[Gdr]Lavoro e amore

<Presidente, buongiorno>

<Buongiorno a lei>

<Presidente, i rendiconti dell’anno appena passato!>

Il Congresso di Eduial era come suo solito in piena attività.

Dall’arrivo infatti di Nihal, si erano moltiplicate non soltanto le sedute tenute, ma anche i dipartimenti e le persone assunte: se, all’inizio, vi erano i membri del Congresso, il segretario e qualche guardia, ora vi erano almeno dieci dipartimenti, ognuno occupato di specifiche competenze e numerose guardie, che erano state rimosse dalla sorveglianza di alcune case di ormai abitanti andati via.

Ciò era stato anche provocato dalla riforma dell’Impero, che aveva visto nascere l’apparato elettorale, una novità assoluta per Avalon, Viluis e Ankanos, ma, per fortuna, molto meno per Eduial, seppur le trasformazioni erano dovute.

Questo aveva portato al presidente un’aggiunta di lavori e competenze che prima manco esistevano e ciò rendeva la vita di Nihal non facile: molto spesso doveva lavorare fino a tardi e stare china sulla sua scrivania, per redigere documenti da inviare poi all’amministrazione centrale: l’ultimo censimento, elaborato e disegnato da Elràs Cinna, aveva preso molto tempo, anche soltanto per inviare una copia in forma decente all’Imperatore e al Ministro degli Interni, quest’ultimo, poi, aveva preteso anche l’invio dei dati originali, per controllare che non vi fossero abusi edilizi, mentre Selbert aveva preteso la pubblicazione ai cittadini e ciò aveva reso Nihal molto stanca.

Per questo, in quelle settimane, era riuscita ad uscire con Elràs Cinna una sola volta, in un ritaglio di tempo tra un lavoro e l’altro, in una breve camminata nei parchetti che circondavano il Congresso e la compagnia non era stata delle migliori: non per Elràs, che comunque cercava di rimanere slanciato ed evitare che la sua timidezza lo bloccasse, ma per la stanchezza che opprimeva tutti e due, che permetteva solo di scambiarsi qualche fugace discorso, prima che il lavoro pretendesse il loro ritorno.

Perciò, alla fine, non aveva potuto saggiare il vero Elràs, ma, comunque, aveva potuto notare qualche vantaggio da questa frequentazione, o meglio, da questa “dichiarata” frequentazione: se prima i corteggiatori erano decisamente insistenti, pronti a “scannarsi” per lei, ora dimostravano un certo tatto e tentavano di apparire più tranquilli e pacati, seppur il loro numero, purtroppo, non accennava a diminuire:

se i membri del Congresso, a parte Elràs, non avevano dimostrato interesse per lei, permettendo quindi che i lavori procedessero senza troppi intoppi, tra le guardie, i vari capi-dipartimento, ma, anche tra la burocrazia imperiale ad Avalon, vi erano file e file di corteggiatori e pretendenti, tutti diversi e con caratteri praticamente ineguali:

certo, ad alcuni di loro aveva lasciato l’illusione che qualcosa si potesse costruire, andandoci direttamente a letto, ma erano storie atte più a soddisfare certi bisogni fisici, più che altro, che non lasciavano nel cuore della giovane ragazza alcuna traccia.

Però, dopotutto, l’età avanzava e non era più certo giovanissima, ovvio, la madre dell’Imperatrice probabilmente era irraggiungibile, ma non era solo ciò a portare una certa attenzione verso questi problemi: il fatto che, tutti, ai piani alti, avessero parlato di matrimonio, era segno che, in quel momento, una donna non sposata non poteva andare molto lontana, specie nella politica:

quindi, prima o poi, avrebbe dovuto maritarsi e, chissà, avere anche dei figli.

Per questo aveva cercato anche lei, discreta e senza manifestare troppo interesse, ma, purtroppo, a parte alcune eccezioni che l’avevano delusa o che erano già impegnati, non vi erano uomini che, secondo lei, potessero anche soltanto sostenere una conversazione sincera.

Nel suo mondo, purtroppo, in molti, il compromesso aveva lasciato posto al non difendere più la propria posizione, ma a dar ragione del potente.

Quindi, alla fine, si era rassegnata e aveva smesso, concentrandosi soltanto sul lavoro e, perciò, l’arrivo di Elràs era stata una sorpresa piacevole, che le permetteva di riflettere su qualcosa di diverso.

Perciò, quando vide Elràas ad aspettarla all’ingresso del Congresso, non poté che sorridere, dopotutto i miglioramenti apportati dal suo arrivo erano già evidenti:

<Elràs, buongiorno, dormito bene?>

<Si, Presidente, ho dormito bene, lei?>

<Ho dormito purtroppo poco, ma il lavoro non poteva essere rinviato, immagino che oggi ve ne sia ancora di più>

<Si, io sto lavorando al censimento e non è un lavoro semplice, i cittadini sono restii a dichiarare le loro generalità e le loro finanze>

<Posso immaginare, ma quel lavoro è necessario e mi aspetto il meglio, l’Imperatore attende quei dati con molto interesse>

<Ovviamente, Presidente. A proposito…>

<Si?>

<Stavo pensando, immagino che lei si prenderà una piccola vacanza dopo la scelta del Governatore della Giustizia, giusto?>

<Sempre se sarò scelta, oppure continuerò il mio lavoro, perché?>

<Pensavo, se per lei non è un disturbo, le andrebbe una visita a Viluis?Le volevo far vedere la Cattedrale che sto costruendo>

<Immagino non ci siano problemi per ciò, quindi, salvo che non venga scelta, potrò concedermi questa visita>

<La ringrazio, Presidente>

<Non mi chiami Presidente, io sono Nihal, da ora in poi>

<Oh, grazie…Nihal. Allora a dopo la scelta del Consigliere>

<Ovviamente, ciao Elràs>

Chissà, forse le cose sarebbero state più interessanti di quello che avrebbe pensato…

<Presidente, buongiorno>

<Buongiorno a lei>

<Presidente, i rendiconti dell'anno appena passato!>

Il Congresso di Eduial era come suo solito in piena attività.

Dall'arrivo infatti di Nihal, si erano moltiplicate non soltanto le sedute tenute, ma anche i dipartimenti e le persone assunte: se, all'inizio, vi erano i membri del Congresso, il segretario e qualche guardia, ora vi erano almeno dieci dipartimenti, ognuno occupato di specifiche competenze e numerose guardie, che erano state rimosse dalla sorveglianza di alcune case di ormai abitanti andati via.

Ciò era stato anche provocato dalla riforma dell'Impero, che aveva visto nascere l'apparato elettorale, una novità assoluta per Avalon, Viluis e Ankanos, ma, per fortuna, molto meno per Eduial, seppur le trasformazioni erano dovute.

Questo aveva portato al presidente un'aggiunta di lavori e competenze che prima manco esistevano e ciò rendeva la vita di Nihal non facile: molto spesso doveva lavorare fino a tardi e stare china sulla sua scrivania, per redigere documenti da inviare poi all'amministrazione centrale: l'ultimo censimento, elaborato e disegnato da Elràs Cinna, aveva preso molto tempo, anche soltanto per inviare una copia in forma decente all'Imperatore e al Ministro degli Interni, quest'ultimo, poi, aveva preteso anche l'invio dei dati originali, per controllare che non vi fossero abusi edilizi, mentre Selbert aveva preteso la pubblicazione ai cittadini e ciò aveva reso Nihal molto stanca.

Per questo, in quelle settimane, era riuscita ad uscire con Elràs Cinna una sola volta, in un ritaglio di tempo tra un lavoro e l'altro, in una breve camminata nei parchetti che circondavano il Congresso e la compagnia non era stata delle migliori: non per Elràs, che comunque cercava di rimanere slanciato ed evitare che la sua timidezza lo bloccasse, ma per la stanchezza che opprimeva tutti e due, che permetteva solo di scambiarsi qualche fugace discorso, prima che il lavoro pretendesse il loro ritorno.

Perciò, alla fine, non aveva potuto saggiare il vero Elràs, ma, comunque, aveva potuto notare qualche vantaggio da questa frequentazione, o meglio, da questa "dichiarata" frequentazione: se prima i corteggiatori erano decisamente insistenti, pronti a "scannarsi" per lei, ora dimostravano un certo tatto e tentavano di apparire più tranquilli e pacati, seppur il loro numero, purtroppo, non accennava a diminuire:

se i membri del Congresso, a parte Elràs, non avevano dimostrato interesse per lei, permettendo quindi che i lavori procedessero senza troppi intoppi, tra le guardie, i vari capi-dipartimento, ma, anche tra la burocrazia imperiale ad Avalon, vi erano file e file di corteggiatori e pretendenti, tutti diversi e con caratteri praticamente ineguali:

certo, ad alcuni di loro aveva lasciato l'illusione che qualcosa si potesse costruire, andandoci direttamente a letto, ma erano storie atte più a soddisfare certi bisogni fisici, più che altro, che non lasciavano nel cuore della giovane ragazza alcuna traccia.

Però, dopotutto, l'età avanzava e non era più certo giovanissima, ovvio, la madre dell'Imperatrice probabilmente era irraggiungibile, ma non era solo ciò a portare una certa attenzione verso questi problemi: il fatto che, tutti, ai piani alti, avessero parlato di matrimonio, era segno che, in quel momento, una donna non sposata non poteva andare molto lontana, specie nella politica:

quindi, prima o poi, avrebbe dovuto maritarsi e, chissà, avere anche dei figli.

Per questo aveva cercato anche lei, discreta e senza manifestare troppo interesse, ma, purtroppo, a parte alcune eccezioni che l'avevano delusa o che erano già impegnati, non vi erano uomini che, secondo lei, potessero anche soltanto sostenere una conversazione sincera.

Nel suo mondo, purtroppo, in molti, il compromesso aveva lasciato posto al non difendere più la propria posizione, ma a dar ragione del potente.

Quindi, alla fine, si era rassegnata e aveva smesso, concentrandosi soltanto sul lavoro e, perciò, l'arrivo di Elràs era stata una sorpresa piacevole, che le permetteva di riflettere su qualcosa di diverso.

Perciò, quando vide Elràas ad aspettarla all'ingresso del Congresso, non poté che sorridere, dopotutto i miglioramenti apportati dal suo arrivo erano già evidenti:

<Elràs, buongiorno, dormito bene?>

<Si, Presidente, ho dormito bene, lei?>

<Ho dormito purtroppo poco, ma il lavoro non poteva essere rinviato, immagino che oggi ve ne sia ancora di più>

<Si, io sto lavorando al censimento e non è un lavoro semplice, i cittadini sono restii a dichiarare le loro generalità e le loro finanze>

<Posso immaginare, ma quel lavoro è necessario e mi aspetto il meglio, l'Imperatore attende quei dati con molto interesse>

<Ovviamente, Presidente. A proposito...>

<Si?>

<Stavo pensando, immagino che lei si prenderà una piccola vacanza dopo la scelta del Governatore della Giustizia, giusto?>

<Sempre se sarò scelta, oppure continuerò il mio lavoro, perché?>

<Pensavo, se per lei non è un disturbo, le andrebbe una visita a Viluis?Le volevo far vedere la Cattedrale che sto costruendo>

<Immagino non ci siano problemi per ciò, quindi, salvo che non venga scelta, potrò concedermi questa visita>

<La ringrazio, Presidente>

<Non mi chiami Presidente, io sono Nihal, da ora in poi>

<Oh, grazie...Nihal. Allora a dopo la scelta del Consigliere>

<Ovviamente, ciao Elràs>

Chissà, forse le cose sarebbero state più interessanti di quello che avrebbe pensato...

NOGDR: Aww Che cosa carinaa <3 e per la cronaca : si non la smetterò più di ripeterlo =)

nogdr: troppo gentile <3

Gdr off: anche nei tuoi racconti sembro un tenerone :3 il bello e che lo sono veramebte lol comunque molto bella, ora devo fare quello della visita alla cattedrale :P

Gdr off: anche nei tuoi racconti sembro un tenerone :3 il bello e che lo sono veramebte lol comunque molto bella, ora devo fare quello della visita alla cattedrale :P

NoGdr_Evviva piú Gdr da leggere :D

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Cyliah sto giro però metto in mezzo anche te e lady in modo più definito :P