[GdR] Lemonite - Diario di uno Straniero

Fa freddo? No. Caldo? Neanche. Sembra che la temperatura sia una variabile che non esiste qui.
C’è silenzio. Un silenzio assordante che mi copre i pensieri. Non riesco ad udire e a vedere nulla, ma al tempo stesso mi fluiscono alla mente ricordi, concetti, conoscenze di un luogo remoto, lontano da casa.
Vedo immagini distanti, confuse e sfocate di vaste lande in cui la natura prospera. Mai vidi immagini più belle. Tetti? Case? Vedo quella che sembra essere una città.
Improvvisamente la confusione inizia a dissiparsi, le immagini mi sono chiare: finalmente le vedo direttamente con i miei stessi occhi.

Sto cadendo. Il terreno si avvicina sempre di più, fino a che… buio.

Nell’oscurità scorgo una luce, flebile e tremolante. Avvicinandomi, questa mi pone una domanda:

“Chi sei?”

Passarono alcuni secondi prima che fossi interamente sicuro della risposta: so benissimo di chiamarmi Lemonite Nox, così come ricordo di essere un ricercatore; ricordo da dove vengo e la mia vita.
Eppure… tutto sembrava essere così surreale da farmi dubitare dei miei stessi ricordi.
La voce uscì nuovamente:

“Non dimenticare mai la tua identità, neanche se l’intero universo si rivelasse una menzogna. Sembra che la tua esistenza si sia trovata in un paradosso, oserei dire, abbastanza buffo. La vita riserva sempre delle sorprese, no? Vai, e scopri quali ti ha riservato questa volta.”

Prima che riuscissi a proferire una singola parola, mi svegliai con il viso freddo e dolorante nel selciato.
Mi guardai attorno. Era a tutti gli effetti una delle strade di Spes.
Spes? Io non sono mai stato in questo luogo, perché dovrei conoscerne il nome?

Mi alzai in piedi e persi quasi l’equilibrio. La botta dev’essere stata parecchio forte.
Ripreso dalla confusione iniziale, alzai gli occhi al cielo ed eccolo lì. Un anello di dimensioni gargantuane sovrastava l’intera città.
Lo riconobbi subito. Vidi un portale simile anche prima di finire in questa bizzarra situazione. Decisi quindi di studiarlo più da vicino, così da avere un’idea più concreta della situazione.
Concentrai, come al solito, il mana sui piedi e provai a volare fin lì.


“Niente. Non ci riesco. Com’é possibile?”

Per quanto mi sforzassi, non ero in grado di volare. Possibile che … ?
Devo investigare.

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