Manifesto dell'Aplo-Modernismo

Un altro giorno, un altro volantino appeso alla bacheca cittadina, e su tutti i muri delle case in costruzione nella neonata città di Thoramas.

In calce al Manifesto spiccavano le firme dei molti sostenitori della nuova corrente, fra queste anche quelle del Segretario e della sua squadra di governo.

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Trascrizione per nabbi

Il Modernismo e il Partito hanno vissuto e stanno ancora vivendo un paradosso. Pur declamando la propria grandezza ed efficienza come miglior sistema di governo, ogni giorno i cittadini di molte Repubbliche Moderniste devono sottostare a troppe regole burocratiche, ideate e pensate per creare un sistema ordinato e controllabile, ma che in realtà finiscono solamente per soffocare e annichilire la popolazione, dilungando i tempi della politica e della vita di ogni giorno.

La burocrazia, imposta dopo anni di egemonia para-modernista, ha vinto sulla politica e sulle persone, e ha finito per inglobare al suo interno tutto ciò che non fosse strettamente controllato. Ormai anche richiedere il tesseramento è diventato estremamente lungo e tedioso, come se i vecchi burocrati dell’assemblea godessero nel vedere i propri cittadini in difficoltà nel compilare i loro grossi e inutili moduli, come se volessero negare agli onesti lavoratori la possibilità di partecipare a questo grande meccanismo chiamato Modernismo.

Ma noi non possiamo più rimanere in silenzio, noi crediamo nella semplicità e nella vera efficienza, noi mettiamo le voci delle persone di ogni giorno al centro della nostra lotta per la Verità e la Modernità. È arrivato il momento di alzare la voce, di farci sentire e di prendere parte a questa assemblea con un nuovo spirito, che rivoluzionerà il Partito e lo stesso Modernismo.

Perché ormai, in questo nuovo piano, le vecchie regole non funzionano, e la burocrazia è solo un peso, un animale stanco, malato e ormai allo stremo, che nonostante tutto si aggrappa con le ultime forze alla vita, e con il suo egoismo rischia di trascinare nel baratro tutti noi. È nostro dovere mettere fine alla malata egemonia della burocrazia, e ristabilire l’antica efficienza modernista slegata dai mille moduli e dalle mille regole.

Solo in questo modo potremo salvare noi stessi e il Partito, solo in questo modo riusciremo a tornare all’antica grandezza. Siamo rimasti in pochi, stroncati dal viaggio verso questo nuovo piano e dalle difficoltà che esso ha portato: ora dobbiamo solamente concentrarci su noi stessi, i nostri amici, la nostra famiglia, il nostro Partito. Non potremo portare alla Modernità il prossimo se non saremo in grado di portarvici prima noi stessi.

Per questo motivo, vi chiediamo oggi di credere in noi e unirvi alla nostra grande corrente: l’Aplo-Modernismo si fonda sul passato ma ora è il presente, e presto sarà anche il nostro futuro.

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