Progetto città: Herulya

Nome città: Herulya

Nazione: Al momento, nessuna

Governo: Autocrazia

Progetto: Coordinate da definire, in una zona montuosa, ma priva di neve.

Imperatore: MqkratoPeclone

Stile: giapponese

Membri(nomi mc): MqkratoPeclone(RP Josuke), MqkratoCookie(RP Biscoito), MqkratoShadow(RP Kagerou), MqkratoPiedini(RP Qadam), MqkratoSk3x_(RP Mandolino), Mqkrato53550(RP Yùtero), GabbyGub,

MqkratoOken(RP Natsu), Kruzi (decideremo poi successivamente se aprire arruolamenti).

(Testo scritto da MqkratoCookie)

GDR: Le pupille dei soldati si annebbiavano dalla paura alla vista del fuoco divampante che illuminava l’oscuro cielo di NileGard.
Le catapulte nemiche scagliavano senza sosta cariche infuocate che stavano, lentamente, abbattendo le mura della città assaltata.
Tener aveva mantenuto la parola: se Nilegard non avesse accettato di sottoporsi sotto il suo comando con le buone, essa avrebbe fatto ricorso alla forza. Il panico arricchiva le strade della città,i cittadini urlavano, consapevoli della loro morte ormai prossima. ‘‘Lo sapevo che sarebbe andata a finire così, figliolo’’. Josuke guardava il padre in lacrime, ‘‘sei solo un ragazzino, ne sono consapevole, ma qualcuno dovrà per forza sopravvivere a questo massacro e portare avanti questa diavolo di dinastia’’. Yùtero, il più potente mago imperiale, entrò in quella stanza. Il padre di Josuke diede un fortissimo abbraccio al futuro piccolo erede, e il mago se lo portó con sé. ‘‘Potrebbe essere un po’ traumatico, ma è l’unica opzione che abbiamo in questo momento, me lo ha ordinato tuo padre.’’ Yùtero colpì con un colpo netto il pavimento in legno con il suo bastone, e con quella mossa si creó quello che assomigliava molto ad un portale magico. I due impavidi entrarono, e il portale si chiuse di colpo. ‘‘So che ce la farai, figlio mio’’, disse tra se e se il re, guardando dalla sua vetrata il suo impero che stava poco a poco cadendo a pezzi.

"Dove siamo?’’ chiese Josuke timidamente al mago. Il mago gli rispose con un po’ di scetticismo ‘‘non lo so neanche io precisamente, so solo che siamo il più lontano possibile da quel disastro’’. Passò qualche anno, Yùtero continuava a rendersi responsabile della crescita dell’erede, il quale iniziava a mettersi sempre più in testa di creare un impero migliore del padre; il mago cercò di educarlo nei migliore dei modi e più severamente possibile.
Un giorno, attraversando un impervio sentiero montano, notarono sotto l’ombra di un grosso albero, due uomini apparentemente simili, impegnati a sferrarsi una continua serie di cazzotti. ‘‘Sei bravo solo in questo, brutto idiota? Ti intendi solo nel rompere le scatole e rubare le ragazze altrui? Questa non te la perdonerò!’’, disse il più alto, all’altro che pareva essere il fratello. Quest’ultimo stava in silenzio, occupato a deviare i colpi che il fratello maggiore cercava di infliggergli. Josuke ritenne opportuno intervenire, e così tentò di bloccare l’uomo più furibondo. Il mago riuscì a sferrargli un incantesimo anestetico, permise così alla ‘‘vittima’’ di spiegare ai due nuovi arrivati la situazione: egli aveva passato una notte con la ragazza del fratello, facendolo così infuriare. Quando l’anestesia terminò il suo l’effetto, l’uomo era molto più calmo di prima, ma mandò comunque varie insolenze contro il fratello. ‘‘Comunque io sono Biscoito, e quest’idiota è Mandolino, il mio fratello minore’’ si presentarono ai nostri due protagonisti. Quando quest’ultimi fecero per andarsene, i due fratelli li supplicarono di poter venire con loro: essi erano stanchi di fare gli artisti di strada e avevano bisogno di qualcuno che desse loro ordini e che li mantenesse. Yùtero guardò Josuke, il quale rilanciò il suo sguardo rispondendogli: quattro teste sono meglio di due, e sento che ci torneranno utili prima o poi’’. Dopo questa conferma, i quattro uomini si misero in cammino, verso la città più vicina.

Dopo varie avventure passate insieme, i quattro amici ormai fidati, uscendo da una boscaglia, videro due uomini armati fino ai denti che correvano a perdifiato, quasi non sentissero il peso delle loro pesanti armature. I quattro non ci impiegarono più di cinque secondi a capire la situazione: un drago stava inseguendo in volo i due individui. ‘‘Le riconosco, sono armature anti-drago, quelli sono cacciatori; ma, a quanto pare, hanno fatto il passo più lungo della gamba’’ disse Biscoito ‘‘non li lasceremo morire in questa maniera’’. Mandolino, il più agile del gruppo, prese un bel respiro e partì di scatto (i suoi compagni gli stettero dietro) verso le due figure sconosciute, le quali si erano buttate per terra, ormai senza forze, e molto vicine al drago intento a divorarle. Parte qui un combattimento molto lungo, che terminerà con la rottura del bastone del mago, e con alcune piccole ustioni, ma con la finale sconfitta del mostro volante. ‘‘Grazie a dio, vi ringraziamo di cuore, e, chiunque voi siate, vi siamo infinitamente debitori’’. I due si presentarono: Natsu,colui che aveva parlato, era, tra i due, quello più nervoso, l’altro, dallo sguardo fiero e intrepido, si chiamava Kagerou. Josuke si rivolse ai nuovi: ‘‘non c’è bisogno di ringraziare, non mi muovevo seriamente da un po’. Se volete sdebitarvi, potete aggiungervi a me e al mio gruppo, la mia storia ve la racconterò strada facendo’’.
Il gruppo si era allargato, e i sei avventurieri si allontanarono piano piano dal cadavere del drago.

Era una sera molto tranquilla, la carne di cervo cuoceva piano piano sopra il fuoco da campo creato dai nostri protagonisti. Terminata la cottura,Mandolino e Natsu, esclamarono, quasi simultaneamente, ‘‘Credo di non aver mai mangiato qualcosa di così buono!’’. L’atmosfera festosa si interruppe al suono inquietante di passi e versi strani provenienti dalla foresta vicina. Kagerou e Josuke estrassero le loro armi, per precauzione, pensando fosse un mostro. Ma, in realtà, uscendo dall’oscurità, la creatura si scoprì essere un uomo, a piedi nudi, che camminava con poco senso dell’equilibrio. ‘‘Chi diavolo sietee… voi?’’, gridò minacciosamente il tipo misterioso, ‘‘tu, tu non… tu non mi stai molto simpatico, ma che faccia… ma che faccia hai, l’hai presa da tua madre quella brutta espressione?’’ indicando Kagerou. Quest’ultimo, particolarmente irascibile, non ci pensò due volte a saltargli addosso e a colpirlo direttamente in faccia con un colpo di manico molto forte, tale da farlo svenire. ‘‘Cosa è successo?’’, chiese l’uomo che pareva un ragazzino ai compagni del gruppo che si erano messi attorno a lui, in attesa che riacquisisse i sensi. ‘‘Sono curioso di cosa tu abbia preso prima, adesso ti vedo molto più lucido’’ osservò Yùtero. ‘‘Mi sono semplicemente ubriacato, sì, hai capito bene, ubriacato da solo, e non me ne vergogno.’’ continuò ‘‘sono stato cacciato dalla mia comunità perché si lamentavano della mia insolenza, e mi accusavano di molestie, tutte cavolate…’’. Josuke lo guardò negli occhi ‘‘non sai dove andare?’’ gli chiese in tono pacato. L’altro gli rispose ‘‘in questa situazione, non penso mi accolga alcun luogo’’. "Senti, stanotte la passerai con noi e vedi di comportarti bene, non mi sembri stupido.’’. ‘‘Penso che voi siate i primi volenterosi ad offrirmi ospitalità in tutta la mia vita, vi ringrazio tantissimo.’’ continuò ‘‘comunque il mio nome è Qadam, piacere di conoscervi ragazzi’’. La serata riprese col suo solito tono d’allegria.

L’accozzaglia era ormai composta da sette persone, anche Josuke si accorse che aveva creato già un suo piccolo ‘‘regno’’. Approposito di ciò, il nostro gruppo trovò dopo aver percorso vari paesaggi montani, un villaggio, che si rivelò poi essere senza governo. Entrati nella cittadina, i sette vennero ben accolti dai pochi abitanti, e, dato che parevano abbastanza competenti di avventure, venne chiesto loro di sbarazzarsi della creatura che continuava a rendere impossibile la vita in quel villaggio, un troll che si nascondeva in una grotta vicina. Gli abitanti indicarono loro dove fosse, e si misero subito all’opera. Quelle persone non seppero mai cosa successe esattamente, ma notarono che, in meno di un’ora, i sette eroi uscirono dalla grotta vittoriosi, con Josuke che manteneva la sua solita camminata fiera, mentre teneva per il naso, la testa del troll mozzata. Dopo quell’evento, gli abitanti non ebbero alcun dubbio: quegli eroi erano sicuramente uomini mandati da dio. Venne così ceduto il potere del piccolo villaggio a loro, dopo averlo salvato. In maniera più specifica, a Josuke, il capo del gruppo. Era riuscito a diventare qualcuno, se ne accorse molto presto, e fu uno dei momenti più belli della sua vita. ‘‘Ce l’ho fatta padre, e questo è solo l’inizio’’, disse tra sè, mentre guardava col sorriso, l’immenso cielo che si estendeva sopra di lui.

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Date un’occhiata qui ragazzi e buona fortuna!

Riepilogo

https://wiki.forgottenworld.it/mc/Kushima
https://wiki.forgottenworld.it/mc/Sendai

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Buona fortuna con il progetto!

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Una città in stile giapponese mi intriga tantissimo! Se possibile mi piacerebbe vedere come la strutturerete. Fin’ora bella storia e bella presentazione in generale!

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Ovviamente dovete stare vicino un bioma con alberi di ciliegio :grin:

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e come potrebbe finire

https://www.youtube.com/watch?v=ZdpMxn_lq-k

Mandolinochan TwT :mask: :mask:

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Salve gente!
Un messaggio dallo Staff Gdr, gruppo di cui io faccio parte:

  • Non è possibile per il mago Yùtero fare viaggi interplanari. Questi sono permessi solo tramite portale o intervento diretto di un Superno.

  • Non funzionano incantesimi anestetici su Alinox.

  • Oltre agli avamposti e le città già presenti sul piano, citate dalla Wiki o dai GDR ufficiali, non esistono terzi villaggi.

Siamo pienamente disponibili ad aiutarvi a sistemare il vostro racconto così da farlo combaciare al meglio alla Lore condivisa.

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