[GDR] I servi dell'Imperatore - L'esecuzione del Console Myoll Melòdon

2° Kasbis di Bacal 89 e.C.

Missiva urgente da parte del professore Gustav Mazkovich, docente di sociologia presso l’Università delle Oltreterre Occidentali

Oggetto: effetti cronici e nuove scoperte riguardanti la Crisi da Intossicazione Cronica da Lavanda. Casi di schizofrenia collettiva nella Serenissima Repubblica Prosperista di Fùsdur

Esimi colleghi.
Sono felice che alcuni di voi abbiano intrapreso nuovi studi sulla malattia da me precedentemente identificata e indicata; tuttavia, lo sforzo di tutti noi è necessario per evitare un cataclisma di dimensioni inimmaginabili.
Da giorni osservo dei casi singolari all’interno della Repubblica Prosperista di Fusdùr.
Dieci individui precedentemente sani, dipendenti cronici dalla Lavanda, identificati con dieci numeri romani anonimi, risultano sviluppare vari tipi di personalità schizofrenica.

Gli individui n.I n.IV e n.VI hanno sviluppato una schizofrenia di tipo paranoide.
Gli individui n.II n.V e n.X soffrono di disturbo dissociativo dell’identità.
Gli individui n.III n.VII e n.IX sembrano affetti da disturbo della personalità multipla.

L’ultimo individuo rimanente, n.VIII, tale Myoll Melòdon, Capo-Forgia e Console degli Armamenti della Serenissima Repubblica, ha sviluppato tutte le patologie soprastanti.
Vi prego di continuare le ricerche in questa direzione. Ho paura che questa patologia posso diffondersi a livelli pandemici su tutto il territorio della Serenissima Repubblica.


3° Simbis di Bacal 89 e.C.

Myoll si svegliò di soprassalto tra le lenzuola sudate.
Gli era nuovamente apparso in sogno.
Era forse un Superno? Nessun Superno si faceva chiamare Imperatore…
Visioni di sangue e morti tempestavano le sue notti oramai insonni.
Daràka, daràka!” gli ordinava ogni notte.
Si vedeva in questi incubi spaventosi, vedeva la sua famiglia esangue sul terreno e la risata dei Consoli Etesàren e Aleks sprezzante nei confronti dei suoi figli trucidati.
Perchè queste visioni? Perchè sentiva nel profondo di dover compiere quel dovere terribile?
Non era un uomo qualunque, anche Myoll faceva parte dell’antico gruppo di fondatori. Fu lui in qualità di capo-forgia a plasmare l’arma di battaglia del Console Etesàren, la temibile Mèrkuner Narthùl.
Talvolta, forse per la vecchiaia, gli capitava di non ricordare più cosa gli accadeva durante il giorno.

Myoll decise di farla finita, doveva tornare dal Professor Gustav e mettere fine a quella storia. Il Professore era l’unico che gli permetteva di andare avanti, dandogli medicine che attutivano queste visioni.
Si alzò dal letto e si diresse verso l’armadio per prendere la divisa ufficiale.
Si accese la pipa di lavanda come ogni mattina e si diresse a guardare il Palazzo Consolare dalla finestra della propria abitazione.
Aspirò profondamente dalla pipa, soffiò fuori il fumo e crollò a terra.
Black-out

Spasmi incontrollati pervasero il corpo dell’anziano fondatore e una bava viola iniziò a uscire dalla sua bocca. Appena si riprese, l’anziano fondatore si osservò le vene violacee gonfie sulle braccia.
Come se non fosse successo nulla, tornò all’armadio e aprì un cassetto nascosto.
Daràka, daràka!
Un scatola rettangolare nascondeva al suo interno una lama bianca, con sopra inciso la parola Maùs Juleùl.
Daràka, daràka Vanùli èseli!
L’essere nel corpo di Myoll si diresse verso la cucina, dove la fedele serva Gotàl stava preparando la colazione.
“Buongiorno Console Myoll, è in ritardo pe…”
Gli occhi della serva gelarono e le labbra smisero di muoversi mentre la lama del Console le penetrava la gola.
Gli occhi viola senza vita del Console Myoll la guardavano dritta senza alcun sentimento.


4° Lebis di Bacal 89 e.C.

Ufficio del Console della Serenissima Repubblica di Fusdùr

“Cosa ne pensi, Alheìn, della situazione con Narth’Alas?” chiese Etesàren.
“I nostri commerci hanno ripreso floridi e tranquilli, non subiamo più attacchi nel territorio della Serenissima” rispose Bezhènet.
Etesàren fumava come suo solito la pipa di lavanda, un tempo appartenuta al padre.
I mal di testa erano ormai insopportabili, la lavanda era l’unica cosa che gli permetteva di alleviare quei dolori.
“Generale Sèbas, Console Aleks, il nostro riarmo invece a che punto è?”
“Siamo quasi pronti Etesàren, i soldati stanno terminando l’addestramento e le scorte sono sufficienti a schiacciare il nemico. Gli attacchi sono oramai assenti e siamo quasi pronti a rispondere” rispose il Generale Jak.
“La Forgia in questi giorni non lavora al massimo del potenziale Etesàren, il Console Myoll sta male da una settimana, non dirige al meglio delle sue capacità” aggiunse Aleks.
“Rimango convinto della nostra vittoria final…” disse Etesàren prima di essere interrotto.
Il Console Myoll entrò nella stanza sbattendo la porta.
“Myoll, finalmente ti sei ripreso” mormorò Aleks.
Myoll appariva insensibile a qualsiasi commento.
“Non mi sembra mica che sia sia ripreso così bene… Myoll, sei viola” commentò Alheìn.
Myoll avanzò minaccioso verso Etesàren.
In una frazione di secondo la lama luccicante risplendette sotto gli occhi dei presenti.
“VULÈ GÈ JULÈU!” gridò Myoll.
Le guardie corsero verso Etesàren mentre la lama si avvicinava velocemente alla sua giugulare.
All’ultimo, il Generale Jak parò il colpo con l’armatura rinforzata.
“Guardie! Arrestate subito il Console Myoll!” urlò Aleks.
Etesàren rimase immobile.
Mentre le guardie immobilizzavano il vecchio Console e i presenti si riprendevano, Etesàren si girò di colpo verso la finestra con la pipa di lavanda. Aveva sentito i richiami del professor Gustav e li aveva ignorati. Aveva sentito le voci che iniziavano a diffondersi nelle sue periferie.
Questa era l’ulteriore prova della fondatezza di quella voci.
Aveva sbagliato, doveva agire prima.
Questo sarebbe stato solo l’inizio.


1° Darbis di Staildur 89 e.C.

Piazza Grande “Capitano Josèren”, davanti al Palazzo Consolare della Serenissima Repubblica

Pochi giorni erano passati dal tentativo di assassinio ai danni del Console Etesàren.
Tutta la città era ora radunata nella Piazza Grande, dove sarebbe stata pronunciata la sentenza di condanna a morte del Console Myoll.
I Consoli sapevano che non era in sè, ma non si poteva procedere se non diversamente.
Nei giorni immediatamente successivi Etesàren e Alheìn andarono più in volte alle prigioni in visita al catatonico Myoll, mai più ripreso dal raptus.
Venne fuori che il Console aveva già assassinato la sua serva e nascosto il corpo.
Negli stessi giorni, vari casi di persone scomparse vennero registrati nella Serenissima Repubblica Prosperista di Fusdùr.
Il professore Gustav aveva ormai libero accesso a prigioni e ospedali per proseguire i suoi studi.
Nei bassifondi della città si mormorava che il Console Aleks e il Generale Jak proposero la linea dura e iniziarono a informare le guardie consolari che episodi del genere sarebbero potuti diventare all’ordine del giorno, intimandogli la massima durezza di risposta e istituendo nuove ronde nei quartieri cittadini.
La Lavanda venne ufficialmente bandita, misura che ebbe l’unico pregio di rendere ancora più florido il mercato nero fusdùriano.

Alle ore 09:00 del 1° Darbis di Staildur 89 e.C., il boia pronunciò la sentenza:
“Il Console Myoll Melòdon è giudicato colpevole dei capi imputatogli ed è conseguentemente condannato al rogo pubblico davanti la Serenissima Repubblica di Fusdùr.”
Il boia accese il fuoco e il condannato urlò le sue ultime parole:
Fusdùr! Tòan kìpa bisnerè skedarùn Jubenurollùl Juleùl fosè gè maùsi!
“Fusdùr! Tu hai ora il sangue di un Servitore dell’Imperatore tra le mani!”
Mentre il condannato bruciava ed esalava i suoi ultimi respiri, il popolo fusdùriano come tradizione danzò intorno al rogo lanciando lavanda.


L’inizio del Rogo


Il ballo del Condannato

Servo

Gli ultimi istanti di vita e le ultime parole del condannato

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