[Gdr] Spara Jurij

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La testa rotante da 15000 giri al minuto della scavatrice Grad 20K, perforava il ghiaccio come se fosse burro grazie alle sue lame al filo di diamante.

La base Arstotzka era ormai operativa da due anni nel gelido Largo di Shiny, ma i risultati delle analisi sulle carote di ghiaccio non avevano portato a nessun risultato concreto.




"A che profondità siamo?" Disse Jurij Stardel rivolgendosi a Nina Krylova, operatrice di quella macchina infernale. 


"6000 metri... credo." Rispose mugugnando l'operatrice.


"Credi?" Il paranoico Jurij era uno abituato alla precisione e non apprezzava troppo i maldestri arrotondamenti della donna.


"Il misuratore di profondità che hai davanti agli occhi è stato pagato, per favore, cerca di usarlo! ".


Sbuffando, Nina pulì con la manica la brina finita sul vetro del misuratore e lesse il risultato ad alta voce: "5732 metri". 


"Grazie, compagna." disse sarcastico Stardel per poi ritornare dentro la base. 




L'ingegnere Andropov, che stava osservando in disparte la scena, si diresse verso il rumoroso macchinario.


"Andropov, io quello non lo sopporto più" disse Nina, tirando una manata di stizza al pannello di controllo "È da due anni che siamo qui e ancora non si fida di noi, il maledetto"


"Porta pazienza, compagna è pur sempre il figlio del Presidente. Ora spegni, che devo fare manutenzione" disse calmo Andropov


Nina spense il rumoroso macchinario "Conosco benissimo la sua famiglia. Se ne dovrebbe stare a fare il burocrate al Pavlov, mica qui a romperci le scatole." 




Nel frattempo, dentro la base, Jurij stava seduto sulla scrivania. I tristi risultati delle operazioni lo attendevano sul banco. Da ormai quattro anni stava lavorando sullo sviluppo di nuovi materiali per le mura di Thorvil e l'operazione stava cominciando a pesare sulle casse del Partito. Ma in quel momento i suoi pensieri erano rivolti altrove.


Molti penserebbero che possa essere facile cadere preda dei sentimenti nella solitudine dei ghiacci, ma da troppo tempo Nina snobbava i suoi tentativi di conquista e la sua iniziale attrazione verso di lei si stava lentamente trasformando in rassegnazione. E questo non faceva altro che logorare il suo spirito.

Mi odia. Preferisce quell’Andropov a me.

Cercò di ripulire la mente versandosi una tazza di Kvirìll caldo. 




Un urlo mostruoso lacerò il silenzio. Sobbalzando, i pensieri di Jurij andarono in frantumi, così come la tazza bollente lasciata cadere sul terreno.


Scappò fuori prendendo istintivamente l'archibugio appeso al muro e, uscito, trovò ad accoglierlo lo sguardo terrorizzato di Nina, rivolta verso la scavatrice.


Andropov era per terra, bloccato, che combatteva furiosamente contro un feroce Bakreantu che lo aveva aggredito.


Gli occhi vuoti e le fauci sanguinanti mostravano tutta la fame rabbiosa dell'essere, che puntava famelico alla carne della sua preda.




Jurij si posizionò e prese la mira. 


L'ansimante Andropov scalciava e si dimenava cercando di liberarsi dalla presa dell'orribile creatura.


Solo un colpo a disposizione. 


"Spara Jurij! Spara!" Urlò disperato Andropov mentre i denti del mostro si avvicinavano inesorabili al collo dell'uomo.




L'angoscia prese il sopravvento. La mano tremava.


Uno sparo. Silenzio.

Spoiler
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		Ringrazio i saldi Steam per l'immagine.
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La luce chiara del mattino lanciava ombre sul pavimento di mogano dell'ufficio. Era inverno. A BoP non c'erano i metri di neve di Thorvil, ma la rigidità continentale era capace di penetrare le ossa e renderti in un attimo ansimante e tremolante. La stufa di ferro nell'angolino a destra rumoreggiava felice, l'anta della stessa era aperta per lasciar passare tutto il calore e la fiamma agitata era più indietro rispetto all'apertura, per evitare incidenti.

A Seldon non piaceva lavorare in Municipio, troppo caos, sopratutto con la riapertura repentina di numerosi cantieri, così, spesso, si rifugiava in un piccolo ambiente sulla cima della torre della Tesoreria. Lì, quando divenne Presidente, fece allestire un piccolo ufficio, con tutto il necessario per poter sbrigare le incombenze di governo e per poter riunione quella Commissione Ufficiosa di Governo flessibile e ancora da lui utilizzata nei primi mesi Post-Berenicei.

Un piccolo foglio rosa, scritto a macchina, con visibili quattro piegature, giaceva aperto sopra ai Libri Contabili di BoP. Quel piccolo rapporto giungeva da Arstozka, la base scientifica Modernista nel profondo Sud, in un territorio rivendicato dalla Repubblica di Thorvil ma di fatto non occupato. Aveva sentito parlare delle ricerche condotte in quel piccolo insediamento dimenticato da Dio ed era rimasto affascinato dalla possibilità, un giorno, di poter vedere in azione una Grad 20K, che tanto avrebbe voluto per le Due Dor BoPiane a Forgondur.

Tuttavia il gestire la cosa pubblica, la Jeldùr Caravan, lo Jaltàn Club, toglieva tanto, tantissimo tempo, tanto che più e più volte Seldon ne perse la cognizione. L'incidente riportato dal telegramma rosa poteva essere l'opportunità, finalmente, di visitare quel faretto di civiltà in mezzo ai ghiacci perenni. Poteva essere l'opportunità per staccare un po' dalla frenesia della vita cittadina che scelse a discapito della solitudine e dell'isolamento ormai quasi vent'anni prima.

"Alsevic!" urlò d'improvviso.

Dopo un minuto apparse, dietro la porticina di ferro che portava alle scale, l'amico, ora funzionario statale di buon livello, con aria interrogativa.

"Andiamo al Largo di Shiny, si parte dopodomani."

Il corpo della creatura giaceva, stramazzato, a fianco a quello di Andropov, ferito ma ancora vivo.

Jurij tirò un sospirò di sollievo, il fucile fumante ora scottava tra le sue mani e lo lasciò cadere per precipitarsi a soccorrere il compagno.

“Sei ferito, Arkady?” disse Jurij.

“Sto bene” rispose affaticato l’uomo, alzandosi “Nina come sta?”

Jurij si guardò intorno per cercare la donna, senza trovarla “Credo sia andata dentro la base, dovremmo seguirla. La notte sta arrivando”.

I due uomini rientrarono nel rifugio, Nina li attendeva

“Arkady, stai bene!” disse la donna, tuffandosi tra le braccia di Andropov. "Grazie a Thor!"

Jurij cercò di ingoiare il rospo della gelosia osservando la situazione all’esterno, attraverso il piccolo oblò sulla porta.

Nina sciolse l’abbraccio e abbassò la testa “Non sono riuscita a difenderti, mi dispiace”

Andropov le accarezzò il volto, consolandola “Sto bene tranquilla, hai fatto bene a proteggere te stessa”

Jurij scappò nel suo studio sbattendo la porta, prese carta e penna e scrisse un report:

Arstotzka 2848 d.f.

Ulteriore contatto con Bakreantu in zona. Segnalo la mancanza di attenzione del Compagno Arkady Andropov nella difesa della base che ha rischiato di scatenare il suo decesso e degli altri membri della spedizione.

Chiedo l’invio di guardie a difesa della zona.

Allegate analisi degli ultimi campioni.

Commissario di spedizione

Jurij Stardel

Momento momento, io ho saputo dell'incidente dopo almeno una settimana, mi pare di capire che stò arrivando appena un minuto dopo, dat teletrasporto, dat compressione temporale... :asd:

Momento momento, io ho saputo dell'incidente dopo almeno una settimana, mi pare di capire che stò arrivando appena un minuto dopo, dat teletrasporto, dat compressione temporale... :asd:

dat give me my TARDIS back, Superni

Momento momento, io ho saputo dell'incidente dopo almeno una settimana, mi pare di capire che stò arrivando appena un minuto dopo, dat teletrasporto, dat compressione temporale... :asd:

Nel tuo post non si faceva riferimento diretto all'incidente quindi ho pensato che il messaggio sulla tua scrivania fosse un semplice rapporto delle operazioni.

Nel tuo post non si faceva riferimento diretto all'incidente quindi ho pensato che il messaggio sulla tua scrivania fosse un semplice rapporto delle operazioni.

L'incidente riportato dal telegramma rosa poteva essere l'opportunità, finalmente, di visitare quel faretto di civiltà in mezzo ai ghiacci perenni.

This.

This.

Damnatio

Guardate che in gdr è già passato più di un mese

:asd:

Guardate che in gdr è già passato più di un mese

:asd:

Nei racconti botta e risposta tendenzialmente non si tiene troppo conto della datazione. Altrimenti è la fine.

Comunque ho editato Alici