Multyplayer Cradle of Civilization, Arr

La Guerra dei Vent'anni

7xkhV72.jpg

Situazione Europea e Mondiale 1570

Anno Domimi 1570

In tutt'Europa le grida disperate delle madri rimpiangono i figli dai corpi dispersi, rimpiangono le loro vite divorate dalla guerra.

Il sangue colora di rosso le verdi foreste teutoniche, Il mare blu del mediterraneo, le bianche montagne alpine, le coste baltiche e le steppe moscovite di cui solo il sole conosce la vastità.

In tutt'italia gli istorici concordano nel definire la guerra dei Vent'anni come il più grande conflitto degli ultimi tre secoli, nonchè il più influente da un punto di vista politico, economico e militare.

La guerra, inizialmente nota come "Conflitto Nordico", cominciò come uno scontro tra i principati germanici di Colonia e Pomerania che, ambiziosi di ottenere nuove sfere di influenza nella regione, vide un susseguirsi di interventi alleati che andarono de facto a trasformare quel semplice conflitto in una vera e propria Guerra Europea, estendendo il campo di battaglia, dalla sola regione germanica, all'Europa tutta.

Gli eventi primi di questo conflitto non sono tuttavia chiari, si sa unicamente che in un primo momento, il Principe Pomerano, supportato dall'Imperatore, l'Arciduca d'Austria e dalle signorie scandinave, avrebbe avanzato pretese sulle regioni strappategli in conflitti precedenti di cui si è persa ogni memoria.

I documenti portati dalle ambasciate Pomerane, dimostranti le legittimità sulle regioni dell'alta Sassonia occidentale, non vennero tuttavia presi in considerazione dal Signore di Colonia che a sua volta presentò agli ambasciatori documenti di molto antecedenti a quelli presentati, che attestavano la legittimità del possesso su quelle terre alla proria famiglia.

Il principe di Pomerania, furente per l'insulto e ben conscio della falsità dei documenti presentati dalla controparte, decise di ricorrere alle armi e diede così inizio al conflitto che gli storici ricorderanno poi come la Guerra dei Vent'anni.

Alle signorie Pomerane ed Asburgiche vennero prontamente in soccorso gli eserciti della lontania Russia nonchè degli alleati regni scandinavi mentre, in difesa del signore di Colonia si schierò il signore Joikes IV di Polonia ed il re Victorius III di Borgogna.

Lo istorico Aeneas Tascapiena, proveniente dalla più ricca città che il mondo conosca, Venetia, insiste nell'affermare che, a causa delle precedenti guerre nella regione de la France, la dinastia Borgognona si trovasse ora con vantaggio territoriale a scapito delle potenze alleate di Francia e Gran Bretagna e che proprio quest'ultima abbia valutato l'opzione di aiutare il principe di Pomerania nel suo conflitto nordico al fine di recuperare tutte quelle lande francesi occupate dalla Borgogna nei conflitti precedenti.

Lo istorico Lorenzus Manocorta, proveniente dalla seconda città più ricca che il mondo conosca, Ianua, concorda con lo storico venetiano ed afferma inoltre che a causa degli interessi economici nella regione Francese, minacciati da un'ipotetica sconfitta della signoria Borgognona, le potenze italiche non poterono far altro se non assecondare i propri interessi, entrando pertanto a favore di Colonia e ribaltando completamente con le loro enormi risorse economiche l'andamento del Conflitto Nordico.

Nell'anno del Signore 1574,

Il re di Aragona, Sennario I, i cui rapporti amichevoli con la signora di Toscana Mariantoniettina I Moneta mutarono alla rottura degli accordi nel bacino mediterraneo, decise, insieme alle sue alleanze Iberiche, di organizzare una rappresaglia contro gli infidi stati italici e, sicuro che il loro impegno nel Conflitto Nordico li debilitasse, dichiarò guerra alla Serenissima Repubblica di Venetia, i cui patti difensivi con le innumerevoli nazioni amiche tuttavia non vennero meno.

Iniziò così la Guerra Mediterranea, un conflitto che vide coinvolte tutte le sponde del mediterraneo ed anche vaste nazioni coloniali nei novi continenti delle Americhe.

L'Arciduca d'austria, amico più delle signorie italiche di quanto non lo fosse con il principato di Pomerania ed ottenute delle regioni di interesse nell'area della Boemia a danno della Polonia, si ritirò dal Conflitto Nordico ed entrò a favore Venetiano nel conflitto Mediterraneo.

Lorenzus Manocorta narra di come, le truppe che definì iberiche per la comunanza di culture di quello schieramento, avanzarono rapidamente verso Cuneo, forte che insieme a quello Piemontese costituivano la Linea del Monetone, così chiamata in onore della sovrana.

Viene inoltre descritto da Aeneas Tascapiena come nel mediterraneo venne fulmmineamente affermata la superiorità navale delle potenze italiche e di come tuttavia, le regioni nord-Africane in possesso di Venetia e Toscana, furono ugualmente occupate dagli eserciti Aragonesi.

Vezzio di Ungheria, noto per le sue politiche militari, si unì agli italici nella difesa della penisola, dimostrando quanto anche gli uomini ungheresi andassero temuti sul campo di battaglia.

Anno domini 1584

Il Conflitto Nordico volge oramai al termine, sancito questo dall'ingresso della potenza militare della Prussia nello scenario bellico. Le conseguenze di questo conflitto saranno catastrofiche per la signoria Pomerana che vedrà le proprie marche, regioni e terre smembrate e spartite insieme con il bottino di guerra, vedendo cancellati il duro lavoro diplomatico e militare passati della propria famiglia nei secoli precedenti.

Il conflitto Mediterraneo tuttavia prosegue più infuocato che mai, la signoria Aragonese mette in campo migliaia e migliaia di uomini.

lo storico Manocorta racconta:

[...]Erano in molti a colpire dalli Abrutti e da Neapoli, tra homini, cavalieri et artiglieri oltre 50'000 difesero ed attaccarono ed ogne volta protessero la positione et altrettanti furono sul confine occidentale della regia linea monetona, maestra di difese e torrione di salvezza. Innumerevoli caddero gli iberici nella landa di Cuneo, si tanto fortificata da esser quasi inespugnabile per oltre li 150'000 homiini messi da loro ne lo campo[...]

Anno domini 1586

Con la conclusione del conflitto Nordico e con il riassestamento degli eserciti degli alleati Nordici, una nuova temibile operazione bellica venne perpetrata dalle menti Germanico-Borgognone.

Una manovra che verrà ricordata come il "Taglio d'Ascia", infatti, come un pezzo di legno viene tagliato in due, le linee di rifornimento aragonesi vennero colpite nel loro punto più debole, la Languedoc, questa vittoria sancì definitivamente la vittoria militare della coalizione Italico-Germanica e Borgognona che videro innumerevoli vittorie susseguirsi a questa.

La pace venne stipulata nell'anno del Signore 1587, dopo la caduta di Valencia e di tutti i principali forti della regione aragonese.

PG3UkgA.jpg

Situazione Europea e Mondiale 1590

Le conseguenze di questa guerra ora nota come Guerra dei Vent'anni sono ora innanzi a tutti noi e solamente iddio sa quali nuovi et inaspettati eventi coglieranno l'Europa tutta ed il mondo intero.

Documenti Italicae Historiae

Collaboratio tra li Historici: Aeneas Tascapiena e Lorenzus Manocorta

Credit mappe @Victor Liberum

Il vostro Storico di Fiducia @{LB-1_Nedris}

26 minuti fa, {LB-1_Nedris} dice:
<div class="ipsQuote_contents">
	<p>
		Victorius III di Borgogna
	</p>
</div>

:love: