Manifesto Tecnico-Programmatico dell'Architettura Eremista

MANIFESTO TECNICO-PROGRAMMATICO DELL’ARCHITETTURA EREMISTA

Libertà, questo governa il Presidio Commerciale del Toreke Centrale. Noi, architetti e artisti dell’Ordine degli Architetti di Nubjàn, abbiamo dunque convenuto di rendere pubblici i principï che ci hanno guidati nella progettazione dei nostri edifici, cosicché tutto il piano possa beneficiarne e giungere finalmente, col nobilissimo mezzo dell’architettura, all’agognata pace, all’agognata libertà.

  • Abbattere ogni muro. Il limite fisico è il limite della mente. Soltanto i muri assolutamente necessari hanno da rimanere, così da consentire il libero movimento dell’uomo e del suo pensiero.

  • Spazi ampi, divisioni minime. Si massimizzi la superficie disponibile, la si renda il più possibile continua. Il pensiero è fluido come un fiume: spezzato da una diga, perde ogni suo potere. Si renda possibile al pensiero il suo libero fluire.

  • Soffitti e pilastri protesi verso il cielo, dimora del pensiero. Cosa nota è che i Superni si riuniscano nei cieli sopra di noi. Cosa nota è che i Superni guidano il nostro pensare. Come naturale conseguenza di ciò, ogni elemento degli edifici deve tendere al cielo, per avvicinarsi ai Superni.

  • A terra il colore del cielo, nel cielo il colore della terra. Gli uomini vanno elevati sino al cielo: in esso si ponga il colore della terra, rossastro, perché gli uomini vi possano camminare. A terra si ponga il colore dei cieli, il bianco, ché dia la sensazione di essere fra di essi.

  • Forme pure per pensieri puri. Non si offuschi la mente con infinite decorazioni: si scelgano elementi semplici, essenziali, minimi, che facciano da blocchi con cui costruire l’idea. Così facendo anche il pensiero sarà chiaro, limpido, alto.

  • Luce né eccessiva né insufficiente. Va moderata la luce, perché né accechi gli occhi e la mente per eccesso, né faccia brancolare nel buio per difetto.

Al fine della pace nel piano,

Firmato
Presidente dell’Ordine degli Architetti Nubjani, Jumpolòs Gasàngar
Vicepresidente dell’OAN, Sùpovil Skemisùmir
Membro emerito dell’OAN, Logumàs Inèpolus
Membro emerito dell’OAN, Eretès Jugadàl

(Per immagini consultare Progetto Città - Nubjàn)

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Pseudo-OT

Bel progetto, seguo. Pls uppate delle immagini per farci vedere come avete messo in pratica queste idee appena ne avete.

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Tutto lo studio MBW si congratula per questa lodevole iniziativa intrapresa dall’OAN e condivide i messaggi contenuti nel manifesto.
In un piano minacciato da guerre e instabilità, l’architettura rappresenta l’ultimo baluardo della civiltà: la matita, contro la spada - il gioco sapiente dei volumi sotto la luce, contro i lampi e fragori della battaglia - la china, contro il sangue versato degli innocenti.

Partner Fontadore di MBW, Kyr Madhok

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