[GdR] Mi chiamavano Cuban Pete

Quando Jed trovò la forza di aprire il portone del municipio, adocchiò immediatamente il capannello di Templari radunati ai piedi dei grandi finestroni. Al suo passaggio tutti i crociati si misero sull’attenti e i due che lo avevano arrestato si scusarono immediatamente appena lo videro procedere a testa alta verso il centro della sala.

L’uomo li scostò gentilmente, procedendo verso la decina di persone che lo fissavano.

« Sapevamo che le voci sul tuo conto erano completamente prive di fondamento, Jed.» disse Ser Ulfric a braccia aperte.

« Come sta?» mormorò Jed completamente noncurante delle rassicurazioni del cerusico.

« Si sta spegnendo ma ha voluto la sola compagnia di Coris, in questi ultimi momenti. Mi dispiace..»

« Risparmi le sue par.. »

« Jed!» urlò una voce femminile dietro di lui.

Elizabeth gli corse incontro e si attaccò al suo collo in un abbraccio vorticante. Lo baciò piuttosto impunemente, considerando la mole di Templari raccolti nel palazzo, ma non se ne curò. Aveva occhi solo per lui.

« Ho saputo solo adesso.» gli disse appoggiando la fronte sul suo petto.

Il vecchio Basar entrò poco dopo, sorretto dal fidato bastone: il suo sguardo acquoso condivideva il dolore dei presenti e, una volta raggiunta la donna, le toccò il ventre, annuendo nell’esatto momento in cui Coris fece capolino dalla scala a chiocciola.

« E’ il momento, signori. Se volete seguirmi.» avvertì con un tono quasi asettico, « Tutti tranne Jed.. Perdonami, ti supplico.»

Il corpo dolorante di Ser Galvan era disteso sulle coperte di raso nero ma, diversamente da quella mattina, era stato adornato con la sua armatura personale: i grandi spallacci rendevano le sue vecchie spalle ancora possenti e severe mentre il torso riposava di nuovo all’interno della corazza che lo aveva protetto centinaia di volte. Sulla pettorina riposava Arcalis, lucente e torva mentre, ai piedi del letto, il suo scudo consunto sembrava una lapide di freddo ferro.

Uno alla volta, tutti i Grandi Elettori resero omaggio alle spoglie morenti del loro signore. Nella loro mente nessun pensiero era rivolto alla sua successione o a turpi giochi di potere: tutti erano riuniti, quella sera, per rendere omaggio al fondatore dell’Ordine.

« Avresti dovuto dircelo, Galvan.» lo rimproverò Ser Andres quando fu il suo turno, « Dovevo dire il vero motivo per il quale non potevi incontrare le delegazioni diplomatiche..»

« Sarai un.. ottimo ambasciatore, Andres.» poi, con l’unica tonalità solenne di voce che le sue condizioni gli permettevano, si rivolse a tutti, « Coris, al momento della mia morte, tu erediterai il mio titolo… il mio nome e il mio scudo.. d’ora in avan… sarai Ser Galvan.»

I suoi occhi si spensero e quello che seguì fu solo l’abisso.

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"Ser Andres!?" Ser Munos ruppe quel momento con il suo solito fare ed ebbe l' arroganza di continuare.

"Quello stolto di Ser Andres?"

"Ser Munos, ti sembra forse il momento?" Ribbatè Ser Encros

"Condivido il pensiero di Munos, Andres non è adatto alla successione." Disse Ser Basar

"Ser Munos, ser Basar, voi due siete bravi intellettuali, non rovinate questo momento con il vostro pensiero."

Disse il neo Ser Galvan

"Io non accetto questa situazione, prendete le armi." Dopo aver detto ciò, Munos prese il suo pugnale, insieme ad altri uomini compreso Basar.

"Questa è una congiura! Siete stati consumati dalla sete di potere, ma vi pentirete di quest..."

Mentre Ser Galvan stava per dire le sue ultime parole, un pugnale trafisse il nobile uomo, Selenium era appena entrato nella stanza, non era un uomo ben visto.

Con un solo colpo, Munos era a terra, insieme a Basar

"Ringrazio questo momento, non vedevo l'ora di far fuori quel bastardo."

Selenium era stato uno dei fondatori di Helmgard, un uomo molto rispettato, ma fu denunciato da gravi accuse formulate da Ser Munos e da quel momento rimase nell' ombra.

"Io e Arrigo abbiamo visto movimenti, così siamo venuti qua."

"Avete salvato la vita di Helmgard e avete eliminato i due esponenti di una congiura, da ora siete Grandi Elettori. Per quanto riguarda le altre persone, ci saranno controlli più severi in città, ogni elemento nocivo alla comunità sarà eliminato."

E la luce dell' alba di un nuovo giorno entrò dalla finestra, illuminando il corpo del fu Ser Galvan e gli occhi del nuovo Galvan.

"Come è morto?"

"Lo stavano portando fuori tutto sanguinante e con gli occhi girati, era morto."

"Dobbiamo andarcene, prendi i miei libri."

"Dove andiamo?"

"Alle signorie, non sanno ancora che è morto, ci daranno un viaggio d'onore."

"Ma guarda un po' chi si vede..."

Una spada trafisse Gos, mentre l'altro templare prese il braccio di Rosalind.

"Peccato, eri un intelettuale di tutto rispetto, ma ora avrai tutto il tempo per sperimentare le tue teorie."

Figata, siamo diventati il trono di spade :asd:

Domani cambio il nome della signoria in Braavos e costruisco un titano al porto; ovviamente la moneta provinciale sarà la moneta degli uomini senza volta; Valar Morghulis

rip pikkolo Basar, ci mankerai.. :'-(((