[GdR] I.S.D.A - Nella Terra dei Fochi - Spedizione I

Un corriere era partito lesto e scattante, di prima mattina, dall’ufficio postale di Nephèlai. Aveva appena ritirato un grosso plico con almeno una decina di lettere inviato dall’Istituto Superiore di DemoArcheologia di Alinox, indirizzate alle più diverse città sul Piano. Con tutta probabilità erano indirizzate alle più eminenti e note figure all’interno dell’Istituto.


ISDA
ISTITUTO SUPERIORE DI DEMOARCHEOLOGIA DI ALINOX
Comunicato ufficiale

Spettabile Tesserato/a ##InserireNome##,

Se ha ricevuto questa lettera, le faccio le mie più sentite congratulazioni. Lei è appena stato selezionato, grazie ai suoi distinti meriti, per l’oramai prossima spedizione nello Skemain Meridionale promossa dall’Istituto Superiore di Demoarcheologia di Alinox presso la cosiddetta popolazione dei Fochi.

La spedizione si pone l’obbiettivo di studiare suddetta popolazione della quale i nostri manuali non raccontano che pochi e scarni aneddoti : apprendere le loro prospettive religiose, culturali, relative al consumo ed all’organizzazione sociale, alla medicina, all’economia.

In allegato a questa lettera trovate il nostro preprotocollato e precompilato modulo 224/t per gli incidenti e le morti accidentali sul campo. Si limiti a firmare ed apporre marca da bollo, rispendo indietro al medesimo indirizzo posto sul fronte della busta.

La partecipazione è fortemente consigliata, seppur non obbligatoria. Nel caso vogliate prendervi parte, l’appuntamento è posto per il

15 VENES 83 presso LA SEDE ISDA DI SPES.

Cordialmente e sperando di trovarvi bene,
Charles Gregory Quinov, Direttore ISDA.


15 VENES 83, SPES.

“William! Maledetto d’un segretario! Hai pronta la lista di tutti i presenti alla spedizione?” Andava gridando Charles, palesemente in preda ad una crisi di nervi.

La carovana era ormai pronta, non mancava molto alla partenza se gli ultimi, finali, accorgimenti tecnici. Sarebbe stato almeno un mese di nave fino allo Skemain Meridionale, tanti studiosi ed eminenti figure del piano per un mese sulla stessa nave. Chissà cosa ne sarebbe uscito.

“Ecco la lista, Charles, eccola!” Arrivò rampante William, porgendo la lettera al direttore.
“Ah ecco, ottimo. Vediamo un po’ chi è con noi…” Fece Charles, prima di iniziare a leggere.


@Alkiblue @Poldazzo @mattiello18 @tigierrei @UrTerror @Madhok e si tagga anche @Brodsko in quanto supremo leader dei Fochi.

OFF

Con oggi, Giovedì ,si dovrebbe entrare ufficialmente nell’anno 83, aspetto le risposte degli interessati a partecipare sia fra i taggati che fra eventuali esterni che dovranno ovviamente firmare il modulo 224/t.

ANDIAMO ALLA CONQUISTA DEI FOCHI.

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Manutenzione

Sto cercando di capire come far funzionare la formattazione. Portate pazienza.

EDIT : Sistemato, apponiamo marca da bollo come burocraticissima donazione a chi di dovere.

OFF

Presente come NPC dei Fochi per rispondere ad ogni vostra domanda!

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15 VENES 83, SPES
Era passato ormai un mese da quando Gustav aveva accettato l’invito dell’ISDA.
Questa spedizione rappresentava l’occasione per mettere a frutto gli studi di una vita.
Dopo 4 giorni di viaggio, finalmente all’orizzonte si vedeva Spes. Erano le prime luci dell’alba, troppo presto per l’incontro. Gustav ne approfittò per riposarsi.
-Poche ore dopo-
Era tutto pronto.
La caravona della spedizione aspettava fuori la sede.
Gustav si avvicinò al gruppo di persone che man mano si andava formando: erano arrivati studiosi da tutto il piano, e non solo. Vi erano anche avventurieri o semplici curiosi che,per qualche motivo,erano pronti ad esplorare l’ignoto.
Tra la folla Gustav distinse una figura, che era ormai abituato a incontrare nelle sale del palazzo di Nephèlai.
“Charles!” urlò "Allora siamo pronti a partire?"

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S’illumina il portale nella piazza principale di Spes, di fronte alla torre dell’orologio. Ne sbuca un’uomo sulla trentina, vestito di tessuti rubino e argento, i colori di Nubjàn; in spalla ha una saccoccia piena di libri, vicino qualche altro zaino, tutti pieni di quaderni, penne, pennini, inchiostri, moduli, pergamene, tutta un’accozzaglia di prodotti di cancelleria, eccetto uno, dall’odore particolarmente sgradevole, pieno di panini incartati. Emana un tremendo puzzo di tonno.

<<Cosa mai m’hai fatto portare, Charles… Potevi farli fare alla Parmarèjon, questi benedetti panini per Edmùnd, no?>> dice Alheìn, giunto al porto di Spes, all’uomo che lì lo aspetta, sopra ad una nave pronta a salpare per la Terra dei Fochi.

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Charles era salito sulla nave, la Galea “Focahontas”, intento a sistemare gli ultimi dettagli. Il Gruppo fino ad allora contava già una decina di ricercatori ISDA e, per gestire la nave, un’altra decina scarsa di marinai assoldati per pochi Zenar.

Sentì gridare il suo nome, si voltò verso la banchina e vide chiaramente le due persone che forse più di tutte sperava partecipassero.

“Gustav! Che splendida notizia! Sei arrivato tutto intero vedo! Sali, sali pure a bordo e posa tutto nella stiva. Ti offro qualcosa da bere!” Rivolse al Nephèlaiano, con un ampio gesto della mano.

“Aaaah! Illustre Alheìn! Che piacevolissima sorpresa. Liberatevi dell’ingombro dei panini al tonno, venite pure qua sopra a scaricarli! Avrei voluto delegare la Parmarèjon, ma come sai il tonno non cresce sugli alberi e a Nephèlai siamo lontani dal mare! Ahahahaha!” Si fece una grossa risata, invitando anche il secondo a salire.

Poi si voltò verso uno degli studiosi, uno cicciottello, richiamando a gran voce la sua attenzione.
“Edmùnd! Ci sono i tuoi panini, c’è il tonno!”

Edmùnd rizzò le orecchie come un segugio, fiondandosi verso il sacco di panini che intanto veniva caricato. Poteva non sembrare, ma quel ragazzo era uno dei migliori cartografi dell’intero piano.

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14 VENES 83, KORAS
“Ministro! Ministro!”. Tywin sbuffo’. Aveva appena finito di redarre le ultime pratiche d’ufficio ed era pronto a tornare a casa. “Dimmi Lucas, cosa c’e’ di tanto urgente che non possa aspettare domani?” rispose brusco. Il segretario esito’ un attimo poi gli consegno una lettera. Quando Tywin vide il sigillo gli si illuminarono gli occhi “Finalmente! Re Eremtor dovra’ fare a meno di me per un po’, un invito dell’ISDA non si puo’ rifiutare. Presto Lucas, ordina al custode degli anfitteri di sellare la mia Meraxes, partiro’ oggi stesso.”

15 VENES 83, SPES
Appena atterrato Tywin si avvio’ verso il porto. Erano passati tre anni da quando si reco’ a Spes per l’ultima volta, eppure nulla era cambiato: le strade erano sempre affollate, qua e la si sentivano i mercanti chiamare la folla, a volte si vedeva sfrecciare qualche dragonauta fra gli alti palazzi.
Quando finalmente giunse al porto si mise alla ricerca della galea che li avrebbe accompagnati lungo il viaggio. Non ci mise molto a scorgerla. La bandiera dell’ISDA danzava fiera in cima all’albero di maestra. Dopo averla ammirata per qualche istante, si avvio’ verso il ponte di imbarco

GDR OFF

Scusate il ritardo nella risposta.
Pensavo di inserirmi fra questi cosi non interrompo il vostro gdr:

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Anno 83, Capodanno, Koras.

La festa per il nuovo anno era andata avanti fino a tarda notte. Tutti a Koras erano in fibrillazione per l’anno a venire: la città fioriva, cresceva cresceva e prosperava come nessun’altra su Alinox ed i cittadini lo sapevano e ne erano fieri. Il loro duro lavoro, tutto ciò che avevano costruito in questi anni era tangibile, visibile a loro e al mondo.
Re Eremtor indi’ festività per 3 giorni, la strade erano piene di bancarelle e cibo e fiori e musica e danze.
Erano le dieci del mattino quando sentii una voce sconosciuta urlare il mio ‘nome’
<< Signor Ur? >> Urlò con 2 mani davanti la bocca cercando di darle più volume.
<< Sì? >> Risposi a gran voce fermando il lavoro che stavo finendo appeso su una impalcatura.
Anche durante le feste ci sono lavori che non potevano essere fermati, come i pescatori ed i contadini, gli addetti alla sicurezza e alla logistica. Stavo controllando che l’ultima abitazione finita di costruire giusto ieri fosse sicura e pronta ad essere abitata, quando questo omino con la divisa dell’ufficio postale mi venne a chiamare.
<< Lei è il signor Ur? >> Fece ancora lui, per assicurarsi di non aver sbagliato persona.
<< Sì, così mi chiamano! Cosa la porta da queste parti, ha forse un pacco per me? >> Urlai di rimando al corriere.
<< Scenda, la prego! Ho una lettera urgente per lei dall’ISDA! >> Rispose ad ugual voce, sempre in mia direzione e tirando fuori dalla borsa che aveva a tracolla una busta.
Non nasconderò la verità, credo che se mi avesse potuto vedere più da vicino avrebbe scorto un luccichio nei miei occhi: erano mesi, da quando avevo inviato la mia candidatura di adesione all’ISDA, che non avevo notizie a loro riguardo… “Forse… Forse…?” Pensai.
<< Un momento! Ho giusto finito qui, scendo subito da lei! >> Risposi, ed iniziai la mia discesa.
<< Molte grazie. >> Dissi al corriere che ora mi stava di fronte.
<< Sì, ed è molto urgente. >> Continuò lui, mentre strappavo il logo in ceralacca con la sigla ISDA, e iniziavo a leggere il contenuto di essa. << Non è stato facile trovarvi, mi avevano detto che è una persona cui le piace viaggiare. L’avrei inviata via grifone ma non ero certo della sua locazione… Lode ai Superni sono venuto a sapere che stavate a Koras mentre sostavo a Spes, ma sono dovuto venire di persona per accertarmene.
Mostrai al postino, poco più che un ragazzo, il tesserino di cui ero stato dotato, e lui assentì.
<< Sì! >> Urlai esprimendo il mio assenso alla richiesta nella lettera, tirando fuori dallo zaino penna e calamaio. “Sempre pronto a tutto”
Firmai la carta ringraziando il corriere per l’ottimo lavoro svolto, dandogli i soldi per il bollo più una piccola mancia.
Presi i documenti della casa controllata, mi diressi subito agli uffici per consegnarli.
Dopodiché ad avvisare il caro e buon vecchio Ere della mia dipartita, promettendo che sarei tornato.

15 VENES 83, SPES.
<< Credo di essere arrivato giusto in tempo, quella deve essere la nave dell’ISDA… E sono già pronti a salpare! >> Dissi a Joff, capitano della nave che mi portò sano e salvo fino a Spes.
Ci mettemmo più del previsto: il tempo non era stato male ma incontrammo più serpenti marini del previsto e rallentarono la tabella di marcia non di poco.
Salutai in fretta, leggermente stremato, prendendo le mie cose e dirigendomi verso una bancarella che vendeva del pane e poi verso una della frutta comprando uno spuntino, per poi andare ad incontrare la delegazione che stava riunendosi davanti il vascello.
E fu lì, tra le tante facce sconosciute che solo il loro nome potevano darmi un significato, che riconobbi una sagoma…
<< Tywin? >> Chiesi.
<< Oh guarda, Ur! Non sapevo facessi parte della delegazione! Se l’avessi saputo avremmo potuto fare il viaggio insieme, Meraxes è abbastanza forte per un passeggero in più! E’ stato proprio un bel viaggetto! >> Rispose Tywin, appoggiandomi un braccio sulle spalle e iniziando a presentare tutti gli illustri che conosceva o aveva avuto modo di conoscere.

GDR OFF

Non sono sicuro di cose come, se ci siano le penne “biro” o se sia permesso il volo a 2, e altro di cui non ricordo, modifico in caso ^^

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OFF

Le prime penne a sfera sono di fine '800, il brevetto di Birò degli anni '30 del '900, quindi penso esistano, anche se, probabilmente, lo strumento di scrittura più utilizzato resterebbe comunque, come nel mondo vero, la penna a intinzione (o, per i ricchi, la stilografica, che è andata a “democratizzarsi” più o meno insieme all’avvento, appunto, delle biro, nell’Ottocento, con le “safety pen” di Waterman e poi i modelli di Sheaffer e Parker)

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Charles aveva accolto i due amici, arrivati quasi all’unisono, e fatto posare i numerosi panini al tonno sui quali il pachidermico Edmùnd si era già fiondato.

Quindi si voltò verso gli studiosi già presenti, notando due volti più riconoscibili degli altri.
“Lord Tywin! Signor Ur! Siete proprio voi! Che piacevolissima sorpresa, non vi avevo visti salire. Vi trovo bene, in buona salute.”

Quindi, senza aspettare una vera e propria rivolta si rivolse a Tywin.
“Ho saputo dei piacevoli risvolti introdotti con la normativa sul volo! Stanno apportando piacevolissimi risvolti nella capacità della Parmarèjon Inc. di consegnare prodotti per via aerea, ora i traffici sono molto più sicuri. Avete reso grande servigio a tutto il piano con la vostra lungimiranza!”

Poi si voltò verso Ur.
“E voi, signor Ur! E’ davvero difficile trovarla sa? Il corriere è tornato da me per ben tre volte, non avendovi trovato in nessuno degli indirizzi a nostra disposizione! Fortunatamente alla fine vi ha trovato, noto con piacere!”

Quindi sorrise con fare molto diplomatico.

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Alcune settimane prima della partenza

Un pacco ben più piccolo del solito era giunto da Thoramas all’accampamento nel Forgondur. Oldènar Poldazzo era solito ricevere nuovi modelli di attrezzi da scavo dalla città, per testarli sul campo. Quel giorno però il pacco conteneva solo alcuni barattoli di cibi rari e prelibati e una lettera, direttamente dall’ISDA.
«Diavoli! Erano mesi che non ricevevo notizie dall’Istituto, mi chiedo che novità arrivino…», pensava nell’aprire la busta al lume di una lanterna nella sua tenda.
«Una spedizione! Questa è una notizia grandiosa! Devo assolutamente fare ritorno a Thoramas e prepararmi», concluse mentre già correva a chiamare il suo assistente di campo.
«Efficientius! Lascio tutto a te qui, domattina all’alba farò ritorno ad Alinox!»
«Come? Ma abbiamo i lavori di messa in sicurezza del nuovo pozzo da completare! E poi c’è anche…»
«Taglia corto, amico, mi affido alla tua competenza» lo interruppe Oldènar senza badare troppo ai modi.
«Adesso devo raccattare le mie cose e fare i bagagli, non c’è tempo da perdere!»

15 VENES 83, SPES.

Trafelato, Oldènar arrivò al porto di Spes. Ancora spaesato e non certo di avere ancora sulla schiena tutta l’attrezzatura di cui si era caricato, si diresse al molo che gentilmente gli era stato indicato.
Spes era stata lontana per ben tre anni, e adesso gli appariva in qualche modo diversa, seppure l’atmosfera caotica delle strade e le piazze, dove il fragore delle persone e dei macchinari si univa, era rimasta pressoché la stessa.
Focahontas si leggeva sul fianco della nave, doveva essere quella la galea che cercava.
«Scusi, buon uomo, è questa la nave dell’ISDA? Chiese Oldènar acchiappando al volo una borsa che ruzzolava all’improvviso dalle sue spalle.

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“Oh, certamente che è questa! Siete un ricercatore anche voi?” Rispose uno dei marinai intento a gestire gli ultimi nodi, sarebbero partiti davvero a breve.

“Il Signor Quinov aspetta gli ultimi arrivati a bordo, salite pure! Basterà mostrargli il vostro tesserino, lo avete con voi, vero?” Concluse, spostandosi per far passare lo studioso.

La Focahontas era davvero bellissima, di recente costruzione. Si presentava con un suo scafo basso ed i due alberi con le vele ancora ripiegate, le file di remi erano state chiuse e probabilmente non sarebbero state usate. La polena a forma di foca era stata preparata appositamente per l’occasione, un esborso enorme per l’Istituto e parzialmente finanziato anche dalla Parmarèjon.

Mentre Oldènar arrivava, iniziarono anche a sentirsi alcuni simpatici canti intonati dai marinai intenti a lavorare.

"Oh se noi andiam per mare,
Oh mia cara io ti prego,
Tu non ci devi dimenticare.
E se poi io annego,
Anche se a Markus non mi piego,
Sappi che il Blu continuerò ad Amare!"

L’atmosfera era quella giusta per intraprendere un grande viaggio : le aspettative di tutti erano alte.

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“Tywin, Ur, Gustav, Alheìn, Oldènar… ci sono tutti! Ottimo, possiamo anche partire, capitano.”

Charles fece una rapida conta prima di confermare la partenza al capitano della Focahontas, un vecchio lupo di mare esperto di quelle acque e che anni prima lavorava spesso rifornendo di vivere gli avamposti Spesiani nello Skemain : era l’uomo adatto, nessuno meglio di lui conosceva quelle acque.

Il capitano annuì , quindi fece un cenno con la mano ad uno dei suoi uomini, uno più anziano degli altri.

“Mollate gli orgmeggi! Slegate le prime vele! Pronti a dritta!”
In men che non si dica aveva già dato una decina di ordini diversi ai marinai, tutti in un incomprensibile gergo nautico. Probabilmente però erano stati recepiti abbastanza bene dagli uomini, in breve avevano lasciato la banchina e si dirigevano spinti da una leggera brezza fuori dal porto di Spes, all’ombra del maestoso faro.

Passate gli ultimi frangiflutti ed ecco l’immensità del blu, immenso, mare. Il lento cullare delle onde non fu di gradimento a tutti, specialmente Edmùnd rimpianse di aver ingurgitato qualcosa come una dozzina di tramezzini al tonno prima di salpare. Altri studiosi, magari meno avvezzi alle avventure per mare, accusarono problemi minori trovando sollazzo sotto coperta.

Nonostante questi piccoli problemi, la Focahontas continuava sicura spinta dal vento marino la sua marcia verso l’approdo.

OFF

Se qualcuno vuole interagire, faccia pure. Altrimenti taglio corto e domani pomeriggio arriviamo tutti si spera sani e salvi. Ovviamente se @Brodsko o chi per conto dello Staff ha piacere di far accadere qualche microavvenimento in viaggio, faccia pure.

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<< Finalmente in viaggio…! Non c’è sensazione migliore del cullare del mare, del suono delle onde infrangersi sullo scafo, dell’odore di salsedine che ti riempie il naso… >> Ma mi fermai da un suono assai comune in quelle circostanze, che però sembrava amplificato dieci volte tanto.
HURK
<< Qualcun altro avrebbe da ridire ma è troppo impegnato… Kek >> Disse Tywin indicando un ragazzo che stava a pochi passi da noi.
<< Uhm… >> Facendo un segno di assenso con la testa.
<< Tonno, direi. >> E mi avvicinai al ragazzo che, dalle presentazioni fatte in precedenza, scoprii chiamarsi Edmùnd << Vieni, verso poppa la nausea dovrebbe diminuire. >>

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(Mi arrogo il diritto di ruolare il Buon Edmùnd, credo non infranga alcuna regola)

Il ragazzo, pallido e verdognolo in viso, si era ormai completamente pentito di essersi abbuffato in quel modo prima di partire. Alle parole di Ur, si voltò.

“Oh si…si…molte BURP grazie. Mi sento proprio una pezza. Sarà il tonno di Nubjàn, lo sapevo dovevo comprarli a Spes i panini” Si contorceva tenendosi lo stomaco, mentre a passi carichi di fatica si dirigeva verso poppa, come indicatogli.

Si appoggiò nuovamente al parapetto, percorso il ponte, prendendo qualche boccata d’aria.

“Non vi ho mai visto negli uffici dell’ISDA! Dovete essere nuovo o di altra sede. Piacere, Edmùnd!” L’adiposo ricercatore allungò la mano verso il compagno.

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Il Mare dei Fochi era piatto e liscio come olio in una padella fredda.
Una fresca brezza spingeva la Focahontas verso l’avamposto Tundra Tropicale e, in vista delle spiagge sabbiose, uno strano rumore come quello di un tamburo si alzò dalla costa.
Strizzando le palpebre, o usando un più comodo cannocchiale, i carovanieri potevano scorgere delle palafitte lignee stagliarsi all’orizzonte.

“Terraaah!!! Terraaahh!!!”

Urlò un marinaio al suo primo viaggio, applaudendo gioioso, per poi correre assieme al resto dell’equipaggio a preparare l’imbarcazione alle manovre di attracco.
Sarebbero scesi a breve e nessuno ancora sembrava aspettarli.

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OFF

In effetti non è che nel centro del Toreke ci sia proprio tanto mare eh…

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“Splendido! Davvero splendido! Manca davvero pochissimo.” Faceva Charles fra sè, mentre ad ogni secondo la Focahontas si avvicinava cautamente alla riva.

Organizzò uno zainetto con tutto quello che poteva servirgli, incluso di Parmareggio Camp 4000, e lo poggiò saldo in spalla come stavano già facendo molti altri suoi colleghi.

“Cinque metri! Capitano, cinque metri!” Gridò un marinaio. Ogni vela venne immediatamente ritirata e l’ancora gettata.

“Più di così non possiamo avvicinarci, direttore. Siamo a cinque metri di profondità. Dovrete proseguire sulle lance di bordo per arrivare a riva” Fece il capitano, che dopo aver dato ordine di ormeggio era andato ad avvisare Charles alla sua branda.

“Certamente capitano, faccia preparare l’imbarcazione. Scendiamo a terra.” Rispose Charles, ancora intento ad incastrare i più disparati utensili nello zaino, come fosse una partita a tetris.

"Oooooh Issa!
Ooooooh Issa!
Ooooooh Issa!"

Intonavano i marinai, mentre la piccola imbarcazione veniva mollata in mare carica di studiosi e zaini. Toccò lo specchio d’acqua, increspandolo, facendolo imbizzarrire, lasciandosi per i primi metri trasportare dalla corrente lontano dalla Focahontas.

"Rema Edmùnd, Rema! Muovi quelle braccia su forza! Non ti farà male del sano esercizio" Erano gli incoraggiamenti di Charles verso il rotondo amico, mentre questi remava con fatica dando spinta all’intera barca verso le coste sabbiose distante ormai appena qualche decina di metri.

Ed ecco, in una quindicina di minuti, toccarono la spiaggia. Charles scese.

“Eccoci, siamo arrivati!”

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Ciò che i membri dell’ISDA trovarono fu una spiaggia deserta.
Il vento s’era calmato e il Sole era al suo zenit, nessun’ombra veniva proiettata.
All’improvviso era calato un silenzio innaturale, quei suoni rimici e grevi erano cessati tranne per un misterioso ronzio proveniente da una grande roccia distante qualche decina di blocchi.
Se qualcuno avesse voluto scalare le palafitte-guardiola le avrebbero scoperte abbandonate da pochi minuti, le ciotole di ceviche ancora fresche sui tavoli spartani.

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Alcuni, fra i più intrepidi diedero una veloce occhiata nei paraggi.

“Direttore! Charles! Qui non c’è nessuno. E’ tutto vuoto, ma da poco. Chi era qui deve averci visti arrivare per poi essere andato via.” fece uno di loro, autonominandosi portavoce.

“Capisco. E’ comprensibile. Sbarchiamo intanto tutto e tutti dalla Focahontas sulla riva. Stabiliremo una parvenza di campo base temporaneo. Ma state pronti a smont-” Si fermò.

“Lo sentite anche voi?” Fece ai compagni. Lo sguardo perplesso sul volto di alcuni, altri avevano capito. “Questo ronzio… non lo sento solo io…” Anche altri iniziavano ad accorgersene.

Lo sguardo di Charles ricadde su una grande roccia, un possente masso. “Per i Superni se non sono pazzo, proviene da lì.”

Afferrò uno dei tanti rami presenti sulla spiaggia bianca, quindi si avvicinò con fare guardingo ed accompagnato da altri due ricercatori.

“Attenzione, occhi aperti! Potrebbe trattarsi di qualche bestia o peggio, di un Bakreantu!”

Bastone alla mano, arrivò alla roccia.

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