[GDR] Il Primo Bacio

Elràs era in casa sua nel soggiorno che camminava da un lato all’altro della vasta stanza per cercare di calmarsi dall’ansia che lo tormentava ogni volta che doveva vedersi con Nihal, ma quella sera stava peggio del solito, era la prima volta che cenavano insieme e lui voleva che la serata fosse perfetta, per non deludere le aspettative di lei, ma più ci pensava e più stava male.

“meglio che mi distraggo altrimenti quest’ansia non passerà mai!”

Visto che mancava ancora qualche ora all'appuntamento decise di fare una piccola passeggiata, preso il cappotto, usci di casa e nonostante i vestiti pesante di sopra poteva ancora sentire l’aria gelida che lo circondava, ma nonostante il freddo poté notare quanto fosse stupenda la città in quel periodo dell’anno, le leggere nevicate avevano formato un sottile strato di neve soffice che brillava sotto la luce dei camini delle case, oltre lui poche persone camminava per le strade, e spesso erano in procinto di tornare a casa dalle proprie famiglie, solo la taverna cittadina era colma di persone, ma quello del resto era normale.

Passeggio a lungo per le strade, ammirando il cielo stellato che sormontava ogni posto, ma ormai si stava facendo tardi, e doveva tornare a casa a preparare la cena.

Voleva che tutto fosse perfetto per quando fosse arrivata Nihal, sapeva di non esser un abile cuoco, di solito infatti mangiava sempre ad un ristorante vicino casa, ma possedeva qualche libro di cucina, cosi sali nello studio a prendere uno dei tomi di ricette culinarie che gli aveva regalato da giovane la madre e si cimento in una delle ricette, la ricetta che scelse era un pollo con patate, ma nonostante questo riuscì a bruciare lo stesso il primo pollo, al secondo tentativo riuscì a farlo venire perfettamente dorato e le patate erano cotte al punto giusto.

Di colpo senti bussare alla porta “toc toc”

<appena in tempo ho finito di cucinare, che fortuna> pensò “sto arrivando un secondo”

Una volta messo il vassoio a tavola, accese le candele ed andò ad aprire la porta, Nihal era fantastica, indossava un semplice vestito bianco con decorazioni rosse che valorizzava la sua folta chioma di capelli.

“Buonasera Nihal, prego accomodati”

“Grazie, come state?”

“tutto bene, tu? Lavorato come sempre fino a tardi?”

“già, con le votazioni per i nuovi ministri, non ho un attimo di respiro”

“immagino, spero che vinca come ministro della giustizia, non credo che ci sia persona più adatta di te per quel ruolo”

“Speriamo, ma l’ultima parola la possiedono solo i cittadini.”

“sapranno scegliere il meglio, comunque spero che tu abbia fame, ho cucinato tutta la serata per te”

“tu sai cucinare?”

“beh si, mi ha insegnato qualcosa mia madre quando ero giovane oltre ad avermi regalato numerosi libri di cucina, spero sia di tuo gradimento”

“Sediamo ed assaggiamo, male che vada, ceniamo fuori”

Dopo una risata di entrambi la fece sedere al tavolo e gli porse il piatto con un’abbondante porzione, poi si sedette anche lui per cenare, Nihal assaggio per prima.

“devo dire che tua madre ti ha insegnato veramente bene a cucinare”

“in sincerità è la prima volta che provo a cucinare, di solito mangio al ristorante qui dietro”

“hai cucinato solo per me?”

“beh si, ci tenevo che fosse una serata speciale per te”

Nihal lo guardava con aria stupefatta, non era abituata a cosi tante attenzioni da parte di una sola persona e si sentiva in imbarazzo ma al contempo era felice, sapeva che si poteva fidare di Elràs perché lui teneva veramente a lei.

Dopo la cena la invito a fare una passeggiata per il parco della città, ma mentre camminavano per il parco chiacchierando in tranquillità, Elràs si fermo di colpo

“tutto a posto? Ho detto per caso qualcosa che ti ha dato fastidio?” gli chiese Nihal

“no figurati niente di tutto ciò, però.. ti dispiace chiudere un attimo gli occhi?”

“ok”

Quando Elràs vide NIhal con gli occhi chiusi si avvicino al ciglio della strada e si chino a terra, raccolse qualcosa da terra e si mise di fronte di lei

“aprili ora”

Nihal apri gli occhi piano piano e di fronte a lui vide Elràs con una rosa scarlatta in mano che la guardava e gli disse

“Questa rosa è per te, la tua bellezza è paragonabile solo ai più bei fiori che si possono trovare”

lei non disse niente, ma in volto gli comparve un sorriso e si avvicino per prendere la rosa, ma non la raccolse dalle sue mani, anzi gli prese le mani e si avvicino ancora di più fino a quando i due erano faccia a faccia, Elràs si protese verso di lei, e si diedero un lungo bacio.

GDR OFF: è il primo gdr che faccio di questo tipo sinceramente, quindi spero che vada bene, se ci sono problemi ditemelo pure cosi posso migliorarmi :) per il resto buona lettura :)

NOGDR_Nonostante non sia il tuo stile mi è piaciuto molto ^^.Ho notato che i gdr dell'impero in questi giorni stanno diventando tantissimi :3

No gdr: Su aurora, andavo pazzo di gdr, sta mania è ricominciata anche qui, poi dopo tutto uno tira l'altro :D

NOGDR_Nonostante non sia il tuo stile mi è piaciuto molto ^^.Ho notato che i gdr dell'impero in questi giorni stanno diventando tantissimi :3

gdr off: ho qualche problema nei dialoghi, mi sembrano sempre un po banali u.u

gdr off: ho qualche problema nei dialoghi, mi sembrano sempre un po banali u.u

Nogdr: quando scrivo anche io penso che il testo sia banale.

Io lo penso ancora (per quanto riguarda me) mentre il tuo testo -e i dialoghi- non sono banali.

Nogdr: quando scrivo anche io penso che il testo sia banale.

Io lo penso ancora (per quanto riguarda me) mentre il tuo testo -e i dialoghi- non sono banali.

grazie troppo gentile :)

Allora. Non avevo letto fino a poco tempo fa, causa stress che cinna conosce.

Partiamo dal fatto che mi ha levato un sorriso, è un racconto dolce, semplice e senza troppi fronzoli.

Immagino e voglio fare un gdr che si basi su ciò, tentando, quindi, di riprodurre il punto di vista di Nihal.

Non sarà facile, visto che ho notato che il mio personaggio, nei gdr scorsi, è stato formale e molto più riservato, quindi dovrò trovare una giustificazione per questo cambiamento, forse rivelando un poco del passato di lei, che ho in mente da molto tempo.

Solo un difetto. Gli accenti asd. Domani scriverò con piacere il "continuo".

Ah si, domanda, ora i due avranno vita semplice o dovranno, come nei peggiori harmony, avere di fronte una difficoltà che sembra rovinare tutto ma che verrà risolta e porterà al dolce finale? Asd

Sorprendimi ;) io mi adeguo a ciò che scrivi tu :P

*Guardare la neve che scendeva al di fuori della casa, depositando un manto di neve su tutte le strade e gli edifici era, in qualche modo, rilassante.

In quei giorni il lavoro, misteriosamente, era diminuito in maniera impressionante, non soltanto motivato dalla lentezza delle missive, che impiegavano sempre più tempo ad arrivare, ma anche per una sostanziale paralisi delle attività cittadine:

la guerra e i continui attacchi che i vari avamposti subivano in queste settimane non permettevano l’afflusso regolare dei materiali da costruzione e, per questo, l’attività era in un certo modo fermata.

Non che i contrasti nell’Impero aiutassero, l’Imperatore stesso aveva dovuto sospendere una seduta al Senato di Avalon, dopo che i rappresentanti di Ankanos e di Viluis erano venuti alle mani.

La situazione era densa di dubbi e densa di pericoli, ma, per un poco, voleva pensare di essere semplicemente una donna.

Non impegnata, non oberata dal lavoro, non con la responsabilità di vite umane, ma, semplicemente, una donna, che viveva la sua vita in modo tranquillo.

Non era facile, comunque, abituata dalla vita a rispettare e a perseguire i suoi doveri e obblighi in maniera quasi ossessiva, cercando di eliminare le emozioni che, ogni giorno, le attanagliavano il cuore, costringendola a reagire come una macchina.

Eppure come poteva comportarsi diversamente?

Nata in una famiglia di sostanziali incapaci, con un padre alcolizzato e una madre troppo debole anche solo per provvedere lei e ai suoi fratelli, quante volte aveva dovuto assistere alla fame e alla sostanziale inutilità di suo padre?

Colui che andava a bere con i pochi spiccioli che ognuno di loro riusciva a guadagnare compiendo numerosi lavori e che tornava a casa ubriaco fradicio, incapace anche solo di sostenere una conversazione.

Ora che rifletteva, quante volte l’aveva visto sobrio?Una?Due volte?E in quei momenti, molto spesso, dormiva.

Quando era morto, non aveva versato lacrime, non vi era bisogno.

La sua morte, ad essere cinici, permetteva alla famiglia di riuscire a mangiare almeno una volta ogni due giorni e riuscendo a eliminare quell’odore di alcool che attanagliava la casa.

La madre, poi, morì poco tempo dopo, lasciandola a curare i suoi fratelli, che crebbero, uno come soldato, uno come avventuriere.

Tutti e due spariti, lasciandola sola.

Per questo, nel tempo, aveva deciso che lei avrebbe fatto di tutto per non vivere più nella povertà e nella nullafacenza, per questo aveva imparato a leggere e scrivere, per questo lavorava continuamente.

E ora, finalmente, aveva il suo posto nell’Impero e, forse, sarebbe riuscita ad entrare in quelle sale misteriose del Senato, che aveva visto solo una volta, al matrimonio tra l’Imperatore e l’Imperatrice, per poi essere ferita, per sbaglio, da un soldato dell’Impero.

Decisamente poco invitante, ma non aveva ceduto e ora era lì.

Sacrificando però, tutto.

E ora Elràs.

Doveva essere sincera con sé stessa, era lui che stava portando il gioco avanti, non perché lei non volesse, tutt’altro, ma probabilmente perché non riusciva a provare gli stessi sentimenti che provava il suo compagno.

Non poteva farci niente, in tutte le cose lei tentava sempre di mostrarsi distaccata e di evitare poi coinvolgimenti emotivi.

Molto spesso falliva, specie in presenza dell’Imperatore e ciò le lasciava sempre un grosso dubbio, nel capire questi effetti, ma nel resto, ormai, si ritrovava indifferente, capace di sostenere qualsiasi posizione senza trovare alcun appiglio che le potesse far “appassionare” a una causa o a un’altra.

Cos’era lei?Un’automa?

Non lo credeva, con Elràs, dopotutto, era riuscita a provare qualcosa, sentiva che antiche emozioni, sopite ma mai morte, erano uscite prese nel loro turbinio.

Però, sapeva che non poteva lasciare Elràs deluso ancora per molto, per troppo tempo aveva cercato di prendere tempo e di comprendere cosa succedesse, ma, se avesse voluto altro tempo, non poteva continuare cosi.

Sapeva, in cuor suo, che un pensiero di questo genere era cinico e orribile, che stava semplicemente mentendo a Elràs, che forse era meglio parlargli.

No, la sua storia personale doveva rimanere un segreto, nemmeno l’Imperatore ne era a conoscenza, nessuno: cambiato nome, cognome, abitazione, tutto di lei, per lo Stato, era falso.

O almeno cambiato.

Per questo decise di prendere una bottiglia di una strana bevanda portata da Viluis da alcune persone di cui aveva avuto conoscenza e ne bevve un po’.

Gli effetti che le avevano descritto vi erano quelli di maggiore disinibizione e una semplicità maggiore nel non controllare le proprie emozioni.

Versò una lacrima, al pensare che stava mentendo a Elràs.

Dopo quel bacio, si era ritirata, pensando a quello che aveva fatto.

Sentiva dentro di lei che le emozioni erano cresciute, è vero, ma ancora troppo poco per far quel passo, quel bacio che la bevanda aveva procurato.

E doveva fermarsi, sentiva dentro di sé l’eccitazione crescere, ma non era quello che voleva, non verso Elràd.

Per questo, motivandola con una leggera stanchezza, si era fatta accompagnare a casa, a costo di altre parole e di altri gesti.

Tutto ciò, nel suo corpo, stava provocando delle emozioni che non voleva sentire.

Per questo lo salutò in gran fretta e si gettò dentro casa sua, mentre la neve continuava a fioccare, rimasta sopra i suoi vestiti.

Si odiava, per quello che aveva fatto, ma neanche una lacrima riusciva ad uscire da lei.

Forse, finalmente, cominciava a capire suo padre.