[MARBM Beta] Ma un Capomastro?

Kalen sgranocchiava un po' di pane mentre osservava, in lontananza, tanti uomini che, con un ritmico movimento, spalavano terra da una grossa radura vicino all'acqua. Poi, un ometto, su un carrone sbilenco portava, di gran corriere, montagne di terra dall'acqua sino al centro di una pianura parzialmente disboscata. Lì un gruppo disordinato e rumoroso di operai a torso nudo sistemava la terra per costituire un rialzo, a fianco alla collina tondeggiante scovata giorni prima, all'arrivo sul luogo, sul quale avrebbero poggiato le fondamenta di qualche grandioso palazzo stile Sendai.

Sebbene regnasse un generale disordine, le direttive dei capi del progetto avevano anteposto l'immediata costruzione del rialzo a una qualsivoglia istituzione in grado di coordinare i numerosi uomini al lavoro.

Ciò si traduceva in una vistosa diminuzione dell'efficienza.

Proprio mentre ingoiava l'ultimo pezzetto di mollica Kalen notò alzarsi, dall'estremo settentrionale del rialzo a fianco della collina, in un frangente già terminato, un grosso nuovolone di terra rossastra. Non capendo a cosa fosse dovuto si alzò e camminò velocemente verso quella zona.

La montagnetta era priva di qualunque supporto a compattare la terra, leggermente umidificata dalle piogge della settimana precedente, quella della fondazione. Un grosso boato soffocato arrivò all'udito del giovanotto che senza rendersene conto vide il sole oscurarsi dietro a una valanga di detriti.

Ciò che venne dopo fu un enorme fatica nel respirare e un dolore lancinante al petto. Kalen crollò a terra, sommerso da un mare di terra.

Il vociare conciso che sentì a tratti faceva pensare a un disastro, ma presto capì di essere stato l'unico investito da quel crollo.

Come, gli Shogun e il direttivo, i capi insomma, avevano pensato di avviare la costruzione di una grandiosa collina artificiale senza nemmeno un minimo di organizzazione?

Ma poi... al di là dell'organizzazione, più di metà delle tende dei lavoratori erano state dismesse, per quale motivo? Davvero, ancor prima di avere un'accampamento protetto dalle incursioni delle nascenti città di Eseldur, lo Shogunato preferiva avviare lavori logisticamente improbabili come quelli necessari all'innalzamento di una collina artificiale? Serviva un Capomastro, un organizzatore e un magazzino, una sede da dove partire. Cosa che Kalen non vedeva affatto. Lui ricordava solo qualche campo e un muro diroccato a protezione del cibo, forse il bene più prezioso.

Per continuare l'opera serviva qualcuno che dirigesse lo sconfinato cantiere, imprimendo disciplina e organizzazione a quello che appariva un gruppo di dilettanti allo sbaraglio.

GDR OFF:

Salve Kushima, per avviare un po' il discorso MARBM ho scelto voi come primi "tester" per un evento di "coerenza GdR" se vogliamo chiamarlo in questo modo.

In pratica, voi state già terraformando, cosa che potete fare senza problemi, ma vi chiedo, attraverso questo piccolo minievento, di mostrarmi (in screen, in GdR, senza coordinate, come più vi aggrada) un vostro magazzino, il punto focale di tutta la vostra organizzazione che, almeno da fuori non vedo (o meglio vedo i campi, un granaio a cielo aperto, ma è tutto lì?).

Ho definito questo tipi di eventi di "coerenza" proprio perchè, ad esempio, la costruzione di una collina artificiale (che ho affiancato a quella da voi citata nella fondazione) senza nemmeno un edificio coperto, è come dire che i briganti di paglia che bevono paglia costruiscono l'Empire State Building prima ancora del loro letto, ad esempio :asd:

L'evento è come scritto sopra un test e vuole dimostrare il funzionamento della coerenza. E' un evento di facile risoluzione.

Nel caso in cui si dimostri la mancanza di un'organizzazione tale, ruolisticamente parlando, da rendere improbabile o quasi impossibile la terraformazione di un territorio potrebbe essere dato un Malus di piccola entità atto a simulare le difficoltà i costi di imprese oltre la portata della veduta effettiva di un gruppo o di una città. Nel caso in cui invece interveniate esponendo un minimo di progetto, il povero Kalen non penserà più che l'organizzazione manchi in qualche modo.

Ho scelto voi perchè siete un caso minore rispetto alle richieste di un'altra città riguardo la possibilità di un'immediata massiva terraformazione.

L'Obiettivo:

Dimostrare organizzazione

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Kanìn Dàrat si sedette sospirando alla sua scrivania. Era circondato da un via vai molto intenso. Trasportatori, costruttori e soldati si affannavano intorno a lui. Intinge la sua penna nel calamaio e comincia a scrivere.

"L’impresa è ardua. Sino ad oggi abbiamo vissuto di stenti, il cibo scarseggiava e i nostri esploratori hanno sofferto la fame. Anche io personalmente mi sono impegnato per la gloria di Kushima e dello Shogun benedicendo i prodi lavoratori che faticano e gli orgogliosi soldati che esplorano il territorio intorno a noi proteggendoci dai pericoli insidiosi che ci circondano.

La mancanza di cibo ha anche prodotto strani effetti mentali. Il materiale che posizionavamo spariva di fronte a noi e gli alberi non cadevano rimanendo sospesi. Persone un attimo prima erano immobili di fronte a noi ed un attimo dopo si trovavano decine di metri di distanza. Non so se ricondurre questi eventi alle strane creature alte e nere che compaiono a volte intorno a noi. Esse sono indubbiamente dei Kami senza riposo, hanno una strana aura intorno e producono dei gemiti e delle urla assolutamente agghiaccianti.

Tutto ciò però ora è passato. Il cibo è abbondante e i materiali per la costruzione della nostra gloriosa città sono pronti. Il Castello dello Shogun si sta alzando senza problemi verso il cielo.

Sicuramente l’altare edificato dai miei seguaci è servito sicuramente a rendere omaggio ai Toboru Kami che ora sono evidentemente appagati. Essi ci proteggono sempre e ci sono vicino."

Posò la sua penna richiudendo il suo diario.

<<Finalmente tutto va secondo i piani>> disse con fare freddo alzandosi, si era tolto l’armatura poco prima di cominciare a redarre il suo diario, ora si muoveva agilmente.

<<I materiali della spedizione sono giunti?>> chiese ad un soldato lì accanto

<<Sì mio Signore, sono giunti e sono stati subito inviati ai costruttori che stanno provvedendo alla costruzione>>

<<Molto bene>>

Quindi alzandosi lentamente si voltò con tranquillità e unite le mani dietro la schiena si avviò seguito dai Gaido e dai Netsu.

Le costruzioni si inzalzavano come germogli alle prime pioggie , piccoli ma con molta voglia di diventare alberi. Gli alberi cadevano lasciando spazio alla città, piccole case di legno sorgevano come funghi e sentieri in terra battuta iniziavano a essere pavimentate fino a diventare strade. Akira stava tagliando del legno, si sentiva stanco, si sedette sul tronco; la gente indaffareta andava e veniva dal magazzino, le mura venivano alzate e il terrapieno veniva livellato. <Ce l'abbiamo fatta> penso Akira <Anche se è stata dura e il cibo è mancato per giorni, ce l'abbiamo fatta>

Le donne chiamavano i bambini per accendere dei piccoli lumini ai Kami, la loro protezione gli aveva accompagnati da quando sono arrivati in questo luogo e gli ha dato i primi raccolti. C’erano molte persone a lavoro, impalcature dominavano il cielo e il ticchettio di martelli scandiva il ritmo delle costruzioni. L’organizzazione era eccellente, in una settimana non era mai capitato un incidente, solo ogni tanto piccoli tafferugli legati alla mancanza di cibo e alle strane alluccinazioni collegati al salto del pasto.

Il sake iniziava a fermentare e si rumoreggiava di una possibile festa nei prossimi giorni. Kushima era appena sorta e voleva raggiungere la magnificenza.