[GDR|URMM] Discorso d'insediamento di Irina Nihoshenko

Nevicava come solito nelle fredde giornate del Sud a Thorvil, la Piazza Rossa era gremita di persone.

Dai colbacchi Thorvilliani ai baschi Bopiani era un tripudio,la gente confabulava e discuteva animatamente in attesa del discorso inaugurale del nuovo Presidente.

Irina era già ai margini della folla, appena sotto il grande podio recante lo stemma del Modernismo, stringendo mani e scambiando qualche complimento.

I biondi capelli erano conciati elegantemente e gli splendidi occhi azzurri della giovane donna volsero verso il palco con trepidazione.

Percorse con tutta serenità la strada che la separava dal leggio, la giacca verde foderata con pelo di lupo le garantivano il minimo ed indispensabile tepore compensato dal calore della folla esultante, che applaudiva il suo nuovo Presidente incitando al discorso.

Irina giunse infine al podio, mentre il tempo attorno a lei rallentava, osservò il legno ormai rovinato e consumato da così tanti discorsi e comizi di Presidenti di anni passati.

Pensò al grande Anatoliy, al più schivo Alexei ed il più pragmatico Evgeniy, grandi uomini che avevano portato sulle loro spalle il peso della Verità e della Modernità, di tutto il loro Popolo.

Trattenne a stento una lacrima di commozione poi, prese un bel respiro e sorridendo con fervore verso la folla alzò il pugno chiuso al cielo verso la bufera.

"URRAH!" esclamò ad alta voce, seguita a ruota dalla piazza che sfociò in un lungo applauso.

"Compagni e Compagne!

Vi ringrazio per la vostra fiducia e per il vostro appoggio.

Sono fiera ed orgogliosa di essere la prima Presidentessa dell'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste!

Sono altresì fiera ed orgogliosa di poter guidare assieme a tutti voi la nostra Modernità, alla ricerca di una verità più giusta e sociale.

La nostra nazione, fra le prime fondate e fra le poche sopravvissute alla storia contemporanea ha vissuto guerre e sofferenze, periodi di pace e prosperità.

Ma è giunto il momento, miei compagni, che trovi anche la vera Unità!

Siamo tutti Compagni ed affronteremo il nostro destino e la storia come un unico popolo ed un unica nazione.

Niente Thorvil o BoPville, queste sono le nostre orgini e le nostre tradizioni, retaggi sacri, intoccabili ed essenziali che nella loro diversità ci formano come Popolo e come Collettività ma la Verità …

la Verità compagni è Modernista e nient’altro.

Facciamo la Storia!"

La folla esplose, e la Nihoshenko alzò nuovamente il pugno incitando la gente e dopo gli ultimi convenevoli scese dal palco, scortata dalla popolazione verso il Pavlov.

Sul suo basco brillava la spilla rossa del Partito, che la storia ora faccia il suo corso,

la Presidentessa era scesa in campo.

Nevicava come solito nelle fredde giornate del Sud a Thorvil, la Piazza Rossa era gremita di persone.

Dai colbacchi Thorvilliani ai baschi Bopiani era un tripudio,la gente confabulava e discuteva animatamente in attesa del discorso inaugurale del nuovo Presidente.

Irina era già ai margini della folla, appena sotto il grande podio recante lo stemma del Modernismo, stringendo mani e scambiando qualche complimento.

I biondi capelli erano conciati elegantemente e gli splendidi occhi azzurri della giovane donna volsero verso il palco con trepidazione.

Percorse con tutta serenità la strada che la separava dal leggio, la giacca verde foderata con pelo di lupo le garantivano il minimo ed indispensabile tepore compensato dal calore della folla esultante, che applaudiva il suo nuovo Presidente incitando al discorso.

Irina giunse infine al podio, mentre il tempo attorno a lei rallentava, osservò il legno ormai rovinato e consumato da così tanti discorsi e comizi di Presidenti di anni passati.

Pensò al grande Anatoliy, al più schivo Alexei ed il più pragmatico Evgeniy, grandi uomini che avevano portato sulle loro spalle il peso della Verità e della Modernità, di tutto il loro Popolo.

Trattenne a stento una lacrima di commozione poi, prese un bel respiro e sorridendo con fervore verso la folla alzò il pugno chiuso al cielo verso la bufera.

"URRAH!" esclamò ad alta voce, seguita a ruota dalla piazza che sfociò in un lungo applauso.

"Compagni e Compagne!

Vi ringrazio per la vostra fiducia e per il vostro appoggio.

Sono fiera ed orgogliosa di essere la prima Presidentessa dell'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste!

Sono altresì fiera ed orgogliosa di poter guidare assieme a tutti voi la nostra Modernità, alla ricerca di una verità più giusta e sociale.

La nostra nazione, fra le prime fondate e fra le poche sopravvissute alla storia contemporanea ha vissuto guerre e sofferenze, periodi di pace e prosperità.

Ma è giunto il momento, miei compagni, che trovi anche la vera Unità!

Siamo tutti Compagni ed affronteremo il nostro destino e la storia come un unico popolo ed un unica nazione.

Niente Thorvil o BoPville, queste sono le nostre orgini e le nostre tradizioni, retaggi sacri, intoccabili ed essenziali che nella loro diversità ci formano come Popolo e come Collettività ma la Verità ...

la Verità compagni è Modernista e nient'altro.

Facciamo la Storia!"

La folla esplose, e la Nihoshenko alzò nuovamente il pugno incitando la gente e dopo gli ultimi convenevoli scese dal palco, scortata dalla popolazione verso il Pavlov.

Sul suo basco brillava la spilla rossa del Partito, che la storia ora faccia il suo corso,

la Presidentessa era scesa in campo.

"URRAH"? Molto...particolare XD

"URRAH"? Molto...particolare XD

È l'urlo di battaglia dell'armata rossa e ora dell'esercito russo.

https://www.youtube.com/watch?v=HlJhCwBdlMw

Cioè non hai mai giocato a CoD?

"URRAH"? Molto...particolare XD

È l'urlo di battaglia dell'armata rossa e ora dell'esercito russo.

https://www.youtube.com/watch?v=HlJhCwBdlMw

Cioè non hai mai giocato a CoD?

Uhm, molto interessante. Comunque non mi pare che qualcuno gridasse urrah dentro CoD

Uhm, molto interessante. Comunque non mi pare che qualcuno gridasse urrah dentro CoD

Hai giocato ai cod sbagliati allora.