Il Ritorno di Simon Magis [Formato GDR]

Questo GDR riprende dal libro scritto per il contest.
È stato riadattato con qualche modifica per lo spostamento di Personaggio

Il Ritorno di Simon Magis

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Correva l’anno 3023 d.F. durante la Battaglia dell’Adegun Orientale, Simon Magis, amico stretto di Magnus Torétan, affrontarono migliaia di soldati nella battaglia dell’Adegun Orientale con molti caduti da entrambe le parti. Ormai allo stremo delle forze, Simon, fu costretto ad avvicinarsi alle retrovie. Nel mentre, fu attaccato e perse la sua spada col sigillo Reale. Per riposarsi brevemente si nascose in una grotta. Una volta riposato, nelle profondità della grotta intravide un’intensa luce e si incamminò per scoprire che cosa fosse. Quando entrò a contatto con la luce venne avvolto dai suoi fasci e perse i sensi. Al suo risveglio, si ritrovò in una terra mai vista.

Simon, ridestatosi dal suo lungo sonno. Notò che si trovava, senza armatura, in una catapecchia quasi sul punto di cedere. Ad accoglierlo, al risveglio, fu una gentil donzella con abiti logori. La prima cosa che Simon fece, fu chiederle chi fosse. La donzella rispose che era una povera contadina e che l’aveva trovato vicino a Spes, alludendo al fatto che sembrasse morto. Simon chiese informazioni riguardo la battaglia, lei rispose che non ne aveva mai sentito. Simon, incredulo, uscì di corsa dalla capanna. Appena uscito rimase a bocca aperta quando, di fronte a lui, si erse un maestoso ippogrifo. Impaurito e guardingo, si guardò velocemente intorno e vide solo enormi distese di erba e in lontananza Spes, ma non la Spes che ricordava, una Spes diversa. La ragazza, lo raggiunse poco dopo con una zappa e sventolandola spaventò l’ippogrifo che si diresse verso la capitale. La contadina gli raccontò che quella creatura era un ippogrifo. Simon rispose che ne aveva sentito parlare solo nelle leggende. Rientrarono in casa e si sedettero. La fanciulla si presentò e disse di chiamarsi Sheeta. Simon sorrise e si presentò sua volta. Magis iniziò a sospettare di aver viaggiato nel tempo attraverso quella strana luce. La ragazza gli disse che in questo mondo, non solo esistevano gli ippogrifi ma molte altre creature. Simon allora capì che non solo aveva viaggiato nel tempo ma anche nello spazio, cioè fra i piani del Jandur. Sheeta disse che era l’anno 71 e.c. Simon rimase un momento in silenzio, con un volto pallido e senza emozioni. Continuando a discutere Simon disse di non appartenere a questo piano, e descrisse il portale da dove era arrivato. Simon pensò al suo migliore amico, Magnus che aveva lasciato solo in un momento tanto importante. Pensò anche a suo figlio e al regno che tanto amava. Simon voleva tornare a casa dalla sua famiglia e dal suo popolo. Chiese a Sheeta se sapesse dell’esistenza di qualche caverna nei dintorni, perché sperava di ritrovare il portale che lo aveva condotto su Alinox. Lei gli disse che l’unica caverna in zona si trovava a est dalla sua proprietà. Simon, pronto a partire si accorse che le sue ferite erano state curate. Allora chiese chi fosse stato e Sheeta rispose che gli aveva lavato le ferite. Simon, un pò confuso chiese dove potesse trovare un’armatura e una spada. Sheeta rispose che poteva benissimo usare l’armatura e le armi di suo padre. Simon rimase colpito da tanta gentilezza. Salutò Sheeta e si diresse verso la caverna.

Al suo arrivo si accorse che non era la caverna da dove era arrivato ma una molto più grande, piena di pecore e monete d’oro. Poco dopo, Simon, sentì un forte urlo e temendo l’ignoto, sfoderò la sua lama in un lampo. Dinanzi a lui si palesò un’enorme creatura con un solo occhio che stava attaccando un audace ragazzo indifeso contro quella bestia. Simon notò che il ragazzo lanciava palle di fuoco da uno strano bastone. Magis accorse subito in aiuto del ragazzo. Bastarono un paio di fendenti per mandare in fuga la temibile bestia. Poco dopo, Simon si presentò a quel curioso ragazzo, chiedendo informazioni su quel particolare bastone. Il ragazzo disse di chiamarsi Merlin e di essere un’incantatore di Spes. Il suo bastone era il suo focus e gli permetteva di evocare sfere di fuoco. In quel momento sembrò tutto più chiaro, capì perché si trovasse su Alinox. Ormai senza un regno, senza amici e senza un luogo in cui tornare capì quale era il suo obbiettivo. Diventare un Incantatore! Voleva scoprire come tornare alla sua epoca. Simon pensò che forse l’unica cosa che poteva essergli d’aiuto fosse studiare la magia, per tornare a casa. Nel viaggio di ritorno. Simon, incontrò Ereselt Visim, noto incantatore di Spes in viaggio per tornare a Spes. Passarono un giorno in viaggio assieme, era come se si conoscessero da una vita. Affrontando mille avversità arrivarono davanti Spes dove Magis si fece incantare da tale bellezza, allora decise di entrare. Spes era la città dei sogni, vedeva persone in ogni luogo, non c’erano problemi di denaro e non esistevano problemi nel trovare lavoro. Simon salutò Ereselt e si incamminò verso una taverna per riposarsi, Ereselt tornò al suo negozio. Nella taverna incontrò un giovincello di nome r51, nome abbastanza strano che fa pensare molto su quali potessero essere le sue origini. Strinsero un’amicizia basata sull’alcool e giochi d’azzardo. Simon e r51, col sorriso stampato in viso caddero in un profondo sonno.

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