Progetto Città - Fusdùr

Nome della città: Fusdùr
Governo: Democrazia
Sindaco: Phirez e Alex_by_Alex
Stile: Vittoriano
Zona/Bioma: Lavanda
Coordinate: -36341 -16693

Prologo

Correva l’anno 2562 d.F., quando un piccolo manipolo di soldati lasciò per sempre le rovine di Skemàs.
Nel giorno di Kasbis, terza settimana di Bacal, l’ex Alto Cancelliere di Màs, Joserèn Phirez Wildhammer, partì per l’antico continente da dove quasi mille anni prima, i suoi trisavoli giunsero in questo mondo.
La Dinastia sarebbe scomparsa, una delle più longeve ed incomprese della storia, comparsa nella terza era e subito a rischio di estinzione, causata dalla prematura morte di tre capostipiti durante la “Guerra del Tradimento”.
Una Dinastia che durante la" Dittatura Prosperista" ad Anduin e a Navarone veniva studiata nelle scuole, ed ora quasi sconosciuta.
Tutti questi pensieri si susseguivano rapidamente nella mente di Joserèn, mentre il suo galeone lasciava il porto.
Il sole tramontava su Skemàs, quando la nave sparì all’orizzonte… sarebbe tornato? Nessuno poteva dirlo con certezza.


“Intende veramente passare l’Antico Portale” disse Dàkaron, guardando la piccola areonave sfrecciare sui cieli di Spes.
“Pazzia” rispose suo fratello Gòs Tanèk, al suo fianco.
Gòs Tanèk si girò, guardando Kaskemàs arrivare.
“Padre” continuò Dàkaron, indicando l’areonave “perchè ci hai fatto venire qui? E’ per quella misera bara volante?”
Kaskemàs annuì “ho bisogno che mi facciate un favore”
“Dobbiamo distruggerli?” chiese Gòs.
“Sarebbe inutile” disse Dàkaron “appena impatteranno con l’Antico Portale, non capiterà niente. Non possono aprirlo e quando si ritroveranno sempre a Spes, la folla li deriderà”
“Per questo io sono qui” rispose Kaskemàs, alzando una mano, ora di cinque dita, ora di tre lunghe e verdi, ora di quattro legnose e ricoperte di rampicanti.

Un bagliore ricoprì l’intera città stato, mentre i suoi cittadini si portavano le mani agli occhi per difendersi dalla luce improvvisa, gridando per la paura. L’Antico Portale era diventato bluastro e turbinii d’acqua - o di quel che sembrava acqua - si dimerarono davanti e dietro la titanica costruzione, quasi a lambire l’areonave che stava avvicinandosi. Infine l’acqua scomparve e uno specchio all’apparenza composto di metallo liquido color dell’argento si erse placido, circondato dal cerchio dell’Antico Portale.

“L’hai attivato” sussurrò Gòs, con gli occhi spalancati
“Cosa dobbiamo fare?” chiese Dàkaron.

Kaskemàs indicò l’areonave e gli occhi supernici dei tre oltrepassarno la struttura in legno dello scafo, la ceramica e la bagliopietra della sala motori, il ferro e il bronzo delle scale e dell’armeria centrale, fino ad arrivare alla sala comando. Lì un uomo si ergeva in piedi, di fronte al timone dall’areonave.

“Dovete preservare quell’uomo” disse il Padre Superno.
“Joserèn?” disse Dàkaron, dubbioso.
Kaskemàs annuì.
“Ma è una nullita” disse Gòs Tanèk “uno stupido per dirla nella maniera migliore, altrimenti un brigate, un assassino, un bugiardo”
“E la sua schiatta non è certo migliore” continuò suo fratello Dàkaron “un manipolo di tagliagole e bivaccatori da osteria, che hanno avuto la malaugurata fortuna di diventare cardini di eventi d’importanza capitale per l’umanità. Feccia della peggior feccia, padre”
“E’ vero” convenne Kaskemàs “nonostante ciò, lui e la sua progenie sono stati, sono e saranno importanti per l’intero Jandùr. Persone non migliori di altre, spesso ben peggiori in effetti se uno si affida alla semplice morale umana, che cambia e muta nel corso dei secoli come la sabbia crea dune nel deserto e le rimodella a ogni folata di vento; eppure sono persone capaci di attirare a sè i movimenti del tempo, di plasmarli e di mutarli a scotto dello stesso destino”
“Dunque, in che modo dobbiamo proteggerlo?” chiese Dàkaron, alzando le braccia.

In quel mentre, l’areonave cominciò ad entrare nell’Antico Portale e a scomparire. I nuovi esploratori di un piano dimenticato dall’umanità stavano scomparendo dai cieli del protettorato di Spes.

“Seguiteli” disse Kaskemàs “lo Jagd è una terra di morte certa, per loro. Fate vivere a quei marinai un sogno, che li protegga dai bakreantu mutanti, dalle esalazioni velenose della terra, dai raggi mortali del sole di Jagd. Mandateli in stasi”
“Sogni, dunque” disse Gòs “e io cosa centro? Non dovevamo forse preservarli?”
Kaskemàs sorrise “uomini come Joserèn non si accontentano di fare bei sogni. Per loro ci vogliono anche gli incubi, per eccitarsi e per diventare eroi”
“O per scappare e lasciare che gli altri muoiano al loro posto” grugnì Gòs Tanèk.
“Anche” convenne Kaskemàs “ma chi siamo noi per giudicarli?”

Gdr On

30 Nuova Datazione

L’aeronave Asus uscì dall’Antico Portale di gran carriera, mentre gli ufficiali a bordo gridavano ordini ai marinai. Subito il velivolo ondeggiò furiosamente, perdendo quota.

“I motori a bagliopietra si sono spenti!” gridò il capobaglio Rospi, dalla sala motori.

Il comandante della nave, erto di fronte al timone a poppa, diede una rullata per compensare lo sbandamento a dritta.

“Tutti a babordo!” gridò Joserèn Phirez, pensando alla fine della Prima Diaspora, quando i modernisti si accorsero con orrore che la majitek non funzionava a Letorian. Ora sembrava lo stesso.

L’Asus planò velocemente, mentre Phirez cercava di tenerla in assetto.

“Pronti allo scontro!” gridò.

Tutta la ciurma si tenne dove potè, chi ad un albero, chi a un parapetto, chi a un’esile corda. Cinquanta metri. Quaranta metri. Trenta metri.

Dieci, nove, otto. Terra.

La prua si disintegrò, letteralmente. Parti enormi di chiglia vennero lanciate in aria, insieme a decine di marinai urlanti. Dalla poppa, Joserèn fu scaraventato fuori dall’aeronave, all’indietro. Cadde a terra e perse immediatamente i sensi, attorniato da piccoli uccelli viola che planarono nel lungo e profondo solco che l’Asus aveva lasciato lungo il suo passaggio nel terreno.

Due ore dopo, i marinai superstiti trovarono il loro capitano, incolume a parte un paio di costole rotte. Stava riprendendo coscienza, salutò i suoi uomini e si tenne la testa, in preda a una terribile emicrania. Il medico Alex lo curò come potè, dandogli succo di Jerenis e bendando le poche e lievi ferite.

“Cos’è successo?” chiese il dottore.

“Abbiamo cambiato Piano” rispose Joserèn “qui la bagliopietra non funziona”

Gli uomini che lo stavano circondando furono presi dallo sgomento.

“Come faremo a far ripartire l’Asus, allora?” chiese Sotek.

Joserèn fece spallucce “non possiamo, semplicemente. Mettiamoci al lavoro, mi sa che rimarremo qui per un po’.”

Membri:
PhirezWildhammer (ho cambiato nome perchè non riesco più ad accede a Phirez originale :pensive:
rospi97
alex_by_alex
Sotek_97
Jak126
kennymcgrath
BigFox92

GDR Off

Praticamente è successo che la nostra vecchia combriccola da Anduin a Skemàs si è ritrovata casualmente oggi! Ovviamente dovevamo riprendere questa vecchia tradizione di fondare una città in ogni era :stuck_out_tongue_winking_eye:
Il gdr iniziale della città sarà specchio delle nostre sensazioni attuali, ex-giocatori (vecchi marinai) che riprendono a giocare (arrivati al nuovo piano) che devono ambientarsi al nuovo mondo.
Piccolo spoiler! C’è un’idea di riprendere vecchie ideologie e religioni, e giustificare il tutto con… un suggerimento lo potrete trovare nel nostro nome in Denai :wink:
Continuerò ad aggiornare la scheda, a presto!

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grandi! bel progetto

Cosa ti piace di più? Lo stile in via di definizione, il sindaco provvisorio o la casualità del nostro bioma? :joy: :joy: :joy:

il gdr… breve e coinciso e lo stile cittadino

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Ahahahaha volevo fa la battuta! Il gdr è ripreso da vecchi gdr tra il 2012 e il 2014! Vedrai cosa abbiamo in mente per il futuro :wink:

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Aggiornata scheda città