” Fece quello più grosso del gruppo, ridendo ed allo stesso tempo, sfidando ogni sorta di regola biofisica, trangugiando l’ennesimo boccale

“Ci sono un Lumeniano ed un Novithorigradiano su un carretto… CHI GUIDA?” Domandò agli altri.

“Chi?” Risposero gli altri due, quasi all’unisono. Avevano il tono di chi quella barzelletta l’aveva già sentita decine di volte, solo con protagonisti diversi.

“LA GUARDIA! AHAHAHAHAHAHAHAH!” Scoppiò a ridere dopo aver risposto, sbattendo il boccale sul tavolo più volte in accompagnamento.

Gli altri due accennarono una risata, non avrebbero voluto ridere ad una barzelletta trita e ritrita come quella ma era effettivamente divertente. Continuarono a bere e raccontarsi episodi per almeno un’altra ora. Si buttarono in mezzo storie come “Quella strana gita nel Toreke dell’Ovest” o “Dimmi tu se non era sua sorella alla fine”. Fu davvero divertente, i tre risero molto.

Venne la chiusura. Erano rimasti praticamente solo loro tre e i tavoli che fino a poche ore prima traboccavano di vita e Fermentato ora venivano puliti con noncuranza dallo stesso ragazzo esile che aveva corso avanti ed indietro portando caraffe e boccali.

“E’ ora di andare via, dico a voi tre!” Era il monito che arrivava da dietro il bancone, dove un tale calvo e baffuto contava gli Zenar della serata.

“Si, si. Come preferisci tu Tony” rispose annoiato uno dei tre, quindi lasciò il conto sul tavolo, salutarono e andarono via. Evidentemente erano abituali del locale.

Fecero buona parte della strada del ritorno insieme, si conoscevano da tempo e ne avevano ormai passate tante. Insomma, era abbastanza normale per chi di lavoro viaggiava spesso. Due di loro erano mercanti, un terzo si impegnava solitamente a scortarli. Solitamente si identificavano come un gruppo unico, tuttavia. Non vi era un viaggio che non compiessero insieme. Quella serata era proprio conseguenza del loro impiego, avevano appena piazzato un grosso carico per conto di una corporazione Spesiana.

Quindi tornarono ognuno nella propria abitazione, salutandosi ad un incrocio.

“Dracor, Ray, ricordatevi l’appuntamento di domani pomeriggio al porto. Partiamo nottetempo.” Fece uno, quello che aveva bevuto meno di tutti.

“Si si, certo Simon” Intonarono in coro gli altri due, alticci.


Anno 78 Era Comune, Mese di Falam.

Località di Spes.

“Quindi, chiudiamo per 450 Zenar?”

“Non so… scendi a 420?”

“Non se ne parla proprio, 450 come concordato. Prendere o lasciare.”

“Va bene, va bene. 450 siano.”

L’uomo allungò quindi una cambiale di banca per 450 Zenar nelle mani di Simon. Sono passati ben quattro anni dall’ultima volta che lo abbiamo visto, ma non è cambiato più di tanto.

Continua nei suoi affari ed ha anche ampliato il giro. Ovviamente, non potrebbero mancare con lui Dracor e Ray. Erano infatti intenti a scaricare dal loro carro le merci appena piazzate, si notavano impacchi e qualche cassa piena di chissà cosa.

Negli ultimi quattro anni i tre avevano conquistato una certa reputazione come mercanti ed intermediari, accumulando un discreto patrimonio reinvestito poi in carri e cavalli, oltre che nell’acquisto di alcuni importanti privilegi che gli avevano permesso di svolgere compiti e mansioni mercantili anche per conto dello stesso governo di Spes.

Erano diventati soliti, inoltre, presenziare alle sedute della Corporazione Mercantile di Spes in qualità di membri. Fu proprio alla fine di una di queste assemblee che se ne parlò per la prima volta, quando vennero avvicinati da Ronnie.

Ronnie era stato uno dei loro primi committenti, anni prima. Commerciava spezie, erbe, all’occorrenza anche grossi carichi di legname. Insomma, se cresceva dalla terra… Ronnie te lo vendeva.

Si ritrovarono tutti in un noto locale del centro, non erano mica più gente da bettola dimenticata dai Superni!

Presero posto al solito tavolo ed ordinarono qualcosa, chi del vino , chi un amaro e chi, quasi nostalgicamente, del Fermentato.

“Allora, ne parlo con voi. Ci conosciamo da anni ormai e so di potermi fidare.” Tutti ascoltavano le parole di Ronnie con la massima attenzione ed interesse, sorseggiando la propria bevanda di tanto in tanto.

“Sentite qua… ormai ve ne sarete accorti anche voi. Da qualche tempo le piazze sono sempre più sature per via dell’enorme flusso commerciale che giunge a Spes, i guadagni non sono più quelli di una volta.” L’attenzione del gruppo aumentò ulteriormente. Ciò che diceva Ronnie era più che mai vero, negli ultimi periodi si era venuta a creare una grossa concorrenza sia nella distribuzione che nella mediazione.

“Quindi, cosa proponi in merito?” Fece Dracor, non se ne intendeva di quote e mercati ma aveva sviluppato negli anni un certo fiuto per i soldi e ci teneva spesso a far la sua parte in qualcosa che eccedesse il semplice proteggere i compagni durante un viaggio.

“Ascoltate bene, si tratta dell’occasione di una vita!” Abbassò il tono, quasi sussurrando, per non farsi sentire da eventuali concorrenti presenti al locale.

“Fondiamo un nostro presidio commerciale, un crocevia di scambio! Non a Spes, no… ho già identificato il luogo ideale.” Fece scivolare fuori dalla saccoccia che aveva con sé una mappa di Bosmain, la srotolò sul tavolo stando attento a non far bagnare la costosa pergamena con eventuali schizzi di Fermentato che l’avrebbero sicuramente danneggiata.

Indicò con il dito un punto in particolare, nella zona del Toreke, attraversato da quattro strade ognuna per un diverso avamposto. Andavano a formare un incrocio che, di conoscenza di tutti a quel tavolo, era notoriamente molto trafficato andando a trovare poi in Spes il suo sbocco naturale.

Si trattava sicuramente di un progetto interessante, ma all’interesse si andavano unendo anche perplessità.

“Ed il governo? Spes darebbe il suo benestare?” venne chiesto da Ray.

“Non ci saranno problemi. Spes ne guadagna economicamente ed alla fine si tratterebbe solo di spostare un paio di centinaia di individui, giusto i mercanti che aderiscono e le loro famiglie. Quindi? Ci state?” Rispose secco Ronnie.

I tre si guardarono alla domanda del loro comune amico, cercando l’uno la risposta nello sguardo dell’altro. Si trattava sicuramente di una grossa, grossissima offerta nonché di un’enorme opportunità che avrebbe potuto rappresentare la svolta nelle loro carriere, nel loro futuro. Ma davvero si sentivano pronti e sicuri a lasciare Spes? Insomma, parliamoci chiaramente, quella città aveva dato loro tutto : lavoro, casa, cibo, anche l’amore delle volte.

“Non so, Ronnie. Si tratta di lasciarci dietro una città molto importante per noi…” rispose Simon dopo alcuni secondi di silenzio, portandosi una mano dietro la testa, sintomo certo di una situazione complessa.

“Certo, certo. Vi capisco ovviamente. Anche io sono nato qui, mia moglie vive qui, i miei figli vanno a scuola qua. Ma se ho deciso di prendere in mano questa iniziativa è anche per aiutare la stessa Spes! Vi sarete accorti anche voi della crescita avuta negli ultimi anni, no? La popolazione è in costante aumento e le piazze commerciali sempre più sature. Non siete più mediatori e corrieri da tempo, ormai siete uomini di mercato fatti e finiti, suvvia!” Li spronò, portando verso di loro il boccale. Poi lo scolò in rapidi sorsi prima di continuare.

“Andando via, faremo un favore alla stessa città! Meno saturazione del commercio, più possibilità per tutti e soprattutto una grande possibilità di guadagnare un sacco di soldi per noi!” Aveva lanciato così la sua arringa finale, sperando di averli convinti. Aveva alzato anche lui il gomito, non sarebbe riuscito a mettere insieme qualcosa di ancor più convincente.

I tre, seppur meno di prima, sembravano ancora titubanti, tentennanti, di fronte alla nuova opportunità di lavoro. Seminascosti fra la penombra del locale e le loro ormai pregiate vesti, cercavano quasi conforto scrutando oltre il proprio tavolo. La risposta però non sarebbe arrivata dall’Etere, né dal fondo di un bicchiere.

“Sentite, pensateci su. La risposta non mi serve ora ed è ancora solo un’idea. Fatemi sapere cosa decidete, va bene? Non intraprenderei questo progetto con altri se non voi. Detto questo, si è fatto abbastanza tardi. E’ offerto tutto da me, non preoccupatevi.”

Ronnie salutò quindi il gruppo con un cenno, prima di uscire dal locale e dirigersi, vista l’ora, a casa.

Simon, Ray e Dracor pensarono a lungo all’offerta, senza mai però convincersi definitivamente.

Solamente mesi dopo, visto il continuo intasarsi delle piazze ed un netto calo negli affari, confermarono la loro adesione. Non a caso, proprio nel mese di Vannu nel 79 e.c.

Iniziò quindi fra i quattro una stretta collaborazione in vista dell’imminente partenza. L’ideale sarebbe stato partire entro uno, al massimo due anni. Vi era molto a cui pensare, da chi coinvolgere, ai progetti edilizi per il presidio che doveva contenere ovviamente, oltre alla zona per i mercati, anche una zona residenziale per ospitare i mercanti e le loro famiglie, gli artigiani, i manovali che sarebbero partiti con loro. Ma andava anche dato un ordine, una gerarchia, serviva un organo di comando e quindi una struttura che potesse ospitarlo.

In tal senso, si optò per la creazione, almeno su carta, di un organo assembleare formato dagli stessi mercanti e presieduto da Ronnie, Dracor, Ray e Simon con il simpatico , e per nulla autoritario, titolo di Tetrarchi.

“Allora, abbiamo i numeri?”

“Quarantasette adesioni certe, dodici in attesa. In totale circa duecentocinquanta persone”

“I certi hanno portato la loro quota?”

“Certamente, come preventivato hanno tutti donato 10.000 Zenar per il progetto”

“Ottimo. I Carri? I Materiali?”

“Sedici carichi di legname, ventitrè di mattoni e altri cinque di tegole. Tutto in regola”

Alla fine, riunione dopo riunione, liste su liste, era tutto pronto. Si poteva finalmente partire.


Anno 81 Era Comune, Mese di Mos.

Località di Spes – Bosmain

Erano stati mesi e mesi di preparazione. Spese, anche grosse, solo per arrivare a quel momento. Migliaia e migliaia di Zenar investiti, un capitale umano ed economico ingente per quello che era il progetto forse più ambizioso dai tempi della divisione nelle due Spes.

Alla porta Ovest della città era andata formandosi una lunga colonna di carri e carretti sormontati da merci, parti di macchinari, pezzi di ricambio, bancarelle smontate. Altri erano ricolmi di persone, anche sei o sette ogni carro, pronti ad imbarcarsi con i propri cari.

Si potevano notare tranquillamente figure anche di un certo rilievo nel panorama commerciale della città, come dopotutto erano gli stessi Ronnie, Dracor, Simon e Ray. Insieme a loro fra mercanti, artigiani, manovali, mastri e le relative famiglie, si erano radunati al portone circa un centinaio di carri.

“Forza! Muoviamoci!” Gridò da capofila Ronnie, mandando avanti il suo carro. Poco dietro seguiva quello degli altri tre Tetrarchi. L’intera colonna prese a muoversi.

La carovana iniziò la sua lunga marcia, il percorso era stato già ampiamente segnato settimane prima ed il tempo stimato per raggiungerlo in un paio di settimane. Ovviamente, erano anche stati assunti alcuni mercenari per garantire la sicurezza del convoglio da eventuali assalti da parte di armati o da parte delle tante e, non esattamente inoffensive, creature native del piano.

Iniziarono ad allontanarsi progressivamente seguendo la via principale che si allungava dalla porta Ovest fino a qualche decina di miglia di lì segnando di fatto la zona posto sotto il controllo di Spes, confine oltre il quale buona parte delle sicurezze di ogni viaggiatore svanivano.

“Tira una brutta aria…” fece Dracor osservando il cielo.

“Ma se non c’è una nuvola!” Rispose Ray, raccogliendo anche il consenso di Simon.

“Ha ragione lui, presto prenderà a piovere. C’è una pressione diversa.” Aggiunse Ronnie, dalla testa del convoglio.

I due più scettici si guardarono con una nota di dubbio, insomma, il cielo era limpido come non mai.

Furono prontamente smentiti.

Il vento e la pioggia iniziarono presto a frustarli lungo tutte le miglia di strada, quasi senza tregua. I carri venivano coperti come possibile, con lenzuola o coperte, per evitare che le provviste marcissero bagnandosi. La stagione autunnale con il suo clima rigido si faceva sentire provocando non pochi problemi. Più volte furono costretti a liberarsi da guadi fangosi o, costretti dal vento, dovettero fermare i cavalli ed accamparsi perdendo giorni importanti sulla tabella di marcia.

Fu però una mattina all’alba, dopo circa una settimana di viaggio, che avvenne l’imprevisto peggiore. Due sentinelle, mercenari acquistati a pochi spicci, tornarono in sella ai loro ronzini.

“PERICOLO! PERICOLO! FERMATEVI!” Gridarono alla carovana, tornando ed agitando le mani con fare energico.

Con un gesto della mano Ronnie intimò l’Halt del convoglio.

“Che succede, diteci!” Chiese loro intanto che Dracor, Ray e Simon si erano avvicinati per sentire quanto veniva riferito.

“UN DRAGO! ENORME! A POCHE MIGLIA DA QUI!” Non fecero in tempo a riprendere fiato che ecco un’ombra abbattersi sulla carovana. Due ali, una lunga coda spinata, un muso allungato. Era certamente un Drago.

“Che i Superni possano proteggerci…” furono le sole parole che Ronnie riuscì a pronunciare in quel momento.

I Mercenari che erano stati assoldati quasi tremavano di fronte al loro dovere, erano preparati ad affrontare un gruppo di banditi, non di certo un drago. Iniziò presto, mossa dal terrore, la pioggia di frecce sul drago. Nessuna di queste andò a segno, infrangendosi senza risultato contro le dure scaglie della bestia o sibilandogli a lato.

Alla maestosa creatura bastò un attimo per rispondere alla noia che gli provocavano le frecce. Fece un paio di giri intorno al convoglio, quasi dando briciole di speranza a chi volesse scappare. Simon e Ray afferrarono per le vesti Dracor, rimasto impressionato ad osservare la bestia girargli intorno, nascondendosi sotto il carretto.

“Shhh, fate silenzio e non muovete un muscolo!” ammonì Simon.

Un altro, ultimo, giro e la bestia si decise a levarsi di torno quel fastidio. Un volo basso, quasi radente al suolo con le zampe posteriori, e nel giro di attimi spazzò via interi carri. Tutto quello che si parava sul suo cammino veniva inesorabilmente tranciato. Lo stesso carro sotto il quale si erano rifugiati i tre venne spazzato via, lasciandoli senza protezione ma miracolosamente incolumi. Quando alzarono lo sguardo il drago era già all’orizzonte, pago della sua vendetta e del cimitero lasciatosi dietro.

Chi ancora poteva si alzò in piedi. Si fece una conta rapida : 28 carri erano andati distrutti, 34 persone erano decedute e più di 50 presentavano traumi più o meno lievi.

“Ci siete tutti? Dracor, Ray, Ronnie?” Fu la prima domanda di Simon appena alzatosi.

“Si, tutto intero!” Si sentì da Ray

“Ancora con voi” sbuffò Dracor

“Ronnie?” Chiese con un pizzico di preoccupazione Simon. Non vi era stata una sua risposta. Subito partì la ricerca, quasi alla disperata, del quarto Tetrarca. Venne ritrovato da un mercante, qualche minuto dopo, sotto i resti di uno dei carretti distrutti ormai privo di vita : un’asse di legno si era conficcata nel suo torace, probabilmente perforandogli i polmoni.

Quello stesso giorno si tenne una piccola cerimonia per onorare i caduti e venne eretta lungo la strada una piccola montagnola di pietre per ricordarli. Si pianse e si ricordarono momenti, legami che erano venuti a crearsi fra perfetti sconosciuti in una settimana di marcia. Famiglie avevano perso figli, figli avevano perso padri o madri, fratelli si erano divisi ed amici mai più ritrovati.

Si decise di non riassegnare il posto vacante di Tetrarca. I Quattro divennero Tre, ma in ricordo dell’amico mantennero il titolo e la carica che ricoprivano. In fondo, chi non aveva mai sentito di una Tetrarchia di soli Tre individui?

Alla fine, con una settimana di ritardo sulle due preventivate ed all’inizio del mese di Varpu, arrivarono finalmente in quel Quadrivio che tanto aspettavano. Nulla di più che una croce di strade in terra battuta accompagnata da cartello che forniva distanze ed indicazioni per Spes e gli avamposti più vicini.

Il campo venne montato, giusto qualche tenda qua e là e gli venne dato il nome di Nephèlai, lo stesso che era stato proposto da Ronnie anni prima.

Con la fine dell’inverno e del freddo, i lavori iniziarono ed i mercati con loro. Ben presto Nephèlai da conglomerato di tende, vide sorgere le prime strutture in legno e mattoni, la prima piazza con il santuario ad Uhle, la prima sala delle assemblee, i magazzini, le case.

OFF : Più avanti seguiranno altri GdR sullo sviluppo della città in caso di approvazione di questo. Scusate ancora per la lunghezza, era un test che volevo fare e diciamo che non ne sono stato troppo soddisfatto. Dalla prossima si ritorna a robe più corte e di maggiore qualità.

Edit : I Personaggi della storia non son miei, quindi ho preferito non caratterizzarli senza il consenso dei legittimi proprietari.
L’anno della Parte III, 81 e.c , è puramente indicativo e potrebbe essere cambiato in futuro per adattarsi alla reale data di fondazione della città.

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Il GDR ha alcuni personaggi già descritti in passato, come
Simon Magis: Il Ritorno di Simon Magis [Formato GDR]