[Scenario] 01 - Arriva la compagnia teatrale Jarasinu

Scenario facoltativo

Tempo per rispondere: una settimana (fino all'11 ottobre incluso)

"Largo largo! Arriva la Jarasinu! Opere teatrali, grandi spettacoli, emozioni a perdifiato!"

Dopo lungo tribolare su navi e squid, l'intera compagnia teatrale Jarasinu arriva a Nuova Eos, portando con sè una rivisitazione dell'antica opera teatrale "Il giorno della pioggia assordante".

Sebbene di epoca unionista, l'opera è stata riadattata in chiave letoriana: il crudele senatore unionista Borgia è stato sostituito con un governatore navaroniano della famiglia Sinet, mentre il sindaco Enok si è trasformato in un Protettore di Spes.

Il giorno della pioggia assordante è diventato un cult in tutta Zampadur ed Eos è l'ultima meta della Jarasinu prima di partire verso Eremdur.

Eppure...

...eppure ci sono problemi, sempre. Nuova Eos non dispone di un teatro vero e proprio e la compagnia sta improvvistando lungo le strade della città. Questa situazione è intollerabile! Già molti giornali esteri stanno discutendo sull'avvenimento ed Eos è diventata una barzelletta a livello internazionale.

...inoltre la Jarasinu non ha fatto i conti con i costi per il futuro viaggio ad Eremdur. Dato che i suoi componenti sono solo quindici, una piccola nave volante sarebbe l'ideale per arrivare al continente volante, ma senza i soldi ricavati in un teatro decente, difficilmente la compagnia teatrale riuscirà ad affittarne una per il lungo viaggio.

Cosa faranno i governanti di Nuova Eos, di fronte a questo dilemma?

Off:

non so se ci vuoi male o se vuoi male a questa compagnia.

Nel dubbio, ti guardo male.

:fermogrr:

Nuova Eos non dispone di un teatro vero e proprio e la compagnia sta improvvistando lungo le strade della città.

Come è possibile, Nuova Eos non dispone nemmeno di strade! :asd:

Off: gente, oggi a mezzanotte scade lo scenario ;-)

Risposta SCENARIO I

‘Magagne. Pure, incasinate, incomprensibili magagne’.

Se Nuova Eos avesse avuto mai bisogno di una frase descrittiva, nessuna sarebbe calata a pennello come questa, pensava il Capo Ricercatore governativo HOPE, stressato come al solito, ed in ritardo con il suo appuntamento ai Piani Alti. Vuoi per i continui cantieri in piedi da 20 anni, vuoi per la Sindrome da Isolamento Abissale che dilagava per la popolazione, vuoi per i guasti delle attrezzature oramai rattoppate alla bell’e meglio, o la burocrazia che non aiutava. Da due settimane il Climer-712 aveva avuto un guasto alle camere primarie di combustione, con annesso aumento della pressione e dell’umidità erogata nelle unità abitative. Riuscire a respirare in certe camere era impossibile, specialmente con le fornaci attive. E gli uffici che facevano? Ricercavano sui protocolli, chiedevano ai superiori, compilavano libri mastri, le cui pagine spesso rimanevano incollate per l’umidità dell’aria, mandando alla malora ore ed ore di nulla scritto in nulla colante.

“Giuro, Signorina Galloway” disse HOPE alla sua apprendista appena dietro, “Se ne capita un’altra, è la volta buona che faccio saltare un bel po’ di teste! Dico io, come diavolo faccio a lavorare, se c’è una patina umid...”

Non finì neanche di parlare, che gli esplose in faccia getto di vapore incandescente da un tubo del circuito Climer, evidentemente sotto pressione anche lui. Non fece una mossa, rimase perfettamente fermo, mentre i segni di una ustione di secondo grado iniziavano a comparire su mezzo volto.

Nel corridoio si era fatto subito silenzio, mentre il tempo stesso pareva dilatarsi come le bolle da bruciatura sul volto dello scienziato. Ad un certo punto, si sentì solo un sibilo:”Sarìa....”.

La giovane assistente trasalì sentendosi chiamare per nome. “Si...Signore?” chiese impaurita.

“Ho attualmente metà del volto praticamente menomata. Sai che vuol dire?” continuò con tono piatto il Vessel. Brutto segno.

“Le...Le contatto i responsabili?” rispose professionalmente la giovane. “Li voglio alla gogna. E poi, li voglio PER ME.”

Poteva quasi udire il brivido freddo salire lungo la schiena della ragazza. Succedeva sempre così quando parlava delle SUE operazioni. Nulla di inaspettato, perfino HOPE o, almeno, la sua parte umana scollegava i moduli emotivi per eseguire meglio alcuni suoi “passatempi”. “Sarà fatto, Signore.”. Sarìa Galloway, seppure appena venticinquenne, era una ragazza in gamba, inflessibile e professionale, seppure umana. Un limite ed una benedizione che aveva spesso posto un paletto salvifico ai protocolli sempre più alieni del Capo Ricercatore.

Continuarono a camminare, mentre la faccia del Vessel si rigenerava lentamente, con tanto di felici endorfine di corredo, fino ad un risultato quasi impeccabile, arrivati alla Scala.

“Accidenti...quella fuga di vapore non ci voleva” ammise mestamente lo scienziato, specchiandosi nelle vetrate degli elevatori della Scala. “Se mi è permesso dirlo, trovo che il suo fattore rigenerante abbia fatto un ottimo lavoro invece. Se non lo sapessi, non potrei mai immaginare del suo incedente” cercò di rincuorarlo Sarìa. “Oh, non mi preoccupo della faccia!” Disse scherzando il Capo, continuando “Sono i capelli che mi preoccupano. Ho una metà sistemata, ed un’ altra che sembra avere ancora la piega del cuscino!”. Non sorrideva da tempo, aveva notato Sarìa. Era contenta di quella espressione.

Un’espressione che svanì presto, alla vista di quindici pagliacci bloccati alla dogana. E strepitanti.

Molto strepitanti.

“Sarìa, ti prego... Dimmi che questo è un incubo” implorò HOPE.

“Il getto di vapore come lo spiega?” rispose immediatamente l’apprendista.

“Come una ubriacata pesante ed uno scherzo da prete del comandante Ghost?” disse quasi senza speranza il superiore.

“Se siamo in suo incubo, HOPE, spero che si svegli presto”.

Trasalirono entrambi alla voce della Big Sister. “Siamo in molti allora, fondiamo un club?” scherzò con sarcasmo il ricercatore. “Temo che ci siano cose più importanti da fare. Ad esempio, sbarazzarsi di quei 15 guitti, e discutere della scoperta del team 17. Magari con un po’ più di rispetto, servirebbe di questi tempi” incalzò con impazienza la governatrice.

“La Signorina Galloway ha con sè i rapporti del team, non ci sono problemi. Se posso azzardarmi, posso provare a cacciare questa compagnia itinerante?” rispose ghignando l’uomo di scienza. Gli piaceva smontare i bigotti, non era una novità, la Big Sister lo sapeva benissimo.

“Faccia pure, ma la aspetto tra 10 minuti ai Piani Alti. Se non arriva in tempo, gli dimezzo i fondi, d’accordo?”

“Una sfida?” la guardò di sottecchi, assaporando il momento “7 minuti, e sono da lei”.

Detto questo, HOPE girò i tacchi, avvicinandosi alla dogana, ed agli insulti che volavano da questa.

“E’ improponibile!”

“Inaccettabile”

“Una offesa all’arte!”

“Un onta per noi e per voi, poveri Eossiani!”

‘Oh, oggi mi diverto’ pensò lo scienziato divertito, ‘It’s showtime!’

“Scusate, validi compagni e bardi intrepidi” incominciò per far leva sul loro ego “E’ possibile che ci sia stato un malinteso. E’ possibile sapere il motivo di tanto trambusto?”

“Il motivo?” iniziò rosso in volto quello che pareva il capo della compagnia, “Il motivo è che siamo venuti qui per fare la nostra rappresentazione e per prendere il volo verso Ermendur, ed ora che abbiamo attraversato il mare e che la nave che ci ha ospitato è bell’e salpata, vengono a dirci che “non abbiamo i permessi”. Dico, cosa vuol dire “non abbiamo i permessi”? Da quando esistono questi “permessi”? Non era mai successo nella storia della Grande Compagnia Jaranaisu!”.

‘Incredibile, 2 minuti ed ho già l’emicranea... E poi, che razza di nome è Jaranaisu?’ pensava lo scienziato mentre il guitto continuava a sbraitare, sempre paonazzo in viso. Lo lasciò sfogare fino alla sfumatura peperone-bruciato, e qui lo interruppe:”Lei è a conoscenza della direttiva 891-4a-bis per l’autorizzazione delle rappresentazioni teatrali sui terreni di Nuova Eos?”

L’uomo parve sgonfiarsi, “C-come?” balbettò interdetto “M-mo-moduli? Stiamo parlando ancora di moduli? ANCORA?” chiese esasperato.

“Di idee di moduli. Scarabocchiate dai nostri burocrati, ed attualmente grazioso passatempo dei gatti della Big Sister. Senza di quelli, però, non solo non potrete andarvene, ma sarete anche considerati spie esterne, da processare in direttissima”.

La compagnia si ammutolì.

“Ho la vostra attenzione, ora, giusto?” continuò maligno HOPE, “Bene, buttiamola sul pratico: non avete modo di tornare indietro, non avete le autorizzazioni necessarie e necessitate di un passaggio, giusto”.

“E di denaro” azzardò una vocina nel fondo della comitiva.

“E di denaro. Bhè, non vedo che due soluzioni: o vi facciamo sparire dolorosamente, oppure....”

“OPPURE...” continuarono ansiosi i teatranti.

“oppure...”...

...

Lo sguardo della Big Sister era sempre stato criptico, misterioso, perforante. Alcuni ancora sussurrano che la Governante Eossiana sia in realtà una cieca, in grado di scrutare le anime.

Ma, adesso, nei suoi occhi, Sarìa Galloway leggeva solo disperazione. La tipica disperazione della madre che trova il figlio con un cucciolo di una specie non meglio identificata, degli occhioni da cerbiatto ed un filo di voce tremante che chiede:”Posso tenerlo?”

Questa volta, però, i cuccioli erano 15 teatranti.

“Non se ne parla”.

“Avanti, valuta le possibilità”.

“Possibilità?”

“Già, le possibilità!”

“Le possibilità di un branco di comici sconosciuti?”

La compagnia, tenuto sotto controllo dalle Guardie Abissali, parve risentirsi di questo commento. Per lo meno, il capocomico aveva ritrovato 3 sfumatore di rosso.

“ Non abbiamo neanche un teatro. A malapena abbiamo delle camere private! HOPE, ti si è di nuovo depressurizzato lo studio oppure sei uscito di senno tu?”

“Oh, per l’amor del... Tu!” urlò il capo indicando quello che pareva il più piccolo del gruppo, un ragazzino di appena 16 anni, con tanto di baffetti scuri da pubertà esplosa.

“I-Ii-IO...ehm, si, signor... signore?”

“Racconta alla Big Sister cosa vi serve.”

“E-ec-ecco...I-il tour doveva finire qui, qu-qu-quindi ci manca ancora l’ultimo incasso e-e-ed un pass-passaggio per Ermend-du-dur...” Disse quasi facendosela addosso. “Ma-m-ma non è vi-vit-vitale, possiamo trovare un acc-accord...”

Il capocomico lo bloccò.

“Porco il pollo celestiale, Bartemas, CHIUDI QUELLA FOGNA DI BOCCA!”.

L’adolescente si eclissò.

“Quindi... oltre ad essere dei teatranti, sono anche teatranti accattoni” sancì tetra la Big Sister.

Il silenzio avvilupò l’Alta Camera.

“Non vedo altra soluzione. Li tratteremo come gli altri. Guardie, accompagnate i nostri ospit...”

“NO!”

Il capocomico era oramai più rosso del sangue appena versato.

“Mi oppongo. Lasciate andare i giovani, non hanno colpe, se non il volere una vita avventurosa. Prendete chi li ha portati qui...”

Fece una pausa drammatica, cadendo in ginocchio e chiudendo gli occhi per ricacciare indietro le lacrime.

“Prendete me.”

Il tempo era come sospeso...

...Una situazione presto infranta dal lento applauso della Big Sister stessa.

“Un animo nobile come il suo non merita le profondità marine” disse sorridendo “Debbo ammetterlo, sono colpita. Non pensavo che esistessero persone simili oggigiorno”.

La compagnia tutta pareva pietrificata dallo stupore.

“Avete detto di aver bisogno di un passaggio per Ermendur e del conio giusto?”

Il vecchio non potè fare altro che annuire, terribilmente simile all’adolescente che poco prima aveva azzittito.

“Bene. Visto che non abbiamo un teatro, e che non possiamo permetterci delle variazioni nella tabella delle costruzioni, copriremo noi le spese del viaggio, e parte del vostro futuro tour. Forse non avremo delle strutture adeguate ora, ma non si dica che, per questo, Nuova Eos non abbia a cuore la cultura!”

I teatranti ripresero colore, mentre la proposta della Governante diventava sempre più allettante.

“Per il viaggio, possiamo offrirvi un gruppo di Guardie cittadine. Vi scorteranno a Spes in breve, dove potrete accedere facilmente alle Isole del Cielo. Conoscono bene le spiagge e le coste di questo mare e delle terre che bagna, sarà un viaggio veloce, uno, due giorni al massimo” continuò la Galloway.

“Allora” esortò radiosa la Big Sister “che dite, Compagnia Jaranaisu?”

I complimenti, le ovazioni ed i ringraziamenti non si fecero attendere.

“Ottimo” disse divertito HOPE “Signorina Galloway, quand’è che partiremo?”

“Dopodomani pomeriggio. I nostri compagni potranno riposare nelle sale degli ospiti”.

“Eccellente” lo scienziato aveva stampato in volto il ritratto della felicità “Direi che abbiamo un accordo allora! Che ne dice di accompagnare i nostri amici allora, Signorina?”

“Con molto piacere, Capo Ricercatore”. Sarìa si rivolse alla compagnia estasiata “Se volete seguirmi signori”.

Scesero verso la città bassa, scortati dalle guardie, in un tripudio di sospiri di sollievo.

“E quelli si definiscono teatranti?” sbotto HOPE, una volta lontane le orecchie dei comici.

“A quanto pare, il diritto di parola non prescinde il dovere della meditazione” rispose la Governante, massaggiandosi le tempie, “Hai usato la scusa dei moduli immaginari?”

“E’ vecchio come trucco, ma funziona quasi sempre!”

La Big Sister si lasciò scappare una risatina.

“Pensi di poterli indottrinare in un giorno?”

HOPE si girò appena il necessario per lanciarle uno sguardo sornione.

“Sis... ti ho già detto che mi piacciono le sfide, no?”

15 teatranti erano arrivati a Nuova Eos.

15 ospiti ci rimasero.

15 amici della città la lasciarono due giorni dopo.

Si ringrazia vivamente Ghideon Vakarian per tale scritto.

Ho le dita a pezzi TT_TT

Ho le dita a pezzi TT_TT

Esagerato :-P

Ho le dita a pezzi TT_TT

Esagerato :-P

Un par di cubi. Ho dovuto scrivere, trattare, ritrattare, inventare e rattoppare tutto ciò in 2 giorni scarsi, facendo la mia parte e quella di Naky. Se non fossi esonerato da un paio di corsi ed il mio corpo non andasse a caffeina, sarei un morto vivente.

Allora non dico niente in merito alla consecutio del primo verbo :asd:

Allora non dico niente in merito alla consecutio del primo verbo :asd:

L']

Allora non dico niente in merito alla consecutio del primo verbo :asd:

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Quando ho letto "patina umida" sono trasecolato poi, mi sono strabuzzati gli occhi perchè avevo fatto un'aggiunta mentale e visto il contesto... :asd:

Allora non dico niente in merito alla consecutio del primo verbo :asd:

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Quando ho letto "patina umida" sono trasecolato poi, mi sono strabuzzati gli occhi perchè avevo fatto un'aggiunta mentale e visto il contesto... :asd:

:rotfl::rotfl::rotfl:

Kata porcellino.