[Scenario] 05 - Un futuro rosso sangue

Mas Kalor, uno dei pochi filosofi rimanenti ad Helyon, ha oggi annunciato che la lotta per l’eguaglianza non è ancora finita. I nostri lettori conosceranno sicuramente le tesi collettiviste nate nel Popolo della Nebbia e Kalor, convinto sostenitore di queste tesi, sta riuscendo ad avere un forte appoggio tra i contadini e gli ultimi di Helyon.

Costoro sembrano apprezzare il regime militarista che si sta lentamente insediando nell’ex Regno, ma pretendono misure atte ad un’eguaglianza più forte tra le classi economiche, una lotta più forte al “porco zenarista” e bandiere più rosse.

Il regime ascolterà l’ultimo sopravvissuto di un’elite culturale ora in declino o lo caccerà in qualche fredda distesa, mettendosi contro l’interno popolo? Stiamo forse assistendo alla nascita di un’unione di città stato, repubblicane e collettiviste? L’osservatore Avaloniano vi terrà aggiornati su eventuali sviluppi.

Janet Regar – Osservatore Avaloniano

Richiesta: Mas Kalor, sostenitore accanito delle tesi collettiviste del Popolo della Nebbia, ha approfittato del periodo di grande instabilità politica del regno per avanzare le tesi che lui stesso supporta, generando una grande ventata di voglia di cambiamento nel popolo. Ma il governo le farà sue? E se sì, quali saranno le grandissime riforme?

Difficoltà: Media

Premio in Punti Supernici: 2.5

Premio in Zenar: 2.500 – Con eventuale incremento a seconda della risposta.

Avete tempo fino a domenica 3, ore 18.00.

Questo Scenario mi puzza di comunismo e possibile rivoluzione russa dalla prima all'ultima parola... :sisi: Penso che ci scriverò un bel GDR! :ahhh:

Risposta

L'incontro

Era una mattina come tante presso la corte di Rodumir; tra i corridoi si sentivano i soliti schiamazzi dei cortigiani annoiati, i duchi ed i principi discutevano sul da farsi e gli aristocratici leggevano il giornale nelle varie sale del palazzo.

Proprio davanti al portone dell’ufficio del Principe Marèk, nel sfarzoso corridoio che dava sulle stanze reali c’era in attesa un uomo mingherlino, aveva baffi arricciati e una pettinatura tipica degli aristocratici helyani. Quell’uomo si chiamava Mas Karol, egli negli ultimi tempi era divenuto molto popolare tra il popolo, tuttavia di lui si sapeva ben poco nella corte. Marèk invece conosceva molto bene quell’uomo, era molto curioso di conoscere le sue teorie che da mesi stavano infiammando le piazze, voleva capire cosa sosteneva, cosa insinuava!

<> disse il segretario di corte, affacciandosi dal portone della stanza reale <

<> disse il principe mentre l’uomo mingherlino, dai baffi arricciati si sporse dal portone e accennò un timido inchino al Principe.

<> esortò Marèk <

<> esordì l’ospite

<< mmmh, cosa abbiamo qui? Posso offrirle della birra moleuita? Eheh immagino si aspettava qualcosa di più raffinato! Che ci vuole fare, non riesco ancora ad abituarmi alla vita da “Principe”, preferisco la puzza di polvere e il sangue rappreso sulle lame dei miei soldati>>

<< Si figuri! A quest’ora non mi vanno a genio gli alcolici>>

<>

<< Sono quanto mai lusingato delle vostre parole, sono felice che voglia partecipare anche lei, alto principe, alle mie farneticazioni, purtroppo mi dispiace deluderla ma io non racconto altro che le mie idee, idee che al popolo piacciono!>> proseguì Karol << Sinceramente pensavo che non sarei uscito da questo palazzo con la testa ancora attaccata al collo sta mattina>>

<< Eheh… invece io le propongo di collaborare, parlatemi della vostra corrente, se solo metà delle voci che odo dall’alto del mio palazzo sono vere, beh signor Karol, io e lei andremmo molto d’accordo!>>

I due iniziarono a discutere e ben presto la giornata passò, tuttavia le intense discussioni tra i due sembravano non dover mai più cessare, il principe non fu mai così entusiasta, le idee e la filosofia di Karol lo convincevano ad ogni ora che passava.

Ad un certo punto il filosofo tirò fuori dal suo borsone una cartella piena di fogli e documenti: tutto il sapere, tutte le conoscenze e le idee dell’uomo erano ora a disposizione del principe. A notte fonda finalmente i due si quietarono, Marèk decise di condurre Mas ad una stanza di corte, in modo che la mattina dopo avessero avuto modo di proseguire le loro discussioni.

50 sfumature di rosso

Qualche settimana dopo…

Hilton Benjamin era un aristocratico senza arte ne parte, viveva grazie al patrimonio di famiglia e passava le sue intere giornate presso l’osteria della Contrada di Sangar. Egli incontrava i suoi coetanei per prendere parte alle ormai usali partite di carte, per poi finire la giornata con baldorie e sbornie di proporzioni epocali.

In quei giorni Hilton si accorse di una cosa piuttosto inusuale, nell’edificio di fronte all’osteria venne aperto una sorta di circolo, l’edificio era adornato di bandiere rosse e ogni mattina si riempiva di gente, per lo più filosofi e teologi, niente di più ridicolo per un tradizionalista come Hilton. All’inizio non ci fece nemmeno molto caso, mostrava totale indifferenza tuttavia, dopo qualche giorno, divenne sempre più infastidito dalla folla sempre più vasta che si creava all’interno dell’edificio.

Iniziò ad incuriosirsi, non capiva bene cosa accadesse dentro quel circolo; una mattina venne affisso un cartello sulla porta: “Circolo Masista”. Rimase di stucco quando il luogo iniziò a raccogliere famosi scrittori, ideologi e filosofi anche di origini avaloniane e bopduriane. Una mattina fece visita addirittura il Principe Marèk, lasciando di stucco l’attonito Hilton.

Quella sera, prima della baldoria si ripromise che la mattina dopo avrebbe fatto una capatina li dentro, solo per curiosità, giusto per capire cosa diavolo si faceva dentro quell’edificio tutto adornato di rosso. Dunque la mattina seguente si mise la camicia da cerimonia, si infilò il miglior giacchetto e dopo la partitelle a carte con gli amici prese coraggio e andò a curiosare. Hilton bussò timidamente alla porta e si affacciò, gli venne incontro un giovane ragazzo biondo.

<< Cerca qualcosa messere? Entri pure!>> esordì il giovinetto

<< Temo di aver sbagliato indirizzo>> rispose Hilton con un po di imbarazzo e rimorse per essersi permesso di entrare li dentro

<< Non penso proprio signore! Lei è cui per ascoltare, venga e non se ne pentirà>>

Da allora Hilton smise di frequentare l’osteria e ogni mattina invece di raggiungere i suoi amici per la partita di carte mattutina svoltava qualche metro prima per raggiungere il circolo, sempre più entusiasta di ciò che apprendeva.

Smise di spendere il suo patrimonio familiare, iniziò ad indossare fasce rosse al braccio e fu uno dei primi a sventolare le bandiere scarlatte nelle piazze. Helyon stava diventando sempre più rossa, forse qualcosa si stava smuovendo!

Cronologia aggiornata :thumbon:

Ho denaizzato ancora di più il nome in "Mas Karol" (bello, ora il suo cognome significa "aria" :asd: ), cambiato anche nella wiki ;-)

Ho denaizzato ancora di più il nome in "Mas Karol" (bello, ora il suo cognome significa "aria" :asd: ), cambiato anche nella wiki ]

kata sempre sia lodato :angel:

Kata

Il nome andava così perchè era una chiara citazione a Karl Marx. Devi lasciare intatte le mie citazioni, se no il tutto perde di significato.

Scenario Religioso 5 – Un futuro rosso sangue

Correzione:

Grammatica e Lessico: Cali occasionali e vertiginosi del lessico e della correttezza ortografica, come ho detto, sporadici ma di cui non è possibile non tener conto. State attenti e rileggete sempre, dopo aver scritto, mi raccomando!

Contenuto: Siete andati fuori tema. E anche alla grande: per prima cosa mi avete parlato dell’incontro tra Max (io lo chiamo ancora così, essendo una palese citazione) e il vostro Principe sulle tesi ECONOMICHE, perché di economia si parlava in questo scenario, dello studioso. I due si piacciono e iniziano un’accesa discussione su tesi ECONOMICHE, tendo a ribadire.

Dopodiché mi avete parlato di un circolo di pensiero COMUNISTA (quindi tesi ECONOMICHE, le tesi del Popolo della Nebbia) dove si ritrovano i colti di Helyon.

Avete usato l’escamotage di attingere risorse intellettuali, ora inesistenti ad Helyon, da Avalon e Bopdur, e questo può andar bene, ma ciò non toglie che non avete minimamente considerato l’aspetto economico dello scenario. Vi siete limitati a trattare di tesi non specificando mai quali, di discorsi (mai specificati) e avete tralasciato totalmente il fatto che il popolo voglia riforme economiche e sociali.

Come detto, avete trattato di uno scenario che non vi era stato dato. Il vostro, invece, era sull’eventuale adozione (o quantomeno discussione) delle tesi economiche di Kalr, spinte dal popolo tutto.

Premio Punti Supernici: 1 – Con Modificatore: 2

Premio Zenar: 1000

Uhm... Spy forse tutto sommato era meglio se usavi la mia risposta... Io almeno facevo uccidere Kalr Max dai servizi segreti di Dreio per evitare che si diffonda il pensiero Collettivista... :sisi:

Più che altro trattandosi di Helyon mi sarei aspettato una deriva più religiosa nella risposta, quasi a definire che il nadulismo è davvero il centro perenne del discorso helyano, in qualsiasi tematica.

In realtà come risposta poteva andare, insomma Helyon sta cambiando! tuttavia ho sbagliato il tema dando una concezzione più filosofica e intelletuale che economica...

In realtà come risposta poteva andare, insomma Helyon sta cambiando! tuttavia ho sbagliato il tema dando una concezzione più filosofica e intelletuale che economica...

Comunque ho notato che in questo periodo sei molto impegnato, se vuoi che agli scenari ci pensi io non c'è problema, tu mi butti giù delle linee guida ed io penso al resto! ;-)

Oddio Faz, sarebbe stato meglio?

Sì, se volevate una rivoluzione sarebbe stato molto meglio.

Oddio Faz, sarebbe stato meglio?

Sì, se volevate una rivoluzione sarebbe stato molto meglio.

Kennedy era ben voluto dal popolo, voleva portare grandi cambiamenti negli USA ed è stato ucciso nel bel mezzo di Dallas, circondato da milioni di persone... Eppure non è scoppiata una rivoluzione o sbaglio? I potenti sanno come calmare il popolo ed estraniarsi dalle vicende sporche, specie se l'unico modo per informare le masse è solo il giornale (come nel nostro caso GDR).

Inoltre il nostro è uno scenario medioevale, non industriale come quello in cui nacque il pensiero comunista. Nel medioevo i contadini erano troppo poveri per pensare alla vita politica e troppo ignoranti per saper leggere un giornale, quindi il fatto stesso che i pensieri di Max Kalr siano conosciuti e sostenuti dai contadini e dai poveri è inverosimile... :sisi: