Provincia di Alvia: Lenea

La provincia di Lenea è stata il luogo di grandi evoluzioni culturali, artistiche e sociologiche; da sempre una sorta di calderone sperimentale di popoli e istituzioni. La regione visse la sua età dell’oro quando, scampato il pericolo della soggezione Pebahan, promosse grandi viaggi d’esplorazione delle coste dell’Esea e iniziò a fondare insediamenti sulle coste orientali e a instaurare colonie. Il fondamento politico delle città stato, purtroppo, non permise loro di mantenere una salda presa sulle nuove colonie, che mantennero spesso grandi autonomie. Durante la Grande Guerra di Lenea , la regione piombò in un caos bellico che avrebbe permesso alle colonie, specialmente quelle dell’Evestria, di ottenere l’indipedenza, subendo un colpo da cui non si sarebbe più ripresa, specie quando la marmaglia di colonie indipendenti trovò la sua identità in Alvia. Durante l’alba del Regno di Alvia le città della regione caddero sotto l’influenza indiretta dello stato evestriano, che cercò di scavare il proprio dominio nella regione; durante la crisi alviana durante i Re Oscuri la regione riacquistò la libertà ma non riuscì a prendere la possibilità di unificarsi, pensando che il pericolo alviao fosse ormai lontano; niente di più falso, verso la fine dell’Epoca dei Re Oscuri il generale alviano Avaricus Miriatus Avennus , compì l’epica impresa di riassoggettare militarmente la regione alla potenza alviana una volta per tutte. Nonostante ciò Alvia ebbe sempre un occhio di riguardo per la Lenea e durante l’epoca imperiale la regione, benché assoggettata, non fu troppo intensamente militarizzata né alvianizzata.

La regione è prevalentemente collinare e montagnosa e la scarsa uniformità del suo territorio ne hanno impedito una equivalenza politica. Basata prevalentemente sull’allevamento e sull’artigianato dei metalli, ma soprattutto sulle attività commerciale e esplorative, la regione e il suo mosaico di città riottose riuscirono a trovare un posto nel mondo e a salvaguardare la propria autonomia per molto tempo. Divenne eventualmente un polo artistico, filosofico e commerciale che portò la civiltà a nuovi livelli, ad esempio abolendo la schiavitù e preferendo forme servili più morbide e popolarmente coinvolgenti. La necessità di ottenere risorse primarie spinsero le città all’esplorazione, viste anche la relazione travagliata con la Pebahan.

La Lenea è abitata prevalentemente da umani, i Lenei, e da una particolare razza di ‘giganti’, i demititani o xaantheos in lingua locale, che rimangono in numero molto basso. L’incrocio tra demititani e umani dà i titanidi o xaangos , molti di più dei demititani ma sempre meno degli umani. La cosa più cara nella vita di un leneano è la propria libertà, infatti non esiste la schiavitù in questa regione; ogni uomo e trattato degnamente e al pari degli altri. Purtroppo però nell’affermazione della propria libertà molti leneani perdono il senso della comunità, che è intesa al massimo come la propria città e il suo circondario. I leneani sono spesso riottosi e non è difficili vederli litigare per l’affermazione della propria autorità l’uno con l’altro. D’altra parte sono uomini che danno un valore enorme alla cultura e alla conoscenza, sempre alla ricerca del proprio superamento umano.

Un leneano è un ricco mecenate che osserva il proprio palazzo venir ricoperto di affreschi e altre opere d’arte; è un giovane filisofo che si indaga sul senso della vita oppure che investiga sull’esistenza delle divinità o del naturale; è un tranquillo pastore che porta il suo gregge tra le colline della Lenea a pascolare e osserva in lontanaza una battaglia tra due città vicine e rivali; è un esploratore che vuole superare i confini del mondo conosciuto oppure un mercante di beni di lusso che veleggia con la sua flotta di navi per trasportare oro, sete preziose e spezie tra oriente e occidente.

Anche i leneani sono politeisti, il culto del dio Therìa , divinità della libertà, della diplomazia, della politica, la protettrice delle città-stato; un’altra è la dea Techna , divinità dell’arte della cultura e della conoscenza, ispiratrice di bardi, filosofi e artisti; una buona parte della popolazione pratica anche l’ ateismo .