Seduta del Direttorio Straordinaria - Questione Sorin

Seduta del Direttorio n°485 - 36 anno dalla Fondazione

"Apro questa seduta Straordinaria del Direttorio come richiesto dal Dottor Sorin, nella sua lettera privata che ha inviato qualche giornata fa.


Prima di arrivare all'ordine del giorno, però, vorrei illustrarvi dei cambi di dirigenza che l'Ufficio del Rettorato ha disposto: li avrei presentati in una seduta ordinaria, ma temporeggiare oltre mi sembra vano e inappropriato, soprattutto nei confronti dei nostri cittadini.


Per questo ho deciso di spostare il Dottor Vapòr, per i suoi meriti in campo scientifico, alla guida di Sistemi Avanzati, ponendo fine al criticato controllo dell'SSRI su tale reparto. 


Il posto occupato da Vapòr alla guida di Biotecnologie verrà assunto da questo momento dal Dottor. Lividain, per i suoi meriti accademici e scientifici in quel campo di ricerche.




Detto questo, e dando il benvenuto al Dottor Lividain all'interno del Direttorato, andrò ad elencarvi in modo puntuale le materie all'ordine del giorno di questo Direttorio. Sorin ha richiesto la nostra attenzione su:

- L'abbandono del partito collaborativista.

- L'oscuramento delle religioni nelle lezioni scolastiche e minor peso della storia antecedente all'Istituto.

- L'educazione del giovane scienziato

- Abbandono totale della lingua spesiana

- Progetto Genov

Per quanto riguarda il punto primo, tendo a considerarlo fuori dalle attenzioni di questa sede: la situazione internazionale è grave, sicuramente, ma chiuderci all'Esterno ora, vorrebbe dire condannare le vite di molti ad una morte certa senza alcun aiuto verso il Protettorato. Questo vale anche per l'abbandono della lingua spesiana, il denai, che non faciliterebbe per niente gli scambi commerciali, culturali e scientifici con l'Esterno. 




Ad ogni modo, se qualcuno di voi ha qualcosa da aggiungere riguardo queste prime materie, e vuole apportare la sua valutazione critica, sono aperto ai pensieri di tutti. 

Era stato informato prima del perchè della sua presenza a quella riunione. Era felice, aveva lavorato duramente per arrivare nel direttorio e si sentiva sicuro di sè. Guardò Vapòr con un ghigno "Il reparto ora è in mani migliori, Direttore" pensò, scherzandoci su. Quella sera avrebbe dovuto festeggiare, in qualche modo sarebbe stato rilassante in quel periodo così teso.

<<Inizio ringraziandovi per avermi dato l'onore di far parte di questo tavolo>> disse alzandosi << Spero di dimostrarmi degno del compito. Per quanto riguarda la mia opinione sui fatti qui esposti, tralasciando quindi il punto uno come consigliato dal Rettore, credo che le religioni, e quindi gli insegnamenti su di esse, siano il male delle civiltà. Chi adora un dio prende decisioni offuscate.>> si guardò intorno prima di continuare <<Quindi anche se sono dell'idea che bandire le religioni possa essere un bene per la comunità, credo che non insegnare la storia antecedente all'istituto sia sbagliato in quanto conoscendo la storia passata è più facile non commettere gli stessi errori dei nostri antenati. Credo che l'educazione storica sia essenziale, sia per il cittadino medio che per lo scienziato.>>

Deglutì, e si sedette <<Per ora mi fermo qui, non vorrei argomentare su tutto in una volta>>

"L'oscuramento consiste nel non insegnare agli allievi di età non adulta le religioni e gran parte della storia passata soffermandosi sull' Istituto. Se vogliamo creare un futuro, dobbiamo prima insegnare a farlo. Ora come ora, gli studenti diplomati non stanno creando quello che più desidero, ovvero la cultura dell' Istituto. Non ci sono nuovi scrittori o talenti, solo persone che guardano i libri e desiderano tornare nelle ere passate.

L' Istituto non si può permette una generazione di passatisti."

Rispose Sorin a colui che riteneva un pivello.

"Sono tendenzialmente d'accordo con la disamina del Dottor Lividain su i rischi che il mancato studio della storia, anche precedente all'Istituto, può causare nei nostri giovani. Ignorare ciò che è stato, può solo portare come risultato il ripetere errori già fatti. Comunque, alla luce di ciò, non escludo che l'autonomia decisoria finale spetta al Reparto di Scienze Umanistiche, e su questioni di stretta giurisdizione del suo reparto, Sorin, il Direttorato non può e non deve prendere decisioni.

Tutto ciò che posso fare, io come Rettore, e possiamo fare, come suoi colleghi, è esortarla ad un cambio di marcia su questi aspetti: è verissimo che il futuro deve essere l'idea verso la quale i nostri sforzi devono essere indirizzati, ma è possibile una coesistenza di istanze e problemi passati, che appunto al passato non avevano una risposta, con questa inclinazione verso il domani, che può rivelarsi essere gravido di idee per risolvere proprio quei problemi del passato ancora non risolti. 




Per quanto riguarda il primo punto, posso darvi la mia assicurazione che nessuna religione sarà permessa all'interno dell'Istituto, ma non per questo la nostra linea d'azione internazionale dovrà essere più arida nei confronti di quelle nazioni che per scelta seguono una dottrina. 




Dottor Sorin, vuole introdurre un altro argomento?"

Dopo un piccolo silenzio, Sorin rispose:

"Ho intenzione di abbandonare il partito collaborativista. Ma senza di me, quel mucchio di persone che credono negli ideali dello scambio commerciale si ribelleranno, quindi, voglio lasciare quella "cattedra" a qualcun' altro presente in questa sala. Quando ho preso le redini di quel partito mi aspettavo di ricevere più appoggio da parte del popolo sia interno che esterno, tuttavia non ho trovato alcuna risposta e ora sono troppo impegnato a condurre altre cose. Chi si offre?"

Vàpor stava ponderando da molto la sua risposta, l'affermazione di Sorin gli diede l'innesco per iniziare a parlare

"Peter, non credo che qualcuno vorrà prendere le redini di un partito tanto populista come il tuo, io lo ritengo in tal modo; tralasciando questo discorso che impallidisce rispetto all'importanza degli altri vorrei dire la mia: per una volta devo confessare di trovarmi d'accordo con Richard, non possiamo chiuderci ora, abbiamo ancora troppi studi da compiere sul morbo e l'epidemia all'interno delle nostre mura non è abbastanza per raggiungere delle conclusioni.

Parlando invece dell'insegnamento delle religioni e della storia antecedente all'istituto direi che Lividain ha ragione, in parte, le religioni sono l'oppio dei deboli, l'unica cosa in cui gli abitanti dell'istituto devono credere è la scienza che li ha sempre protetti, ma bisogna dare molto più spazio alla storia dell'istituto, delle grandi persone al suo interno e delle loro imprese e scoperte.

Vorrei inoltre porgere le mie congratulazioni a Lividain, sono sicuro che porterà onore al mio posto come direttore di biotecnologie."

"Io invece sono sicuro di essere in mezzo ad un branco di idioti."

Pensò amaramente Sorin.

"Sono sicuro che il Dottor Lividain saprà sicuramente rendere onore al già eccellente lavoro fatto dalla passata amministrazione del Reparto, Vapòr.

Ad ogni modo, se ritiene che non ci siano più occasioni di migliorare un partito che in questo periodo più che mai può garantire ottime idee da sottoporre a questo Direttorato, vedrò di farmene carico io stesso: sin dalla sua fondazione, il partito Collaborazionista è stato l'idea alla quale mi sono ispirato per il mio lavoro di Rettore che spero che, in questi quasi quarant'anni, tra chiusura e apertura, sia stato fruttifero non solo dal punto di vista della mia carriera, bensì per tutto l'Istituto.




Dico questo, annunciando il mio ritiro dall'Ufficio del Rettorato: è ora che l'Istituto si esprima, nella voce dei suoi Direttori, ed elegga il primo, VERO, Rettore dell'Istituto, che mi auguro adempia ai suoi obblighi con la serietà e la professionalità che ognuno di voi già ha dimostrato nel suo operato di Direttore."

Il dottor Sorin sapeva cosa fare.

Mentre tutti erano sconvolti dalle elezioni, Sorin non aveva aperto bocca riguardo al progetto Genov, a quanto pare un colpo di fortuna. Bisognava agire in fretta.

"Il suo rettorato rimarrà nella storia dell' Istituto, ma ora bisogna svolgere il dovere democratico. Mi candido per la posizione di Rettore dell' Istituto."

"Dottor Sorin, mi dispiace doverla correggere, in qualità di Rettore uscente, che non c'è bisogno di alcuna candidatura. Si procederà al semplice voto per ciascuno di noi, dove ciascuno di noi è sia elettore che candidato.

Ovviamente, per quanto mi riguarda, la scelta del nuovo Rettore potrà essere fatta dopo aver concluso di discutere delle altre materie all'ordine del giorno. Come desiderate, colleghi."

"Bene, allora continuiamo.

Avevo intenzione di creare un codice o un quantomeno stile di vita, l'educazione del giovine scienziato si rifletterebbe su tutta la popolazione, ogni cittadino rispetterà le tre V:

Verità, velocità e verificare."

"Penso che sia un'ottima linea guida, ma bisogna anche instillare loro dei valori come l'etica e la curiosità.

Scusa se cambio discorso, c'è un punto dell'ordine del giorno che non è ancora stato discusso: il progetto Genov, posso chiederti perchè è stato deciso di portarlo all'attenzione del direttorato?"

"Ci sono prima altri punti." Sentenziò il dott. Sorin.

"Va bene, va bene; noto una certa punta di fastidio nella tua risposta o mi sbaglio? Comunque se vogliamo discutere di altri punti vorrei esprimere un commento sull'abbandono del denai: nonostante io trovi questa lingua estremamente primitiva, arretrata e inutile ai fini dell'istituto mi astengo da dare un mio parere sulla decisione di abbandonarla.

Come ho ribadito più volte l'Istituto sarebbe dovuto rimanere chiuso, evitandoci il contatto con questa lingua e evitandoci questo terribile morbo."

Daemon rimase stupito dalle parole del Rettore, non si aspettava avrebbe lasciato la sua carica così prematuramente.

<<La mia opinione sul Denai è che abbandonandola avremo gravi difficoltà di comunicazione con l'esterno e in questo periodo così delicato non farebbe che diminuire le chance di trovare una cura. Anche se i miei ultimi esperimenti hanno dati risultati molto promettenti.... Per quanto riguarda l'educazione del giovane scienziato, credo che oltre a questre 3 V sia necessario molta più pratica in laboratorio durante il periodo di studi. Finita l'università gli scienziati si ritrovano buttati in un mondo di cui gli avevano solo parlato, prima.>>

Evitò di esprimere le sue preferenze sul rettore, per quel momento

"Basta lasciare la lingua al SSRI, si occuperanno loro di comunicare con gli esterni." Rispose Sorin guardando l'ex Rettore.

"Per quanto mi riguarda sono estremamente contrario ad abbandonare una lingua che è studiata e parlata tutt'ora, dai nostri scienziati: ora che ci siamo aperti, per qualsiasi ragione ognuno di noi potrebbe essere chiamato dalla comunità scientifica internazionale, che come vediamo si è creata in questo ultimo periodo, per discutere con le nostre controparti dell'Esterno sui più alti tempi della scienza. E ciò può essere fatto solo continuando a coltivare gli studi di Denai.

In qualità comunque di Rettore uscente, indico per questa materia il primo voto della sessione: io voto contrario."

"E' inutile votare, il dottor Lividain e il dottor Vapor hanno già espresso il loro parere negativo.

Direi che è giunto il momento di votare il nuovo Rettore."

Disse Sorin.

Lividain, guardò il rettore e conscio delle conseguenze dell' abbandono del denai, fece per rispondere ma fu preceduto dal direttore Sorin.

Ora si trattava di scegliere un nuovo rettore, e avrebbe votato perché Richard Potterberry salisse nuovamente in carica.

<<Il mio voto va all'ex-rettore, Richard Potterberry>>

"Il mio voto va al dottor Vapor, non mi dilungherò a spiegare il motivo." Disse Sorin con la stessa freddezza di una persona che gioca a carte per vivere.