[GDR] I tempi sono maturi, segretario Fios

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Thoramas
Dakbis 1, Staildur 89

Era un giorno relativamente tranquillo per Thoramas. Tutto procedeva bene: la città era nel pieno del boom edilizio e nuovi cittadini da tutto il piano ne approfittavano per stabilirsi nei nuovi quartieri modernisti.

Nonostante il grande caos diplomatico internazionale, i cittadini si sentivano abbastanza protetti da eventuali attacchi dall’esterno. Le tendenze aplo-moderniste del governo li avevano rassicurati cercando di mantenere Thoramas il più neutrale possibile, ma in quelle settimane gli eventi diplomatici non facevano che creare timore nella popolazione.

Era mattina presto, e gli strilloni del Minatore di Viktor Feltrinov, il giornale con la maggiore diffusione a Thoramas, avevano già cominciato a lavorare:

“ATTENZIONE! ATTENZIONE! NARTH’ALAS DICHIARA OSTILITÀ A FUSDUR! VENTI DI GUERRA AGITANO IL PIANO DI ALINOX! COMPRATE IL MINATORE!”

Dopo avere sentito ciò, la piazza di Thoramas cambiò all’improvviso il suo umore. La gente era turbata, si rifiutava di comprare il quotidiano per evitare di sentire l’ennesima dichiarazione di ostilità tra città del piano. Qualcuno, per protesta, cominciò a lanciare copie del quotidiano contro le porte del Pavlov. Evidentemente le garanzie di neutralità e di pace garantite dal governo cominciavano a non essere più sufficienti.

Thoramas - Ufficio del Segretario Fios

“È successo di nuovo, segretario Fios. L’ennesima dichiarazione, ci risiamo. La gente comincia a essere stufa. Le nostre rassicurazioni non bastano: siamo soli.”

“È terribile, lo so. Ma non vedo molte opzioni: né io né lei vogliamo schierarci, dunque che possiamo fare? Le alleanze fanno solo guai, dobbiamo starne fuori. Basta che qualcuno faccia casino e ci ritroveremo con un piede nella fossa”

“Ho parlato col dirigente dell’USSS, hanno elaborato un piano di azione per garantirci più stabilità a livello diplomatico. Ma non possiamo fare niente da soli, bisogna avere supporto da altre città. Sono riusciti a mettersi in contatto con delle nazioni che si trovano nelle nostre stesse condizioni.
I tempi sono maturi, segretario Fios. Dobbiamo agire prima di avere ripercussioni su tutti i fronti. Serve un organismo per mantenere la pace in questo maledetto Piano, e dobbiamo farne parte.”

“E sia. Mi faccia sapere non appena ci sono novità, presidente Pulcianov.”

Thoramas - Aula segreta dell’Ufficio Speciale alla Sicurezza di Stato (USSS)
Dakbis 9, Staildur 89

“Quando arrivano le delegazioni, presidente?”

“Dovrebbero arrivare tra qualche minuto, segretario Fios. Siamo in perfetto orario.” disse il presidente, che poi si rivolse al suo fedele collaboratore Valeriano: "Falli passare per il corridoio d’emergenza: la gente non deve sapere niente di questo incontro"

Valeriano corse subito verso l’ingresso del corridoio d’emergenza, per avvisare i funzionari dell’USSS che avrebbero dovuto accogliere le delegazioni delle città convocate.

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La popolazione della città era cresciuta drammaticamente in quegli ultimi dieci anni. I pellegrini affluivano da tutto il piano e da ogni tempo e si stanziavano presso l’insediamento minerario. Lo sviluppo edilizio fu esplosivo quanto sregolato, vista l’apparente mancanza di una guida politica nelle fasi iniziali. Un gruppo di esuli Daramainiani si affermò dapprima tra i più organizzati e volenterosi ed espanse un già presente sistema di gallerie in una vera e propria meraviglia d’architettura, l’Assemblea cittadina. La creazione di questo punto d’incontro gettò le basi per lo sviluppo della democrazia diretta cittadina, ma non riuscì certo ad istituire una vera e propria amministrazione consolidata, difatti di li a poco fu poi la volta degli esuli di Ewok che si adoperarono per potenziare magicamente la crescita di una quercia, che divenne poi il centro della loro sottocultura.

La città si espandeva rapidamente, ma col crescere della popolazione, crescevano anche le problematiche da affrontare. Arrivò l’inverno del 87-89. Su alinox le stagioni sono insolitamente lunghe e sebbene fosse ormai un secolo che gli insediamenti umani vi facevano i conti per una città nascente come Asterem fu particolarmente difficile gestire tutte le problematiche. In quegli anni le Gilde degli Ingegneri e dei Costruttori approfittarono del vuoto amministrativo per scavalcare l’assemblea e veicolare le risorse secondo i propri fini. Gli ingegneri, forti della scoperta di giacimenti di petrolio nella regione, riuscirono a centralizzare gran parte della produzione di generi alimentari in un sotterraneo di fortuna, assicurando sì alla popolazione le risorse necessarie per sopravvivere al lungo inverno, ma sottomettendo gran parte del libero mercato e i piccoli proprietari terrieri al giogo del monopolio e dell’automazione. La Gilda dei Costruttori invece sfruttò il malcontento di alcuni per l’edilizia sregolata per avviare un progetto di ammodernamento della zona sud della città per la creazione del così detto, quartiere dei canali. Questo quartiere si proponeva come simbolo di un architettura ordinata, strutturata e pensata in diretta opposizione all’anarchia edilizia asteriana.

Immersa nella sua politica interna e con gran parte delle risorse produttive ed economiche invischiate in più progetti, la popolazione divisa e l’inverno agli sgoccioli la città di Asterem si trovò di li a poco a dover fronteggiare una nuova inaspettata minaccia. La posizione privilegiata della città coperta ad ovest dalle montagne e ad est dal mare, nonchè la distanza che la separa dalle maggiori potenze di Alinox le aveva fatto godere di un insolita immunità diplomatica in quegli anni. I conflitti e gli screzi lungo i confini sembravano realtà del tutto estranee agli Asteriani, ma di lì a poco le cose cambiarono drasticamente.

Lungo i confini della città cominciarono sempre più frequenti scorribande di banditi vilidiani. La città era del tutto sprovvista di difese sia al livello organizzativo che strutturale per incursioni di quel tipo e i lavori cittadini furono rallentati enormemente in quei mesi. Il malcontento generale andava aumentando e le notizie di fuochi di guerra che si accendevano in tutto il piano impaurivano la popolazione.


Asterem
Dakbis 1, Staildur 89

“Fratelli! Foste avvertiti a suo tempo! La chiesa del Grande Costruttore vi aveva ammoniti che l’edilizia andava regolamentata! Il caos vigente non può che rallentarci nella realizzazione dei lavori e dalla lentezza deriva poi la nostra debolezza!” Il giovane Freimaurer Lorud si trovava al centro dell’assemblea e stava terminando il suo intervento nel quale aveva sapientemente veicolato il malcontento verso i punti che maggiormente avrebbero potuto fare gli interessi dell’Ordine Bannuita. Nonostante la chiesa fosse riuscita a guadagnare abbastanza consensi da avviare rapidamente la costruzione del quartiere dei canali non aveva avuto altrettanta presa sulla popolazione dal punto di vista religioso ed la speranza del giovane capo gilda era quella di riuscire a veicolare ancor più consensi sfruttando il malcontento per le incursioni vilidiane.

“Argomentazioni faziose e prive di buon senso. Portavoce lo tolga da quel pulpito per favore” Luccis M. Walnut intervenne bruscamente non appena fu scaduto il tempo concesso al contendente " Lui e i suoi seguaci non voglion far altro che minare il nostro stile di vita libero e distruggere il nostro amato Albero-Casa. La loro sete di regolamentazione e controllo ci porterà solo all’immobilismo, ecco a cosa ci porterà!" Luccis era un ewokiano all’antica e non si faceva scrupoli a parlare più forte degli altri pur di difendere il suo stile di vita.

“Si andiamo a vivere sugli alberi, ceeeerto… così ai vilidiani non basterà far altro che dargli fuoco per uccidere tutta Asterem. La mia gente è vissuta per un’era intera nelle profondità della terra e siamo sopravvissuti anche alla sua fine. Questa stessa assemblea è costruita dal mio popolo! Per me dovremmo scavare di più e più in profondità. Nella roccia troveremo rifugio!” Gare Akhaval Aretu non era certo tipo da farsi mettere i piedi in testa da un ewokiano… non se quei piedi non fossero stati separati da centinaia di metri di roccia quantomeno e iniziò un aspro litigio con la sponda ewokiana assieme ai suoi concittadini.

“Ancora mi chiedo perchè partecipo a queste assemblee… è impossibile che si concluda qualcosa in mezzo a questo caos e se permettono a gente senza la benchè minima competenza tecnica di esprimere un’opinione… Ah… Bella la mi Unione” Ashelin Opucìs Walnut pensava tra se e se sconsolata nell’area degli ingegneri, mentre alcuni dei suoi colleghi si sbracciavano e cercavano di sovrastrare le grida degli altri.

“Compagni!” La voce del Portavoce Zerostail tuonò solenne ammutolendo la folla dell’assemblea. La folla di persone, eterogenea in etnia, lignaggio ed origine storica tacque immediatamente sotto l’autorità dell’unica figura amministrativa. La città si era sviluppata quasi spontaneamente e la democrazia diretta fu l’unico compromesso possibile per conciliare interessi così discordanti di popoli tanto diversi e la figura del Portavoce dell’Assemblea era rispettata come unico faro di organizzazione nel caos. “Come ben sapete… La nostra neutralità è stata violata. Scorribande di banditi vilidiani imperversano sul nostro territorio da mesi. Il panorama politico internazionale va inasprendosi ed è palese che l’agitazione e il malcontento generato dall’incertezza imperversano nei nostri animi. Siamo una città nascente e ancora dobbiamo trovare il nostro equilibrio interno… Ormai è chiaro che non sia possibile per noi condurre un esistenza pacifica senza aiuto… “

“Non starà mica per parlare apertamente dell’invito di Thoramas!?” Pensò Telemaco Langaiden afferrando i braccioli della propria sedia. Telemaco era un uomo all’antica, catapultato su Asterem direttamente dalla Terza Era da dove veniva lui era il fratello del Re, mentre ora si trovava a lottare per spingere una città di folli democratici verso una guida illuminata.
Cresciuto alla corte di BOPville della Terza sapeva bene come ottenere informazioni ed era venuto a conoscenza di dettagli che un comune cittadino non avrebbe potuto sapere. Non era di certo l’unico però in assemblea al quale si rizzarono le oreccchie all’allusione del Portavoce… In verità ai vertici delle Gilde più influenti erano in molti a sapere esattamente come sarebbe continuato il discorso del rappresentante dell’Assemblea.

“… Ho ricevuto una lettera da Thoramas!” A quella parola gli unionisti in sala iniziarono a protestare e furono costretti ad essere ammutoliti dai Paceri, incantatori gli ordini del Portavoce, uno strumento del quale poteva avvalersi per moderare i termini e consentire lo svolgimento dell’assemblea. “ Dal contenuto pare stiano organizzando un tavolo di confronto tra le città del piano e parlano di istituire un organismo per mantenere la pace… è tempo di aprire le votazioni. è tempo che Asterem decida se partecipare a questo tavolo o meno e chi dovrà far parte di questa delegazione!”

Thoramas
Dakbis 9, Staildur 89

La votazione si svolse liberamente, così che ogni cittadino pote esprimere il proprio voto e preferenza, ma in un sistema così libero e aperto, non fu difficile per le Gilde più influenti manipolare il risultato. Asterem scelse di partecipare alla riunione, ma le gilde scelsero chi avrebbe presieduto al tavolo del confronto e quindi veicolarono anche come sarebbero stati presi accordi.

In definitiva appena una settimana più tardi arrivarono alle porte di Thoramas:

  • Dwei Stail Walnut, il portavoce di Asterem,
  • Solarut Balderk II, presidente della Gilda Iphaeana Asteriana e Comandante della Gilda dei Pescatori Asteriani
  • Margot Ciaicovskiu, delegato della gilda dei cuochi della città,
  • Freimaurer Lorud delegato della Gilda dei Costruttori e Capo dell’Ordine Bannuita
  • Ashelin Opucìs Walnut, artefice ricercatrice delegata della Gilda degli Ingegneri
GDR OFF

@Pulcianov scusa per l’attesa… e per il fatto che praticamente ho usato 3 pagine per dire: “e arrivammo ^^”.

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Arrivata al gigantesco portone, la carovana degli asteremiani, piuttosto anonima e facilmente scambiabile per semplici viaggiatori, fu accolta da una guardia all’ingresso.
Solarut, parlando alla guardia a lui piu’ vicina:
“Annunci al segretario Fios che la delegazione di Asterem e’ giunta.”

GDR Off

Si’ oppo, l’ho fatto apposta :smirk:

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BoPville
Dakbis 2, Staildur 89

Il tramenio causato dall’ultima neve iemale sull’aggettatura dell’Alikendù Polosnèr stecca con malgarbo nella Gerusia Illune, prima sede del Senato di BoP, a oltre cento cubi d’altezza sulla strada, come a degnare di stima Supernica l’origine d’un collegio aperto anche ai cittadini, visto il rilievo del tema. Un abbigliarsi essenziale, solo nodale, comodo e per nulla formale all’eccesso, invero pratico dietro l’aura meramente necessaria, privata di orpelli e mole quello del Seràc. Indossa un farsetto, doppione, di sartoria, su misura, in broccato corvino che sfuma in tonalità dorate sul versante destro e in gradazioni grigiastre sull’opposto. Decorazioni astratte, appena visibili, rilevate solo sulle bordature da filo d’oro giallo e nero, assomigliano, a seconda di luce e prospettiva, a superfici differenti. L’indumento, non imbottito all’eccesso, è spartano nella forma, colletto alto aperto sul davanti, legacci lasciati sciolti o allentati. Brache in fustagno ruvido, trapuntate da una pelle scabra di fine fattura, imbottite di cotone per fare attrito, coprono le gambe e finiscono in stivali da cavalcata in cuoio nero, ben aderenti alle gambe, alti fino a metà della tibia, destati da innumerevoli lacci. Il viso, smosso da un contrappeso preciso, agile, leggero, e al contempo appena roccioso, non distante, indifferente o intriso di superbia, semmai solenne nell’intesa, nella ricezione e nel valore, è incorniciato da barba corta, non rada, ma ben curata e capelli castano bruno, molto scuro, quasi neri, lisciati all’indietro. Appuntata sul cuore la Saetta Unionista in oro massiccio che trattiene una fascia ocra vivido che gli sfila a tracolla, aderente, riducendosi minimale nei pressi del fermaglio stesso. La mira bruna guizza imperterrita, un poco grave, decisamente assorta, sui presenti, una ventina oltre al Senato Originale. Desto, comodo, su un faldistoro anonimo in rovere grezza, sporge il busto sul perno dei due gomiti aderenti il pianale da scrittura che dona simmetria e ostacolo al cardine dell’aula. Un brusio sommesso, passatista del tenore d’arcaici ed efficaci binari di conduzione pubblica viene stroncato dall’issarsi dell’Àlikos Resolàn. Il suo bracciale destro conduce i polpastrelli della mano medesima a stirare la discontinua opera del lampasso, designando di nulla qualche piega di troppo. Prende a camminare piano, fluido, braccia giunte dietro la schiena, dotato di quell’agile contegno tipico di chi fa della Corte il suo ambiente per eccellenza. Voltiano, elettrico, e al contempo scornato sulle consonanti:

“Ieri il Senato Originale, all’unanimità, ha votato a favore d’un impresa di pace fra le città del Bosmain che più di altre non hanno operato…”

sfuma brevemente agghindando d’eloquenza il palmo della destra per un breve secondo, come a blindare il carattere della stessa citata impresa di accessibilità:

“…o che hanno operato senza esporsi in questo primo decennio di fervido e tribale caos per il Piano. Parlo di un dispositivo di garanzia per gli intenti di carattere locale e poco aggressivi che BoP ha mantenuto con saldezza sin dagli albori, rispettando la volontà dei suoi cittadini.”

enfia il petto, grattando la gola per un istante:

“Con Asterem, custodia, forse informe, di valori che noi più di tutti comprendiamo, amici del passato, e con Thoramas, modello civile non necessariamente antitetico al nostro, foggieremo un fronte capace di calibro e funzione in un tempo e in uno spazio dove la regola concerne l’inciviltà come paradigma d’azione.”

spennella con la sfogliata poco clemente i presenti, senza fissaggio o imposizione, piuttosto diretto nell’emettere costanza sull’argomento, una precisa volontà di successo:

“Fra qualche vespro, ultimati i preparativi, mi recherò a Thoramas con una delegazione da me direttamente nominata, per discutere termini e statuto dell’avventura che per il sottoscritto, e di riflesso per ogni personalità dotata di carattere e buon senso, per ogni vero Unionista, è cronicamente fondamentale per perseguire l’estro che solo vent’anni fa alcuni di voi definivano impossibile.”

chiude, anche la passeggiata, un solo ciclo, attorno alla tavolata che intima allo spazio un’aura d’autorità senza picchi:

“E’ un mondo psicotico, quello in cui viviamo. I pazzi sono al potere… ma non qui, non fintanto che io sarò in piedi. Questo patto è nel più intimo interesse di BoP come somma dei suoi individui, come onere storico a cui ognuno di voi, col lavoro, l’ingegno, dà valore.”

torreggia ora al fondo di comando della cattedra, meramente informativo, senza richiedere alcun consulto, ma aperto a obiezioni o interventi di natura volatile per la decisione, ma non per la convinzione che pare lanciare come scopo nel paio di viridi silenti.

Thoramas
Dakbis 9, Staildur 89

Un battaglione di Nobili di Toga, con scorta, s’approssima, dall’alto dei rilievi circostanti, all’imponente varco d’accesso del Volto di Thor. Il codazzo sferza disciplina e reca, dirimpetto, l’egida nera e oro dell’Oligarchia, ben evidente anche sulla distanza. Itarèn Turòv e Taràc Serìsul, Senatori Originali, accompagnano il Seràc in bardata della Rigata. Sarà semplice, per le vedette, annunciare l’arrivo, per ultima, della delegazione BoPiana.

GDR OFF

Oltre al sottoscritto hanno chiesto la partecipazione @Turf e @ilSerio, due Senatori. Niente screen fighi, li allegherò appena riuscirò a farli.

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Thoramas
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I funzionari dell’USSS erano tutti schierati all’ingresso del corridoio d’emergenza, come ordinato dal presidente Pulcianov. I primi ad arrivare furono i delegati di Asterem, quattro uomini e una donna, rappresentanti delle varie gilde della città. Subito alcuni impiegati dell’USSS li accompagnarono dal guardaroba, dove poterono prepararsi per l’incontro.

Una decina di minuti dopo arrivò anche la delegazione di BoPville, composta dal Seràc, capo politico dell’Oligarchia, e due Senatori Originali. Costoro ricevettero lo stesso trattamento dei delegati di Asterem, che ormai si erano già accomodati nell’Aula segreta dell’Ufficio Speciale alla Sicurezza di Stato.

Nella sala risuonavano gli scoppiettii del caminetto: era una stanza sotteranea, e quel piccolo focolaio bastava per riscaldarla a sufficienza. All’ingresso della delegazione di BoPville, l’ultima ad arrivare, le tre parti politiche si presentarono e si scambiarono calorosi saluti. Una volta sedute le delegazioni nel grande tavolo che era stato predisposto, alcuni impiegati dell’USSS servirono un po’ di amaro di Thoramas insieme a qualche biscottino di benvenuto.

Subito prese la parola il presidente Pulcianov:

“Benvenuti a Thoramas, egregi. Spero che il vostro viaggio non abbia avuto troppi imprevisti. Viste le circostanze di segretezza nelle quali abbiamo deciso di tenere questo incontro, ritengo di dovere arrivare subito al punto della questione, concludendo tutto quello che è stato detto negli scambi diplomatici avuti in queste ultime settimane.”

Il presidente si alzò quindi dal tavolo, fece un cenno al fedele Valeriano, e andò a prendere una piccola bacchetta appoggiata sulla credenza della sala. Valeriano portò un piedistallo su cui era appoggiato un cartello espositivo con una serie di punti scritti. Il presidente si pose accanto al piedistallo, cominciando a illustrare i punti con la sua bacchetta.

“Non fraintendetemi, non voglio fare lezioni a nessuno. Siamo uomini esperti: abbiamo costruito villaggi, città, abbiamo riunito popoli, e sappiamo bene quali siano le esigenze di chi abita i nostri territori. Il Piano di Alinox, fin dalla sua nascita, è in costante subbuglio. Aleggia uno spirito di rancore ingiustificato tra le varie nazioni: gli ultimatum sono all’ordine del giorno, la guerra è vicina, e i nostri popoli hanno bisogno di più certezze. Per questo motivo, l’arte della diplomazia ci ha condotti oggi a questo tavolo, per costruire un’entità internazionale che possa finalmente garantire uno scudo protettivo per chi, come noi, ripudia ogni offesa gratuita e ingiustificata verso gli le altre nazioni.”

Il presidente ribaltò l’espositore, girandolo sul retro.

"In questi ultimi giorni, grazie alle corrispondenze continue che sono intercorse tra le nostre nazioni, siamo riusciti a delineare i punti principali che questa entità dovrà applicare nella sua definizione. Queste, in sintesi, le necessità che sono emerse:

  • la nostra organizzazione si dichiarerà completamente neutrale, dimostrandosi come valida alternativa ai funesti atti belligeranti che terrorizzano il Piano di Alinox in questi anni precari
  • i membri dell’organizzazione garantiranno l’aiuto reciproco, l’applicazione di sistemi di scambio commerciale favorevoli, il sostegno materiale e militare in caso di necessità
  • l’organizzazione avrà un organismo militare comune che potrà essere attivato quando gli stati membri lo riterranno necessario
  • l’organizzazione avrà sede internazionale in un luogo non ancora stabilito. Ivi si terranno i congressi del comitato direttivo dell’organizzazione, nei quali verranno prese le principali decisioni a livello internazionale, e in cui ogni membro avrà diritto di voto paritario.

Questo è quanto siamo riusciti a riassumere. Il passo successivo è il seguente: attuare la stesura di un codice comune, una piccola fonte legislativa cui attingere nei nostri futuri congressi. Dopodiché potremo finalmente annunciare la nascita di questa organizzazione a tutto il piano, cominciando a garantire le nostre influenze a livello diplomatico."

Il presidente si fece quindi portare una pergamena già abbozzata, nella quale alcuni dei punti precedentemente spiegati erano stati trascritti.

“Questo è il materiale che dobbiamo ultimare. Fatto ciò, possiamo finalmente dare vita al tutto.”

Pulcianov stese quindi la pergamena al centro del tavolo, poi tornò a sedere.

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Thoramas
Dakbis 9, Staildur 89

Ashelin ascoltò distrattamente il discorso del presidente Pulcianov, che altri non faceva che rimarcare i punti chiave attorno ai quali avevano avuto modo didibattere precedentemente. Ancora non le era andato giù che l’avessero scambiata per un uomo poco prima. Certo, non era la più femminile delle damigelle e aveva l’abitudine d’indossare abiti maschili, ma comunque pensava che il suo nome bastasse a fuorviare ogni dubbio. “C’era da aspettarselo…” Pensò tra se e se, evidentemente aveva sopravvalutato la perspicacia dei modernisti.

“Ashelin, devi concentrarti qui decidiamo del futuro di Asterem! Nonchè dell’intero piano” La riprese sottovoce Margot Ciaicovskiu, sollecitandola a rileggere la bozza del patto costitutivo. “Facile per te. Non ti hanno scambiata per un uomo… Oltretutto a giudicare dal tuo cognome direi che non ti è estranea la burocrazia modernista” Nonostante il richiamo non trovò la forza di affrontare l’enorme quantità di materiale passatagli dalla delegazione modernista. I giuristi tecnici che li avevano aiutati a delineare i punti chiave lo definivano un capolavoro di semplicità e chiarezza. “C’era da aspettarselo…” Si ripetè tra se e se, mentre si avvicinava al caminetto della stanza. “Del resto sono comunque modernisti…”

“Suvvia, Ashelin…” La incalzò Solarut, anche lui si trastullava di fianco al caminetto, la sua mente ipheana faticava ancor più di quella della unionista con il linguaggio formale giuridico." So bene che preferiresti essere immersa nei tuoi esperimenti, ma questo lavoro non è poi così male. Ormai siamo giunti a fine stesura e una volta fatto potremo tornare ad Asterem. Oltretutto ti posso assicurare che i modernisti sono meglio di come ne narrava la tua gente nei libri di storia… Nel mio tempo sono stati dei preziosi alleati."

"Ma sì, lo so… D’altronde poi non c’è niente che possa favorire il progresso scientifico quanto un ambiente pacifico e di libero scambio… Sono solo in astinenza da esperimenti… E non sopporto questo dannatissimo freddo. "
“AH!.. Su questo mi trovi daccordo, ma i modernisti di certo sanno come scaldarsi” Disse porgendogli un bicchiere colmo di amaro di Thoramas, che non aveva esitato a riempirsi attingendo liberamente dal tavolinetto dei cocktail.
“Sai… Francamente sono ottimista per questo patto. Alinox sembra sull’orlo di una guerra planare e una superpotenza a garantire la pace sembra la risposta migliore. Oltretutto… c’è dell’ironia a vedere assieme unionisti, modernisti e noi… che forse siamo quanto di più simile ci possa essere a Nyan. Mi sembra quasi di esser tornata a casa”
“Sai benissimo che per me la tua casa altri non è che un mucchio di parole su di un vecchio libro… Che francamente neanche ho letto!”


“Ci siamo!” Dwei Stail Walnut raccolse i fogli e li spillò. Ci vollero diverse ore per revisionare e snellire il materiale modernista, ma in definitiva si raggiunse un accordo chiaro e semplice. " Illustri signori… e signore. Si è finalmente giunti ad una versione che si possa considerare definitiva per quanto concerne Asterem di quello che è il Patto Costitutivo del Fronte Neutralista Alinoxiano"

FNA – Fronte Neutralista Alinoxiano

Definizione:

Il Fronte Neutralista Alinoxiano si propone come organismo internazionale per il sostegno e la promozione della comunità dei paesi neutrali sul Piano di Alinox. L’organismo consente, ai paesi che ne fanno parte, di usufruire di vantaggi a livello commerciale e diplomatico, nonché di mettere in comune parte delle proprie forze economiche e/o militari per il mantenimento delle condizioni di pace e neutralità degli stati membri.

Patto costitutivo del Fronte Neutralista Alinoxiano:

  1. I membri del Fronte Neutralista Alinoxiano (FNA) si dichiarano neutrali. Questo status diplomatico comporta il divieto di effettuare azioni di offesa individuali nei confronti di altre nazioni o gruppi eremitici, che esse siano giustificate o meno. Il Fronte Neutralista Alinoxiano contempla la guerra unicamente come strumento ultimo per la protezione della pace e l’autodeterminazione dei popoli.
  2. I membri del FNA si impegnano a instaurare rapporti commerciali proficui nei confronti dei paesi membri, a partire dal divieto di imporre embarghi tra le città associate. I rapporti commerciali con i paesi non membri sono invece di libero appannaggio dei singoli membri con eccezion fatta per quei paesi i quali l’FNA si è impegnata a sanzionare.
  3. I membri del FNA si impegnano a dare supporto alle città-membro qualora queste venissero attaccate da altri stati o gruppi eremitici. Il supporto può essere di varia natura, principalmente materiale (consegna di rifornimenti, supporti economici, ecc.) o direttamente militare. Per quest’ultimo punto vedere Art. 7. Le modalità di supporto non sono fisse e si attuano in base alle risorse dei paesi membri.
  4. Ai paesi membri del FNA al fine di prevenire conflitti d’interesse è fatto divieto di alleanza ufficiale con paesi non membri.
  5. Viene istituito il Consiglio Organizzativo del Fronte Neutralista Alinoxiano (COFNA). Il COFNA è costituito da un delegato diplomatico per paese membro, e si riunisce periodicamente e in situazioni di necessità.
  6. Gli stati membri s’impegnano alla realizzazione di una sede internazionale neutrale per le riunioni del COFNA. Sino alla sua realizzazione la sede provvisoria del FNA sarà in una delle capitali degli stati fondatori ( Thoramas, Asterem e Bopville) con validità di 5 anni.
  7. L’ingresso di una nuova nazione nel FNA dovrà essere sottoposto al giudizio dei paesi membri attraverso una seduta del COFNA. L’ingresso è approvato all’unanimità dei membri.
  8. Vengono istituite le Milizie Volontarie Neutraliste (MIVONE). Tali milizie rappresentano il corpo militare ufficiale del FNA, e sono composte integralmente da cittadini volontari dei paesi membri. Le MIVONE agiscono nel caso si presentino le condizioni di cui all’Art. 3.
    Il comandante e gli ufficiali delle MIVONE, così come la loro attivazione in caso di necessità, sono stabiliti dal COFNA. Anche eventuali azioni militari non previste dall’Art. 3 sono previste su delibera COFNA in conformità con il presente Patto Costituti.
  9. Nel caso in cui un paese membro violasse i presenti articoli, sarà competenza del COFNA stabilire un relativo provvedimento penalizzante, che può andare dal singolo richiamo fino all’espulsione dal FNA.
  10. Sotto la protezione dell’FNA sono da considerarsi gli stati non membri che godono dello status di Osservatori. Questi stati non sono vincolati dall’Art. 3, ma godono tuttavia della protezione per ragioni umanitarie e altruistiche, nonchè per la salvaguardia della pace nel piano. L’FNA conferisce lo status di Osservatori tramite votazione unanime ed è possibile revocarlo tramite veto di un singolo membro del COFNA.
  11. Eventuali modifiche al presente Patto Costitutivo dovranno essere votate con l’unanimità dei membri del COFNA.
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