[GDR] the Otrebla's Tale Parte I: La rivelazione

(questo è il mio primo GDR su questo forum, i pareri sono bene accetti! ^^)

Dal diario di Sir Olaf Albert di Otrebla

"Io, Sir Olaf Albert George Bloomer-Otrebla, figlio di una nobile dinastia. Io, che attraversai il Mare per giungere a Zampadur in cerca di fortuna. Io, che mi unì alla gloriosa città di Daramain, posso dire oggi di essere caduto davvero in basso.

Mai un nobile del mio rango dovrebbe guadagnarsi il pane scavando. bensì combattendo e studiando, dimostrando la grandezza della mia stirpe ai popoli di queste contrade! eppure, mi dirigo verso Forgondur. non ho scelta alcuna se non recuperare qualche materiale prezioso: non ho cibo, non ho soldi, non ho spada ne corazza degne del mio rango. sono un fallito

Giorno I

sono Arrivato a forgundur questa mattina. il ricordo di quando mi imbarcai a spes in quella nave per il trasporto del carbone è ancora fresco nella mia mente. ho le mani sporche di nero, i vestiti non riscaldano per niente, mangio patate crude da cinque giorni ma almeno sono arrivato. ed è ora di mettersi al lavoro. decido di viaggiare verso Nord in cerca di un territorio non molto battuto dagli avventurieri come me: perche si sà, la competizione è la peggior nemica degli squattrinati. cammino per un chilometro e mezzo, piu o meno, e mi fermo ai piedi di una grande quercia. non è lontano quanto vorrei che fosse, ma putroppo cala la notte ed è pericoloso stare fuori in queste terre. Come è che li chiamano in Denai? Bakreantu... non ci voglio pensare, non voglio averci a che fare. non ora almeno, un picco di pietra non è un'arma così poderosa... però è bello qui. c'è freddo, e soffia un po di vento, ma vi è qualcosa che mi attira grandemente in queste terre desolate, indomite e libere, in cui l'uomo è ancora soggetto alla natura e la terra fa crescere i suoi frutti indisturbata. il tempo vola, mi devo riposare per domani. ho intenzione di iniziare a scavare in questo stesso punto

Giorno II

ho scavato per 20 metri sotto il terreno e gia mi imbatto in una galleria di qualche altro minatore. questi si saranno presi tutto, ma voglio tentare un pochino: vagare in superfice di giorno non sarà pericoloso quanto farlo di notte, ma i banditi non si danno pace e comunque girare per aria è sempre meno produttivo che scavare per terra. decido quindi di tentare il colpaccio, e visto che il livello alto del terreno è gia stato battuto mi dirigo in basso, sempre piu in basso. l'operazione è delicata: piu si scende piu si rischia di imbattersi in buchi, anfratti, grotte, laghi d'acqua e di meno comune lava, per non parlare del pericolo di crollo delle gallerie, dei bakreantu eccetera. una volta raggiunta l'altezza desiderata procedo come procedevano i sottoposti della mia casata fino a non molti anni fa: divido il terreno da setacciare in quadrati di 16 metri per 16, e poi taglio ogni quadrato longitudinalmente per 3 volte. ancora, inizio lunghi tunnel e ogni tre metri preparo un carotaggio del terreno, per scovare qualsiasi minerale all'interno. e, nonostante i minatori passati precedentemente, il guadagno a fine giornata è allettante: 19 diamanti, 15 smeraldi 130 lingotti di ferro e quasi quattro sacchi di carbone. non so come farò a trasportare tutto questo ben di dio ma sono soddisfatto

Giorno III

ho trovato un compagno di avventura perso nelle colline, e ho deciso di proseguire assieme a lui. se non altro possedeva un carrello dove mettere la roba scavata. decidiamo assieme di scavare a est del luogo in cui lo avevo raccolto stremato. è lontano dal porto e quindi i guadagni sono potenzialmente maggiori. spero solo che questa faccenda non finisca male

Giorno IV

Bruciato! ecco che fine ha fatto il mio compare: Bruciato nella lava. Dannazione. così non posso continuare, non riesco a trasportare la metà di tutto il materiale scavato, sto finendo le provviste e di fronte a me c'è un enorme lago di lava sotterraneo.non c'è altro da fare, torno al porto con quello che posso portarmi appresso. il resto tornerò a recuperarlo. mi segno le coordinate intanto, N 2136 E 3560. è ora di tornare alla civiltà

Giorno VII

è da 3 giorni che cammino, eppure del porto nemmeno l'ombra. anzi, mi sa di non essere mai passato di queste parti. montagne così alte... mai viste prima. e il freddo che c'è quassù è indocumentabile. la notte è pericolosissima ed è gia la seconda volta che mi alzo la mattina con la grandine che picchietta sul terreno. tutto sommato però è già molto che non piova tutto il giorno, che non si gelino i fiumi e i laghetti. in compenso il vento è fortissimo, e la vegetazione inizia a scomparire. tiro fuori gli appunti... forse ho trovato la direzione, sono andato troppo a Nord, forse andando verso SW riuscirò a ritornare a casa a Daramain...

Giorno XI

Verso SW non c'è niente. una montagna enorme inscalabile ed innevata. anzi, non è la montagna innevata, ma tutto cio che mi circonda. non una neve leggera, ma uno strato spesso. non si riesce a camminare, men che meno con il peso che mi porto sulla schiena. e la cosa che sta davvero iniziando a preoccuparmi sono le patate: finite. ora non ho piu niente da mangiare. dovrò mettermi a cacciare. ho visto dei volatili poco piu in fondo... parevano galline, ma è troppo stupido anche per una gallina venire a becchettare il terreno in un posto del genere. qualunque cosa siano mi toccherà cucinarli, alla faccia di quei pittoreschi adoratori di pennuti che stanno ad Avalon. se fossi uno di loro ora sarei veramente nei guai.

GIorno XIII

per non so piu quanti giorni ormai cammino in una distesa infinita di neve e ghiaccio. la notte dura tantissimo, e il freddo mi penetra nelle ossa. il vento di questi giorni si è calmato, e quello che vedo di fronte a me è un paesaggio sterile. senza vita, ne movimento. infinito

Giorno XV

è con il poco di forze che mi rimane che scrivo queste parole. è ormai forse giunta la fine per me?

Sera

Caddì in un fosso, stremato. il sole era di fronte a me, basso sull'orizzonte, rosso sangue e grande, pareva annunciare la mia disfatta agli occhi del mondo e alla mia stessa anima. perchè io ero ormai segnato, mi dissi, avevo perso. avevo faticato per nulla, e il nome mio e della mia famiglia sarebbe scomparso tra quei ghiacci. volevo dare un ultimo sguardo al tramonto prima della notte che con il freddo mi avrebbe portato via da questo mondo. e fu allora che un'immensa luce mi avvolse, accecandomi. Fu allora che io capii davvero qual era la mia strada, capii che la mia avventura non finiva quel giorno. e capii come tornare al porto:"Sud Ovest" mi sussurrò una voce. "e che c###o", mi venne da rispondergli."

continua....

Avendo disonorato Jeneikú egli ti trollerà per tutta Forgondur attraverso voci nella tua testa vuota marrano!

XD

Bello, molto avventuroso :)

Ti consiglio di aderire al contest :-D

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Ti consiglio di aderire al contest http://forgottenworld.it/forum/topic/2600-uniti-e-poi-divisi/#entry52570 :-D

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as soon as possible, sir! :)

Off: l'ultima frase è fantastica :asd: