[Resoconto] I Frammenti del Passato

Raccolta dei resoconti delle sessioni della campagna masterata da Impesio: I Frammenti del Passato

Personaggi

Giank: Shonin Urufu / Massimo Decimo Valenio: Samurai - Maschio Umano Imperiale di nascita ma crescuto a Masahiro nel Clan del Lupo, in viaggio per il continente di Vilistra per riscoprire la sua terra ancestrale e per una pausa a seguito di un incidente di caccia nel quale è rimasto ferito.

Drakuun: Ran Rajan: Guerriero - Maschio Marratar, rapito dalle sue coste native da un gruppo di schiavisti di Pontos e portato a Vilistra per alimentare il mercato nero della schiavitù.

Lamorak: Gusio / Gusia / Elenia Volusia: Ladro - Originariamente Maschio imperiale ora, divenuto donna a seguito dell'acquisto di un braccialetto maledetto, ma comunque dal passato oscuro e con l'innata capacità di far infuriare il gruppo ogni 5 minuti.

Sercinci: Gaia Castalia: Warlock - Donna Imperiale, ha passato l'infanzia come schiava degli orchi, riuscendo a fuggire solo in maggiore età, ora vaga senza meta nell'Impero.

Master39: Tulgrok Barbacciaio: Guerriero - Maschio nano del clan omonimo, si mette in viaggio in cerca di avventura dopo una vita passata a fare la guardia.

Cinna: Diesa Rodoclea: Mago - Donna nana, nata e cresciuta nell'Impero non conosce quasi nulla della tradizione del suo popolo del quale ne condivide solo l'aspetto fisico.

Personaggi Defunti o che hanno lasciato il gruppo:

Roxanne: Umana donna che ha seguito il gruppo per un breve periodo stringendo amicizia ed una quasi relazione con Gaia, lascia il gruppo non sopportando i rischi in cui incorrono.

Robb: Gnomo Bardo, piombato come un fulmine nel gruppo ed altrettanto velocemente lo lascia, solo dopo aver stretto un'ottima amicizia con Shonin e lasciandogli come ricordo il suo violino, lascia per tornare a casa dalla propria famiglia a causa degli eventi.

Prologo (1-3/14/5998)

Gli eroi stanno navigando su diversi traghetti o navi diretti in varie zone dell’Impero, ma una tempesta marina li spinge tutti verso un’isola misteriosa dove una volta risvegliati si ritrovano come unici superstiti delle rispettive imbarcazioni, inoltrandosi nell’isola scoprono un antico tempio che una volta aperto il passaggio gli provoca diverse allucinazioni, per il momento ancora indecifrabili nel quale trovano tra le varie cose anche pugnale di una strana lega.

Fortunatamente non ci vuole molto perché una nave di passaggio scorga il fuoco provocato dal gruppo per segnalare la propria presenza, venendo così tratti in salvo da uno stravagante capitano di traghetti col quale fanno amicizia e che decide di condurli verso la vicina città di Lika.

Capitolo 1: Approdo a Lika

Il Gruppo approda al porto di Lika, dove cercano di rivendere l’equipaggiamento recuperato compreso lo strano pugnale che viene venduto per un buon prezzo, dopo diverse ore di giri inconcludenti, gli eroi vengono attirati dalle grida e dall’ assembramento di un gruppo di persone mentre un losco individuo corre nella direzione opposta ormai irraggiungibile, allora gli eroi si insinuano tra la folla venutasi a creare in strada, scoprendo che c’è stato un assassinio.

Mentre alcuni cercano di avvicinarsi ed altri di carpire alcune informazioni, Shonin resta a guardare con disinteresse, finchè alle domande di alcuni testimoni si viene a scoprire che la vittima è nientemeno che il Duca della Città Massimo Decimo Valenio e che l’uomo al suo fianco è il suo fedele maggiordomo Tito Malenio, visibilmente disperato per ciò che è accaduto al suo Signore.

Sentito quel nome Shonin con un volto misto tra disperazione e sorpresa esclama: “Ma… ma… è un mio parente!”, tra lo stupore generale del resto del gruppo di eroi che vengono quindi fatti avanzare per parlare con le guardie, Shonin che fino ad allora non aveva mai rivelato di essere un cittadino imperiale di nascita si avvicina al maggiordomo iniziando a piangere e consolandosi a vicenda, mentre Gusio, Tulgrok e Ran Rajan vengono interrogati dalla milizia alternativamente, indipendentemente osservano il corpo scoprendo che l’arma usata per uccidere il duca è ancora conficcata e si rivela essere il pugnale venduto poco tempo prima, rivelazione non riferita ai soldati.

Grazie alla parentela il gruppo viene così condotto alla residenza del Duca dove continua la disperazione del maggiordomo e di Shonin.

Passata la notte il gruppo risvegliatosi scopre che qualcuno ha fatto irruzione nella residenza a causa delle numerose impronte di fango e terra presente nei corridoi, in poco tempo si scopre che le impronte conducono alla stanza del Duca, dove dopo aver bussato inutilmente fanno irruzione e trovano il Duca sveglio e nel pieno delle sue forze.

Shonin e il Maggiordomo entusiasti lo abbracciano, mentre Gusio rimane molto sospettoso di quanto accaduto, mentre il resto del gruppo accetta passivamente l’accaduto, specialmente a causa del fatto che lo stesso Duca a colazione espone quanto è accaduto.

Si viene così a scoprire che nelle regioni orientali dell’Impero stanno scoppiando dei disordini a causa di un gruppo misterioso, presumibilmente legato ai numerosi rapimenti e ritrovamenti di cadaveri, e il duca amico personale dell’Imperatore si stava dirigendo alla capitale per consegnare una lettera contenente il rapporto sulla situazione, incarico che affida a suo nipote ed ai suoi alleati.

Per la sua situazione invece dichiara apertamente che a causa della sua stanchezza e al fastidio provocato dal sole è probabilmente diventato un Vampiro, provocando reazioni diverse tra gli eroi, Shonin amante delle leggende e dell’occulto, rimane entusiasta di avere tra i suoi parenti un vero vampiro, Gusio che già lo sospettava, minaccia apertamente il Duca, mandando su tutte le furie Shonin.

Capitolo 2: Viaggio verso la Capitale

Nel pomeriggio il gruppo si mette in viaggio per la capitale, lungo il tragitto vengono attaccati da alcuni banditi, i quali tuttavia non rappresentano una seria minaccia, lasciando al gruppo la possibilità di continuare con il viaggio, giunti al piccolo villaggio di Demosio, gli eroi decidono dunque di pernottare alla locanda, ma per il resto della giornata decidono di dividersi, Gusio da solo gira per la cittadina, con l'intento di ottenere informazioni ma fallendo nel tentativo, incontrando solo un vecchio intento a guardare un cantiere e mentre si allontana i muratori stanchi dei commenti dell’uomo lo conducono all’interno del cantiere... Il resto del gruppo invece passa la sera in locanda.

La mattina seguente Gusio si sveglia e gira per la cittadina per fare delle ricerche, nei vari giri si ritrova nelle fogne nel tentativo di uscire dalla città non visto, qui incontra una ragazza di nome Xyleli, assieme percorrono le fogne uscendovi per poi separarsi, Gusio tuttavia si ritrova di fronte ad un precipizio di 20 m, nel tentare di scendere cade nel fiume, sopravvive alla caduta e incontra un pescatore al quale gli ruba pranzo, in seguito nel tentativo di seguire alcune tracce si ritrova in un bosco, dove viene attaccato da un cucciolo di lupo il quale grazie alla superiore agilità ha facile supremazia di Gusio, il suo corpo esanime viene recuperato da un’anziana signora che lo riporta al villaggio.

Il resto del gruppo viene svegliato da urla disperate, in strada una donna piange di fianco al corpo martoriato della figlia uccisa, il corpo orrendamente mutilato inducono il gruppo a cercare il colpevole, seguendo le tracce e tutti si inoltrano in una caverna che si rivela essere una tana di goblin, lo scontro che ne consegue miete vittime da ambo le parti, ma la peggio l’hanno i goblin che ritenuti colpevoli dell’orrendo omicidio non ottengono pietà da nessun membro del gruppo.

Con metà gruppo ferito ed incosciente, i superstiti esplorano il resto della tana, rivelando in una stanza nascosta piena di cadaveri rinchiusi in gabbie individuano Aela (la servitrice di Gusio creduta morta nel naufragio) che scambia soltanto un paio di parole prima di andarsene, reincontrano Gusio sopraggiunto nel frattempo, mentre nella stanza è presente anche un losco individuo che ignorando le domande del gruppo li attacca trasformando le sue braccia in due mazze.

Terminato lo scontro senza scoprire nulla dall’uomo, gli eroi trovano appunti su strani esperimenti condotti su Aela e sui molti cadaveri presenti sul luogo, e delle siringhe di tranquillante. Aiutati dai paesani il gruppo viene riportato al villaggio.

Durante la notte con il gruppo a riposo, si ritrovano tutti all’interno di un mondo onirico nel quale in un’oscura foresta circondata dall’oscurità, addentrandosi nella boscaglia vengono attaccati da 3 orsi d’ombra che non senza difficoltà vengono sconfitti, lungo il sentiero percepiscono la presenza inquietante di alcune ombre che sembrano osservarli, finchè non raggiungono un tempio in rovina con appena un arco ed una fontana, e due statue alte circa 15 m recanti la scritta “qui è dove tempo e spazio si congiungono” ad attendere il gruppo ci sono le ombre che in questo momento si palesano con l’aspetto a loro sconosciuto*, che individualmente si pongono dinnanzi ai vari eroi, dopo un breve scambio di battute, tra cui "Per sopravvivere devi sconfiggere il tuo passato” "siamo un anima sola in due corpi" le ombre improvvisamente uccidono gli eroi, allorchè vengono riportati davanti alle statue, dove queste ultime iniziano a muoversi e a prendere le forme di Xylely e Vyless, divinità del tempo e dello spazio, che impongono al gruppo la missione di scoprire cosa sta accadendo a loro e di fermare la minaccia incombente.

La mattina l’intero gruppo si risveglia in modo agitato, scoprendo che era effettivamente un sogno, anche se le ferite subite dagli orsi erano rimaste, pieni di domande e senza risposte, il gruppo cerca di mettere assieme gli indizi, ma all’ennesimo atteggiamento schivo e sospettoso di Gusio, esasperati da tale comportamento Tulgrok passa una corda a Shonin che lo lega ad una sedia, Gaia inizia a lanciare incantesimi di disintegrazione sulle sue gambe, mentre Shonin cerca di strappare informazioni, nonostante effettivamente Gusio non sappia nulla di più degli altri, l’irrispettoso comportamento porta il gruppo a non credergli ed ad infliggere maggiore dolore alla tortura, tra cui una secchiata di feci lanciate da Ran Rajan, finchè dopo l’ultimatum di Gaia e Shonin sull’immediata cessazione di qualsiasi segreto verso il gruppo, si decidono a liberarlo ed a proseguire il cammino verso la capitale.

Lungo la strada mentre attraversano un bosco, il gruppo viene colto di sorpresa da un gruppo di gnoll che riescono a sopraffare in poco tempo i guerrieri Shonin e Ran Rajan, e dopo un breve combattimento anche Tulgrok, lasciando i maghi da soli vengono seriamente feriti, solo l’intervento fortuito di un gruppo di soldati riesce a salvare il gruppo.

I soldati accorsi in aiuto si rivelano essere una pattuglia dei Cavalieri di Vilistra** della Legio I Destitutio Coeli del comandante Claudio Scipio Delerio il quale dopo aver curato gli eroi accetta di aiutarli nella loro missione di raggiungere la capitale.

Mentre sono in viaggio sulla carrozza del comandate, vengono raggiunti da due individui che agilmente eliminano il conducente e che fermando la carrozza si preparano al combattimento. Il primo è un combattente con una gemma incastonata in testa, mentre i lsecondo è un vampiro che ignora il gruppo ed ingaggia il comandante, sebbene emtrambi fossero sorpresi di vedere un Cavaliere di Vilistra con gli eroi, così l’intero gruppo inizia un cruento scontro con il secondo individuo che nonostante l’inferiorità numerica riesce agilmente a combattere uccidendo Roxanne, sebbene una volta che il suo compagno assieme al comandante precipitano nel torrente, si mette in fuga rubando un cavallo della carrozza. Subito dopo lo scontro il gruppo viene nuovamente riproiettato nel mondo onirico dove le due divinità consegnano loro la Gemmanima, un ottaedro contenente un liquido il quale ogni volta che la loro vita sta per finire viene svuotato, gli viene spiegato che qualora l’artefatto dovesse svuotarsi non c’è alcuna garanzia che il loro io non venga sostituito dalle ombre che in qualche maniera sono a loro collegate.

Una volta ripresi i sensi gli eroi trovano uno gnomo bardo di nome Devar vicino a loro, apparentemente confuso su come si trovi qui, dopo una veloce presentazione il gruppo capisce che anche lui è in qualche modo collegato alle ombre, e senza dirgli la reale motivazione del viaggio lo accolgono nel gruppo. Arrivano così al villaggio di Viadro dove è in atto una competizione di pesca, alla locanda decidono di riposarsi, riequipaggiarsi l’indomani e quindi prendere o un treno o una nave per raggiungere la capitale.

L’indomani alla locanda ritrovano il comandante che è sopravvissuto alla caduta, che accetta di aspettarli per la sera, durante il giorno il gruppo si divide per riequipaggiarsi, degno di nota l’acquisto di Gusio il quale alla ricerca di un oggetto magico che ne migliorasse l’agilità acquista un bracciale appartenuto al dio degli scherzi Garl Glittergold, il quale sebbene garantisca effettivamente il miglioramento richiesto trasforma Gusio in una donna formosa, causando forte ilarità al resto del gruppo che da quel momento decidono di chiamarla Gusia.

La sera alla locanda mentre l’oste dichiara come vincitore del torneo di pesca un arzillo vecchietto, il quale manda nel panico il comandante una volta che ne posa l’occhio, oltre alle domande di presentazione verso Devar, il comandante si separa dal gruppo unendosi ad un gruppo di soldati accorsi inspiegabilmente all’esterno della locanda per fare da scorta per l’anzioano vincitore, che all’insaputa di tutti è in realtà l’imperatore in persona, prima di congedarsi consiglia al gruppo di partire verso la città di Vennio in treno e da li proseguire direttamente verso la capitale.

Sul treno gli eroi fanno la conoscenza di una donna molto alta dai capelli bianchi ed occhi rossi dalla bellezza sovrumana, Shonin crede di averla già vista a bordo del battello e Gusia nuovamente ignorando il gurppo cerca di contattarla, ma scoperta da Devar e Shonin, la inseguono e anche loro si presentano alla donna, i maschi del gruppo e anche Gusia restano affascinati dalla sua bellezza, tra le varie cose lei consiglia di raggiugnere la capitale tramite traghetto e non col treno, per poter ammirare il porto all’alba.

A Vennio il gruppo tuttavia non accordandosi sul mezzo di trasporto e memori della passata esperienza decidono di dividersi, Shonin, Devar e Gusia prendono il traghetto, Tulgrok, Ran Rajan e Gaia prendono il treno. Mentre sul treno non succede niente di speciale, se non pagare il costoso biglietto, sul battello invece scoprono che il capitano è lo stesso del primo battello e cercando di parlarci per tutto il viaggio, riescono a bloccarlo con la forza solo una volta arrivata al porto, il quale messo ormai alle strette è costretto a confermare la sua conoscenza di Neala, ma avvisando allo stesso tempo gli eroi di non immischiarsi in forze molto più potenti di loro, chiudendo il discorso con la frase “Le creature della notte sono inquietanti”. Dopo di che sbarcano, e riunendosi col resto del gruppo decidono di alloggiare in una locanda.

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* Sono i personaggi interpretati dai giocatori nella precedente campagna.

** Corpo d’Elite dell’esercito imperiale, famoso per non aver mai subito una sola sconfitta lungo tutta la storia dell’impero.

Capitolo 3: La capitale

La mattina seguente, il gruppo finita la colazione decide andare subito a consegnare la lettera del Duca al palazzo imperiale sull’isola di Albionte, per questo si organizzano per andare all’Obelisco del progresso e da li prendere la strada che li conduce al traghetto riservato , dove vengono fermati dalle guardie e dopo aver presentato i documenti necessari, vengono condotti al palazzo dove vengono accolti dall’imperatore che viene così messo a conoscenza dei fatti e premia il gruppo con 1.500 monete d’oro.

Dopo l’incontro gli eroi decidono di ufficializzare il gruppo e vanno a registrarsi alla Corporazione dell’Esplorazione di Elesia, apprendendo che necessitano dei documenti di residenza, alla locanda quindi decidono di sbrigare alcune commissioni private nei giorni seguenti.

10/14/5998

Ran Rajan: apprende l’esistenza di una comunità di Marratar in città, ma ore di ricerche si concludono in un fallimento.

Shonin: decide di girare per la città per riscoprire le sue origini, ma al foro incontra un mercante itinerante del Clan del Lupo, col quale dopo un scambio amichevole di convenevoli, attirato da una stupenda Nodachi in vendita, Shonin decide di barattare tutto il suo equipaggiamento pur di averla, una volta ottenuta le da il nome di “Ramaurufu”; In seguito decide di fare una sorpresa al gruppo e decide di acquistare una casa in città che verrà in seguito usata come sede ufficiale, risolvendo così l’incombenza della residenza necessaria per l’iscrizione alla Corporazione. Ultimato l’acquisto e per racimolare ulteriore denaro e per continuare a esplorare la città, decide di compiere lavori da corriere, la sera alla locanda decide di scrivere una lettera per il padre.

Gusia: Passa il pomeriggio in libreria dove ottiene la cartina, e informazioni sui vampiri, la sera passa alle terme dove incontra Neala, che in privato rivela la sua identità di vampira così ne discute con una curiosa Gusia.

Gaia Castalia: trascorre il tempo tra i vari uffici comunali e della Corporazione per capire come ottenere la cittadinanza e l’iscrizione, per strada incontra Shonin impegnato nel lavoro da corriere, si scambiano saluti e alcune informazioni, ma poi si separano, alla locanda, dove ritrova Shonin trova anche una lettera a lei intestata che la invita ad uscire in un vicolo per incontrare un suo ammiratore, tenta di convincere Shonin a seguirla, ma lui rifiuta, così lei esce raggiunge il luogo indicato, ma viene soggiogata dai poteri di controllo di un vampiro, viene così rapita e condotta in un nascondiglio del Dominion in città.

Tulgrok: decide di trovare un fabbro con cui lavorare, ma dopo ore di ricerche infruttuose, decide di andare alla Corporazione per chiedere indicazione precise, viene a conoscenza che un suo zio fa il fabbro in città e gli danno l’indirizzo, visti i legami famigliari, lo zio accetta di farlo diventare il suo apprendista, Tulgrok inizia così la sua attività che continuerà nei giorni seguenti.

Nei successivi 5 giorni il gruppo si perde un pò di vista per portare avanti i rispettivi incarichi, tra le varie cose ci sono le varie peripezie di coloro che ancora devono ottenere dei documenti ufficiali, ed altri invece che se la vedono con il lavoro di tutti i giorni, degno di nota è l’incontro tra Shonin Ran Rajan e Neala nel quale vengono a sapere anche loro dei suoi segreti e del rapporto con Gusia e la sua decisione di diventare un vampiro, che non trova grosse opposizioni da parte dei due, anche se colgono l’occasione per saperne di più e Shonin continuerà ad ogni incontro a salutare Neala pregandola di salutargli lo zio da poco vampirizzato.

Nel frattempo Gaia che è stata rapita si risveglia rinchiusa in un covo dove le vengono fatti esperimenti che prevedono l’inserimento di una di quelle misteriose gemme nel proprio cuore, che gli provoca l’immediata trasformazione in una mezza succube compreso un cambiamento fisico molto più attraente, dai dialoghi dei suoi carcerieri viene a conoscenza di maggiori informazioni sul Dominium compreso il fatto che la gemma inserita nel suo cuore è un prototipo di seconda generazione.

Dopo giorni di esperimenti un’individuo misterioso irrompe nel covo e facendo strage di nemici libera Gaia che a stento ritorna dal gruppo, ormai preoccupato per la sua assenza e messo alla sua ricerca, appena la trovano Gaia spiega loro l’accaduto anche se solo a Shonin svela la sua nuova identità.

Nel frattempo ricevono una convocazione al palazzo imperiale, richiesta che manda nel panico parte del gruppo che decide di acquistare vestiti eleganti per l’occasione, il gruppo si alza all’alba pur di andare a prendere i vestiti nuovi, una volta presi si incamminano verso il porto, dove incontrano Scipio ad attenderli per condurli dalla principessa, al Castello vengono resi partecipi di una missione di spionaggio ai danni del Conte Deviano, che è sospettato di essere un sostenitore del Dominion, ma per il suo ruolo pubblico è impossibile avviare un’indagine ufficiale, vengono promessi al gruppo 10.000 Monete d’oro.

Per cercare di capire qualcosa di più il gruppo inizia le indagini dal quartiere povero, per cercare il luogo dove è stata tenuta prigioniera Gaia, ma ore diricerche risultano infruttuose.

Durante la notte tutti hanno di nuovo un sogno onirico, ma stavolta ambientato in uno scenario completamente innevato e su quella che sembra a prima vista una nave, ma dalla forma e dalla tecnologia sconosciuta, gli eroi iniziano ad esplorarla, tra le varie difficoltà riscontrate dai membri del gruppo incapaci di vedere al buio, riescono comunque a raggiungere il ponte superiore, finchè ad un certo punto Shonin si blocca e rimane shoccato nel vedere in lontananza colui che diversi sogni prima lo aveva ucciso e che presumibilmente è la sua ombra, Agherot Kryos, parte uno feroce scontro in cui Agherot tiene testa all’intero gruppo, ma grazie ad alcuni micidiali fendenti di Shonin e di Tulgrok, viene sconfitto, ponendo fine al sogno.

La mattina, ormai abituati da questi sogni il gruppo fa tranquillamente colazione e prepara un piano per perlustrare la stazione industriale, dove probabilmente il conte tiene le sue merci, qui Gaia tenta di sedurre le guardie riuscendoci, purtroppo per lei il resto del gruppo non capisce che era solo uno stratagemma per allontanare le guardie, e pensa che si sia volutamente sacrificata per permettere al gruppo di entrare, ma solo una della guardie si allontana mentre le altre restano al loro posto, incapaci di attuare un piano legale o quantomeno sicuro, il gruppo resta immobile fuori tranne per Ran Rajan che con alcune acrobazie riesce ad entrare e scorgere alcune casse col simbolo di Deviano, ma attirato dalle grida di Gaia, corre in suo aiuto, lei stava per essere drogata dalal guardia rivelatasi essere un seguace del Dominion alla ricerca di Gaia per riportarla dai suoi padroni, ma viene orribilmente massacrato da Ran che così salva la ragazza.

Quella notte, su parere positivo di tutti, avviene il rituale che rende Gusia una vampira, una trasformazione che nei limiti del possibile si può definire senza intoppi, al termine della quale decide di fare un giro notturno della città, per il resto del giorno il gruppo invece si organizza per ritornare al porto sfruttando stavolta la notte, ma anche a quel punto, sia per paura di essere scoperti, sia per un’azzardata iniziativa di Gusia che si fa scoprire ed arrestata, porta l’intero gruppo a fuggire in modo disorganizzato, per poi pensare ad un modo per giustificare tutto alle autorità mantenendo comunque la copertura.

La mattina il gruppo decide di non negare la conoscenza, ma per evitare il più possibile ispezioni casalinghe decidono di spargersi per la città, sia per ottenere informazinoi per ocnto loro, sia un’eventuale sostegno a Gusia, Ran Raja e Gaia girando per le stradine si imbattono in uno strano portale magico in un vicolo, Tulgrok e Diesa che anche loro sono in giro vengono raggiunti da Gaia che li porta a osservare il tunnel magico e dove assistono all’insensato gesto di Ran Rajan di scaraventare un passante contro il portale per dimostrare che è attraversabile solo dai membri del gruppo e non da tutti, facendo infuriare la retta Diesa, Shonin invece si imbatte per caso in Gusia e decide nonostante la naturale antipatia di aiutarla e nel farlo si conoscono un po appianando parzialmente le divergenze, entrambi decidono di rifugiarsi almeno per il momento nel nascondiglio del Dominion, ritenuto al momento sicuro in quanto difficilmente i loro nemici lo utilizzino ora che è stato scoperto, verso sera anche Shonin e Gusia vengono a conoscenza del portale e condotti, dove vengono messi a consocenza dell violento ed inappropriato gesto di Ran col povero malcapitato che si scopre essere sopravvissuto e fuggito mandando in completa paranoia Shonin e spingendo il gruppo ad entrare nel portale.

Capitolo 4: Salto nel passato

Il gruppo si ritrova in una palude sconosciuta, nell’esplorazione si imbattono in un paio di Wight ma lo scontro termina senza grossi problemi, arrivati ad un fiume scorgono sull’altra sponda una città, una volta avvicinatisi, grazie alle conoscenze storiche di Diesa, e all’udire una forma piuttosto arcaica di Imperiale, vengono a scoprire di ritrovarsi ad Elesia di oltre 3.000 anni prima, in città riconoscono il monumento a Vilistra ed il Castello antico che in quest’epoca è ancora abitato, vengono inoltre a sapere che Ideria è un Principato e non ancora un’impero, non avendo il conio dell’epoca il gruppo decide di tornare nella palude per trascorrere la notte.

Per racimolare il denaro corrente, il gruppo si separa per passare almeno una giornata di lavoro, in particolare Diesa scopre che la città è sottoposta ad una forte tempesta magica e viene a conoscenza di un mago molto potente abitante della città. Il pomeriggio si riuniscono per scambiarsi le informazioni e il denaro, inoltre su una bacheca leggono di una serie di omicidi in cui le vittime sono ritrovate stranamente senza una goccia di sangue, il gruppo inizia così a sospettare la presenza di vampiri in città, la notte in sogno il gruppo ha la visione di Xylely che li avverte di dover ritrovare il frammento del passato per farlo tornare coerente con sé stesso.

Gusia nel frattempo, che da questo momento in poi si separerà dal gruppo per la maggior parte del tempo, dopo la trance della visione di Xylely, incontra la madre di Vilistra cioè Attilea, ma per una serie di incomprensioni, prima tra tutte la sua seccatura e il seguente allontanamento forzato di Gusia le farà credere che sia sua sorella, viene poi avvicinata da un altro individuo di nome Letenio che le chiede informazioni su Attilea. Girando ancora per la città si imbatte in una scena di uno di quei misteriosi delitti e fa la consocenza di Scivrea che rivelatasi una vampira, la convince a bere sangue umano e la rende sua complice in un nuovo omicidio, dove Gusia acqusita una assuefazione al sangue umano.

La mattina il gruppo riprende i lavori del giorno prima, in particolare però Diesa dopo essersi ingraziata Vittorio Rivio Aquilo, sente parlare il Duca di una “Guerra del Desiderio”. La sera poi riunendosi il gruppo decide la prossima mossa, ma invece che andare a dormire, sempre più sospettosi della sfuggente Gusia decidono di seguirla, durante i suoi giri notturni, ma lei accortasi di essere seguita compie giri inconcludenti fino al centro città, nel quale però si imbattono in un combattimento spaventoso da parte di Attilea e dell’individuo indentificato come “Uomo col sorriso” mentre altri due individui tra cui il duca e uno strano monaco stanno ad osservare. Gli eroi però vengono visti e vengono attaccati dal monaco ma vengono salvati dal duca intervenuto che li fa scappare.

Mentre gli altri vanno in locanda shoccati dagli eventi, Gusia continua a girare di notte incontrando la sua nuova amica vampira, che la avverte sul pericolo dei combattimenti e sul fatto che la “Guerra del Desiderio” ha come obiettivo un oggetto magico misterioso.

L’indomani il gruppo decide di andare dal Duca per avere chiarimenti ma prima trovano Gusia che spiega ciò che ha scoperto quella notte, comunque girando per la piazza che trovano distrutta, vengono notati dal duca stesso che stava supervisionando i lavori di messa in sicurezza e una volta appartati il duca riferisce loro che sta combattendo in un combattimento magico fungendo come ruolo di “Master” mentre Attilea è la sua “Servant”, accettando il gruppo come suo supporto sebbene gli raccomanda di non esposri troppo ai pericoli.

Quella sera quindi per aiutare il duca decidono di seguire le turbolenze magiche che li conducono ad un antico monolite, dentro il quale pare esserci un oggetto magico, il gruppo cerca qualsiasi metodo per aprire un’eventuale passaggio segreto, ma magia da parte di Diesa, fino al sangue autoprovocato da un taglio di Shonin, senza però ottenere nulla. Di notte hanno ancora il sogno onirico in cui vedono il duca parlare con una donna in merito a “liberare l’antenato dalla Corona”.

L’indomani saputo tutto questo Shonin lo passa in biblioteca cercando di capire chi possa essere quell’antenato, e nel resto della giornata scoprono che il monolite è una cassetta di sicurezza magica, raccontano il tutto al duca che li mette a conoscenza del libro-diario “Ai posteri della guerra del desiderio”, messo il duca a conoscenza del sogno decide di invitare gli eroi a dormire nel palazzo, visto che ormai sono a conoscenza di troppe informazioni.

La mattina seguente però il palazzo viene attaccato da monaci guerrieri vestiti in egual modo a quello visto la sera precedente, ma facendosi strada combattendo mentre Shonin raccoglieva i medaglioni come trofeo, il gruppo riesce a fuggire, cercando di inseguire un tizio sospetto in un vicolo, che riesce a scappare attraverso un misterioso portale creato lanciando una fiala contro il muro, ma nella confusione perde 2 fialette ed un messaggio cifrato e protetto dalla magia.

In biblioteca quindi cercano un modo di capire cosa ci sia scritto e solo dopo numerosi tentativi scoprono che è una serie di ordini di un tale Shavron, primo ministro di un Paese sconosciuto di un altro Piano chiamato Breland, che punta a modificare il passaggio per cercare di collegare le due linee temporali, decidono cosi di passare il resto del giorno e quelli seguenti ad indagare sull’Ordine di monaci.

La notte un nuovo sogno onirico presenta una piazza addobbata a festa e una vincente Attilea che presumibilmente ha vinto la guerra del Desiderio

Intuendo che è un gruppo segreto di una religione non approvata ufficialmente, è intuibile che il coso si trovi o in templi sconsacrati o in generale in palazzi abbandonati, provato pertanto ad un vecchi otempio abbandonato della dea Alvaria dove l’ambiente tetro e contaminato da magia negromantica, tanto che la statua della dea la quale viene toccata da Gaia, la contamia con essenze oscure maledicendola, che viene curata poco dopo ad un prezzo esorbitante dilapidando le finanze d’epoca del gruppo, tuttavia sapendo che una festa si terrà in città l’indomani, sfruttano il tempo rimasto per esplorare un antico palazzo che potrebbe ospitare il covo.

Al palazzo il gruppo deve affrontare ondate di scheletri dai quali da uno di loro Shonin prende un teschio, all’interno trovano uno spirito oscuro che affascina SHonin il quale cerca di ingentilirselo inutilmente, combattendolo arrivano fino ai sotterranei dove in un passaggio segreto trovano il diario di Alanio Rivio Aquilo che parla della Guerra del Desiderio.

Tornati in città dopo essere scappati dal demone apparentemente imbattibile ma che giura vendetta verso il gruppo per le difficoltà affrontate, cercano di decifrare il diario. Quella notte però Shonin si trasforma in un mezzo licantropo, e nonostante il gruppo lo scopra lo lascia fuggire per le strade notturne.

La mattina mentre il gruppo si alza alla locanda, Shonin si risveglia in un vicolo senza alcun ricordo, e anche a causa dei danni magici provocati dallo spettro del castello si convince che il gruppo lo abbia tradito ed abbandonato, per cui decide di andare da solo al Duca per avvisarlo del pericolo e del presunto tradimento, tuttavia per strada incontra gli altri e dopo aver cercato di fuggire viene bloccato e parzialmente convinto della sincerità del gruppo, sebbene per Shonin i rapporti di fiducia siano stati distrutti, in ogni caso essendo la festa quel giorno, mettono la parte i dissapori e collaborano per irrompere alla festa, tuttavia si accorgono che in città sono arrivati strani cavalieri pesantemente armati, e non ci mettono molto a scoprire che sono in qualche modo collegati alla Guerra del Desiderio col compito di controllare che i restanti combattimenti non diano più troppo nell’occhio come i precedenti.

Cercando di intrufolarsi nella piazza Ran Rajan stordisce 3 cavalieri rubandone l’armatura che passa a Shonin e Gaia i quali si offrono di infiltrarsi per ottenere informazioni…