[GdR] Pellegrinaggio draftista nelle Terre del Sud

La celebrazione si era da poco conclusa e le parole dell’Ur Maggiore risuonavano ancora nelle menti degli Shanukhan, che in silenzio stavano tornando verso le loro case. A rompere il silenzio della notte nel deserto vi era solamente l’incostante fruscio degli abiti sulla sabbia, accompagnato sporadicamente dal tonfo sommesso di una porta che veniva chiusa.

Così si ripeteva ogni sera a Sheen Shanukhan, le febbrili attività del giorno trovavano finalmente pace e i corpi provati dei fedeli si radunavano per condividere le lodi e riconoscere le opere di AMIN, perché ardua è la scalata verso il Qu.

All’interno del tempio, o di quello che di lì a poco lo sarebbe diventato, i monaci avevano riposto con cura le penne e le copie del Libro erano state impilate ordinatamente sopra ogni tavolo.
Il Maestro Idras Marok si era soffermato ad ammirare una delle opere manoscritte, sul suo volto traspariva l’emozione nel poter rileggere ancora una volta le Parabole che, anni addietro, gli avevano permesso di comprendere quale destinazione dovesse avere la sua vita. L’eco di passi concitati lo distrasse dalle riflessioni.
“Sempre sia Lode. Adepto Llyr, non ti aspettavo così presto. È tutto pronto?” Idras alzò lo sguardo verso il giovane che era appena entrato, indossava una tunica rossa arabescata sulla quale tre linee nere si intrecciavano in un sapiente ricamo.
“Sia Lode. Sì, Idras, ho fatto predisporre la barca e gli zaini sono stati caricati. Mi sono preso questa libertà poiché le vedette hanno riportato che i vermi delle sabbie sono irrequieti stanotte, meglio non correre rischi inutili.” L’uomo fece un secondo di pausa, poi spostò lo sguardo verso una delle finestre e vi si avvicinò a passo lento, come sperasse di scovare una di quelle creature fra le dune. Idras lo raggiunse e anch’egli si soffermò ad ammirare il panorama, di giorno il Deserto dei Tremori poteva apparire come una landa inospitale, ma di notte rivelava la sua vera identità. Il vento leggero smuoveva la sabbia e, distanti, le luci delle vedette brillavano come gemme, ma anche il più sprovveduto avrebbe colto un senso di attesa, una paura velata che di tanto in tanto si manifestava nel salto improvviso di uno di quei vermi, seguito in pochi secondi dal ritorno della quiete.

Il Maestro e l’Adepto si ricongiunsero a Spes e trovarono accoglienza nel tempio locale. Il giorno successivo ringraziarono l’Ur Minore e, dopo aver pregato di essere degni dell’ispirazione di FROM, si diressero verso il porto, dove li stava attendendo un traghetto diretto verso il Mismain. Si unirono a una carovana e nel tragitto suscitarono stupore raccontando le gesta dei pellegrini e le pericolose insidie della loro landa.

Giunti alla Pineta di Soton si incamminarono con il sole alla loro sinistra mentre Llyr recitava con tono cadenzato le Regole. Avevano lasciato ogni bene non essenziale al tempio di Spes e, ricordando le parole con le quali Ahhe Al Strad aveva onorato l’impegno dei pellegrini, si nutrirono dei frutti della Terra e su di essa dormirono, perché il lusso porta al Ki e allontana da Qu.

La landa di Soton era diversa dal Deserto dei Tremori, il freddo pungente penetrava nelle loro ossa e frequentemente si soffermarono ad ammirare le ferite che squarciavano il terreno e dalle quali gli splendenti frutti di Alinox affioravano alla luce. Scalarono le montagne e trovarono rifugio nelle grotte, accolsero con gioia il sorgere del sole e il dipanarsi delle nubi foriere di tempesta. Scoprirono che il vasto mondo era veramente pieno della grazia di AMIN e all’alba e al tramonto pregarono il Grande Draft rivolgendo il capo verso Nord, unendosi in preghiera con la comunità di Sheen Shanukhan.

Finalmente, superato l’ultimo rilievo, scorsero l’avamposto di Ultima Neve. Pregarono nuovamente e lasciarono una copia del Libro sulle sponde del lago dove avevano trovato ristoro, sperando che potesse salvare altri uomini dalle tenebre dei loro cuori.
Dormirono nella locanda, saziati nell’animo dalla consapevolezza di aver adempito alla volontà di SERV.

Alle prime luci salutarono con riconoscenza gli abitanti del villaggio, verso ovest li attendeva Isola Pietrosa.
Lodando AMIN si rimisero in cammino, perché così avevano fatto e così avrebbero continuato a fare fino alla fine delle loro vite.

Resoconto grafico del viaggio con @Toranaga :

Riepilogo

Ringraziamo anche @Naky89 per averci guidato verso l’Isola Pietrosa.

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