[Nubjàn] X discorso del I jenletintòr alla città di Nubjàn

Grande riunione nella piazza dell’Esposizione: sei o settecento persone, la quasi totalità degli abitanti del Presidio, stavano lì, attendendo l’aprirsi dei pesanti balconi che proteggevano la terrazzetta del Palazzo del jenletintòr; dietro, sulla jaèl Spesùl, la luna, rifulgente lama, a far capolino nel cielo, incendiato dalle ultime fiamme del sole. Finalmente arriva il cigolio, la luce che inonda la piazza da est si fa ancora più accesa, sbuca una figura: Alheìn. Prende a parlare.

Concittadini carissimi,
Boviltòr,
Boviltordùr,

è con grande rammarico che devo annunciarvi il rifiuto, dalle autorità di Spes, di riconoscere come insediamento il Libero Presidio Commerciale del Toreke Centrale. Mi assumo ogni colpa di questo fatto increscioso. Mia è l’incapacità, mia l’inettitudine a convincere altri del valore della nostra casa. Vi prego di perdonarmi.
In luce di ciò, con ancor più grande tristezza vi comunico la decisione che ho preso: mi allontanerò dalla città. Mi recherò presso Fusdùr, insediamento nelle terre a ovest, e da lì cercherò nuovi cittadini che possano trovare qui una nuova casa, cercare un futuro migliore. Se pur fisicamente sarò lontano, sappiate che nella mia mente, nei miei occhi, nel mio cuore resterete voi, carissimi, e il benessere vostro, le ampie pianure, le fresche acque, i dolci colli, l’aria di casa. Mi terrò in fittissimo contatto epistolare con il governo, dall’isola continuerò le attività de L’Urlatore. Ogniqualvolta per qualsiasi ragione dovessi trovarmi nel Toreke vi prometto che ritornerò, anche se per tempo breve, qui, presso di voi.
Sapete bene quanto possano essere menzognere le mie parole - nati mercanti, non si può non restarlo - ma vi assicuro, come sempre nel parlare con voi, della loro veridicità. Perché, ad ogni modo, non mi si possa contestare nulla, è con parole di altri che vi lascio, con una poesia di un mio caro:

Altè tanàli nadùn, eremùn, anlonùn.
Ilesefài.

Dardonèko, amici.

Traduzione

Con voi pace, libertà, prosperità (lett. “non povertà”).
Con gloria [futuro di “fiorire”, da ilès, “fiore”, reso verbo per aggiunta di -a, “con gloria” dal lirico -ai].

“Fiorirà” è lasciato volutamente senza soggetto in denai; Alheìn lo intende come un “Fiorisca la città”, “Fioriate voi” e “Fioriscano i valori che portate” tutto allo stesso tempo.

Dardonèko ve lo lascio cercare.

Dato il congedo, Alheìn, mesto in viso, richiude i balconi. Tutto d’un tratto il palazzo si fa buio. La luna è alta abbastanza in cielo per essere nascosta dal torrione di marmo, niveo e splendente, che riflette le luci rimaste ancora accese. Il resto è cupo.

OFF

Edit: Mi ero dimenticato di aggiungere questa parte per spiegare un po’ meglio - il progetto esiste ancora, si farà (almeno spero), Alheìn resterà jentletintòr ma svolgerà i suoi compiti “da remoto” (alla fine ha un ruolo che è praticamente solo rappresentativo). Semplicemente si è arrabbiato con se stesso e ha deciso di girare per il piano alla ricerca di nuovi cittadini, continuando a fare il mercante e forse anche cercando qualcos’altro (facendo base a Fusdur per motivi non giustificati nel discorso - in off posso dirvi che il famoso antenato che cita arriva da “un piano lontano”, e persino Alheìn, che legge come un forsennato, non sa altro).

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OFF pre risposta

Sicuro di aver mandato agli uffici il modulo di richiesta extraurbano 3309/h per la fondazione di avamposti e non il 3309/g per l’adozione a distanza di un canarino? Il disguido potrebbe anche essere dovuto al non aver aggiunto le dieci copie necessarie del proprio documento personale ognuna accompagnata da marca da bollo in zenar 16. La ritengo remota, ma ugualmente plausibile, la possibilità che uno sciame di locuste con proboscide abbia attaccato il messaggero che portava la tua richiesta : la normativa 12/774b del Protettorato di Spes assicura le spedizioni contro Locuste Carnivore e Locuste Invertebrate, ma non si fa menzione a quelle con proboscide.

Una lettera raggiunse Alheìn, ovunque esso si trovasse, grazie agli efficienti Postini Spesiani. Portava attaccato un francobollo con impressa l’immagine degli stabilimenti Parmareggio Inc. di Nephèlai.

L’indirizzo del mittente recava invece Viale del Superni 119


Al mio caro e personale amico Alheìn,

Apprendo con rammarico della tua decisione e non lo dico soltanto poichè ora sarò costretto a rivedere personalmente tutta la modulistica per il conferimento della nuova tessera ISDA, rammarico poichè sento il sogno di un amico che aimè scivola via.

So bene l’impegno da te profuso nella realizzazione del tuo progetto, dispiace sapere che non sarà portato a termine, in un prossimo futuro almeno. Qualunque sarà la tua decisione in merito alle prossime mosse, godrai del supporto dell’Istituto in veste della carica che ivi ricopri. Le porte dell’ISDA e di Nephèlai saranno per te sempre aperte.

Colgo l’occasione, altresì, per invitare te così come gli altri tesserati dell’Istituto che possano ricoprire una qualche posizione anche solo lontanamente scientifica, alla spedizione che si svolgerà a breve nelle Terre dei Fochi, questa particolare popolazione della quale abbiamo poche e blande nozioni.

Se deciderai di venire, ti ricordo di portare i panini al tonno. Sai che Edmùnd ne va ghiotto ed entra in crisi se non ne assume almeno uno ogni 6 ore. L’ultima volta un suo attacco di astinenza da Tonno ci ha fatto buttare zenar e zenar di attrezzature DELICATISSIME.

Con affetto,
Charles.


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Carissimo Charles,

apprezzo la tua vicinanza e il tuo sostegno, e per essi non posso che ringraziarti. Non temere, nè per la modulistica, nè per Nubjàn: la seconda continuerà ad esistere, e ne resterò jenletintòr, per questo, la mia sezione di riferimento dell’ISDA continuerà ad essere quella del Presidio, pur trovandomi fisicamente a Fusdùr.

Similmente ti ringrazio per l’invito alla spedizione; colgo l’occasione per assicurarti che vi prenderò parte e che non dimenticherò i panini che Edmùnd tanto apprezza.

A presto,
il solito scarabocchio che Alheìn usa per firma


OFF

Temo che, sì, possa essersi trattato delle locuste con proboscide. In effetti, vedendo che Dimìnuren non tornava più, forse avrei dovuto preoccuparmi…

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