[Seduta XLII] Dibattito sullo scontro ESPEDIL e ESPEDI

Il cielo sopra Thortuga era ricoperto di nubi plumbee e una fitta pioggia cadeva, bagnando i tetti e le strade della città. Nel Pablov, L'Assemblea dei tesserati era chiamata ancora una volta a decidere su quali posizioni barricarsi. Le lettere, che contemporaneamente raggiunsero le scrivanie del Presidente e del Segretario, chiedevano il supporto modernista per la causa dei lavoratori o dei loro padroni.

"Buffo."

Pensò l'anziano presidente Ernesto, fissando i tesserati dall'alto del palco nel salone del Pablov.

"Era necessaria una crisi estera per mostrare ai modernisti se fossero ancora una forza rivoluzionaria o conservatrice."

La notizia delle lettere era naturalmente già stata annunciata ed era ora che i presenti prendessero parola per esprimere le proprie posizioni su tale affare.

Avete tempo fino a venerdì 27 alle ore 23.59

Compagni,
la richiesta che oggi giunge ai nostri scranni è quanto mai difficile e impegnativa. La scelta diventa ancora più ardua se si considera la sensibilità della questione. Si sta scatenando una vera e propria guerra civile ed una singola scelta sbagliata può fare la differenza tra la vita e la morte di molti giovani uomini e donne.

Thortuga e il modernismo sono sempre stati alleati di Spes, ma in questo momento la voce dei lavoratori ci chiede aiuto contro la Capitale eterna del piano. Per quanto non si possa negare che l'ESPEDIL in questi decenni sia rimasto assopito ed inerme nei confronti delle innumerevoli battaglie che gli operai hanno dovuto combattere, ora finalmente sono riusciti ad unirsi in una signola voce che ora grida per il nostro supporto.

Io credo che il modernismo debba porsi come mediatore per entrambi gli schieramenti, non come blanda forza neutrale e indifferente, ma come punto cardinale dell'intero conflitto, per evitare l'ennesimo spargimento di sangue innocente.

La nostra Repubblica deve cercare di evitare una potenziale deriva autoritaria da parte del governo provvisorio di Spes ma anche mettere un freno gli atti terroristici e indagare sui recenti fatti a seguito della morte di Aralia Leotred.
Thortuga ascolta le voci dei lavoratori ma non può appoggiare forze ribelli che utilizzano subdole armi chimiche contro la popolazione innocente.

- Guillermo de Cespedes, Thortuga 10 Varpu 3056

"Compagni,

Devo ammettere che il mio recente ritorno non mi ha ancora dato modo di studiare la situazione politica attuale, ed è quindi per me molto difficile prendere una posizione netta, cosi su due piedi...

Quello che so è che solo tramite la lotta possiamo liberarci dalle catene dell ordine precostituito e che la morte non può certo spaventarci, ne fermarci"

*(una strana luce brilla negli occhi di Rexilium)*

"Dobbiamo essere forti su entrambi i fronti. ben venga il risveglio di ESPEDIL, e possa Spes riflettere sulle responsabilità che ha sui suoi cittadini"

"I nostri pensieri e preghiere sono per il popolo innocente della città, costretto a subire atti di violenza immotivata e scegliere uno fantomatico schieramento. Bisogni invitare i capi delle diverse fazioni a un tavolo della pace, dove si discuterà della vicenda senza alcun spargimento di sangue.

Propongo inoltre una fiaccolata serale dedicata alle vittime di questa vicenda, e l'allestimento di bandiere di Spès sui nostri edifici pubblici in segno di solidarietà!"

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				Eh già, l'ho fatto per davvero.
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L'assemblea era per lo più distratta, i membri disinteressati all'argomento. Ben poco si era detto, a parte qualche partecipante più informato, e oltre a qualche intervento più profondo si ci era iniziati a perdere nelle frasi di rito dopo pochi minuti.

Un giovane uomo poco sotto la trentina decise finalmente di alzarsi e prendere la parola. le labbra sottili, la pelle olivastra e gli zigomi importanti tradivano la sua antica discendenza. Il vestiario, con un fazzoletto con la bandiera rossa con la stella gialla, vecchio di quasi 100 anni e saldamente legato al braccio, sopra il vestito buono, ne dichiarava l'identità in maniera univoca.


Marazio Adegheiz, l'ultimo discendente degli Adegheiz ancora in vita, stava straordinariamente prendendo la parola.

"Compagni dell'Assemblea,

Mi rivolgo a voi prendendo per la prima volta parola in Assemblea e rompendo il silenzio politico nel quale la mia famiglia si è chiusa per più di 60 anni.

Ciò che la mia bisnonna chiese a mio nonno prima, ed a mio padre poi, fu di uscire dalle scene per lasciare che il popolo di Sant'Elio imparasse a trovare un equilibrio abbracciando l'ideale Modernista. Ciò non è successo.

La mia famiglia ha sempre seguito con attenzione gli sviluppi della politica e partecipato con il proprio voto e la propria opinione.

Mio nonno ha visto tradire gli ideali della rivoluzione per la quale la mia famiglia ha dato tutto, quando ci siamo alleati con i monarchici Denraki. Facemmo un compromesso, e tradimmo i nostri ideali. "È la nostra unica possibilità di salvezza", pensò mio nonno ai tempi. "Ci è stata data una grande opportunità" disse qualcuno dopo la guerra. "Abbiamo commesso un grave errore" dico oggi io.

Mio padre ha visto l'ideale Modernista, già tradito, venire infine pugnalato dall'inerzia politica e amministrativa della Repubblica. Ha visto la morte civile di questo Stato. Ha visto un povero vecchio disabile avere negata la possibilità di vivere una vita migliore dal nostro vergognoso sonno burocratico. Io ero ancora poco più che bambino, ma ricordo il volto di mio padre. La delusione nei suoi occhi, il tradimento nel suo cuore.

Io oggi sto guardando il Modernismo, infine, morire. Dopo essere stato tradito e pugnalato, stiamo vedendo il nostro ideale sanguinare a morte, unicamente a causa della nostra incapacità di agire. Davvero compagni e compagne, c'è qualche dubbio su da che parte stare?

Aralia era una tiranna, come tutti i Protettori di Spes. E se ora che si è liberato dalle grinfie della tirannia, il popolo chiede la rivoluzione, che Thor ci fulmini tutti se non andiamo a offrire tutto il nostro sostegno economico e militare a chi vuole creare un mondo migliore. Sotto l'egida del Modernismo, ovviamente.

Ragione per la quale propongo di incontrare i capi dell'ESPEDIL, valutare la loro fedeltà alla causa ed al benessere del popolo Spesiano e supportarli SENZA SE E SENZA MA.

Ricordo inoltre a tutti i presenti che la lotta armata è un diritto irrevocabile di qualsiasi popolo oppresso, come lo furono i nostri avi. Mi rivolgo a voi in particolare, Compagno Guillermo. Non si fanno compromessi per la rivoluzione."

Il giovane si sedette di nuovo, guardandosi intorno con un'aria seria e corruciata.

26 minuti fa, Adegheiz dice:
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		L'assemblea era per lo più distratta, i membri disinteressati all'argomento. Ben poco si era detto, a parte qualche partecipante più informato, e oltre a qualche intervento più profondo si ci era iniziati a perdere nelle frasi di rito dopo pochi minuti.


		Un giovane uomo poco sotto la trentina decise finalmente di alzarsi e prendere la parola. le labbra sottili, la pelle olivastra e gli zigomi importanti tradivano la sua antica discendenza. Il vestiario, con un fazzoletto con la bandiera rossa con la stella gialla, vecchio di quasi 100 anni e saldamente legato al braccio, sopra il vestito buono, ne dichiarava l'identità in maniera univoca.


		Marazio Adegheiz, l'ultimo discendente degli Adegheiz ancora in vita, stava straordinariamente prendendo la parola.
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		"Compagni dell'Assemblea,
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		Mi rivolgo a voi prendendo per la prima volta parola in Assemblea e rompendo il silenzio politico nel quale la mia famiglia si è chiusa per più di 60 anni.
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		Ciò che la mia bisnonna chiese a mio nonno prima, ed a mio padre poi, fu di uscire dalle scene per lasciare che il popolo di Sant'Elio imparasse a trovare un equilibrio abbracciando l'ideale Modernista. Ciò non è successo.


		La mia famiglia ha sempre seguito con attenzione gli sviluppi della politica e partecipato con il proprio voto e la propria opinione.
	</p>

	<p>
		Mio nonno ha visto tradire gli ideali della rivoluzione per la quale la mia famiglia ha dato tutto, quando ci siamo alleati con i monarchici Denraki. Facemmo un compromesso, e tradimmo i nostri ideali. "È la nostra unica possibilità di salvezza", pensò mio nonno ai tempi. "Ci è stata data una grande opportunità" disse qualcuno dopo la guerra. "Abbiamo commesso un grave errore" dico oggi io.
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		Mio padre ha visto l'ideale Modernista, già tradito, venire infine pugnalato dall'inerzia politica e amministrativa della Repubblica. Ha visto la morte civile di questo Stato. Ha visto un povero vecchio disabile avere negata la possibilità di vivere una vita migliore dal nostro vergognoso sonno burocratico. Io ero ancora poco più che bambino, ma ricordo il volto di mio padre. La delusione nei suoi occhi, il tradimento nel suo cuore.
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		Io oggi sto guardando il Modernismo, infine, morire. Dopo essere stato tradito e pugnalato, stiamo vedendo il nostro ideale sanguinare a morte, unicamente a causa della nostra incapacità di agire. Davvero compagni e compagne, c'è qualche dubbio su da che parte stare?


		Aralia era una tiranna, come tutti i Protettori di Spes. E se ora che si è liberato dalle grinfie della tirannia, il popolo chiede la rivoluzione, che Thor ci fulmini tutti se non andiamo a offrire tutto il nostro sostegno economico e militare a chi vuole creare un mondo migliore. Sotto l'egida del Modernismo, ovviamente.
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		Ragione per la quale propongo di incontrare i capi dell'ESPEDIL, valutare la loro fedeltà alla causa ed al benessere del popolo Spesiano e supportarli SENZA SE E SENZA MA.
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	<p>
		Ricordo inoltre a tutti i presenti che la lotta armata è un diritto irrevocabile di qualsiasi popolo oppresso, come lo furono i nostri avi. Mi rivolgo a voi in particolare, Compagno Guillermo. Non si fanno compromessi per la rivoluzione."
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		Il giovane si sedette di nuovo, guardandosi intorno con un'aria seria e corruciata.
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La cariatide Ernesto si passò un fazzoletto verde a pois arancioni sulla fronte sudaticcia. Era quello un regalo mostruosamente kitsch del figlio Thomas Pablo, il quale probabilmente aveva preso il gusto artistico dal ramo sbagliato della famiglia.

"Tesserate e tesserati! Comprendo la vostra volontà di aiutare le lavoratrici e i lavoratori dell'ESPEDIL. Nelle loro battaglie vedete il riflesso della gloria della nostra rivoluzione e scalpitate nel divenire oggi voi stessi protagonisti della storia."

Volse il suo sguardo ormai velato dalla vecchiaia su Alexandro Rexilium Bolivar, discendente degli stessi Rexilium che nei secoli di Thoringrad si macchiarono di blasfemi riti. Una gelida scossa gli scese per tutta la spina dorsale poichè vide in quegli occhi lo stesso cipiglio narratogli nelle antiche leggende.

"Ho passato la mia vita a lottare. Prima contro il crimine poi contro l'ignavia, rovina del nostro tempo, ma solo ora che molti inverni sono passati vi posso dire che la vera saggezza sta nel vincere senza combattere."

Fissò il giovane Adegheiz, giovane e virile ma al contempo spiccatamente arguto come solo un superno può essere.

"Il mio tempo in questo mondo volge al termine e presto diverrò solo un altro paio di righe in quello che quegli onanisti del Dipartimento chiamano storia ma permettetemi di darvi il mio ultimo, sincero, consiglio."

Si alzò a fatica, reggendosi sul curvo bastone e levando in aria l'indice sinistro.

"Dal volume terzo della Fenomenologia del Potere cito: è facile fare autodeterminare qualcuno ma ciò non basta. Occorre dargli gli strumenti culturali, etici, morali e politici per poterlo realmente fare. Io mestamente aggiungo, guardatevi dall'armare il braccio di un popolo prima di aver armato la sua mente!"

19 ore fa, Adegheiz dice:
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Guillermo si era trattenuto nel suo precedente intervento. Era da poco stato nominato Sottosegretario dopo esser stato scoperto quale autore del quotidiano sovversivo Stella Rossa e, anche se gli era stata assicurata la piena libertà, ancora non si fidava del Segretario e delle potenziali ripercussioni di un pensiero critico aperto nei suoi confronti, senza più la protezione dell'anonimato come barriera. Il discorso del giovane Adegheiz però gli aveva dato sicurezza, per cui prese parola:

Compagno Adegheiz,
lei parla con la schiettezza e la ricchezza d'animo degna dei suoi avi e per questo motivo non possiamo che essere felici di un ritorno del suo prestigioso nome in questa Assemblea, ma le sue parole tradiscono l'ideologia acerba e a tratti scellerata tipica della sua giovane età.
Non interpreti male le mie parole, preferisco avere un solo giovane come lei, che altri mille statisti veterani e ammuffiti come la maggior parte dei membri che hanno messo piede qui dentro, ma se c'è una cosa per cui dobbiamo dare atto a questi soggetti da me citati è l'esperienza.

A lei è stato risparmiato il devastante spettacolo della guerra, non ha visto centinaia di innocenti soffrire per le semplici parole del potente di turno. Il vecchio disabile da lei citato, facciamo pure il suo nome, Tebaldo Lopez, è stato come un genitore per me e da lui in prima persona ho potuto constatare quello che fa la guerra agli uomini. Non si è mai chiesto perchè il suo stesso padre avesse accettato quel "compromesso" come lo chiama lei? La guerra divora gli uomini e poi li risputa senza vita o, se si è fortunati, senza gloria. Ora mi dica, preferisce avere un governo che mandi altri giovani a morire per un ideale o un governo che si cura di loro, evitando questi inutili spargimenti di sangue? La rivolta armata non è sempre la soluzione.

La rivolta armata è l'unica via soltanto quando il popolo è compatto contro i soprusi, quindi capace di creare un governo che possa garantire un futuro di libertà e sicurezza alle proprie famiglie rovinate dalla battaglia. Questo era il caso della Rivoluzione portata avanti dalla sua antenata, dove una monarchia calata dall'alto opprimeva la quasi totalità della popolazione. Siamo sicuri che questo sia il caso di Spes? Davvero credete di potervi sostituire alla volontà del popolo di Spes? E siamo sicuri che il nostro governo sia capace, alla fine di questo scontro da lei tanto auspicato, di fornire l'assistenza da me citata prima? Io non credo e Don Lopez, ignorato ed abbandonato, ne è la prova vivente.

Non possiamo assolutamente ricostruire la nostra nazione e il nostro prestigio sulle spalle degli altri. Rinnovo la mia volontà di porre Thortuga come illuminata mediatrice tra le parti, con l'obiettivo ultimo di ottenere una votazione aperta e democratica a Spes sulla questione, al fine di ascoltare non l'ESPEDIL, non i Filo-governativi, ma la voce del POPOLO.

DEMOCRAZIA ED ASSISTENZA
DEMOCRAZIA ED ASSISTENZA
Questo è l'inno dei popoli!