Muore Fidel Castro: un uomo che ha fatto la storia

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Alle 4.29 italiane, 22.29 a Cuba, è stato annunciata ufficialmente la morte di Fidel Castro, il "padre", se così vogliamo dire della moderna Cuba.

Un uomo che si è ritrovato in mezzo alla storia innumerevoli volte, partendo dalla rivoluzione che portò il socialismo nel paese, abbattendo la dittatura di Batista, all'alleanza con l'Unione Sovietica e la "<em>crisi dei missili</em>, passando al Terzomondismo, giungendo alla fine dell'Unione Sovietica e alle difficoltà di un paese chiuso dall'embargo con gli USA e senza più gli aiuti Russi, fino alle aperture con il Vaticano e con gli USA.


Moltissimo è accaduto e molteplici di questi fatti, oggi, non vengono studiati a scuola, ignorati perché "il programma è troppo lungo" o per evitare domande su un recente passato ancora con molteplici dubbi.


Nonostante tutto, però, è innegabile che la Rivoluzione a Cuba ha portato innumerevoli benefici, specie nei campi della sanità, dell'educazione e dell'infanzia, mentre è anche indubbio che sono stati fatte persecuzioni e azioni contro i gruppi LGBT, seppur mitigato, nel corso del tempo, da una liberalizzazione sempre maggiore e con una presa di coscienza sulle proprie colpe di Castro.


Chi sia Castro per davvero? Non lo sapremo mai, alcuni lo vedono come un rivoluzionario, altri come un pazzo, altri ancora come un padre del socialismo e alcuni come un dittatore.

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Voi? Avete mai sentito parlare di lui? Vi siete mai interessati? Che giudizio date?


Per i comunisti (se ci sono ancora): era un padre del socialismo? Oppure è qualcosa di diverso? Lo ha tradito, con i sui atti recenti?

Muore un uomo complesso com'è stato complessa tutta la storia dal secondo dopoguerra ad oggi. Tutto sommato mi sento di dire che la sua politica autoritaria ha lasciato l'isola meglio di come l'ha trovata e che se fosse rimasto Batista forse oggi Cuba sarebbe uno stato ben più povero e politicamente instabile.

Ho sempre apprezzato il messaggio di libertà che lui e la rivoluzione cubana volevano mandare, anche se ho sempre preferito quelle di Che Guevara.

Che poi questi pensieri fossero "reali", attuati bene oppure no, non saprei dirlo. Non sono nella posizione giusta per poter giudicare non essendo mai stato a Cuba. 

4 ore fa, Brodsko dice:
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		Muore un uomo complesso com'è stato complessa tutta la storia dal secondo dopoguerra ad oggi. Tutto sommato mi sento di dire che la sua politica autoritaria ha lasciato l'isola meglio di come l'ha trovata e che se fosse rimasto Batista forse oggi Cuba sarebbe uno stato ben più povero e politicamente instabile. 
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Probabile, ma forse una Cuba meno autoritaria avrebbe portato ulteriori vantaggi e sviluppi.

Non potremo mai saperlo e, come sempre, la storia non si fa sui "se". 

Secondo me Fidel Castro ha fatto il meglio che ha potuto con i mezzi a disposizione. Ricordiamo che Cuba ha subito migliaia di attentati terroristici, nonché un embargo internazionale che è stato sciolto da pochissimo e che Trump ha promesso di riproporre.

Sui diritti degli omosessuali, io vorrei dire due cose: la prima è che stando a Wikipedia, Cuba è stata perfettamente in linea col resto del mondo, con una media da Sud America (ricordiamo che in Germania, ad esempio, è legale essere omosessuali solo dalla fine degli anni '60, là dove Cuba ha iniziato il processo una decina di anni dopo appena), e che in altri paesi del Sud America di cui nessuno si ricorda essere omosessuali è ancora punito con carcere, lavori forzati o peggio.

Per cui, per me, Fidel Castro, con Che Guevara, resta uno dei padri fondamentali del socialismo, e che ha tracciato, senza essere perfetto ovviamente, una buona via da seguire nei paesi del sud del mondo. USA permettendo...

Sicuramente una figura controversa, da una parte ha guidato Cuba verso un'evoluzione (basti pensare al sistema sanitario e scolastico), ma sono convinto che il monopartitismo sia decisamente sbagliato, senza dibattito fra forze opposte non può esistere uno stato democratico.

Il 30/11/2016 at 21:21, Maròk dice:
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		Sicuramente una figura controversa, da una parte ha guidato Cuba verso un'evoluzione (basti pensare al sistema sanitario e scolastico), ma sono convinto  che il monopartitismo sia decisamente sbagliato, senza dibattito fra forze opposte non può esistere uno stato democratico. 
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Fino a poco tempo fa sarei stato incline a darti ragione, e per difendere Fidel avrei iniziato a parlare di differenze tra un'isola nei Caraibi, appena uscita da una dittatura che aveva portato il popolo alla fame (Batista), e lo stato delle maggiori potenze occidentali dove normalmente vige la democrazia in un regime economico nettamente differente...

Ora invece, mi sono posto una domanda più forte: se da un lato Fidel non è stato democraticamente eletto, siamo noi sicuri delle persone che eleggiamo? E' davvero possibile definire "democratica", ad esempio, l'elezione alla presidenza USA di Donald J. Trump, là dove la campagna elettorale (di entrambi i candidati) è stata formata per percentuali rilevanti, per non dire quasi esclusivamente, da menzogne?