[GdR] Solf J. Ulysses, Capostipite della casata Ulysses

GdR OFF: Salve a tutti ragazzi, questo è la storia del mio primo personaggio in assoluto. Se la leggerete tutta vi ringrazio :-) Sono aperto a consigli, suggerimenti e critiche. Perdonate eventuali errori ma è il mio primo GdR in assoluto :-D

GdR ON: Attraversando Etesberg, la “giovane” cittadina del Lujimain Occidentale, vi verrà sicuramente consigliato di fare un salto al mercato, in particolare se siete in cerca di affari, e chiedere di Solf J. Ulysses. Giunti nei pressi della Piazza del Mercato sentirete, nella confusione generale del popolo che si reca ad effettuare acquisti, la voce calma e serena di Solf J. pronunziare frasi che invoglieranno gli acquirenti a provare nuove formule alchemiche da lui inventate, o ad assaggiare miracolose pozioni energetiche da lui stesso distillate. Ognuna di esse è frutto di anni di ricerca e di sacrifici, ma tutto ciò che conta per Solf è il progresso scientifico – specie se questo è accompagnato da un sacchetto di sonanti monete d’oro. Pensate, la sua bravura è tale che si vocifera che nelle sue cantine vi sia tanto oro quanto Elisir di Lunga Vita. Fatevi largo fra la folla, spintonando e avanzando lentamente, ed infine lo vedrete: lo slanciato ragazzo ventitreenne è, a dispetto dell’età, un vero genio in campo alchemico, un visionario, se volete. Nessuno sa precisamente il modo in cui egli abbia appreso tali conoscenze, ma è opinione comune che egli sia un uomo alquanto misterioso. La sua sete di conoscenza è paragonabile esclusivamente al prezzo dei propri prodotti, noti per il loro costo e per la loro efficienza. Sul suo conto si sa ben poco, e la sua carismatica personalità attira l’attenzione delle persone. O forse ciò che incuriosisce gli abitanti di Etesberg sarà il cappuccio che indossa costantemente e che gli copre il volto? Oppure sarà la sua abitazione, che trasuda potere alchemico? Insomma, quando si parla di Solf J. Ulysses le certezze sono poche. È senza alcun dubbio un uomo scaltro, abile nella contrattazione per i prezzi delle sue pozioni, molti lo ritengono un politico ideale sebbene non abbia esplicitamente dichiarato le sue ambizioni; altrettanto interessante è la sua Corporazione Alchemica, da lui denominata “Compagnia delle Alchimie Orientali”, in rapida ascesa sul piano economico e commerciale di tutta Etesberg, e presto Zampadur – o almeno questo è ciò che Solf prevede per i suoi affari. La vita di Solf trascorre in relativa tranquillità e raramente nel suo laboratorio alchemico si verificano incidenti; tra un viaggio d’affari in cerca di ingredienti, fra spedizioni commerciali e consulenze strategiche e alchemiche, al capostipite della famiglia Ulysses rimane poco tempo libero. Durante questi periodi non è raro trovarlo in compagnia di Eddard Jokol e di Lucièn Kòlis, intenti a discutere del più e del meno.

Pochi sono a conoscenza delle sue origini, dato che fino a due anni fa Solf non abitava affatto a Etesberg. Non è difficile notare che il suo nome non è di origine Denai, ed in effetti egli stesso non proviene da alcuna nazione conosciuta di Zampadur. L’abile alchimista è, all’insaputa di tutti, originario di Forgondur, precisamente delle sue fitte giungle tropicali. Potreste infatti trovare, esplorando la selvaggia patria di Solf J., sconfinati villaggi di indigeni autoctoni ed egli era uno di questi, ma non uno qualsiasi: era il figlio maggiore del grande Mahgar al-Gamùl, Distruttore di Villaggi, Razziatore di Città, Sovrano della Giungla e capoclan degli Shasgar, gli Avvoltoi di Pietra, una potentissima tribù del luogo. E, come potreste ben immaginare, il nome di Solf J. Ulysses è falso: in realtà egli si chiama Ras’ al-Gamùl, Mastro della Conoscenza, Dominatore delle Fiamme, Padrone del Fuoco, e secondo le ultime leggende sul suo conto, “il Dinamitardo Folle”. Quest’ultimo soprannome proviene, più che da una leggenda, da un lungo dramma familiare. La sorgente del fiume che offriva acqua agli Shasgar si era imputridita, lasciando sgorgare acqua tossica: un solo sorso avrebbe potuto uccidere un essere umano. Volle il caso che la moglie di Mahgar al-Gamùl, sovrano degli Shasgar, stesse per dare alla luce il suo primo figlio, che avrebbero chiamato Ras’ al-Gamùl. Prima del parto, la donna bevve per errore (o forse a causa di un tradimento?) l’acqua contaminata, e morì. Il bambino fu salvato dagli Sciamani del Villaggio per miracolo. La nascita del bambino avvenne contemporaneamente alla purificazione delle acque per mano di ignote forze alchemiche: il destino del pargolo era segnato. Quella notte si festeggiò a lungo in nome della Superna Naky, benedicendo più e più volte con riti tribali Ras’.

Gli anni trascorsero e il ragazzo dimostrò un continuo interesse per l’alchimia (o Megestry, presso gli Shasgar), ma Mahgar gli proibì di continuare gli studi. La via del guerriero era stata scelta per il ragazzo, certo non quella dello Sciamano. Quest’ultima sarebbe toccata al secondogenito (avuto da un secondo matrimonio), Kal al-Gamùl. Il giovane principe primogenito doveva concentrarsi sulla forza del corpo, non su quella della mente. Ma nel 2563 d.F., un ormai sedicenne Ras’ e un appena quattordicenne Kal fecero un indissolubile Patto Fraterno secondo il quale si sarebbero scambiati i ruoli. Ras’ sarebbe diventato un Megestrista e Kal un potente guerriero. All’alba del giorno dopo il Patto fu reso noto agli abitanti del Villaggio e a Mahgar, che non fu capace di opporsi al leggendario Patto Fraterno; Ras’ riprese immediatamente gli studi, ma la sete di conoscenza e l’arroganza unite alla brama di potere causarono un terribile incidente. Mentre Ras’ tentava di manipolare una Fiamma Leggendaria attraverso la possessione di un Demone del Fuoco, una mitica divinità tribale, perse il controllo ed il Demone fu liberato. Prese la forma di un temibile drago, che distrusse l’intero villaggio provocando centinaia di vittime. I viaggiatori descrivono lampi di luce e fiamme provenire dalle giungle, colonne di fuoco sollevarsi dagli alberi ed un innaturale calore del terreno; alcune tribù più vicine temevano si trasse dell’Apocalisse. Con un ultimo sforzo e con metà del volto ustionato dalle fiamme, Ras’ respinse il Demone, sfruttando la propria forza di volontà per assimilarlo completamente alla sua anima: ora il Demone e Ras’ sono una cosa sola, ma lo Shasgariano lo contiene con estrema facilità, guadagnata a caro prezzo. Al termine dell’incidente, mentre il legno delle capanne bruciava senza sosta e mentre la cenere cadeva dall’alto, Ras’ corse alla capanna del Capotribù e vide suo padre Mahgar sul pavimento, le gambe ustionate e una trave di legno conficcata nel petto; chiaramente, non fu possibile salvarlo. Addolorato per l’incidente, Ras’ decise di prendere in mano le redini del Villaggio e portare onore al ricordo del padre caduto per causa sua. Governò per due anni, fino al 2565, proclamando l’inizio di un periodo di pace tra le tribù di Forgondur che perdura tutt’oggi. L’ultimo anno del suo regno, però, decise di riprendere gli studi alchemici per riscattarsi: avrebbe utilizzato l’Alchimia esclusivamente per scopi pacifici e così fuggì dal Villaggio, affidandolo al fratello Kal.

I viaggi di Ras’ al-Gamùl durarono due anni, e lo portarono fino a Zampadur, in particolare a Nobistar, continente la cui fama era giunta fino ai Villaggi di Forgondur. Aveva infatti incontrato durante un viaggio ai confini di Forgondur, tempo addietro, un giovane mercante,che gli parlò di Nobistar e in particolare di una serena e pacifica città, Etesberg, la quale sarebbe stata un ideale luogo di ritiro per un Alchimista: la descrizione fornita dall’uomo era accurata e minuziosa, come se egli stesso vivesse ad Etesberg; Ras’ si presentò al mercante, che disse di chiamarsi Eddard Jokol – così ebbe inizio una grande amicizia. Acquistati dei viveri per il viaggio, si mise immediatamente in marcia, deciso ad iniziare una nuova vita: sarebbe andato ad abitare ad Etesberg, dove finalmente le sue capacità sarebbero state riconosciute e dove avrebbe potuto guadagnare abbastanza oro per continuare i suoi studi e le sue ricerche all’infinito e per godersi la vita. Nel 2569 raggiunse la sua meta e con un gesto simbolico si coprì il volto con una benda e con il cappuccio, scegliendo di distaccarsi totalmente dal suo passato; avrebbe anche cambiato nome, affinché il ricordo del suo appellativo, “il Dinamitardo Folle”, venisse dimenticato da tutti. Il Demone che possiede il corpo di Solf è stato completamente assorbito dall’alchimista e per lui è solo un lontano ricordo. Era l’inizio di una nuova vita.

Ma ci sono ancora molti misteri che ruotano intorno all’Alchimista Mercante e che fanno vociferare il popolo di Etesberg: c’è chi fa riferimento al fatto che nonostante passi il tempo la sua pelle rimanga giovane e liscia; altri parlano di strani bagliori provenienti dalla sua dimora durante la notte; altri ancora fanno notare che nessuno sa il vero significato della J. nel suo nome. In ogni caso, questa è la vera storia di Solf J. Ulysses, un uomo geniale e carismatico con alle spalle un tragico passato ed un Demone nel proprio corpo.

Fantastico! Bellissimo! Ottimo! Veramente ottimo!

Davvero ben scritto, forse un po' strana la parte del demone :asd:

Sbaglio o il nome del personaggio è perso da Ra's al Ghul? :P

off. complimenti, bellissimo personaggio.

auguri Solf J. Ulysses,

che la vita a zampadur ti sia propizia

letto tutto, molto bello e scritto davvero bene, complimenti :-)

Davvero ben scritto, forse un po' strana la parte del demone :asd:

Sbaglio o il nome del personaggio è perso da Ra's al Ghul? :P

Indovinato! :-D ahaha

Effettivamente ho fatto in modo di ricordare il più possibile l'aura mistica di uno dei miei villains preferiti

L'ho letto solo ora, complimenti!

L'ho letto solo ora, complimenti!

grazie :-)

letto tutto, molto bello e scritto davvero bene, complimenti :-)

Grazie davvero, sono felice che vi sia piaciuto! ;-)

Molto bello :zombie: , anche io sto lavorando al mio, spero uscirà bello come questo :xela: