[MARBM Beta] Evento casuale - Problemi di fede

<< E' uno scandalo! La parola di Uhle è in mano a uomini corrotti e privi d’onore!>> La piazza gremita pendeva tutta dalle labbra del banditore che dall'alba non faceva altro che indignarsi e imprecare contro le cariche religiose del Dominio.

Mentre la gente passava, Javul, un ragazzotto robusto di diciassette anni, sentiva pareri discordanti tra loro: <<E’ un pazzo, finirà su un allegro rogo>> diceva il suo vicino di casa; <<Folle, torna a casa e vergognati>> gridava una signora robusta quasi sull'orlo di un raptus; <<Ha ragione! La corruzione ci sta divorando!>> dichiarava un intellettuale del quartiere.

Il tutto si risolse con l’intervento di qualche soldato della guarnigione che lo fece scomparire misteriosamente. Javul non diede particolare importanza alla vicenda <<I pazzi sono sempre esistiti>> diceva tra se e se.

Qualche giorno dopo, mentre il giovane si recava in pescheria si ritrovò di fronte a una scena analoga, un altro banditore starnazzava e accusava di corruzione le alte cariche religiose. Sul momento fece spallucce e girò l’angolo, pochi metri e si trovò di fronte ad un altro gruppetto di lumvalossiani intenti a fissare l’ennesimo banditore.

La capitale cominciava lentamente a riempirsi di uomini indignati che, tra pareri discordanti e gravissime accuse, inneggiavano la rivolta e la furia dei cittadini. La situazione era ancora gestibile ma un disinteresse da parte del Gran Sacerdote avrebbe peggiorato le cose.

Scenario casuale:

Lo scenario attualmente non ha alcun bonus nè malus, il vostro obbiettivo è quello di agire in relazione all'evento casuale con qualsiasi mezzo voi riteniate opportuno. Ignorando lo scenario o agendo in maniera incoerente si andrà incontro a un peggioramento della situazione con annesso malus, in caso di risposta sufficiente e accettabile lo scenario si risolverà senza alcun malus, nel caso di risposta buona e azzeccata potrete ottenere bonus e premi. L'evento potrebbe protrarsi in più scenari consecutivi. Per il risolvimento dello scenario è necessario aggiornare la cronologia della Quinta era riportando in maniera sintetica gli eventi in questione.

<< E' uno scandalo! La parola di Uhle è in mano a uomini corrotti e privi d’onore!>> La piazza gremita pendeva tutta dalle labbra del banditore che dall'alba non faceva altro che indignarsi e imprecare contro le cariche religiose del Dominio.

Mentre la gente passava, Javul, un ragazzotto robusto di diciassette anni, sentiva pareri discordanti tra loro: <<E’ un pazzo, finirà su un allegro rogo>> diceva il suo vicino di casa; <<Folle, torna a casa e vergognati>> gridava una signora robusta quasi sull'orlo di un raptus; <<Ha ragione! La corruzione ci sta divorando!>> dichiarava un intellettuale del quartiere.

Il tutto si risolse con l’intervento di qualche soldato della guarnigione che lo fece scomparire misteriosamente. Javul non diede particolare importanza alla vicenda <<I pazzi sono sempre esistiti>> diceva tra se e se.

Qualche giorno dopo, mentre il giovane si recava in pescheria si ritrovò di fronte a una scena analoga, un altro banditore starnazzava e accusava di corruzione le alte cariche religiose. Sul momento fece spallucce e girò l’angolo, pochi metri e si trovò di fronte ad un altro gruppetto di lumvalossiani intenti a fissare l’ennesimo banditore.

La capitale cominciava lentamente a riempirsi di uomini indignati che, tra pareri discordanti e gravissime accuse, inneggiavano la rivolta e la furia dei cittadini. La situazione era ancora gestibile ma un disinteresse da parte del Gran Sacerdote avrebbe peggiorato le cose.

Scenario casuale:

Lo scenario attualmente non ha alcun bonus nè malus, il vostro obbiettivo è quello di agire in relazione all'evento casuale con qualsiasi mezzo voi riteniate opportuno. Ignorando lo scenario o agendo in maniera incoerente si andrà incontro a un peggioramento della situazione con annesso malus, in caso di risposta sufficiente e accettabile lo scenario si risolverà senza alcun malus, nel caso di risposta buona e azzeccata potrete ottenere bonus e premi. L'evento potrebbe protrarsi in più scenari consecutivi. Per il risolvimento dello scenario è necessario aggiornare la cronologia della Quinta era riportando in maniera sintetica gli eventi in questione.

Volevo un chiarimento: Questi banditori, sono spuntati da un giorno all' altro, senza prove a sostenere la loro tesi? Ci serve per strutturare il GDR di risposta in maniera coerente. Grazie^^

Spuntano sempre più numerosi giorno dopo giorno e acclamano argomenti a sostegno della loro tesi senza prove inconfutabili, ma in maniera abbastanza convincente.

GDR ON:

Il Perdono degli "Urlatori"

il Gran Sacerdote era in piedi sul altare del piccolo santuario davanti alla tesoreria di Lumvalos.La folla iniziava ad avvicinarsi curiosa, in attesa delle parole del Profeta di Uhle.In città si era sparso un movimento di rivolta, "urlatori" li chiamavano.Uomini che ,di punto in bianco, salivano sul primo rialzo che trovavano e, mulinando le braccia come ossessi, gridavano alla corruzione dei Sacerdoti del Culto quindi, da conseguenza, alla corruzione del governo cittadino.

Avernal aveva sentito quelle voci, e aveva sentito anche le tesi che sostenevano e aveva reagito di conseguenza.Conseguenza che lo aveva richiesto sul quell’altare in quel pomeriggio soleggiato di Lumvalos.

Alzò le braccia per quietare la folla che si stava ingrossando sempre di piu, il brusio si stava facendo sempre piu forte.

Quando ottenne il silenzio desiderato, iniziò il suo discorso.

“Popolo di Lumvalos! Fedeli! Fratelli!” Le parole rimbombarono per le vie. " Sono qui oggi davanti a voi per elogiarvi. Per congratularmi con voi, della vostra fede incrollabile e ferma. Lumvalos cresce sana e forte, ogni giorno di più. La città di Uhle si fa sempre più bella. Crescita dovuta sopratutto dall’unione dei nostri animi verso un entità superiore. Entità che ci guarda sempre e ci giudica!". “Ci giudica e ci punisce, quando necessario.” Aggiunse Avernal scrutando la folla che reagi con dei “si” e dei “ha ragione” sommessi scambiati fra timorosi sguardi diretti al prossimo.

“Ma fino ad ora non è accaduto! Non è accaduto perché perseveriamo verso la giusta via! Tracciata dal Sommo, battuta dai Sacerdoti e percorsa da tutti!” Fece una pausa per riprendere fiato, la folla oramai pendeva dalle sue labbra, attendeva le parole divine canalizzate dalla carne mortale.

“Ora, io mi rivolgo a quelle persone come noi, quelli che Lumvalos ha iniziato a chiamare “urlatori”. Molto probabilmente sarete qui, anche voi, ad ascoltarmi e me ne compiaccio: perché io vi perdono”

La folla rimase sbigottita. si scambiarono sguardi increduli e luccicanti e inizarono a mormorare. Avernal riprese a parlare.

“Si, avete sentito bene, io vi perdono. Le vostre parole sono dettate da un animo distrutto dal nero vivere, e io sono pronto a portare la parola che vi aiuterà a spazzare via quella tenebra che vi domina, che vi ammanta in una boriosa parvenza di libertà. Guardate questa gente” continuò Avernal con un gesto del braccio, sorvolando la folla" Loro credono e ripongono la loro fiducia nel Sommo, mai vacillano. I loro sforzi danno aurei frutti" disse indicando la città “e ora esorto voi, fratelli e fedeli” perseverate su questa via, perdonate anche voi questi “urlatori”, pregate affinché possano trovare la stessa forza che voi avete ogni giorno"

Pronunciò le.ultime parole con lentezza e solennità. la folla, dopo qualche secondo di silenzio iniziò a battere le mani e inneggiare ad Avernal e ad Uhle.

Il Gran Sacerdote fu soddisfatto di avere compiuto anche in qualla occasione la sua missione divina: portare la voce di Uhle nel mondo.Scese dall altare e la folla gli si aprì davanti, la benedì e tornò ai suoi affari amministrativi.

Il lavoro degli Uomini, la gloria di Uhle

Dopo tre giorni dal Discorso del Gran Sacerdote al popolo di Lumvalos, alcuni piccoli palchetti comparvero nelle vie e nelle piazze maggiori della città. Finita la messa del mezzodì, alcuni sacerdoti iniziarono a richiamare l’attenzione della folla, attirandola verso i palchi disposti alcuni giorni prima. Bastarono poche decine di minuti di richiami da parte dei Sacerdoti Ordinati posti sui palchetti per richiamare la gente all’ordine e al silenzio. In ogni angolo della città, appositamente preparato per accogliere l’ingente quantità di fedeli, uomini e donne che avevano donato la loro vita al Culto di Uhle srotolarono una pergamena con il bollo del Sinodo e la disposero su un leggio, preparandosi ad annunciare al popolo la parola del Gran Sacerdote e dei suoi collaboratori.

Nella piazza principale della città, davanti alla Tesoreria, una donna alta e dal volto austero si schiarì la voce, preparandosi a parlare:

<<Popolo di LUmvalos, fratelli e sorelle nella fede, oggi ci riuniamo per commemorare e dare il giusto riconoscimento a ciò che costituisce il cuore pulsante della città, il motore implacabile dell’amore per Uhle: voi. In questi anni che sono passati dalla fondazione della città nella quale viviamo, del luogo della fede nel sogno, le vostre menti si sono rese capaci di produrre capolavori della musica, come abbiamo potuto ammirare con il recente Concorso Musicale e Artistico, e della letteratura; le vostre braccia hanno avuto la forza di sollevare, mattone dopo mattone, le mura e gli edifici che ora sorgono dove un tempo vi era solo la foresta. Voi, famiglie del Dominio di Uhle, della nazione prescelta dal Sommo, vi siete rese partecipi di un’opera di fede che non ha precedenti. Il vostro sudore e la vostra fatica sono stati, e saranno, il dono più vero e sincero che avreste potuto fare a Lui. IL Gran Sacerdote ,in qualità di portavoce della bontà del nostro Dio presso gli uomini, nelle sue preghiere durate notti intere ha ricevuto da Uhle una visione, una Lumvalos posta dinnanzi al Bianco Forte, come città libera dal peccato e ascesa verso i suoi sacri domini.

In onore del vostro lavoro saranno indetti, a partire dal mezzodì di domani, cinque giorni di festa, per concedervi il giusto riposo che meritate e per deliziare Uhle con i nostri canti e con le nostre rappresentazioni.

Il Sinodo si congratula ancora con l’intera popolazione. Potete andare, che Uhle sia con voi>>

La folla rispose all’unisono con la formula di rito e di disperse in pochi minuti. I volti delle persone erano molto sollevati e alcuni si erano inchinati a terra per una preghiera o un ringraziamento.

Dopo poche ore una numerosa squadra scelta dal Sinodo iniziò la preparazione della festa, decorando le vie con lanterne colorate e con festoni di tutte le fantasie. Ogni famiglia, osservando la città abbellirsi, metteva fuori dalle proprie finestre piante dai fiori appariscenti o dagli aromi delicati. Le locande della città aumentarono i numeri dei posti all’aperto e prepararono pachi per le rappresentazioni musicali. I bambini, contenti della festa, saltellavano in giro, pensando a come spendere i pochi zenar che i genitori gli avrebbero dato per l’occasione.

Cinque giorni di festeggiamenti

Quella mattina tutta Lumvalos si sarebbe svegliata con il sorriso, il Sinodo aveva infatti indetto cinque giorni di festa, per celebrare la forza delle fede in Uhle e la scomparsa dei banditori ribelli dalla città.

La sera precedente, tutte le famiglie avevano dato il loro contributo all’abbellimento ella città: migliaia di fiori profumati riempivano l’aria di odori soavi e le lanterne appese dalla guardia cittadina creavano strani e divertenti giochi sulle pareti degli edifici.

Le deboli campane delle messa dell’alba avevano ormai suonato da circa 3 ore e tutti i Sacerdoti Ordinati si apprestavano a far risuonare il richiamo della messa della Tardamattinata. Tutti i fedeli, che già erano svegli, uscirono subito dalle case mostrando i loro abiti più belli e tutta la città si diresse nelle chiese.

Al termine della messa, la festa iniziò.

In piazza erano stati disposti palchi e banchetti, inoltre, nella piazza vicino alla famosa Villa Biranmun, i cittadini avrebbero potuto sfidarsi in una gara di pasticceria.

Gli occhi dei bambini erano lucidi dall’emozione, amavano i giorni di festa e sicuramente i chioschi dei giochi erano ciò che più li attirava. In particolare un gioco era entrato a far parte della memoria dei Lumvalossiani: “Accendi il Rogo”.

La prova consisteva nel riuscire a spostare, grazie ad una lunga canna, delle corde di svariati colori. Queste dovevano quindi essere posizionate intorno ad un fantoccio bruciacchiato e, allo scadere del tempo, le corde venivano incendiate. I bambini avrebbero ottenuto un premio più grande per un maggior numero di corde posizionate.

Anche i palchi avevano riscosso un notevole successo, da quando il Sinodo aveva aperto il Concorso Musicale e Artistico, moltissimi cittadini avevano scoperto la loro passione per la letteratura o per la musica. In particolare lo strumento che stava spopolando tra i Lumvalossiani era la chitarra a pietra rossa, proposta da Lugaìd aèp Sinepèr al Concorso.

All’improvviso, un uomo si avvicinò all’organo sul palco e insieme agli altri strumenti iniziò a suonare uno dei più famosi canti popolari della città: “I Roghi” di Deadàr”.

Tutta la piazza cominciò allora a cantare e a ballare in cerchio, tra risate e divertimenti. Anche i bambini cercavano di stare al passo con gli adulti e un uomo ubriaco si posizionò al centro della piazza:

<Si va’l rogo numero sei,

bruciamo pure i Dei…> tutta la piazza rimase in silenzio: quel componimento era stato bandito dal Gran Sacerdote Avernal Leotred in persona ed era proibito cantarlo.

Ma l’uomo sembrava non ricordarsi il continuo del testo, e disse:

<Bruciamo pure i Deicidi!> e tutta la piazza scoppiò in una fragorosa risata, mentre dal palco riprendeva la musica e la gambe ricominciavano a muoversi freneticamente.

Era circa l’ora di pranzo quando le campane avvisarono la fine dei giochi mattutini e l’inizio della messa di mezzodì. I festeggiamenti ripresero quindi nel pomeriggio e continuarono fino a sera tarda. La giornata si concluse con la messa della sera e tutta la popolazione fu congedata dal Gran Sacerdote. La festa continuò similmente per altri quattro giorni e la paura dei banditori ribelli scomparve completamente dalle menti dei Lumvalossiani, che con nuova e maggiore fiducia riconoscevano nella figura di Avernal Leotred una vera e propria guida.

<<Si beffano di noi!>> continuava a bisbigliare alterato un urlatore presso uno scantinato di una piccola villetta del centro.

<<Cercano di distogliere l'attenzione delle nostre parole allietando il popolo con feste e canti!? E il popolo segue le parole di quei quattro sacerdoti da strapazzo!>> Continuava mentre si rivolgeva ad altri quattro urlatori.

<<La nostra parola vale molto meno rispetto a qualche settimana fa, prima la gente ci ascoltava ma ora... >> disse quello che sembrava essere il leader del piccolo gruppetto.

[...]

Di fatto la mossa del Gran Sacerdote fu astuta e funzionale, il popolo era più sereno e il morale era alto. Il gruppo di urlatori aveva perso mordente e credibilità ma erano ancora lì, qualche giorno dopo ricominciarono nella loro tipica pratica ma senza grande successo.

Il governo del Dominio doveva decidere a questo punto se tollerare quel gruppetto di oppositori (ormai dimezzato a causa della reazione del governo) oppure eliminarli definitivamente.

Nota: Lo scenario è sulla buona strada per essere risolto definitivamente. Buona l'idea della festa che ha permesso al popolo di distogliere l'attenzione e far perdere credibilità al gruppo di urlatori. Gli urlatori tuttavia non sono ancora scomparsi definitivamente, ora vi chiedo di fare un ultimo sforzo e specificare come intendete trattare gli ultimi membri del gruppo di oppositori. In ogni caso il pericolo malus si può considerare quasi certamente sventato.

Spy, quanto tempo abbiamo? Per fare un lavoro piu completo sto facendo scrivere i GDR dai proprietari dei personaggi principali che compariranno nella seconda parte dello scenario quindi ci stiamo mettendo piu del previsto.

Visto che il pericolo malus è già sventato avete tutto il tempo che volete.

Poi possiamo riportare tutto sulla wiki, come fatto in queste pagine?

http://wiki.forgottenworld.it/Rivolta_delle_Tre_Rosse

http://wiki.forgottenworld.it/Palio_di_Rodumir

Ovviamente si :)

Bendùr era in ufficio, a riflettere. Il suo lavoro di Arcicustode gli dava molto tempo libero, che impiegava studiando le altre religioni e la storia delle Ere passate. Ma in questi ultimi giorni c'era un problema pratico da risolvere.

Si sentì bussare alla porta.

"Avanti."

Era uno dei suoi sacerdoti armati.

"Signore, gli urlatori stanno continuando a predicare. Li arrestiamo?"

"No, lasciateli stare. Farò qualche indagine per conto mio, poi vi chiamerò quando mi servirete. Puoi andare."

Comprendeva il loro desiderio di azione, ma non era questo il caso. Il Gran Sacerdote esigeva una soluzione pulita e pacifica, un arresto in piazza avrebbe attirato troppo l'attenzione. E se quelli avessero tirato fuori le spade? No, non sarebbe stato l'Arcicustode a far scorrere il sangue nella città santa, le mura finalmente la proteggevano dai terroristi infedeli e la pace regnava. E quindi?

E quindi, doveva agire personalmente. La sua faccia era poco conosciuta in città, quindi poteva andare ad investigare.

Si mise un abito da piccolo borghese, con una sciarpina azzurra per farsi riconoscere dagli informatori.

La sua prima tappa, e sperava anche l'ultima, fu una taverna in centro, non molto lussuosa ma neanche una delle bettole accanto alle mura. Un bardo suonava, attorniato da belle donne. Probabilmente avrebbe dovuto arrestarlo per adulterio a prescindere, ma non aveva tempo per questioni di famiglia. Prese una birra e andò a sedersi ad un tavolino in un angolo.

Un uomo si sedette davanti a lui.

"Hai visto l'uomo col cappuccio?" chiese Bendùr.

"Sì, mi interessa il suo astuccio." rispose l'uomo. "Però trovo un po' ridicole le parole d'ordine in rima. Non sono mica quel donnaiolo di Lugaìd..." continuò a bassa voce"

"Non insultare mio cognato."

"Ma se lo vuoi arrestare..."

"Sì, ma voglio essere io ad arrestarlo. Voglio vedere poi cosa farebbe mia moglie per farlo liberare..."

"Sei perfido."

"Non siamo qui per discutere della mia famiglia, Kunòs. Ho bisogno di informazioni sugli urlatori."

"Li ho frequentati per un po', aspettandomi questo incontro... Che ti devo dire, sono uomini abbastanza comuni. Di questa classe sociale, come hai intuito... non sono dei poveracci... e non lo sono mai stati, se stai pensando a potenze estere. Non ho visto nessun flusso di denaro e nessun volgare arricchito... come quel Trimalchiòs, hai presente..."

"Sì, conosco quel maiale. Una bestemmia ad Uhle vivente."

"Il solito esagerato... comunque, so che il capo si chiama Savùn Oràl, e abita in Piazza del Dominio. Fanno una riunione ogni Darbis nello scantinato della sua villa, tra la terza e la quarta preghiera. Sono rimasti in pochi, sei o sette da quel che so..."

"Direi che può bastare. Ti pagherà uno dei miei, lo riconoscerai per delle bretelle blu."

"Oh, andiamo, qualcosa di un po' più originale? Sempre con questi dettagli nei vestiti..."

"Se preferisci te ne mando uno con delle grosse basette e il terzo testicolo."

"Spiritoso..."

"Savùn, dobbiamo cambiare tattica. Magari con dei volantini..."

"Brutto stupido, li strapperebbero subito. Solo perché hai maldigola non... avete sentito questo rumore?"

Tutti gli urlatori si alzarono dal tavolo, guardinghi. La porta venne sfondata, ed entrarono dei soldati in uniforme. Puntavano delle balestre, ma non erano nulla rispetto alle loro inquietanti maschere. Un altro uomo stava entrando nella stanza. Aveva un'uniforme simile, ma era senza maschera. L'Arcicustode...

"Ma guarda un po', che bella combriccola. Un ciccione, un nano, un ubriacone... e immagino che questo qua in mezzo sia il padrone di casa. Piccola ma carina, davvero. Sarà un peccato abbandonarla, vero?"

Savùn mise la mano nella giacca e ne estrasse un coltello. I soldati portarono la balestra all'occhio per mirare.

"Sì, bravo... dammi una scusa..."

Lo buttò a terra, e ordinò ai suoi compagni di fare altrettanto.

"Cosa ci farete?"

"Vi porterò dal Gran Sacerdote, e lui vi giudicherà. Non siate troppo preoccupati, è un brav'uomo. Consideratevi fortunati..."

Esito:

"Problemi di Fede"

Bonus a Lumvalos:

"Colpo di grazia"

- 20% Ai costi di mantenimento per la città di Lumvalos. Il bonus premia gli ottimi escamotage utilizzati per distogliere l'attenzione del popolo dagli urlatori e la risoluzione della problematica con l'arresto degli infedeli.

(Durata 4 anni GDR, 2 settimane tempo reale)

Note: Lo scenario è definitivamente risolto, ottimo il gdr. Peccato per l'assenza di reazioni direttamente in game. La percentuale bonus del mantenimento andrà a sommarsi con il bonus "Fermento culturale" (per un totale del 35% di bonus).

Ecco la pagina: http://wiki.forgottenworld.it/Esilio_degli_Urlatori