[GDR]Intrecci

OFF: a questo post GDR possiamo rispondere solo io e Livid, fino a un dato momento, quando in uno spoiler verrà specificato il post potrà essere chiuso o commentato da altra gente, chiedo di rispettare questa regola

Era passato abbastanza tempo da quando Linn e Yuma si erano spostate da Ejitel a Lephion, una notte Linn si era spenta, si era ricongiunta con Rundas, Yuma rimase da sola, e per ingannare il tempo imparò a pescare, pescava tutti i giorni, tanto che non doveva più nemmeno spendere soldi per comprarsi da mangiare… poi un giorno il re di Lephion fu ucciso, e da quel momento la città non fu più la stessa, un gruppo di cittadini si staccò e decise di fondare una nuova nazione, l’unione delle signorie Elliriane, Yuma andò nella prima città fondata: Alandir, ed è proprio li che la nostra storia inizia:

Yuma aveva raggiunto un posto abbastanza in alto nella gerarchia della città, le mancava solo una cosa… Pol, lo aveva visto una volta a una riunione, e da quel momento non riusciva a toglierselo dalla testa, e se non fosse stato proprio perché aveva sempre la testa tra le nuvole non l’avrebbe mai incontrato, o meglio, non si sarebbe mai scontrata con lui:

“Guarda dove vai razza di…” si bloccò di colpo

“Signore! Chiedo umilmente perdono” continuò arrossendo

“Non preoccuparti Yuma, e chiamami Pol, non servono tutte queste formalità”

“Certo Sign… Pol”

“Senti Yuma, stasera di va di andare a bere un bicchiere di rùbivas alla Zucca Barcollante?”

“D-davvero Pol?”

“Certamente!”

“V-volentieri!”

Yuma si allontanò barcollando

<Per i superni! Mi ha davvero invitato a bere qualcosa?>

Sbrigò in fretta tutte le sue faccende e iniziò a prepararsi, mise il miglior vestito che aveva: un abito lungo nero e attillato, sciolse i suoi fluenti capelli rossi, e quella sera...

"Per Kataskematico! Sei bellissima!” Esclamò Pol

“G-grazie…” Yuma era diventata paonazza

La sera proseguiva bene, tra un bicchiere di rùbivas e l’altro Pol e Yuma iniziarono a stringere un ottimo rapporto

“Grazie per la fantastica serata Pol!” disse Yuma barcollando

“Sicura che non vuoi aiuto per tornare a casa?” rispose Pol altrettanto provato dall’alcol

“Si, son sicur…AAAH” Yuma si lanciò a terra e si mise a ridere

“Mi porti a casa?” continuò

“Non so se ne sono in grado!”

“Dai, provaci!”

Pol prese in braccio Yuma

“ooooh ma quanto sei forzuto!”

Una volta raggiunta la casa di Yuma

“Vuoi entrare?”

“Non credo sia il caso”

“Non credo che sia una buona idea aggirarsi a quest’ora ubriaco con i bakreantu che girano”

“In effetti hai ragione”

“Il divano è bello comodo, si trasforma anche in letto”

“Grazie infinite”

L’indomani mattina Yuma si alzò con un leggero mal di testa, ma tutto sommato stava bene, andò a prendere qualcosa da mangiare, quando raggiunse il divano arrossì di botto, Pol dormiva beatamente seminudo nel suo divano, ma lei non riusciva a ricordare nulla della notte prima… decise di svegliarlo gentilmente

“P-pol, che ci fai qui?”

“gnnn si, adesso mi alzo”

“POL”

“UH che succede? YUMA? DOVE SONO?”

“I-infatti volevo sapere come sei finito nel mio divano”

“Dannazione, non ricordo nulla, il rùbivas è proprio potente”

“…”

“C’è solo una cosa che mi ricordo, ma non ho voluto dirtela ieri perché volevo ricordarmi il momento”

“C-cosa?”

Pol prese Yuma con vigore e la baciò, il primo istinto della ragazza fu quello di spingerlo via, ma poi si lasciò andare alla passione

<Sta succedendo davvero? O sto solamente sognando? Sono ancora ubriaca?>

Quando Pol staccò le sue labbra da quelle di Yuma fece un passo indietro e le sorrise

“Sai che sei ancora in biancheria?”

Yuma si svegliò da quella specie di trance che l’aveva colta nel momento

“N-non guardare” prese un cuscino e se lo mise davanti

“Devo andare, è stato un piacere Yuma”

“C-ciao…”

Buon GDR

In quei giorni Pol era molto indaffarato: la città era stata fondata da pochi mesi ma il ritmo delle riunioni e del lavoro era impressionante, e come se non bastasse Pol dirigeva anche i lavori per la costruzione dei Grandi Giardini.

Iridian cresceva bene e stava accogliendo molti degli esuli che si presentavano nella città di Alandir; tra questi c'era lei, una stupenda ragazza dai capelli rossi e occhi verdi che lavorava come sua segretaria.

Non aveva avuto troppi rapporti con delle ragazze quando viveva da eremita, era un esperienza nuova per lui questa...

Non sapeva come comportarsi, quindi aspettò...

I giorni passavano finchè un giorno, mentre usciva dal suo ufficio assorto nei suoi pensieri sentì di aver urtato qualcosa, una persona...

"Guarda dove vai razza di…"

Pol si riprese dal suo stato di dormiveglia e sgranò leggermente gli occhi quando vide che la persona che aveva urtato era proprio Yuma, così aveva scoperto che si chiamasse la ragazza coi capelli rossi, che ora di rosso non aveva solo i capelli ma anche tutto il viso per il palese imbarazzo

“Signore! Chiedo umilmente perdono”

Il ragazzo capì che era il momento giusto per fare qualcosa e magari invitare a uscire quella ragazza

“Non preoccuparti Yuma, e chiamami Pol, non servono tutte queste formalità”

e poi continuò senza badare alle parole della ragazza.

“Senti Yuma, stasera di va di andare a bere un bicchiere di rùbivas alla Zucca Barcollante?”

La conversazione continuò fino a che la ragazza non accettò l'invito, Pol la aiutò a raccogliere i documenti che le erano caduti e poi la guardò allontanarsi...

Mentre camminava verso casa sua non poteva fare a meno di pensare a Yuma, era veramente riuscito nel suo intento? Stava sognando?

Dopo essere passato a supervisionare il cantiere dei grandi giardini arrivò a casa sua dove si vestì per poi uscire verso la Zucca barcollante.

Quando arrivò Yuma era già la che lo aspettava, bellissima, in uno stretto vestito nero.

Le si avvicinò e dopo aver espresso le sue opinioni su quel vestito procedettero a sedersi a un tavolo.

Quella sera, tra un bicchiere e l'altro, Pol dimenticò ogni sua preoccupazione e incominciò a discorrere del più e del meno, la serata passava fantasticamente e nessuno stava tenendo il conto dei bicchieri di Rùbivas.

Quando Pol si accorse che ora era la taverna stava chiudendo e quindi decise che era ora di concludere la serata...

Uscito dalla taverna le sue preoccupazioni gli tornarono alla mente, si sarebbe dovuto dichiarare ora? L'acol gli annebbiava le funzioni mentali, si era già dimenticato cosa aveva appena pensato quindi decise di aspettare...

Tra i due fuori dalla taverna vigeva il silenzio fino a che...

“Grazie per la fantastica serata Pol!”

La ragazza stava evidentemente barcollando, non stava quasi in piedi

“Sicura che non vuoi aiuto per tornare a casa?”

La ragazza lo guardò un po' stranita, come se non avesse compreso poi con un urlo cadde a terra mentre diniegava la proposta

“Mi porti a casa?”

Disse yuma dopo aver capito che da sola non ne sarebbe stata in grado.

Pol avvicinandosi a lei capì che anche lui avrebbe avuto bisogno di una mano

"Non so se ce la faccio"

Disse trattenendo un conato di vomito.

La ragazza insistette e per non scontentarla diede fondo a tutte le sue forze in quel momento e la sollevò prendendola in braccio.

Da quel momento il vuoto, non si ricordava niente.

Era ancora addormentato quando sentì una voce femminile parlargli

“P-pol, che ci fai qui?”

Non aveva capito una singola parola di quello che gli era stato chiesto ma cercò di dare una risposta che potesse sembrare inerente alla situazione

“gnnn si, adesso mi alzo”

A quel punto la ragazza urlò il suo nome facendolo svegliare di soprassalto

“UH che succede? YUMA? DOVE SONO?”

La testa gli doleva incredibilmente ed era in un ambiente estraneo, dove diavolo si trovava? di chi era il divano sul quale stava dormendo?

Yuma sembrava più spaesata di lui, non era nemmeno vestita... D'altro canto nemmeno lui...

“Dannazione, non ricordo nulla, il rùbivas è proprio potente”

Si prese coraggio e continuò, sapeva che era il momento giusto

“C’è solo una cosa che mi ricordo, ma non ho voluto dirtela ieri perché volevo ricordarmi il momento”

La ragazza rimase interdetta da quell' affermazione e si bloccò sul posto; Pol le si avvicinò e avvolgendola la baciò...

Quel momento gli sembrò interminabile, fantastico, avrebbe voluto rimanere legato a lei fino alla fine dei suoi giorni...

Staccatosi da lei la guardo negli occhi e le sorrise.

La guardò ancora un momento e per spezzare la tensione...

"Sai che sei ancora in biancheria?"

Mentre la ragazza metabolizzava quella frase, ancora intontita dal bacio lui si vestì e accortosi dell'ora salutò la ragazza

"Ci vediamo in ufficio"

Disse quasi sottovoce mentre si recava al lavoro...

Era appena passata un’ora da quando Pol era scappato da casa sua, e Yuma era ancora svestita, e da lì a pochi minuti sarebbe dovuta partire per andare al lavoro, ma non se la sentiva di vedere Pol dopo così poco tempo dopo il bacio, aveva le idee confuse, ma prese forza e decise di andare a lavorare, doveva prendere di petto queste situazioni, ora che Linn non c’era più doveva cavarsela da sola, ricordava ancora quando Linn le aveva raccontato di come aveva conosciuto Rundas: lei stava passeggiando allegramente per Bes, quando ad un tratto un ragazzino le si schiantò addosso, stava già per alzarsi e riempirlo di botte quando i suoi occhi incontrarono quelli del ragazzo, rimase muta e Rundas corse via…

Raggiunto l’ufficio si sedette alla sua scrivania e iniziò a lavorare, doveva ordinare alcuni documenti e firmare delle carte, quando più o meno a metà del lavoro le si avvicinò Pol

“Buongiorno Yuma”

“B-Buongiorno…” stava già iniziando a diventare paonazza

“Senti… per quello che è successo stamattina… scusa…”

“N-no, non devi scusarti… anzi… mi è piaciuto molto… tu… tu…” non riusciva a guardarlo negli occhi

“Yuma…”

“Scusami Pol, è che non riesco a trovare le parole…” alzò il viso rigato di lacrime

“Non preoccuparti” dicendo questo passò dall’altra parte della scrivania e le poggiò una mano sulla spalla, dopodichè Yuma si alzò di scatto e lo fissò negli occhi, tremava, il suo cuore batteva più di un tamburo da battaglia Phaaziano

“Non so c-come esprimermi… te lo dirò in questo modo” prese il viso di Pol e lo baciò con passione

“Ok, messaggio recepito!” disse Pol per sdrammatizzare a bacio finito

“Ci facciamo un giro?” continuò

“V-va bene”

Pol prese la mano di Yuma e la portò nei giardini adiacenti agli uffici

Passeggiavano in silenzio fino a quando Yuma non ruppe il ghiaccio:

“C-cos’è che ti ha colpito di me tanto da baciarmi a sorpresa in casa mia?”

“Il tuo carattere, arrossisci per nulla, sei timida in una maniera impressionante, ma tutto sommato hai un carattere forte, poi i tuoi occhi verdi mi hanno fulminato fin da subito, e adoro i tuoi capelli”

“Ah…” diventava sempre più rossa

“Si sta facendo tardi, è ora che rientriamo!”

“Grazie per ieri, per oggi, e soprattutto per il bacio, non avrei mai trovato il coraggio di parlarti”

Pol le sorrise, raggiunto un corridoio a T i due dovettero separarsi

“Allora ci vediamo!”

“Volentieri!

Iniziarono a camminare in direzioni opposte quando Yuma si girò e disse

“Pol…”

“Dimmi Yuma”

“I-io… I-io…”

“Niente, lascia stare…”

“Sicura?”

“Ho detto lascia stare…”

“Ok, alla prossima” le rispose con un ampio sorriso

Mentre tornava alla sua scrivania Yuma ribolliva

<Perché diamine non gliel’ho detto? Che mi ha preso? Ho deciso, prossima volta glielo dico, me lo riprometto>

Pol arrivò con un ora ora di anticipo in ufficio, se così si poteva chiamare la baracca provvisoria che veniva usata mentre la sede ufficiale del governo veniva costruita, e subito si sedette alla sua scrivania, cercando di non pensare a ciò che era successo quella mattina, pronto ad iniziare un altra stancante giornata compilando i documenti che Yuma stava preparando la sera prima.

Nonostante il mal di testa causato dall'alcol si immerse nelle scartoffie, che dovevano essere consegnate quel pomeriggio.

I rintocchi del pendolo che segnavano l'inizio di una nuova ora lo fecero svegliare di soprassalto dallo stato di trance in cui era entrato e compilare sempre gli stessi documenti e quindi decise di andare a prendere una boccata d'aria.

Uscì dal suo ufficio e notò che Yuma era già arrivata e anche lei era già immersa nel lavoro.

"Da quanto tempo sarà arrivata?"

Senza neanche pensarci Pol era già arrivato davanti alla sua scrivania

"Buongiorno Yuma"

Non fece neanche in tempo a terminare la frase che la ragazza era già diventata un tutt'uno con i suoi capelli e Pol cercò di alleggerirla.

“Senti… per quello che è successo stamattina… scusa…”

Yuma teneva lo sguardo basso mentre continuava a riordinare i documenti

"N-no, non devi scusarti… anzi… mi è piaciuto molto… tu… tu…"

Pol riuscì solo a sussurrare il suo nome in quel momento

“Scusami Pol, è che non riesco a trovare le parole…”

Il ragazzo andò dall altro lato della scrivania per cercare di tranquillizzarla, non era successo niente di grave in fondo e Pol era dispiaciuto nel vederla in quella stato...

"Non preoccupa...."

Ancora una volta non fece in tempo a terminare la frase che la ragazza di scatto si alzò e incominciò a fissarlo dritto negli occhi, quasi in lacrime

“Non so c-come esprimermi… te lo dirò in questo modo”

Con un ulteriore impeto, lasciando basito Pol, Yuma prese tra le mani il suo volto per poi baciarlo; fu un baciò di breve durata che tuttavia si esprimeva chiaramente

“Ok, messaggio recepito!”

"Io stavo uscendo a prendermi una boccata d'aria, vuoi unirti a me?"

Pol prese la mano alla ragazza e la condusse nel parco che era stato costruito nelle vicinanze;

stavano semplicemente passeggiando, in silenzio, mano nella mano...

La voce di Yuma spezzò il silenzio

“C-cos’è che ti ha colpito di me tanto da baciarmi a sorpresa in casa mia?”

Pol incominciò a pensare attentamente a quella domanda e decise di risponderle elecandole tutti i suoi lati positivi...

“Il tuo carattere, arrossisci per nulla, sei timida in una maniera impressionante, ma tutto sommato hai un carattere forte, poi i tuoi occhi verdi mi hanno fulminato fin da subito, e adoro i tuoi capelli”

... ricevendo come risposta un misero "Ah".

Passarono i minuti e purtroppo era ora di tornare al lavoro...

“Si sta facendo tardi, è ora che rientriamo!”

Yuna sembrava non averlo sentito, e incominciò a parlare facendo sorridere il ragazzo.

“Grazie per ieri, per oggi, e soprattutto per il bacio, non avrei mai trovato il coraggio di parlarti”.

Continuarono a camminare in silenzio, Pol non sapeva cosa dirle, l'indecisione regnava sovrana nella sua mente in quel momento.

Fu nuovamente Yuma a rompere il silenzio.

“Pol…”

“Dimmi Yuma”

“I-io… I-io…”

“Niente, lascia stare…”

“Sicura?”

“Ho detto lascia stare…”

Pol non volle opporre troppa resistenza e decise di lasciare perdere...

La salutò sorridendo e tornò verso il suo ufficio.

Seduto nuovamente alla sua scrivania non riuscì più a concentrarsi: Cosa diamine doveva dirgli?