L'Unione fa la forza! La forza fa l'Unione!

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L'UNIONE FA LA FORZA! 310px-StemmaAvalon.jpg Unionet.pngLA FORZA FA L'UNIONE!

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Il vento gelido dell'inverno spirava forte su Avalon. Il sole non riusciva a penetrare il soffitto di grosse e robuste nubi grigiastre che sovrastava la cittadella e copriva in parte il cupolone e i pinnacoli dell'edifico del Senato. La serata non prometteva niente di buono per l'indomani, giorno dell'annuncio.

Selbert camminava fianco a fianco ad una figura femminile molto alta in un lunghissimo abito color sabbia colmo di raffinate rifiniture dorate. Nelle giornate di sole, dal camminamento superiore della cinta interna si ammirava un panorama mozzafiato ma quel tardo pomeriggio pareva più di essere sospesi su un tappeto di densa nebbia, dalla quale sbucavano qua e là delle torri.

"Non è sicuramente uno degli auspici migliori per questo annuncio questo tempaccio non crede?" esordì la donna in tono neutro ma forte.

"Per me possiamo rimandare di qualche giorno, se vogliamo che il sole illumini la via. Dopotutto il vostro seguito pare apprezzare le nostre taverne." rispose Selbert indicando, con un cenno della testa, un allegra combriccola di nani che rideva animatamente poco fuori una taverna alle pendici della cittadella.

"Non si lasci ingannare Selbert, loro sono sempre così, a prescindere dal luogo."

Il respiro regolare delle due figure gelava subito a contatto con l'aria freddissima.

"Imperatore, io ci tengo alla mia gente, a ciò che abbiamo costruito." disse la donna rivolgendosi a Selbert seriamente e strofinandosi le mani:

"Spero che lei lo capisca."

"Io non sono qui per distruggere, a cosa servirebbe distruggere quando creare è lo stimolo più grande?" chiese Selbert.

"Io voglio, e voglio che mi dimostriate, che questo evento possa, come deve essere, soltanto prolifico per entrambi altrimenti conoscete gli accordi e le libertà che ci siamo garantiti e che lei garantisce Imperatore." ribattè la figura femminile.

Selbert si fermò un attimo avvolgendosi completamente nel pesante mantello di lana bordeaux e aprì una piccola porticina di legno che dava sulla scalinata interna di una torre:

"Prima le signore." disse con un sorriso e con un inchino.

La donna entrò e iniziò a scendere le scalette a chiocciola.

"Madama Biranmun comprendo le vostre preoccupazioni e farò tutto ciò che è in mio potere, e vi garantisco che non è poco, per evitare il realizzarsi di anche solo una di queste. Io sono qui per dimostrare ai nostri popoli la potenza dell'Unione, della creatività, della volontà. Quando, anni orsono, venni a tener udienza dal nobile Fertur II proponendo quella che io stesso consideravo un irrealizzabile utopia, lo feci semplicemente osservando ed ascoltando quell'idea a cui sacrifico ogni giorno la mia vita. Quella libertà che in quest'epoca così burrascosa, è messa ogni giorno alla prova. Io non vivo nè penso di rimessa. Quello che facciamo oggi Sara è per il futuro, è per i nostri figli, è per la nostra libertà.

Sono qui per non fallire, e lei?" domandò Selbert alla donna.

"Presumo che abbia ragione, forse è tempo di compiere, di rischiare qualcosa."

"Io adoro rischiare, ma su queste cose non è possibile. Se a voi e il vostro popolo non bastano le garanzie e la sicurezza che io voglio darvi, per far si che questo evento costruisca casa Nostra, potete tirarvi indietro in qualsiasi momento, senza alcun tipo di ritorsione. La libertà è anche questo."

La donna non rispose, ma riprese a scendere le scale.

"E' tempo di avere fiducia." sussurrò a se stesso Selbert cominciando a scendere a sua volta.

[...]

Il grosso salone circolare, illuminatissimo, era gremito. Dei grossi drappi rossi e oro, alternati ad altri ocra, viola e grigi, cadevano fieri dall'alto della cupola, a formare una corolla di stendardi.

Il battere irregolare di una pioggiolina leggera si udiva a malapena. I grossi bracieri accesi dopo anni per l'occasione, restituivano un calore intenso che annientava le folate di aria fredda provenienti dall'esterno, attraverso le numerose porte aperte.

Selbert appoggiato di lato al suo Scanno osservava le figure, talvolta bizzarre, presenti tra la folla.

C'era lo stesso gruppetto di nani del tardo pomeriggio prima, relativamente più composti e chiusi in bizzarre armature da cerimonia. Una figura un po' più alta delle altre, incappucciata, aveva gli stessi squadrati ilineamenti di Fertur II, doveva essere qualche suo stretto parente. Vi erano poi gli altri Tetrarchi della città di Daramain, il nobile Howl Kurotsuchi, il distinto Masarus Deadu Borgia e, in tenuta da battaglia, il Generale Iroyalu. Sugli spalti a destra Mikaèl Kòlis, nuovo Principe di Etesberg, sedeva accanto al composto Consigliere Adelion Leotred, e insieme parlavano con due signore un po' più giovani di loro in lunghi abiti verdi e azzurri.

Joseph Tuentul, uno dei più stretti consiglieri della Regina Biranmun, rideva animatamente con un paio di magroncie figure. I Senatori erano parecchio sparpagliati, ma c'erano tutti.

Greg Tigierrei e numerose personalità della rinata Ankanos discutevano tra loro, probabilmente di politica, e in particolare del progetto di legge "Comunicazione e trasporto veloce".

Juliette, ormai quarantenne, teneva la mano a un bambino di cinque anni avvolto in un regale abito rosso con rifiniture blu: il figlioletto di Selbert.

L'uomo guardò la moglie e il figlioletto sorridenti e avanzò sino al bordo del palchetto richiamando l'attenzione del salone intero. La schiera di persone, che si estendeva a perdita d'occhio sin fuori il portone principale tacque progressivamente. I Senatori dell'Impero si portarono sul palchetto. Selbert esortò anche i consiglieri dello Jenmanato, la moglie Juliette e la Regina Biranmun a prendere posto sul palchetto.

"Molti di voi vedranno, nelle circostanze che ci riuniscono qui oggi, i riflessi di un'altra grande giornata per il nostro Impero. Poche decine di metri più a settentrione, diciotto anni fa, festeggiammo e gioimmo insieme per la nascita dell'idea "Silvendar". Perchè questo che è il nostro Impero oggi: un idea, con tutte le risoluzioni e i problemi che ne conseguono. Altrettanti di voi, in quest'epoca potrebbero aver perso la speranza, la volontà di impegnarsi, lasciandosi travolgere dagli eventi. Oggi qui voglio ribadire e rinnovare con forza lo spirito che mi guida e che deve guidare tutti noi."

L'Imperatore si schiarì la voce ed esclamò ad alta voce:

"L'Unione fa la forza! La forza fa l'Unione!"

Molte persone si guardarono tra loro con aria interrogativa.

"Il motto dell'Unione. Il motto della più grande nazione della storia. Ma vi starete sicuramente chiedendo perchè qui? Perchè oggi? Perchè richiamo un passato lontano quasi mille anni? Due apocalissi dopo?

Per il semplice fatto che non potrebbe essere più attuale codesta esclamazione. Ai nostri confini, e troppo spesso anche entro questi ultimi, si agitano vorticosamente guerre e devastazioni. C'è necessità di Unione, c'è necessità di una forte esclamazione, c'è necessità di ribadire convinti e compatti il ruolo di questo Impero al cospetto della storia. Io voglio, e so che anche voi volete, una reazione. Assumendomi la totale e completa responsabilità della mancanza di essa nell'ultimo periodo, chiedo a voi, amici e concittadini, un cambiamento.

Io sono strumento, non impositore, devo imporlo questo cambiamento a discapito di un iniziativa congiunta di ognuno di noi, insieme? Devo davvero ovviare la mia indole in peggio per costruire?

Vi lascio riflettere su questo quesito, prendendomi una sola libertà, la generazione di uno stimolo, l'ennesimo nuovo.

Ambizione, interesse, utopia. Molto spesso il mio agire viene accostato a queste tre parole da chi mi critica legittimamente. In nessuno di noi arde il fuoco della perfezione, in ognuno di noi scoppiettano le braci dell'essere umani. A me però piace pensare di agire per un sogno. Per un sogno funzionale al mio ruolo e al vostro essere.

Ebbene anche oggi, in questo evento, con questo annuncio, agisco per un sogno, il nostro sogno.

Oggi amici miei un'idea si ingrandisce e si compie fondendosi con un'altra, anzi con altre mille.

Sono fiero di annunciare che, nella libertà d'intenti, d'azione, di Unione, oggi due grandi nazioni forgiano un legame unico e irripetibile. Oggi nasceun concetto ancora più universale di Impero grazie all'impegno e alla volontà di tutti noi, vincitori che non hanno mai smesso di sognare!"

Selbert invitò la Regina Sara Lucy Biranmun ad affiancarlo:

"Oggi, davanti alla storia, diamo il nostro caloroso benvenuto, con l'impegno, da parte mia, del mio Senato, e confido di ognuno di voi, di integrarle al meglio, evitando l'inutile fallimento di questo sogno condiviso, alla città oasi di Sangar e alla splendida capitale nanica di Daramain nell'Impero di Silvendar!"

La sala esultò tutta insieme. Volarono copricapi, esclamazioni, scomposte esultanze. Dal tetto iniziarono a piovere valanghe di coriandoli dei colori dell'Impero e delle sue città.

Selbert si inchinò in un elegante baciamano alla Regina Biranmun e passò in rassegna Senato e Jenmanato stringendo animosamente la mano a tutti quanti. Scendendo le scale strinse la mano all'amico Greg Tigierrei:

"Greg ho visitato Ankanos la scorsa settimana, sotto l'ottima indicazione di Messer Toranaga, e beh è una città splendida! Devo porgere a tutti voi i miei complimenti per questa genuina rinascita! Siete icona di un rinnovato splendore."

L'Imperatore proseguì lentamente tra la folla, proprio dove amava stare, proprio colei che adorava supire.

GDR OFF:

Numero cittadini:

Avalon 24

Eduial 28

Daramain 20

Sangar 38

Ankanos 17

Viluis 37

Totale 164

Percorso per rendere possibile l'Unione da regolamento:

La nazione Impero di Silvendar si sfalda, nascono 4 nazioni, una per città. La nazione Regno di Haras si sfalda, nascono 2 nazioni.

Viene a formarsi una nazione chiamata Impero di Silvendar, formata da Avalon, Eduial, Viluis e Sangar per un totale di 127 cittadini (30*4=120).

La suddetta nazione ingloba prima Daramain in quanto possiede i 120+10 (Daramain ha 20 cittadini) necessari all'Unione. In seguito, la nazione Impero di Silvendar ingloba la città di Ankanos in quanto possiede, tra tutte le città, i 160 cittadini necessari (30*5=150 +10). Qualora vi sia la necessità di organizzare la serie di passaggi ingame, e anche lo scambio di cittadini, non ci sono problemi.

In GDR, come leggerete prossimamente sulla pagina wiki di Silvendar, tutto ciò sarà giustificato dal caos politico in Haras susseguito la morte di Fertur II.

Quest'Unione è dedicata a Kataskematico. La mozione per rendere il gallinismo religione di stato, di nuovo, sarà la mia assoluta priorità, pur rimanendo in un ottica di laicità dello Stato.

Nin batè dìman, dìman batè nin :fiore:

Gloria all'Impero!

*Unione XD

Off: grazie per la citazione cici :D ma la vecchia unione resta sempre più grande giusto? 8 città. Oppure ad estensione complessiva la superiamo? I'm so curios xD

Lunga vita all'Unione!!!

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Off: no, rimane imbattuta per estensione e popolazione (era arrivata ad oltre trenta milioni di cittadini, se non erro il suo picco massimo di giocatori è stato sui trecentocinquanta)

L'Unione fa la forza, la forza fa l'Impero, l'Impero fa l'Unione?!

Juliette, ormai quarantenne, teneva la mano a un bambino di cinque anni avvolto in un regale abito rosso con rifiniture blu: il figlioletto di Selbert.

Partono in due, tornano in tre, questo vuol dire che è nato un bebe.

Partono in due, tornano in tre, questo vuol dire che è nato un bebe

Lol. Vuol dire che è nato il nuovo principe.

Off: comunque il motto dovrebbe essere più "L'unione tramite la forza, la forza tramite l'unione" ;-)

Off: A me personalmente piace di più "fa", è molto più determinato. Comunque a livello di popolazione no, ma a livello territoriale, contando l'estensione provinciale, dovremo superare, seppur di un pelo, le terre dell'Unione, anche perchè la mappa della Terza Era era più piccola della nostra no? Non ricordo quanti cubi però.

Off: sì ma non si deve contare quello, Zampadur ha un'estensione circa doppia rispetto all'unico continente di Jagd, si dovrebbe fare il conto da lì, credo che l'Unione fosse circa un quinto o un quarto delle terre emerse, quindi è come se fosse un decimo o un ottavo dello Zampadur (tutto lo zampadur, valonmir, zubasu ed ejitumaini incluse).