Un'avvisaglia? [Evento gdr]

Difficile dire cosa potesse spaventare di più a John: se il buio della sua camera dove sua madre e suo padre dormivano oppure quel rumore che, in lontananza, sentiva, come di terra che si stesse sbriciolando.
Eppure la giornata era iniziata bene ed era proseguita altrettanto, tra una noiosa lezione di alfabeto e una corsa con i suoi amici a nascondino.
Quindi perché c’era quel rumore? Cosa aveva fatto di male?
Aveva paura e voleva sentire sua madre e suo padre, quel buio, quel rumore, cosa stava succedendo?

Bryan era già vittima del sonno, lui, guardia sorteggiata per fare la ronda a Spes si ritrovava a ronfare appoggiato a un muro, mentre si cullava in sogni di cene abbondanti e donne altrettanto ricche.
Eppure il suo bel sogno finì, facendolo trasalire, un rumore sordo si introfulò nelle sue orecchie, svegliandolo.
Cosa stava succedendo? Un attacco?
Corse verso l’origine del rumore e, quando si accorse che una parte di terreno era semplicemente sparita, dando sul vuoto, non poté far altro che tornare a Spes e gridare a tutti di svegliarsi, qualcosa di tremendo era successo.

Il sole illuminava ormai da qualche ora il piccolo paese, crocevia di traffici e mercanti e i curiosi, ormai, cercavano di guardare al di là della barriera che circondava il buco; qualcuno aveva tirato dentro degli oggetti per vedere se si potessero sentire dei rumori del fondo, ma nulla era stato udito, come se la caduta fosse durata per sempre.
“Ti dico che questi sono i Superni che si vogliono vendicare!”
“E di cosa si vorrebbero vendicare, del tuo semolino bruciato?”
“Ti ho detto che una cosa così non è normale, guarda, si cade all’infinito, tutto sprofonderà!”

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OFF GDR:
questo è il primo evento gdr alla quale potrà partecipare chiunque.
Durerà una settimana e verrà data una ricompensa di 5.000 zenar a chi scriverà il pezzo che più mi saprà sorprendere.
Questo buco si è aperto a Spes ed è l’avvisaglia del portale per l’End che verrà aperto domani.
Possono partecipare eremiti e cittadini e, per le città che vinceranno potranno decidere di avere uno sconto del mantenimento del 10% per 10 giorni al posto degli zenar.
Potete interpretare chiunque, cittadini, mercanti, sindaci, anche personaggi che non interpretate normalmente.
Scrivete quanto più vi aggrada, chi saprà sorprendermi si guadagnerà il premio.
Vi ricordo di non citare l’End.
Tempo: fino al 16 ottobre.

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Censuriamo pure eh,censuriamo tutto che tanto già siete pieni di utenti.

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"Amico mio, che ti porta qui?" disse il dottor Branca, famoso luminare di medicina omeopatica, mentre l’amico Fernet entrava nel suo studio.
“Buonasera dottore, ho un problema e vorrei la sua opinione”
“Carissimo, dimmi tutto” rispose il dottore inforcando i suoi occhialini tondi.
Il timido Fernet, palesemente a disagio balbettò: “Devo essere colpa di quei buchi strani. Ero lì al bar a bere con dei miei amici e ad un certo punto si è aperta questa voragine e…”
“Fernet caro, spiegati meglio, non riesco davvero a capire” disse il Branca, poi intravedendo l’imbarazzo dell’amico tentò di rassicurarlo: “Giovanotto suvvia, siamo amici da tempo, non vergognarti”
“Ho difficoltà a spiegare con esattezza di cosa si tratta”
Ormai spazientito, Branca cercò di tirare fuori qualche informazione dai dialoghi confusi di Fernet.
“Iniziamo coi sintomi, cosa ti senti?”
“LE MIA CONVERSAZIONI PROSEGUONO SEMPRE IN ORDINE ALFABETICO.” esplose improvvisamente Fernet. Sbraitando con la faccia completamente paonazza e stretta in uno spasmo assimilabile a quello di uno starnuto trattenuto troppo a lungo.
Sorpreso da questa affermazione e dall’aggressività del paziente, Branca trasalì: “Ma…in che senso? Non capisco”

Dopo qualche secondo di affanno, l’agitazione di Fernet si trasformò in rassegnatezza. A testa bassa disse: “Oggi è già la quarta volta che mi succede.”
“Per favore, sii serio Fernet.”
“Quanto è vero Adeges dottore le giuro che non sto mentendo.”
"Ricordi quando hai iniziato ad avere questi problemi?" disse preoccupato il dottore prendendo appunti su un taccuino di pelle.
“Si, come dicevo da quando sono comparsi i buchi” sussurrò Fernet, piegato tristemente in avanti.
“Ti ricordi se hai preso qualche botta in testa?”
“Un colpo l’ho preso ma di paura”.

Branca si tolse gli occhiali e prese ad esaminare l’amico Fernet. Fece ogni tipo di esame con lui:
Agopuntura, Balanoscopia, Culdoscopia, Dosimetria e tante altre cose che finiscono con ia.
Dopo alcune ore, alla fine il Branca disse un’unica parola, lapidaria:
“Vedo.”
Gli occhi di Fernet, ormai completamente esausto dopo la mole di esami invasivi che aveva subito, si illuminarono di una debole speranza mentre osservava il dottore in attesa della diagnosi.

“Zenzero, acqua e cannella mischiati insieme da bere un sorso ogni due ore e vedrai che starai meglio!”

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< Presto! Presto! Dobbiamo discendere noi prima che qualcun altro ci tolga il primato!
< Aspetta, tesoro, non credo ci sia bisogno di correre!
Falovor e Beatines, coppia di provetti scalatori famosa per aver conquistato le cime più irraggiungibili, era entusiasta di aver trovato una nuova sfida.
< Sbriiiiiigatiiii!!!
Il marito faceva molta fatica a star dietro alla focosa moglie, portando molteplici zaini e pesanti sacche ricolme di attrezzatura.
< Eccoci! Largo, largo, sono arrivati gli esperti! Fate passare!
I curiosi radunati ai lati del misterioso pozzo si ritrassero chiedendosi cosa stesse succedendo, e iniziò a levarsi un chiacchiericcio stupito.
< E’ BELLISSIMO! Esclamò Beatines al marito, esaminando la voragine racchiusa dalla strana cornice.
Lui, sporgendosi, non potè fare a meno di provare una fitta di paura.
< Cara, non dovremmo esaminare meglio la questione? Non so se questa impresa rientra nelle nostre competenze.
< Stai scherzando?! Si tratta solo di scalare verso il basso! Chissà cosa c’è là sotto, potrebbe esserci qualsiasi cosa, saremmo i primi ad aver esplorato qualcosa di davvero incomprensibile!
La passione di lei, come sempre, fece presa sul marito, che iniziò a fantasticare sulla scoperta e sulla felicità che avrebbe avuto la moglie se avessero avuto successo.
< Va bene, ti serviranno i ganci a due rembi. Usiamo le cinghie borchiate, che sono più resistenti.
Si mise a trafficare con l’equipaggiamento, sostituendo dei pezzi e controllandoli con cura. Beatines si sistemò il completo e iniziò a indossare le cinghie, fremente d’eccitazione.
< Mi raccomando, non sappiamo cosa sia questa cosa, non agire come se fossi su una montagna e non dare nulla per scontato.
< Agli ordini, Capitano della Fune!
La donna saltellò verso il basso marito e si chinò per stampargli un bacio romantico sulle labbra. Lui la trattenne e ci mise ancora più passione, facendola cedere e mugolare di piacere, provocando l’imbarazzo degli astanti.
< Ti amo.
< Anch’io. Ora, alla conquista!
Falovor assicurò le funi di sicurezza a un palo poco distante, aggiustò la carrucola e aiutò la moglie a calarsi.
< Controlla bene la roccia, non sappiamo cosa sia esattamente.
Mentre si calava, allontanandosi da lui, Beatines fu presa dalla sensazione di paura ed eccitazione che amava tanto. Si gustò quelle emozioni, che erano come una droga, e poi concentrò tutte le sue attenzioni sulla discesa.
La parete era uniforme e grossolana, sembrava continuare così anche più sotto. Sperava che cambiasse e potesse avere degli appigli o delle irregolarità, ma per ora non poteva che aspettare.
< Puoi piantare il primo chiodo?
< Calami ancora un pò. Sì, ora va bene!
La donna trafficò per estrarre il necessario e in breve tempo dalla voragine iniziò ad emergere il suono di sordi colpi ripetuti.
< Che cosa state facendo qui? Avete un permesso per queste operazioni?
Falovor trasalì per un istante.
< Non si preoccupi, signora guardia, siamo esperti del settore!
< Non potete prendere iniziative del genere senza permesso.
< Amore, il chiodo non entra, la parete è troppo dura, calami ancora più in basso!
< Va bene tesoro!
Le guardie protestarono, ma il marito continuò a calare la moglie. Non avrebbero potuto fare nulla dato che interferendo avrebbero rischiato di metterla ancora più in pericolo.
< Non ti vedo più, per favore riprova a mettere il chiodo.
< Va bene!
Il rumore ritmico riprese, stavolta più lontano, ma a un certo punto s’interruppe.
< Ci sei riuscita?
Silenzio.
< Beatines?
Provò a saggiare la tensione della corda oltre la carrucola, e con orrore scoprì che era floscia.
< BEATINES!!!


< Mamma, ma chi è quel signore che butta le cose nel buco tutti i giorni?
La donna si calò a cingere il figlio con affetto.
< Una sua amica è caduta dentro, e da allora lui le butta sacchi con del cibo e acqua in una borraccia di pelle, sperando che possano arrivare da lei e farla stare bene.
< Ma nessuno sa cosa c’è sotto.
< No, nessuno.
< Magari non c’è più.
< Vero.
Il bambino guardò l’uomo con tristezza.
< Speriamo che ci sia.
< Speriamo. Su, ora andiamo.

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OFF
L’apertura dell’end dovrebbe avvenire intorno alle 15 giusto? Me l’ha accennato ieri goldr, ma non ricordo bene, credo sarebbe utile saperlo anche per le altre città

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Off: si

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Deadu e Solarut, anziani cittadini spesiani, erano sul bordo della zona transennata dove si era creata la voragine. Il buco si vedeva a malapena di sbieco, ma le voci degli esperimenti condotti dalle guardie spesiane si erano gia’ sparse.

Tutto ad un tratto, dopo che i due anziani guardavano l’affaccendamento delle forze dell’ordine, con braccia conserte dietro alla schiena, Solarut dice:
“Un uomo entra nella voragine…”
Deadu, un po’ perche’ nel suo mondo, un po’ perche’ non ha visto nessun uomo entrare, escalama "E quindi?"
“E quindi nulla”
“Non ti capisco Solarut, che intendi dire?”
“Dai Deadu, la barzelletta, un uomo entra in un caffe’, splash!”
Deadu, con volto sconfitto, si incammina verso la locanda piu’ vicina, farfugliando di zappe e birre.

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